Lirico terapia. Mario Benedetti, Addio pessimismo.

Mario Benedetti

[Mario Orlando Hamlet Hardy Brenno Benedetti-Farugia]

Addio pessimismo

Sei maggiorenne ormai 

e devo congedarti

pessimismo

anni che ti preparo colazione 

che controllo la tua tosse di cattivo augurio

ti misuro la febbre

cerco di raccontarti con i particolari

il passato meno prossimo

convincerti che in fondo noi siamo gagliardi e leali

e che bisogna far buon viso a cattivo gioco

eppure come niente fosse

sei sempre irritato arrabbiato intrattabile 

e nella disfunzione tu ti adagi 

come fosse una morbida poltrona

si vede che nella rovina ti compiaci

vivi un idillio antico con le cattive ombre 

hai la mania di pregare presso i ruderi 

dinanzi al disastro inaspettato godi

certo che voglio dirti addio 

non so perché non l’ho già fatto 

sarà per via del tuo stesso metodo

di renderti immancabile 

sicché si rimane tristi della tua tristezza 

amari della tua amarezza 

in sussulto per i tuoi sussulti

lo so che vorrai dirmi  non c’è motivo

per essere euforici o per celebrare 

e di nuovo hai ragione certamente 

ma è così sciocca la tua ragione così ovvia 

tanto ricostruita e imitata 

così paragonabile all’intuito 

che a un tratto mi risulta irrazionale

ormai sei maggiorenne 

addio pessimismo

e per piacere vai via piano piano

non sia che si risvegli il mostro

È necessario commentare? Non sembra tutto chiaro? Eppure sentiamo che c’è qualcosa con cui siamo invitati a fare i conti, che il dialogo del poeta con se stesso è uguale al nostro: l’eterna lotta tra il bene e il male, la disperazione e la speranza. La poesia c’inchioda alla responsabilità della temperie interiore, che spesso lasciamo andare alla deriva: è allora che il pessimismo prende forma, anche nei modi più sottili, e a prima vista invisibili. I Padri della Chiesa parlavano di custodia del cuore. In tale prospettiva, si spiegano bene questi versi:

“ma è così sciocca la tua ragione così ovvia 

tanto ricostruita e imitata 

così paragonabile all’intuito 

che a un tratto mi risulta irrazionale”.

C’è una ragione, che potremmo dire carnale, a stento distinguibile dall’intuito, o addirittura dall’istinto. Ci occorre la ragione superiore dell’amore: così il pessimismo andrà via, “piano piano”, perché non “si risvegli il mostro”.

3 pensieri su “Lirico terapia. Mario Benedetti, Addio pessimismo.

  1. S&R

    Sembra tutto molto chiaro, eppure il tuo breve commento getta una luce nuova, che fa emergere un senso più profondo e più vasto.

    "Mi piace"

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