Se non li avete visti

di Alessandro Seri
fascisti_piazzanavona

Ma li avete visti quei pezzenti entrare a Piazza Navona sul furgoncino bianco con dentro mazze di ferro colorate di bianco rosso e verde? Li avete visti scendere e togliersi le cinte e cominciare senza nessun motivo a tirar cinghiate? Li avete visti mentre impuniti venivano, con tutta calma, fatti spostare dalle forze dell’ordine su un lato della piazza? Li avete visti mettersi in formazione, posare per i fotografi, fare le faccette da duri? Li avete visti questi pezzenti mentre assalivano liceali inermi e professoresse e maestre? Dico, li avete visti? Probabilmente non li avete visti bene perché altrimenti avreste alzato la testa e allargato le spalle; non li avete visti bene perché avete costretto una trasmissione televisiva a farveli rivedere, stavolta meglio, con immagini inedite e ingrandite. Ora li avete visti? Ancora no? Strano però. Dato che ancora non li avevate visti questi pezzenti ieri sera hanno scavalcato i cancelli della rai e col volto coperto dai passamontagna hanno urlato ai giornalisti della trasmissione che aveva tentato di farveli vedere minacce contro i familiari. Avete capito? Sentito? Continua a leggere

LE MIE OLIMPIADI 3 – pre(i)storia

di Alessandro Seri

Tutti si aspettavano che le olimpiadi del millennio, quelle del 2000 ad Atene, culla olimpica per eccellenza ma anche in quella edizione i giochi di potere e gli sponsor contarono tantissimo, anche e soprattutto nella scelta della sede. Così la storia classica abbassò la testa e diede una capocciata al Partenone lasciando che i canguri saltassero alti e lunghi. Nel 2000 si andò tutti in Australia, a Sidney. Ormai ventinovenne e in piena crisi di identità nemmeno guardai la cerimonia di apertura. O forse provai a guardarla ma mi addormentai sul divano e di tanto in tanto, svegliandomi, sbirciavo la sfilata delle squadre dentro lo stadio. Juan Antonio Samaranch (ve lo ricordate?) il distinto signore spagnolo, presidente del CIO li definì i giochi migliori della storia. Nessuna tensione politica, anzi persino le due Coree sfilarono insieme durante la cerimonia. Samaranch in quei giorni fece la spola tra l’Australia e la Spagna dove stava morendo la moglie e ciò lo rese umano agli occhi del mondo. Continua a leggere

LE MIE OLIMPIADI 2 – pre(i)storia

di Alessandro Seri

Il cronometro corre alla rovescia verso l’ 8/8/08, data misticheggiante voluta dagli organizzatori cinesi per questa olimpiade che segna già la storia. Nel frattempo i media di tutto il mondo segnano le informazioni e le prime pagine sui giochi parlando di un attentato che ha ammazzato sedici poliziotti cinesi avvenuto esattamente nella parte opposta della nazione, cioè all’ovest estremo del paese, oltre 4000 km di distanza e i lanci ipocriti dei giornali e dei telegiornali di tutto il mondo dicono qualcosa tipo “Attentato sui giochi, paura nel villaggio olimpico”. Sarebbe come se qualche romano avesse paura perché c’è stato un attentato a Mosca. Pari pari per la distanza. Così passano in secondo piano gli arrivi degli atleti, compreso quello della nuotatrice francese Laure Manaudou che forse non vincerà la sua gara ma per me ha già vinto altro (affermazione leggera di uno spettatore olimpico). Continua a leggere

LE MIE OLIMPIADI 1 – pre(i)storia

di Alessandro Seri

Mancano pochi giorni, davvero pochi, all’inizio della ventiseiesima olimpiade dell’era moderna e in questi giorni preolimpici sento parlare tanto di censura, di smog, di doping, di diritti umani, di internet, di presenze alla cerimonia di apertura, ma non sento dir nulla di sport. Allora è nata subito una prima riflessione: le olimpiadi sono il più importante evento sportivo planetario ma proprio per questo si lasciano, durante il prima e durante il dopo, condizionare e sovrastare da discussioni e fatti che con lo sport hanno poco a che fare. A volte l’olimpiade è servita da cassa di risonanza per grandi gesti che hanno segnato positivamente la storia mondiale, più spesso è stata utilizzata come mera propaganda nazionalista o anche tragicamente sfruttata per atti terroristici. Praticamente l’esatto contrario dell’idea ellenistica di olimpiade, ripresa e sognata (ma anche filtrata) millenni dopo da Pierre Fredi de Coubertin. Continua a leggere

