Resta con Me

C’è un’espressione dei discepoli di Emmaus che rappresenta la premura che l’uomo può avere con Gesù: resta con noi, perché si fa sera. Ma dimentichiamo che il Cristo dice a ognuno di noi la stessa cosa: resta con Me, mio piccolo figlio, mia piccola figlia. Quasi ci supplica di lasciarci salvare, in questo modo.

Seduzioni

Gesù ama chi dona in allegria, per questo ci offre grazie speciali che aprono il cuore. Allora ci può chiedere di vederlo nel prossimo, in ogni avvenimento della vita. Se facciamo così, acquistiamo in delicatezza e attenzione, affascinando gli altri: il male seduce, ma il bene non dev’essere da meno.

Tracce

Gesù è uno straniero per la maggior parte della gente, così come lo era per i discepoli di Emmaus. Ci vorrebbe qualcuno che intessesse, come allora, un racconto, mostrando che il Libro dei libri, ma anche la natura, il senso delle cose, l’armonia nascosta del cosmo, parlano di Lui. Chi si prende questo incarico? Nel mio piccolo ci provo. Avanti un altro.

Italia

Avrei molte cose da dire
in questa Immacolata:
denunce di inguaribili idiozie,
cecità volontarie, suicidi
di massa per futili motivi.
Fossimo vivi, almeno,
attingessimo alla fonte,
guardassimo giù, fino a specchiarci
come ebeti uccelli, 
imbelli, come facce di governo.
Questo inferno è una tastiera folle,
dove tutti sfidano il destino:
l’unione fa la forza – dicono –
ma cosa, ma va là, malignità
corposa mi urge in questo canto
del cigno dell’Italia, questo scrigno
vuoto, questo immane senso
d’inutilità.

Il panno

Qui è l’amore: nel pensare alla felicità dell’altro. Le parole di Gesù alla Bossis sono semplici e profonde. La verità emerge come da un abisso e splende nella sua compiutezza. C’è l’invito a non contare sulle soddisfazioni personali, a centuplicare i desideri nascondendo la povertà sotto “il panno miserevole e sanguinante” che misero addosso al Cristo per schernirlo da Pilato. Non contiamo su di noi, ma su ogni mezzo che ci avvicina a Gesù: così, un passo dopo l’altro, arriveremo alla meta.

Chiaro

Quando le cose vanno male, o un velo di tristezza cala sul cuore, o siamo invasi da qualunque stato d’animo spiacevole, doloroso, deprimente, pensiamo che il Cristo – lo dice alla Bossis – ha preso tutte le nostre vie: condividere con Lui è una gioia paradossale, come sempre il Vangelo. Lo stesso vale per il sacrificio: il segreto per attraversarlo è pensare al piacere di Gesù, nel riceverlo in dono. Il regno dei cieli non è il mondo: più chiaro di così…

Senza fine

Bisogna ricordare alle persone che Gesù le ama, farglielo capire in tutti i modi. Poi sarà Lui a scavare in loro, a conquistarle, come ha fatto con Saulo: è duro per te – gli disse – recalcitrare al pungolo. Dio sa conquistare i timidi, i ribelli, gli orgogliosi.
Si deve comprendere, come rammenta il Cristo alla Bossis, che lo scopo non risiede in questa vita: non gli bastano questi anni per amarci, ci vuole per l’eternità. L’esistenza terrena è solo un mezzo per accedere all’amore senza fine.

Per Te

Semplice la vita: non al modo
di Simply, il mercato
di non so quale catena,
ma nel gesto
di vederla dalla parte opposta
a quella dell’io.
Allora non ricordi
le offese, le tracce della pena,
ma solo l’orizzonte dove appare
l’Altro.
È il giro necessario per salvarsi
dalla giostra abusiva del nemico.
In verità ti dico:
tu sei Me,
Io sono te,
nient’altro. 

