UCCELLI, Bozzetti d’osservazione, di Ata Issa Khasaf

Il libro comprende nella prima parte centoquaranta poesie di Ata Issa Khasaf, nella seconda, le immagini in bianco e nero di Emiliano Medardo Barbieri.

Per lo più brevi, lineari, delicate, le poesie di Khasaf sanno restituire la dimensione creaturale di questi animali straordinari capaci di vincere la gravità terrestre: grande, ancestrale sogno di noi umani; danzando in volo maestosi, liberi, leggeri, percorrendo a volte migliaia di chilometri con sorprendente orientamento. 

Ogni testo è frammento, porzione di un quadro percettivo ampio, che centra ogni volta aspetti dell’essenza di questa specie animale, imponendoci un confronto con l’uomo e il suo destino di consapevolezza, che più aumenta, più lo porta ad allontanarsi dalla condizione animale originaria. L’uccello “Non canta il suo cuore/Non ha nome/Non ha luogo/Per stabilirsi/Indifferente ai dintorni”. Né consapevolezza, né ambizioni, né frustrazioni, né sentimenti negativi. Né sentimenti in genere. Semplicemente, una naturalezza divina, un perfetto stare, sempre, dentro la loro peculiare identità e istintualità; che al contrario di noi non prevede mete né si riconosce in patrie: “La casa è laddove/Si trova il tuo cuore”. Eppure “Godono gli uccelli l’aria/Che respirano/Nel cielo/Vanno e vengono/Senza lasciar traccia”. Una lezione garbata, non retorica, sul senso dell’esistere. (Giovanni Nuscis)

*

La nobiltà dell’uccello…

Oggi

Viene il solitario uccello

Non canta il suo cuore

Non ha nome

Non ha luogo

Per stabilirsi

Indifferente ai dintorni

Ma ha una storia

Che racconta

In un giardino

Eterno nel suo silenzio

*

Amare sé stessi

Sol del mattino

Il merlo bacia

Il suo riflesso

Nel lago

E sorride

A sé stesso

*

Tutto il passato

Che ho vissuto.

E’ come un pulcino

Caduto dal nido

In una oscura foresta

*

In ogni uccello

C’è un profeta

Che si sveglia di primo mattino

Dal sonno spirituale

Del vento

Per predicare

Dal sacro Libro del Sole:

“Così è la vita

Sette volte giù

Otto volte su”

*

S’imbevono di solitudine

Ciascuno

Per l’altro

L’uccello e il pino

Mossi da un solo spirito

*

Nel giardino

Due passeri

Sviscerano il problema:

“La casa è laddove

Si trova il tuo cuore”

E poi svaniscono

Nel silenzio

*

In mezzo ai pensieri

E senza pensieri

Godono gli uccelli l’aria

Che respirano

Nel cielo

Vanno e vengono

Senza lasciar traccia

E messaggi

*

Gli uccelli insegnano la vita

Non mi dispiace

Di essere un uccello

Posso vivere e morire

Tra di loro

Non ho dimora

Posso selvaggiamente

Dormire su un albero

E cantare al mattino

Al nuovo giorno

Con l’anima che vola

E non lascia traccia

Nel sentiero seguito

*

UCCELLI

Bozzetti d’osservazione

Edizioni Salarchi Immagini (2020)

Con foto di Emiliano Medardo Barbieri

e un testo di Daniele Barbieri

Traduzione dall’inglese di Casimiro Mastino

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