Riflessione su NOI E LORO di Franco Buffoni

Un sasso di titolo che leggendo si trasforma in macigno e sotto il titolo tre segni, e sopra il titolo il nome ed il cognome dell’autore. È questa la geografia di copertina dell’ultimo libro di Franco Buffoni. Noi e loro edito da Donzelli. L’ho letto di mattina questo libro per puro caso eppure il caso conta, tant’è che subito ho intuito non si trattava di un libro notturno, c’era troppa luce, c’è un viaggio, un cumulo di storie luccicanti. Continua a leggere

Alessandro Seri su “L’inventario con elenco” di Rita Vitali Rosati

(finito di stampare nel luglio 2000 per le edizioni Fondazione Segno)

Ci sono dei fili d’erba cupi che sembrano alghe di un profondo mare e un ipotetico sole e le nuvole potrebbero essere pesci e stelle marine o meduse in realtà per me è solo il negativo d’un prato, l’opposto di quello che è, l’opposto che cela, nascosto, l’identità dei colori e quindi delle cose. È questa la copertina del libro fotografico Inventario di Rita Vitali Rosati. Continua a leggere

FESTA D’INIZIO ESTATE

(Dalle impronte dei bambini rom a Emanuela Orlandi, dal Partito Democratico alle ricerche in rete)

Ho tante cose da dire in questi giorni di prima estate che non riesco a mettere bene a fuoco l’orizzonte dei miei pensieri. Ne succedono di cotte e solo di cotte mi pare. O meglio anche di crude ma sono così crude che diventano indigeste, così parto dalle cose crude giusto per mandarvi forzatamente di corpo prima. Continua a leggere

ARGO rivista d’esplorazione

di Alessandro Seri

Argo è una rivista d’esplorazione, proprio come dice il sottotitolo. Nata a Bologna nel 2000 sotto l’impulso di alcuni studenti, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e oggi si è trasformata in un pamphlet di tutto rispetto. Diffuso bene nelle librerie, su tutto il territorio nazionale, con una redazione folta (tra i tanti cito Lorenzo Franceschini e Giovanni Tuzet perché li conosco), un gruppo nutrito di collaboratori e un infaticabile direttore responsabile, il bel Valerio Cuccaroni. Continua a leggere

LA NORMALITA’ DEL MALE

maglione.jpg

di Alessandro Seri

– Quei due hanno qualcosa di sinistro – mi ripeto giornalmente e senza una motivazione precisa questa frase, ogni qual volta che appaiono in video i due esseri troppo umani facenti parte di quella coppia che a Erba sembra abbiano ammazzato un bambino di tre anni e altre tre persone. Ammetto che la regola e il politically correct prevede di non esprimere giudizio finché giudizio non è stato pronunciato in tutti i gradi possibili dai vari tribunali ma questa frase tarlo che mi si è insinuata mi mette un po’ a disagio.

Continua a leggere

L’onda marchigiana

marche.jpg

(prima parte)

Non esiste la linea marchigiana, non esiste una comune cifra stilistica degli autori marchigiani. Per alcuni che negli ultimi anni si sono voluti addentrare in un dibattito simile non esistono neppure le Marche come regione e tanto meno come comunità linguistica. In gran parte condivido lo scetticismo dei più e anche il pessimismo derivante da una storica assenza di contatti tra i cosiddetti poeti marchigiani. Però, però, però non si può nascondere che dal secondo novecento in poi questa regione ha continuamente prodotto voci poetiche di tutto rispetto a volte persino eccellenti. Continua a leggere