Archivio mensile:novembre 2020

Lirico terapia. Fina García Marruz, Il tramonto

Quando eravamo piccoli

scoprimmo una sera sulla nostra terrazza avanera 

il tramonto splendido del sole.

E tutte le sere correvamo a vederlo.

Correvamo su per la scala a chiocciola, buia,

tiravamo per il braccio gli adulti:

“Correte, correte, il tramonto,

il tramonto!”.

Continua a leggere

Danza

La vita come danza, non contava il pallone, ma la danza, la danza, l’essere certi di volare, di sorprendere se stessi, prima degli altri, la testa, i piedi, come note e strumenti, come un ballo infinito, senza colpe o pentimenti, anche nel tunnel della vita, dentro il buio, la roba, sempre troppa, proprio come il tocco, la mira, la stoccata, l’enorme, l’insolito, il passaggio, da una nota all’altra, lo spartito, mai la partita, le note strepitose, il volo, basso e continuo, la luce unica dell’immediato, come se tutto fosse tacco, tiro, giravolta, l’unica gioia, come se tutto fosse solo, in mezzo alle traverse del letto, sofferenza, respiro ormai affannoso, il grido, come se tutto fosse solo, fosse solo, danza.

Giorgio Stella, Dovere del nulla del tutto di nessun niente

___________________________________________

– 1 – Culla mi manca la fiancata sull’arca

Della sola cosa possibile

Alla chiesa cattolica la statua dell’ala

– 2 – La statua dell’ala manca nella chiesa cattolica

La cosa sola possibile

Fiancata nell’arca della culla

– 3 – Culla portata dalla statua nella chiesa cattolica

Con l’arca possibile

Che culla l’ala mancata

[una pausa]

Continua a leggere

Lirico terapia. Giovanni Giudici, Dal cuore del miracolo

Parlo di me, dal cuore del miracolo:

la mia colpa sociale è di non ridere,

di non commuovermi al momento giusto.

E intanto muoio, per aspettare a vivere.

Il rancore è di chi non ha speranza:

dunque è pietà di me che mi fa credere

essere altrove una vita più vera?

Già piegato, presumo di non cedere.

Continua a leggere

Rossocorpolingua

Editoriale
Due parole di benvenuto nella nostra rivista on line, rivista che già nel nome, oltre ad evocare uno dei testi più belli di Elio Pagliarani, edito nel 1977 dalla Cooperativa scrittori, poi compreso all’interno della Ballata di Rudi (prima ed. 1995 per Marsilio) sottintende un ambito ben preciso di ricerca poetica: studi e saggi ben radicati nel terreno storico (rubriche archivi, bibliografie, biografie), per una poesia e forme artistiche nelle quali scorra il sangue della valenza emotiva e morale (rubriche saggi e recensioni) e linguistica (rubrica traduzioni).
Il richiamo a Periodo Ipotetico, citato per immagine nella nostra testata, tiene la bussola rivolta verso quel forse dubitativo ed irrequieto che costituisce, credo, il nutrimento indispensabile per ogni crescita intellettuale e verso quella fusione di ambiti e i linguaggi tanto più importante oggi fra le sollecitazioni ed il continuo transito di mezzi, lingue, culture, fenomeno migratorio, e non solo di uomini, indotto dal pensiero e dall’economia digitale.
Poiché “il nostro daffare al momento/ è saltare, saltare, saltare/ sennò sulla coda ci mettono il sale” saltiamo su questa nuova ipotesi, radicati nel terreno concreto dei contesti e delle testimonianze, avendo come unica certezza quella della eticità della scrittura.
Maria Concetta Petrollo Pagliarani

Qui il sito della rivista Rossocorpolingua

Qui la presentazione video della rivista Rossocorpolingua e una riflessione sull’editoria indipendente

Qui l’indice delle pubblicazioni della rivista on line

[Francesco Sasso]

La “poesia” di Cioni Carpi, libero battitore

di Guido Michelone

Prima di raccontare questa lodevole iniziativa, occorre una premessa quasi di tipo sociologico, fra storia e attualità, onde meglio contestualizzare l’arte e il periodo in cui le si dedica spazio, valore, importanza, fatica, impegno, passione, lavoro, e tempo libero. Il discorso, insomma, cade inevitabilmente sul Covid-19 o Coronavirus, il virus che dal febbraio 2020 sta pesantemente condizionando ogni attività umana.

