Lirico terapia. Angelo Mundula, L’introvabile dove.

L’introvabile dove

Mai lo sapremo 

quale tempesta si addensa

quale bonaccia

sulla nostra piccola barca 

se il vento cala o si alza 

al di là della scogliera. 

Sempre viaggiamo verso ignota terra 

neppure il mare basta alla nostra sete 

neppure l’onda che ci solleva 

sopra la piccola baia 

mentre il cielo passa sulle nostre teste tessendo la sua celeste tela 

il mistero di sempre. Basta un niente a sorprenderci: un ramo 

che s’agita sulla terra e annunzia il cambiamento o quella scaglia d’oro 

che trapela da qualche parte del cielo. 

Siamo i naviganti che hanno doppiato 

le Colonne d’Ercole senza trovare la terra sempre più estranei al porto che 

ci attende sempre più lontani

dalla nostra scogliera.

Ho più volte sottolineato come la poesia apra vie di comprensione inedite, e come il lettore sia sollecitato a prendere posizione e a partecipare alla creazione infinita di un testo sempre disponibile a parlare. Cosa ci dicono, per esempio, questi versi? Che si possano leggere su piani diversi è evidente sin dal primo approccio: l’incertezza della vita, il mistero degli umani destini, l’angoscia del nulla e dell’ignoto, sono le prime coordinate che si affacciano alla mente. Ma subito dopo ne emergono altre: la necessità di crescere, di abbandonare certezze troppo comode, l’urgenza di uscire da se stessi per andare verso terre sconosciute. A ben vedere, è una metafora perfetta dell’amore. Dio dice ad Abramo di lasciare la sua terra, per andare dove gli sarà mostrato. Nella versione originale c’è un senso più profondo: lech lecha, va’ verso te stesso. Ogni volta che accettiamo di vivere la grande avventura dell’amore ci sembra di perderci. E invece, proprio allora, ci troviamo.

4 pensieri su “Lirico terapia. Angelo Mundula, L’introvabile dove.

  1. S&R

    Sete di infinito, oscurità della coscienza, imprevedibilità del viaggio..elementi universali dell’esperienza umana, ma la chiave di lettura da te proposta permette il salto: dalla psiche allo spirito, dal non senso al significato ultimo.

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  2. Antonio Fiori

    Grazie Fabrizio, Mundula è stato maestro di vita e di poesia (naturalmente inarrivabile). Il tuo commento perfetto.

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