Franco Loi 1930-2021

da L’aria

La gàbia del leun l’era de aria, 

de aria la mia mama, quèl cappell,

el brasc del mè papà l’era de aria

sü la mia spalla, i mè man che streng, 

e aria el ríd di öcc e duls de aria 

de quèla vita ch’û insugnâ l’azerb.

Eren de aria lur, e mí, chissà,

che sun stâ fermu a vardàj andà.

[Traduzione. La gabbia del leone era di aria, / di aria la mia mamma, quel cappello, / il braccio di mio padre era di aria / sulla mia spalla, le mie mani che stringono, / e aria il ridere degli occhi e dolce d’aria / di quella vita, di cui ho sognato, l’acerbo. / Erano d’aria loro, e io, chissà, / che sono stato fermo a guardarli andare].

da Antologia della poesia italiana, Einaudi, diretta da Cesare Segre e Carlo Ossola, Novecento, volume secondo.

8 pensieri su “Franco Loi 1930-2021

  1. Paolo Ottaviani

    All’amico poeta scomparso il mio commosso saluto:

    Treccia dell’aria e della giunchiglia

    (A Franco Loi)

    Sento dalla penombra salire vento e grandine,
    ogni granello d’aria picchiare come grandine
    sul volto che s’adombra di luci e leggendaria
    purezza: l’apparire del mare sul morire

    a Genova del giorno! Bambino e marinaio
    perso nella memoria. Milano, un calzolaio,
    la nebbia tutt’intorno, la morsa della storia,
    la casa di ringhiera…la mamma in via Pantera…

    …vociare del mare,
    trema una giunchiglia,
    andare e tornare
    su per la fanghiglia…

    Ladro d’aliti e suoni per le strade a Milano,
    Milano la tua tana, lo spazio quotidiano
    dei sogni e le sezioni di partito, ma frana
    sul disatteso amore, passa senza un bagliore,

    profumo di giunchiglia, la storia che non sente
    quel segreto respiro che va infinitamente
    nella luce vermiglia, nel sempiterno giro
    che muove dalla neve, dall’aria in te sì lieve…

    …vociare del mare,
    soffio di giunchiglia,
    tornare ed andare
    nella meraviglia…

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  2. giorgio stella

    perdona se puoi Franco Loi dove stai e stiamo se un giorno buttai un tuo libro.
    nn ero incazzato con te ma con crocetti tu sai, la bella foderina su poesia mentre abbracci il tuo cane e poi la colletta xché ti volevano togliere la casa –
    sembravi jannacci di volto nel vuoto.

    Piace a 1 persona

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