Scrivere, di Lucetta Frisa

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La percezione del buio nello studio
mi insegna a non dimenticare
gli oggetti del giorno incolori e orfani
che scintillano assenti nello specchio.

Calma, nella notte, non invento nulla
neppure una parola logica – scrivo
respirando, tocco l’alfabeto infantile
che inavvertitamente si è fatto adulto.

Non ho imparato nulla di ciò che volevo sapere
Qualcosa scrivo ma dimentico o ricordo
fuori di me. Senza sforzo.
Il dolore c’è stato prima.

La percezione del buio nell’alta attenzione
ha distrutto lo sfondo, invaso carne e cervello
che provano nuovi sopori.

E’ così facile scrivere. Lascio alla luce
ogni angoscia, pongo la mano sulla penna,
la stringo. Mi porta via, cieca.

Per le mie spine. Adieu, mes amour.

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di Michele Caccamo

Se avessi in un fascio i ricordi li terrei in alto fino a stancarmi la mano. Se non li avessi visti andare verso la solitudine, li metterei a festa. E quanto vorrei mi girasse il sangue verso il passato, verso quella gioventù che attendo torni. Continua a leggere

Luigi Maria Corsanico legge Lucio Anneo Seneca

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Lucio Anneo Seneca
Lettere a Lucilio
Lettera XXVI, I-VII
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Music by Synaulia- Synphoniaci

 

  1.    Poco fa ti dicevo di essere in cospetto della vecchiaia: ora temo di essermela già lasciata alle spalle. Continua a leggere

La poesia di un batterista. Ricordo di Roberto Billy Sechi

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di Guido Michelone

Questo è un libro che, attraverso testimonianze di amici e colleghi, rende omaggio alla figura di Roberto Sechio, detto Billy, un autentico poeta della batteria jazz: persona buona, autentica, disponibile, muore quarantacinquenne per un male incurabile, lasciando un vuoto profondo nella vita musicale sarda. Continua a leggere

85. Nostalgia

img_1221La notizia del meteorite non ci stupì più di tanto: “Ha la forma di un’arachide, dimensioni simili a quelle dell’Empire State Building e potrebbe colpire il pianeta Terra. Si tratta dell’asteroide 2015 BN509 e recentemente è stato immortalato dai telescopi dell’Arecibo Observatory di Puerto Rico. Largo 200 metri e lungo 400, l’asteoride è stato definito “potenzialmente pericoloso” dalla Nasa. Il masso spaziale è arrivato a una distanza minima dalla Terra, pari a 14 volte quella che separa la Luna dal nostro pianeta”. Alcune profezie parlavano di questo, unitamente alla violenza del fondamentalismo religioso e alla divisione nel cuore della Chiesa. Eravamo abituati, ormai, a scenari drammatici, che non avevano il potere di toglierci la pace, anzi: sempre nuove vie si aprivano nella visione che nasceva e cresceva nel profondo. L’ultima intuizione era forse quella più bizzarra e inaccettabile per il pensiero dominante: la passione per le vite dei santi, che si era innestata su quella degli archetipi junghiani. Eravamo approdati da tempo all’idea di una realtà inalterabile sotto la superficie agitata ed effimera dell’io: gli archetipi  fornivano la piattaforma giusta per questa architettura ricca e affascinante. Ma un passo ulteriore fu comprendere che gli archetipi ancora più efficaci, generatori di senso e di energie, sono quelli di coloro che hanno incarnato con desiderio intenso e coerenza esistenziale il messaggio di Cristo. La loro vita sembrava una favola, ricolma com’era di miracoli e sorprese, eppure era ciò che maggiormente rispondeva al Progetto di Dio, ossia a quanto di più reale si possa immaginare, almeno per chi crede. La vita di don Mario non era stata questo? Una favola bella, del cui sapore sentivamo, ancora oggi, nostalgia.

Luigi Maria Corsanico legge Julio Cortàzar

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Julio Cortázar
Tocco la tua bocca
dal romanzo “Rayuela” Capítulo 7

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Gustav Klimt, Liebe, 1895

Heitor Villa-Lobos – Prélude no.3
Sascha Nedelko Bem Continua a leggere

Le cartolerie di Scharpf. Riflessioni attorno al nuovo libro dello scrittore elvetico

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di Guido Michelone

Tra le gradevolissime sorprese di questo inizio 2017 c’è un libro svizzero: tutto svizzero, autore, editore e quasi tutti gli argomenti trattati. Ovviamente è in lingua italiana: si tratta di Cartoleria Buccellati, sottotitolo Dodici racconti, scritto dal poeta Oliver Scharpf e pubblicato da Tipografia Helvetica. Scharpf, nato a Lugano nel 1977, è tra i maggiori poeti rossocrociati: nel corso degli ultimi tredici anni ha dato alle stampe libri bizzarri fin dal titolo – Uppercuts, La durata del viaggio dell’oliva dal Martini cocktail, Lo chalet e altri miti svizzeri, La grande veronica – ma profondamente maturi nella padronanza del linguaggio, nell’inventiva dello stile, nella rielaborazione degli argomenti: tutti pregi, insomma, riscontrabili anche in questo nuovo volumetto. Continua a leggere