 

L’impossibile

Facciamo rivivere la bontà di Gesù. Abbiamo, nel giorno, un’occasione dopo l’altra per realizzare questo: così ci troveremo uniti a Lui, nel fascino di una vita divina. Dobbiamo imparare a sperare l’impossibile: chi più attende, più riceve, fino a spostare le montagne. Bisogna ripetere spesso, come dice il Cristo alla Bossis: “Credo al tuo amore per me, al tuo immenso amore. So che mi hai amato di un amore eterno”.

Gloria

Tutto quello che facciamo per Gesù, a sua gloria, torna a nostro vantaggio. Ci vuole poco per sperimentarlo. I veri esercizi spirituali sono quelli che dimostrano questa verità fondamentale. L’uomo e la donna sono creati per la gloria di Dio: tutto ciò che procede in questa direzione è bene, pace, felicità del loro essere.

Il fine

Desideriamo essere felici, ci arrampichiamo sugli specchi per venirne a capo, per capire come, quando e perché. La risposta giusta la scartiamo per principio, quasi fosse una trappola per topi, una bugia dei preti, una falsa prospettiva. Pensiamola come vogliamo, ma la soluzione è quella: più amiamo Gesù, più siamo felici. Per questo nasciamo, e questo soltanto ci realizza. È il fine per antonomasia, e fuori di esso c’è solo tristezza, prima o poi.

Nulla ti turbi

Nulla ti turbi, nulla ti spaventi. Diceva bene Teresa la grande, con la sua intuizione tutta femminile. Mi sono accorto che due degli articoli che avevo programmato sono stati cancellati. Chi sarà stato? Il nuovo editor, con cui devo prendere ancora confidenza? Un hacker, che non ha niente di meglio da fare che perdere tempo nella bacheca di WordPress? Poi ti ricordi di Gesù, dell’annuncio evangelico di pensare soltanto a quello che rimane, al convincersi una volta per tutte che il mondo, coi suoi mille desideri, è una trappola destinata a diventare ruggine e a sparire. E allora anch’io dico con Teresa: nulla ti turbi, nulla ti spaventi. Pensa solamente a ciò che è eterno.

Pamela Petrarolo, un’anima soul tra passato e presente.


Intervista alla cantante Pamela Petrarolo

di Guido Michelone

Molti la ricordano, ancora semplicemente come Pamela, nei panni della cantante dalla voce già matura, nel programma di Gianni Boncompagni “Non è la RAI”, che presentava stuoli di ragazzine come protagoniste in una varietà dove le adolescenti spesso ‘recitavano’ da adulte, non senza qualche bacchettata da parte della critica. Ma in mezzo a tante fanciulle ancora molto acerbe nel ballare o nel recitare, a parte la verve di presentatrice di Ambra Anbgioini (che in seguito dimostrerà eccellente qualità di attrice drammatica), spiccava proprio Pamela Petrarolo, quale vocalist originale. Eccola dunque con un nuovo disco, il terzo della carriera, l’ottimo ‘A metà’, in quest’intervista esclusiva, dove racconta di se medesima con molta franchezza.

Continua a leggere

Il mantello

Gesù può darci Tutto, ma la gioia ha senso se riconosciamo che è un regalo, se lo amiamo di più, se capiamo che Lui “non è mai alla fine dei suoi doni”, come dice alla Bossis. Non potremo immaginare, sulla terra, quale sia la grandezza del suo amore; lo vedremo di là. Qui possiamo nasconderci nel mantello delle sue virtù, finché il Padre, in noi, non vedrà che Lui.

Istinto e analogia

di Riccardo Ferrazzi 

La scienza fa continuamente grandi passi avanti, ma i filosofi, i poeti e i ricercatori senza pregiudizi (come pure i ciarlatani e i truffatori), nonché il mai dimenticato “uomo della strada”, continuano a dare grande importanza a strumenti che la scienza considera né più né meno che assurdità.
L’osservazione può svilupparsi in induzione e perfino in intuizione, ma la conoscenza può assumere anche altre forme, difficilmente definibili in termini scientifici eppure pacificamente impiegate nelle nostre attività quotidiane.
Per esempio l’istinto, una facoltà che può andare oltre l’intuizione. Continua a leggere