Continua a leggere

Pregare

Pregare è semplice. Basta dire: Signore Gesù Cristo. Il Kyrios è al di sopra di tutto: la vita non è nostra, siamo amministratori a cui si chiede di essere fedeli; Gesù, Joshua, Dio salva: è inutile cercare altre vie quando Egli ha detto “Io sono la via”; Cristo, il Messia che deve venire: qualunque attesa, qualunque desiderio, sono attesa e desiderio di Lui, l’unico che può rispondere a ciò che vogliamo, a ciò che siamo. 

Giorgio Stella, Preghiera per il virus

Cristo annienta la memoria della storia 

Mettici in mezzo TE alla memoria TUA 

La Croce ha raccolto 

Quello che la madre a un padre ha

dato un Figlio dello Spirito SANTO 

Ogni uomo ha il dovere di morire per TE

Quindi l’inferno giace in pace

La notte dell’eterno amore Tuo su satana 

AVANTI TE LO SPIRITO SANTO BATTEZZATO

CRISTO NOSTRO PERDONA L’OBBEDIENZA

DI TUA MADRE DIO E’ MORTO PRIMA DI TE

NELL’INFERNO NOSTRO PADRE NOSTRO

VIENICI A RIBATTEZZARE L’AMORE DELL’ANGELO

____________________________________________________

Lirico terapia. Giancarlo Majorino, Poesia della poesia

Poesia della poesia

Scrivere costa ma hai un lavoro da uomo

se appiccicato sarai all’onestà coatto

come due piedi alla terra

e diffidente 

non guardando le streghe

quando passano sul manico di legno

mira dove partono

non altrimenti uscivano le V2

tra le stelle sopra Londra inquieta.

***

“Scrivere costa”: è lo sforzo che occorre per superare l’immediato, Continua a leggere

Il grido

La malattia, la sofferenza, sono momenti da condividere con il Cristo Servo sofferente eppure gioioso, che conosce il patire fino alla fine del mondo, quando ogni dolore sarà bandito dall’orizzonte di quelli che lo amano. Il Suo grido liberatorio, nella morte in croce, risuonerà una volta per tutte per chi lo ha custodito come annuncio di salvezza. Già da ora.

Giampaolo Centofanti, Habemus papam

Capitolo 1

“Nuntio vobis gaudium magnum: habemus papam”. Laggiù in piazza san Pietro e come sentendo milioni incollati ai media di tutto il mondo, un silenzio inusuale. È palpabile nelle luci della tarda serata una preghiera intensissima, accorata, che dura da mesi. Poi una choccante sorpresa, non segue l’ormai da molti imparato a memoria emintissimum ac reverendissimum… ma semplicemente “Dominum” e improvvisa si diffonde l’attesa di un miracolo quasi insperato. Quei pochi secondi sembrano interminabili… il protodiacono riprende la parola: “Dominum Johannes Sanctae Romanae Ecclesiae presbiterum Lon Rong, qui sibi nomen imposuit Discipulum”. Si ode un brusio animatissimo, si percepisce chiaramente la domanda che rimbalza in ogni parte del globo terrestre: “Chi è? Who is he? Quien es el? Qui est-il?”. Anche il telecronista non sa cosa dire, solo traduce: “Si tratta di un sacerdote, il nome come percepite sembra orientale”. Subito dopo il commentatore riesce ad avere notizie: “È un prete della Corea del Sud. Dovrà venire ordinato vescovo. È giunto in gran segreto ieri a Roma. Ha or ora accettato l’elezione”.

Continua a leggere

Le Corbusier, un architetto per la musica. Guido Michelone intervista Giuseppe Azzarelli

Dialogo sul progetto multimediale Cité Radieuse (Città radiosa)

La città non è solo un luogo di spazi e di forme ma, inevitabilmente, esprime la sua dimensione anche attraverso i suoni: ogni luogo ha una propria impronta acustica che riflette attività umane, relazioni col mondo e con sé stessi. L’idea di una Cité Radieuse, ideale ed utopistica città nella città, immaginata da Le Corbusier attorno all’Uomo e ai suoi bisogni, mi ha subito affascinato per il suo “umanesimo”, avvicinandomi a un mondo sonoro che possa evidenziare o accennare possibili equilibri emotivi nella poliedricità della città contemporanea.(Giuseppe Azzarelli)

Continua a leggere