Buona lettura 26. La ragazza andalusa. Alessandro Gianetti

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia. Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità. Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

Il protagonista della storia di Alessandro Gianetti ha un occhio speciale per i particolari e i dettagli, come dimostrano i continui tentativi di “tradurre” Beatriz, la misteriosa “ragazza Andalusa” conosciuta un sabato sera a Madrid.

Lui, traduttore di professione, emigrato in Spagna in cerca di fortuna, tenta con ostinazione di trasportare questa giovane donna “leggera, lacrimosa e ferma” nel proprio mondo, quello delle parole italiane, dal momento che tutti i tentativi di interpretarla secondo la lingua e le regole spagnole falliscono miseramente.

E così, un avvenimento in apparenza semplice come la conoscenza di una ragazza in un locale notturno, diventa denso di risonanze e la vicenda si apre allo sguardo spaziante, alla volontà del protagonista di ripercorrere un’esperienza umana e professionale ponendosi allo scoperto nei confronti di una donna abile a nascondersi, a contrastare con un’innata sensualità e una particolare propensione per il silenzio, l’illusione che gli cresce dentro.

In La ragazza andalusa (Arkadia Editore) Gianetti conferisce alla lettura anche un movimento geografico e culturale, dove i paesaggi e la storia di Madrid, i profumi e i colori della Siviglia, dell’Andalusia, dell’Estremadura, dei piccoli e caratteristici borghi del Portogallo, trovano libero sfogo senza però riuscire a rappresentare un appoggio, un momento di quiete, tanto il personaggio è risucchiato dalla misteriosa forza di Beatriz.

Lo scrittore ci rivela così le speranze di un uomo stanco, incapace di tornare indietro e con il tormento di non riuscire a comprendere quella ragazza che non vuole uscire dal proprio guscio e con la quale riesce a condividere un unico linguaggio: quello del corpo.

Non rimane altro da fare che andarsene in giro tra piazze ed aperitivi ed immergersi nella movida spagnola, per tentare di superare l’imbarazzo di non riuscire a ricambiare sinceramente silenzi e battute.

Gianetti tiene d’occhio il protagonista del suo racconto nel descrivere e percorrere le pieghe di questa storia d’amore così particolare, sospesa tra due mondi e pervasa da un’atmosfera da film, maneggiando il tempo dei dialoghi e dei silenzi per coglierne risonanze e conservarle nei ricordi.

Alessandro Gianetti (Firenze, 1976) è uno scrittore e traduttore che vive da anni in Spagna. Dopo il suo esordio con “La Guida di Giuda. I 76 bar più temibili di Madrid (Miraggi Edizioni, 2012) ha scritto la piccola enciclopedia portatile “Storie di baci (Robin, 2018) e partecipato al romanzo corale “Il postino di Mozzi” (Arkadia, 2019). Traduttore di Ricardo Piglia, Roberto Arlt e Federico García Lorca, collabora con l’editore Casimiro alla collana “Leggere l’arte”, mentre dal 2019 coordina “Xaimaca Jarama”, la collana di narrativa dedicata alla letteratura in lingua castigliana e catalana di Arkadia. I suoi interventi sono apparsi sulle riviste “Doppiozero” e “Gli Stati Generali” e sul blog “Il Lavoro Culturale”. “La ragazza andalusa è il suo primo romanzo (Arkadia, 2020).

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Informazioni su giovanniag

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976), è scrittore, traduttore letterario e blogger. Autore del libro di viaggio "Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa" (Fusta Editore, 2020) e del romanzo psicologico "Viale dei silenzi" (Arkadia, 2019), ha anche preso parte al romanzo collettivo "Il postino di Mozzi", a cura di Fernando Guglielmo Castanar (Arkadia, 2019). È inoltre autore di una quadrilogia di romanzi distopici sul tema del crollo di internet e della società del controllo ("Sentieri di notte", "Partita di anime", "La casa degli anonimi" e "L’ultimo angolo di mondo finito", editi da Galaad tra il 2012 e il 2017 e in prossima riedizione in volume unico), in parte pubblicata anche in spagnolo e in polacco e in prossima riedizione in volume unico. Ha scritto, curato e tradotto vari libri sulle opere di J.R.R. Tolkien (su tutti, "Tolkien. Light and Shadow", opera bilingue italiana-inglese, ed. Kipple, 2019), e tradotto o co-tradotto saggi su William Shakespeare e Roberto Bolaño ("Bolaño selvaggio" a cura di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau, ed. Miraggi, 2019, tradotto insieme a Marino Magliani), oltre a libri di Jorge Mario Bergoglio, Amir Valle e Peter Straub. Ha partecipato a numerose residenze letterarie e reading in Europa e negli Stati Uniti, e traduce da inglese, spagnolo, francese e portoghese, oltre a parlare il polacco. I suoi contributi critici sono disponibili sui blog “La Poesia e lo Spirito”, “Lankenauta”, “Poesia, di Luigia Sorrentino” e “Postpopuli”. Insieme alla giornalista Valeria Bellagamba, ha creato e gestisce la pagina Facebook "Anticorpi letterari", con interviste in diretta video a protagonisti del panorama culturale italiani e internazionale. Il suo sito è www.giovanniagnoloni.com.

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