Archivio dell'autore: bardamu61

House of card e Orange, le storie sul web per la rivoluzione di Netflix

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di Massimo Cerofolini

Fino a qualche anno fa, la medaglia che vantava era quella di aver messo in ginocchio Blockbuster con i dvd a noleggio consegnati a domicilio. Poi è passata sul web, prima offrendo un catalogo di film, musica e videogiochi da seguire in streaming on demand, su richiesta, poi producendo in proprio alcune delle serie televisive più belle e acclamate degli ultimi anni: per esempio, House of cards, con Kevin Spacey, Arrested Development e Hemlok Grove, nominati agli Emmy Awards del 2014, dove hanno vinto tre importati riconoscimenti. Continua a leggere

La fatica di diventare madri, tra un maschio narciso e una legge contro la libera scelta

Intervista a Diana Alessandrini, autrice di “Ignoranti sentimentali”

di M.C.

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Esistono dei doveri sentimentali? E che ne è del loro corrispettivo, i diritti sentimentali? C’è tutta l’intima sofferenza che nasce nel cuore di chi si sente escluso dalla possibilità di amare, nel romanzo d’esordio di Diana Alessandrini (nella foto). Con Ignoranti sentimentali (Opposto Edizioni, pagg 230, euro 15), in arrivo a fine maggio in libreria, e che sarà presentato in anteprima alla Fiera Internazionale del Libro di Torino, la giornalista di Radio Rai si misura con quelle che lei ritiene due tipologie speculari di ignoranza: una collettiva, legata alle norme della legge 40 sulla fecondazione assistita che proibisce l’inseminazione eterologa; l’altra privata, personale, legata alla figura maschile, sempre meno capace di una presenza, di una cura della relazione.
Diana Alessandrini, partiamo dalla trama del romanzo.
“La storia è quella della relazione tra la trentacinquenne Domiziana Alicanti e il cinquantenne Fabrizio Feliciani. Emotiva e in crisi esistenzial-coniugale, lei. Distaccato, impermeabile agli scatti di umore e con una vita vissuta nei libri, lui. Libri in cui Fabrizio trova la sua ragion d’essere, il suo habitat, il surrogato alle emozioni che non ha il coraggio di provare. Il terremoto rappresentato dall’ingresso di Domiziana nella sua vita, lo spinge a serrare le fila, a mettere in campo una tattica di difesa e respingimento, a cui alterna l’abbandono irresistibile tra le braccia di questa donna che riesce a toccare il suo cuore calloso. E proprio nella ricerca della giusta distanza, che fallisce nell’alternanza tra fusione e distacco, Fabrizio esercita il potere, sperimentando la vertigine del controllo sulla giovane donna, che a sua volta – proprio come nel rapporto tra vittima e carnefice – ne accetta il plagio”. Continua a leggere

Intervista a Mariapia Veladiano: “Insieme la paura fa meno paura”

 di Massimo Cerofolini

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La vita scorreva su un piano di ordinaria serenità. Poi all’improvviso sotto i piedi di Ildegarda, erudita quarantenne milanese che si divide tra giornalismo e teologia, si spalanca la voragine: il marito la abbandona senza spiegazioni e il figlio piccolo scivola sul piano inclinato di una serie di malattie.
Con chi prendersela? Ildegarda sceglie di prendersela con Dio. In modo duro, quasi blasfemo, per lei che comunque ha una fede matura e coltivata. Ma non fugge, come il marito. Resta lì, nello stile di Giobbe, in questa domanda senza risposta. Di più, rilancia il rapporto con la sua voce profonda, con la sua parte divina, amplificato dall’incontro con un pastore luterano, vittima di una tragedia ben più grave della sua.  È un prendere o lasciare, che lei rivolge spavalda al suo Dio. Per scoprire se la sua vita spirituale è un bluff o se invece ha una logica, misteriosa certo, ma stringente, autentica.

Dopo il felice esordio di “La vita accanto”, Mariapia Veladiano esplicita il suo interesse spiccato per il sacro. Lo fa in un romanzo, “Il tempo è un Dio breve” (edito da Einaudi), in cui tutto dichiara il suo punto di vista: dalla scelta dei nomi (Ildegarda come Ildegarda di Bingen, la mistica medievale, il pastore Dieter che evoca la figura di Dietrich Bonhoeffer) ai temi su cui si ferma, che sono quelli assoluti del dolore innocente e del significato del male nelle nostre vite.  E tira fuori, la scrittrice vicentina,  una dedizione alla fede che può disturbare un non credente e insieme una libertà di pensiero che può infastidire un devoto. In modo cioè molto personale, assolutamente fuori dagli schemi obsoleti con cui spesso si divide il mondo tra praticanti e senzadio. Continua a leggere

Da Hill Street a Boss, perché le serie tv hanno rivoluzionato il racconto

di Massimo Cerofolini

La serie tv Boss

All’inizio era soltanto un passaparola tra piccole tribù di infervorati. Poi la comunità si è allargata con l’arrivo di centinaia di titoli scaricati da internet e prontamente sottotitolati dal volontariato della rete. Infine, prima coi canali a pagamento, poi con le tv generaliste, il fenomeno si è imposto anche sui grandi flussi dell’auditel. È così che nel giro degli ultimi dieci anni, le serie tv americane hanno rivoluzionato il modo di raccontare i nostri tempi e i vortici dell’animo umano. Per qualità estetica, innovazione del linguaggio, freschezza di contenuti, opere come i Sopranos, Lost o ER hanno superato molti dei romanzi degli anni Duemila, hanno stracciato gran parte del cinema d’autore contemporaneo, hanno fatto saltare decine di maschere che nascondevano la nostra pigrizia a capire chi siamo. Continua a leggere