I poeti di trent’anni esordiscono su Poesia, di Antonio FIORI

 

La nuova rubrica di Milo De Angelis apre con Giovanni Ibello

 


Pur apprezzando anche la nuova versione bimestrale della storica rivista ‘Poesia’, mi
chiedevo quanto potesse resistere una rivista letteraria senza rubriche e stabili centri
d’interesse. Un primo passo è stato recentemente compiuto con Silvio Ramat, che sta
rivisitando ‘La giovinezza della poesia in Italia (1900-1914)’ (dopo essersi già meritoriamente occupato dell’Ottocento nella precedente edizione mensile). Ora, aprendo il suo numero 5, ecco un’altra significativa indicazione di rotta: si tratta della rubrica ‘I poeti di trent’anni’ curata da Milo De Angelis e “dedicata agli autori nati nei dintorni del 1990 che più mi hanno colpito nelle ultime stagioni.” Sarà interessante conoscere, o in qualche caso riscoprire, i giovani poeti italiani attraverso una lente così autorevole e in momento anagrafico per loro così importante. In questo primo appuntamento De Angelis ci propone il poeta napoletano Giovanni Ibello, soffermandosi sulla sua ultima silloge, Dialoghi con Amin, accompagnata da un’ampia scelta di testi.
La recensione coinvolge e convince, frutto di una lettura sentita, empatica, che pian piano apre a considerazioni e prospettive nuove d’interpretazione. Si parte dal poeta di Platone – “essere demoniaco che non sa di sapere”, ci ricorda Milo De Angelis – per giungere, alla fine, alla premonizione di “una bufera che rade al suolo tutte le nostre parole…qualcosa che ci getta in balia dell’attesa, pura attesa senza oggetto e senza nome”. Una poesia che racconta “una natura vivissima, percorsa da forze impetuose e assassine; una natura popolata di animali e di fiori.. una natura straripante, assetata, minacciosa, sempre sul punto di sprofondare nelle tenebre, sorella del Barocco spagnolo, quello più impregnato di morte.” Un visione apocalittica dunque, dove, per dirla coi versi dell’autore: Ogni cosa rivela/ quel nulla che siamo già stati ed un altrove di spine e diademi.
Sono voluto entrare nella recensione, riportandone brevi stralci, per dimostrare quanto
possa essere significativa, per un giovane poeta, una tappa in questa promettente rubrica, dove si è letti da un grande poeta in modo così profondo e partecipe senza che alcun peso s’avverta per la differenza di età, di percorsi e di fama.

Un pensiero su “I poeti di trent’anni esordiscono su Poesia, di Antonio FIORI

  1. giorgio stella

    ‘distante [davvero] un padre’ Milo de Angelis….che io ho autografo da Zanzotto x conto di terzi che conosci e nn parlo del poeta ma dell’ostinata prematura vita di Poesia/Crocetti, in effetti tra te e Ramat l’obbligo è che l’editore mi disse ‘questo passa il convento’ –
    i cervi raccolgono la stagione oppure la palla è breve così ci sono bravo pure io a nn essere bravo come Voi che tranne Carifi [che il sottoscritto ha fatto rincontrare con Magrelli] state tutti compreso Piersanti nella poesia degli anni 80! dopo nn c’è più nulla tranne gli appausi tra di Voi compreso Franco Loi scomparso ma la penso ugualmente nn una antologia ma un rotocalco tipo a fumetti – Andiamo ma nn lo leggerai Mussapi, mi pare ‘ regalo di natale ‘ vi batte tutti… la poesia diventa favola , distante un padre, non morirà mai la Madre [e tu sai] di Roberto Carifi. Se andiamo su Maurizio Cucchi il disperso nella proporzione appunto ‘crocettiana’ l’ha davvero vinta! trittico di misericordia tu lui e Pierlugi Cappello che pace all’anima Sua ha copiato Sereni ma nn capite?! copiato pure male.
    Concludo [concludo?]<<<<<<<<<<<<confermo Milo de Angelis quello che nn leggerai mai percé fate cosi… vent'anni fa, mi girai ad un edicola e vidi una rivista che si intitolava 'POESIA' subito comprata che mi ha rovinato la vita più dell'alcol.
    In fede giorgio stella tu che insegni nelle galere che x quanto mi riguarda andrebbero rase al suolo motto anarchico daccordo ma frutto del reato è ugualmente vostro tentativo di fallimento – nn é narcisismo tutta la poesia del novecento Vostro ne conviene, le conviene bene,
    Un abbraccio.In fede Giorgio Stella

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