da “Soqquadri del pane vieto”, 2 di Marina Pizzi

80. metterò il salice piangente in tasca per risanare le lacrime brutali del senza errore questa osteria brunita dal vino rosso sangue. esangue la luna di giochi manca delle vertigini degl’innamorati le parti illese che si trovano raramente. l’indice del creato sarà una lenticchia per me che non sono che abbecedario breve ceduo datario senza […]

Soqquadri del pane vieto 2010 di Marina Pizzi

1. è qui l’altrove del rantolo di fame questo statuto che sa di Colosseo verso i cani bastardi, randagi quanto un dì del mese scorso. scorribanda di eclissi starti accanto io che ti amo oca di mamma guardarti nel passo. dove ti ammacchi io so che mi ami ugualmente lo stesso e senza ansia bambina […]

da “L’invadenza del relitto” di Marina Pizzi, 2009

42. un rullio di tempie e sembra morire questo antefatto lungo una stirpe rantolando rantolante cent’anni. nei venti che blasfemi staccano le rondini tu il collo lungo di Modigliani inventi per disperdere le fiaccole crocefisse. le pene che sbocciano dentro il calendario benesseri nel bilico di davanzali zonzo d’angeli che non sanno chi proteggere. le […]

Marina Pizzi, da: L’invadenza del relitto, 2009

21. la rondine che stacca le reliquie ci fa il nido. la muffa sull’ananas fa la colpa della casa vuota. nessun menu è appeso in cucina. si rantola dappresso nella polvere del torto. qui le belve dell’aria sono molte in lite costante. dapprima il grembo consolava la lava della scuola la lavagna col battito del […]

da: Il sonno della ruggine di Marina Pizzi

69. la noia del mare sullo sfondo ingoia il gomitolo dell’aria le risse che frantumano gli stagni. nella tua mano s’ingaggia il primo amore con il paltò triste degli attori che riposano dopo le riprese. amor sconfisse l’argine divieto e dietro il vento che uccide ben comunque si mise il torto che i nidi abbatte. […]

da: Il sonno della ruggine di Marina Pizzi

52. or che d’affanno salirò le staffe fango estremo la favola del mondo al mio museo imbiancherò il sarcofago per farne gradita la promessa. in pieno scempio non conosco l’erba bagnata di rugiada d’innamoramento. le fiaccole morenti del letame immune costo della fine. e per domani il soccorso è scialbo bagliore senza bulbo di rinascita […]

da “Il sonno della ruggine” di Marina Pizzi

23. una struttura anagrafica di niente questa burocratica rottura della voce qua dove ammisi di credere la rotta e persi invece la bussola per sempre. in mare la barcaccia chiama s.o.s. e la marea non s’inchina alla paura anzi la stempia con apice di venti. dove sarà l’ipocrita salvezza lo sa l’alunno che non crede […]

Segnacoli di mendicità di Marina Pizzi

16. cantuccio di elemosina la sposa guardata a vista dall’eremo del rantolo. dove domani il refrigerio è favola. qui nel patibolo che ruba le elemosine il silenzio del pargolo corrotto. accosto accosto le sfingi delle guance queste vedette tenui di vento e le restie comunque. ora ti chiamo adito alla sera per fingere di nascere. […]

Marina Pizzi – Un inedito da “Segnacoli di mendicità”

perdo ogni cosa anche i libri letti nella scoscesa ritrosia del lutto. maleficio di steccato ho visto il caso fustigarsi fato. con la corda del boia s’impenna la penombra. tra breve brancola la fine del tatuaggio la tua origine. tra sterpi di coriandoli bambini nessuno più ride, la ventosa del labbro borbotta le gare delle […]

Marina Pizzi – Un inedito

***** perno di soqquadro nomea del rantolo notaio del coma, cecità. invano cercando il numero civico. se s’intovaglia lo spreco delle briciole anche le lucciole perdono la luce con le domande cremisi del cuore. in te vivesti il simbolo del sangue questa vestina illogica del verso da qui al gendarme che ti dette carcere. tutta […]

Marina Pizzi: L’inchino del predone, 2008-

  L’inchino del predone ho un sesto senso che mi fa rapace pace già panica e forse già logica. non basto al mondo non ribasso il prezzo che non incasso. ho una lapide vermiglia intorno alla gola. qui mi meraviglio di essere la viva vedetta di me che già guarda dormire gl’indici e le vette. […]

Le sincopi, #4 [di Marina Pizzi]

11. le eresie del vuoto la chiave scarna che dischiude l’ombra la brevettai bambina appena civica. 12. * 40. ho visto la natura dello scempio l’oro a zero del falco comatoso. 41. * 48. giorno del sale utopia del faro questa riviera arsa alla palude. 49. * 65. amami con lo spettro dell’aurora qui nel […]