Rodari in Nuova Zelanda!

 

“Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”. Questo sperava Gianni Rodari, poeta, scrittore, pedagogista, partigiano, giornalista, ‘fantasista’ di rilievo della narrativa italiana del secolo scorso, di cui in questi giorni si festeggia il centenario della nascita. 

Per l’occasione, Bologna Children’s Book Fair e la Regione Emilia-Romagna  hanno organizzato la mostra Figure per Gianni Rodari. Eccellenze Italiane, con le opere di ventuno illustratori italiani che dagli anni Settanta ad oggi hanno illustrato e reinterpretato le sue storie per grandi e per piccini.

Malgrado si stia qui parlando dell’unico scrittore italiano ad aver vinto il prestigioso Premio Hans Christian Andersen (il cosiddetto Nobel della Letteratura per bambini, ricevuto nel 1973) nonché uno dei pochi ad essere stato tradotto in ben 46 lingue (soprattutto negli stati dell’Europa dell’Est, in Russia, in Cina e in Sudamerica) Gianni Rodari è tuttora praticamente sconosciuto nel mondo di lingua inglese.

Negli Stati Uniti troviamo solamente la Grammatica della fantasia, e, a partire da quest’anno, le Favole al telefono, pubblicate col titolo Telephone Tales da Enchanted Lion Books una piccola casa editrice indipendente con sede a Brooklyn, New York. Per l’occasione, il New York Times ha dedicato a Rodari un bellissimo articolo, che potete leggere QUI, in cui, tra le altre cose, si cerca d’individuare le ragioni per le quali nel mondo anglosassone  le sue opere siano state deliberatamente ignorate per oltre cinquant’anni.

In Gran Bretagna e nei paesi dell’ex Commonwealth, invece, l’unica opera che ha riscontrato una certa attenzione è Novelle fatte a macchina, mentre il resto della produzione dell’autore è praticamente introvabile, o, per dirla in maniera più sfacciatamente rodariana, inesistente.

Anche per questo, la Società Dante Alighieri di Auckland, in collaborazione con l’Ambasciata italiana di Wellington, il Festival Italiano di Auckland, Oratia Books, e NEWMARKET, ha deciso di portare la mostra organizzata da Bologna Children’s Book Fair e Regione Emilia-Romagna in Nuova Zelanda.

Gianni Rodari arriva così per la prima volta sul lato opposto del mondo, con un allestimento curato dalla bravissima Nicoletta Benella.

Inaugurata il 17 ottobre ad Auckland, in occasione di Artweek Auckland e della Settimana della lingua italiana nel mondo, la mostra presenta le opere di personalità storiche dell’illustrazione italiana, grandi contemporanei e giovani artisti, da Bruno Munari a Emanuele Luzzati, da Altan a Beatrice Alemagna, da Alessandro Sanna a Valerio Vidali e Nicoletta Costa, e poi Gaia Stella, Olimpia Zagnoli, Manuel Fior, Simona Mulazzani , Chiara Armellini, Anna Laura Cantone, Fulvio Testa, Maria Chiara Di Giorgio, Giulia Orecchia, Federico Maggioni, Francesca Ghermandi, Pia Valentinis, Vittoria Facchini ed Elenia Beretta.

Come spiega Alessandra Zecchini, direttrice dell’Italian Festival, «La Nuova Zelanda ha una forte tradizione di letteratura per l’infanzia, eppure Rodari rimane praticamente sconosciuto. Abbiamo saputo della mostra di Bologna e abbiamo subito pensato di portarla ad Auckland, per far conoscere al pubblico neozelandese le eccellenze italiane nel campo dell’editoria e dell’illustrazione».

Come indicato anche dal NYT, l’ostracismo di cui è stato fatto oggetto Rodari nel mondo occidentale, è in gran parte spiegato dai suoi legami col Partito Comunista e dalla componente di giustizia sociale (se non di vero e proprio socialismo) alla base della sua narrativa (non dimentichiamoci che, nel 1951, dopo l’uscita del suo primo libro pedagogico Il manuale del Pioniere, il Vaticano lo scomunicò, definendolo un “ex-seminarista cristiano divenuto diabolico”).

Ma a cento anni di distanza dalla sua nascita, con le ideologie crollate e il mondo divenuto schiavo del dio mercato, la riscoperta di Rodari sembra dimostrare che le etichette a lui affibbiate fossero figlie del loro tempo, mentre le sue opere hanno saputo superare i decenni e sono arrivate ai lettori di oggi come se fossero state scritte stamattina: un bambino cipolla che combatte le ingiustizie di un mondo dominato dal Principe Limone (Le avventure di Cipollino), un paese dove tutto funziona a rovescio (Gelsomino nel paese dei bugiardi), un UFO che in realtà è una torta (La torta in cielo) e poi I viaggi di Giovannino Perdigiorno, Le novelle fatte a macchina, Il pianeta degli alberi di Natale

Con le sue storie Rodari ci insegna l’uguaglianza  senza essere egualitario, la pace senza essere pacifista, e la rivoluzione senza scomodare la violenza, perché, come da lui stesso dichiarato nella Grammatica della fantasia (1973) sono dedicate “a chi crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione, a chi ha fiducia nella creatività infantile, e a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola” .

Oggi come non mai è di questo che abbiamo bisogno, come adulti, come bambini e come società:

“Ho visto una formica / in un giorno freddo e triste / donare alla cicala / metà delle sue provviste. / Tutto cambia: le nuvole / le favole, le persone… / La formica si fa generosa… / è una rivoluzione!”

 

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