84. Domande

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La direzione era evidente: sfoltire il campo dal superfluo, dalla congerie di residui tossici che intasa la vita, e la rende incapace di sentire, di vedere, di gustare. Scoprivamo come l’essere umano fosse una macchina complessa e delicata, dove basta sbagliare un gesto, un movimento, per mandare in tilt il meccanismo. Un tipico esempio era affollare la mente di dubbi, pensieri, domande senza fine, al punto da smarrire il filo che veicola la vita, nell’intrico di ragionamenti mutati ormai in deliri senza senso. Ricordavo sempre, in questi casi, la scena del film “Il labirinto”: bastava dire un no, urlarlo con ferma convinzione, per esorcizzare la maledizione della perdita della propria identità. Era questa la strada da percorrere. Lo diceva anche la nostra Presenza quotidiana, in uno dei messaggi scarni ma potenti: “Voi vi ponete troppe domande. Non fate altro che sovraccaricarvi. Gesù vi offre se stesso e voi lo rifiutate. In Lui troverete la risposta a tutte le vostre domande. Accettatelo!”. Niente di più chiaro. Come chiaro, ormai, era il segreto di un’azione congrua con il nostro ideale e la missione: fare tutto con il cuore, e per amore. Solo così ci inserivamo nella Matrice universale, nella Struttura portante di tutti gli universi possibili, dove vige un’unica Legge, trasmessa da una sola Fonte.

Intervista di Guido Michelone a Silvia Colasanti

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È imminente il debutto de Le imperdonabili. L’ultima lettera di Etty Hillesum, la nuova composizione di Silvia Colasanti in scena il 26, il 27 e il 30 gennaio, rispettivamente ad Ancona, Macerata e Pesaro, per il circuito ‘Marcheconcerti’, di nuovissima costituzione. In quest’intervista, l’Autrice ci parla di questo lavoro particolarmente legato al mono della poesia femminile, visto con l’occhio e l’orecchio di una donna musicista. Continua a leggere

83. Guerra e Pace

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Ci guardavamo in giro, sperando di trovare qualcuno disposto a mettere in discussione le certezze che del resto, ormai, si sgretolavano da sole. Il mondo, come aveva predetto la beata Emmerich, era diviso in due fazioni: gli esponenti di un buonismo pervicace, pronti a chiudere gli occhi su qualsiasi evidenza, e quelli di un realismo vigile, sensibile a ogni movimento sotterraneo, a ogni vibrazione impercettibile, in un momento in cui sembrava di sentire all’improvviso la terra tremare sotto i piedi e ti chiedevi se fosse un terremoto – l’ennesimo – o una tua impressione soggettiva. Quanti segni ci sarebbero voluti per convincere i cuori? E sarebbero arrivati in tempo?
I segreti confidati ai veggenti riguardavano eventi drammatici, di cui si sarebbe dato annuncio con un breve anticipo sulla manifestazione. Ma allora, probabilmente, sarebbe stato troppo tardi per chi aveva ignorato o schernito qualsiasi avvertimento.
Noi pregavamo assiduamente, ben sapendo che le grazie trasmesse erano ricche e numerose, e sarebbero servite per noi e per coloro che avessero aperto uno spiraglio nella scorza resistente del cinismo, dell’incredulità, dell’apatia. Oppure, al contrario, di quella diffusa frenesia che toglieva il respiro, spingendo alla ricerca affannosa di un piacere, di una conquista effimera, di un’illusione di successo.
A noi interessava solo lo Shalom, la pace promessa da Cristo, il benessere integrale che viene dall’alto e trabocca sul mondo come una fonte inesauribile.

Luigi Maria Corsanico legge Giacomo Leopardi

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Giacomo Leopardi – A Silvia
Canti XXI
(Pisa, 19-20 aprile 1828)

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Georg Philipp Telemann
Dal Concerto in sol maggiore per viola, archi e basso continuo

Immagini dei manoscritti dalla Biblioteca Nazionale di Napoli Continua a leggere

Sempre più vicino, di Raul Montanari

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di Guido Michelone

Arrivato al quattordicesimo romanzo – senza contare racconti, saggi, poesie, drammi sparsi in numerosi altri libri – lo scrittore bergamasco, ma milanese d’adozione, si conferma il talentuoso affabulatore di sempre, in grado di attrarre il lettore dalla prima all’ultima pagina, grazie a meccanismi narratologici via via collaudati quasi alla perfezione. Continua a leggere