Il corpo redento della donna contemporanea, di Prisco De Vivo.

Non sapevate voi” – scriveva San Paolo ai Corinti – “che il vostro corpo è il tempio dello spirito santo che è in voi, che avete ricevuto da Dio e che voi non appartenete a voi stessi? Che siete stati comprati a un caro prezzo” (I Cor. 6:15,19,20).

Risorgere dalla nefandezza degli istinti sessuali, portare il corpo a diventare un contenitore di luce, pulito e purificato come porcellana fino a divenire un riflesso interiore di bellezza animato dal cuore e dallo spirito.

Su questo crinale si è mossa la grande ispirazione di Santa Teresa d’Avila dettata da un trascinamento mistico verso Gesù. Costei nella sua vita ha abbandonato tutte le esigenze del suo giovane e avvenente corpo per andare in sposa a Cristo. La sua passione verso Cristo faceva sì che lei abbracciasse la sofferenza tutti i giorni.

Nel Novecento, in alcune mistiche si possono riscontrare, ancora appieno, i segni della volontà di Teresa d’Avila tra le quali ricorderei Gemma Galgani, Maria Valtorta, Natuzza Evolo e Teresa di Lisieux.

Una natura, la loro, tradizionalmente legata al linguaggio del corpo e dei sensi; tutto si dipana attraverso l’esperienza tormentata ed estremamente dolorosa del proprio corpo; un corpo pudico, mai esibito, un corpo santo che impara ad esistere come “altro da sè”.

Il convincimento delle mistiche, più esaltante della loro volontà, è che il corpo sia in fondo “il fardello osceno” che impedisse di essere “anima”; quella prigione che assoggetta solo al peccato. Il corpo è giusto che si invera e diventi “verbum” che comunica l’indicibile e vuole essere voce intima di Dio. Lasciare il corpo interamente a Lui.

Chi sono le mistiche del nuovo millennio? 

Le attuali testimoni d’amore.

Sono, forse, quelle abbandonate dagli uomini, quelle scartate dalla superficie sociale, le immigrate, le badanti rumene, le prostitute riscattate dal loro corpo in vendita e che lo donano per sempre a Cristo?

Se la Via è abbandono dei propri errori, purificazione e espiazione dai peccati senza ripensamento, il corpo dice: non nega mai sé stesso; per questo non dovremmo sporcarlo.

Così, vorrei soffermarmi sul corpo senza anima e vessato delle attrici pornografiche; alcune di loro, grazie alla fede, sono riuscite a liberare il proprio corpo dalla catastrofe e da avvilenti umiliazioni sessuali che le laceravano il cuore e l’anima.

Un caso davvero eclatante è di qualche anno fa: Brittni De La Mora, l’ex pornostar che in alcune confessioni ha detto: “Gesù mi ha strappato dai peccati, da un corpo caduto”. 

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