Lirico terapia. Giovanni Giudici, Questo caro sgomento.

Questo caro sgomento

L’infanzia dalle lunghe calze nere

Logorate ai ginocchi sugli spigoli

Dei banchi, l’infanzia delle preghiere 

Assonnate ogni sera, delle nere

Albe dei morti, della litania

Di zoccoli cristiani sul selciato,

L’infanzia che m’ha dato 

Questo caro sgomento mio d’esistere…

Come incide l’infanzia sul presente? Giudici la traduce in sgomento d’esistere: frutto dell’educazione, che trasmette valori a volte non integrati o inadeguati per quella specifica persona? Dei riti incomprensibili per un bambino, che ne coglie il lato oscuro e inquietante? Dei doveri non sentiti, delle abitudini contratte e mai trasfigurate da un assenso personale? È possibile. Ma il lettore deve fare i conti con un aggettivo che rischia di capovolgere l’interpretazione: “Questo caro sgomento mio d’esistere…” (il corsivo è mio).

2 pensieri su “Lirico terapia. Giovanni Giudici, Questo caro sgomento.

  1. S&R

    Per me, questi versi sono densi, toccano corde profonde, innescano contrasti interiori…fino alla frase finale del commento che, magicamente, scioglie i nodi e dissipa le nubi, facendo sorgere uno stato di grande serenità.

    "Mi piace"

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