Lirico terapia. Angelo Maria Ripellino, da Lo splendido violino verde.

 

[da Lo splendido violino verde]

Astres! Je ne veux pas mourir! J’ai du génie! Jules Laforgue, Éclair de gouffre 

Sonare su un violino in fiamme

una mia seguidilla,

prima che cada il sipario come una ghigliottina.

Mi piace il fragore, il bailamme, 

ma la mia vita arlecchina,

veliero viluppo di stracci,

con la sua gracile chiglia 

si impiglia in un groppo di ghiacci.

Avanzare con grandi falcate di goffa pavana, 

gonfiarsi come una rana. 

Riempire di propri scartafacci la stiva, 

sognare che il nome

fra tanto oblio sopravviva.

Quanta enfasi, quanta arroganza cetrulla. 

O vita, o Hanna Schygulla, sciantosa di varietà, sulla riva 

del Nulla. 

Una poesia straordinariamente efficace questa di Ripellino, giocata su immagini stranianti e accostamenti di suoni che producono effetti su vari livelli di ricezione: fantasia, simbolo e ironia danno vita a un intreccio difficile da dimenticare. 

“Sonare su un violino in fiamme / una mia seguidilla”: l’esordio è di quelli che spiazzano, col violino in fiamme che rievoca scene oniriche alla Hieronymus Bosch, cui segue, con logica stringente, il sipario che da un momento all’altro può cadere “come un ghigliottina “. Le immagini a tinte forti profluiscono in un’auto denuncia che coinvolge il mondo degli artisti, inevitabilmente alle prese con istanze narcisistiche: “gonfiarsi come una rana. / Riempire di propri scartafacci la stiva, / sognare che il nome / fra tanto oblio sopravviva”.

Fino alla coda irresistibile, che testimonia dello spessore originalissimo della poesia di Ripellino: “Quanta enfasi, quanta arroganza cetrulla. / O vita, o Hanna Schygulla, / sciantosa di varietà, sulla riva / del nulla”.

2 pensieri su “Lirico terapia. Angelo Maria Ripellino, da Lo splendido violino verde.

  1. S&R

    Si, davvero un affresco a tinte vivaci e crude del fascino e, al contempo, dell’evanescenza di un mondo in bilico tra il sublime e il qoeletiano “vanità delle vanità, tutto è vanità e un correr dietro al vento “.
    Bello il riferimento a Hieronymus Bosch!

    "Mi piace"

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