Le cose come stanno

Gesù ha inventato l’Eucaristia per esserci vicino, per rimanere in noi. Vuole l’unità di tutto e tutti e invita a servire questo desiderio, che è il punto cruciale del Suo annuncio. Nell’amore tutto è collegato, diceva Solov’ev: lui ha capito le cose come stanno.

Vicino

Gesù vuole che accorciamo la distanza fra il cielo e la terra, attraverso l’amicizia con i santi o la lettura del Vangelo. Il Suo esempio è sufficiente per farci sentire in sintonia con Dio. La preghiera, i sacrifici, il coraggio, il Suo esserci sempre e comunque, ce lo rendono vicino.

Vivrò, di Giorgio Stella

                    Al terzo terno.

[Alla] magistrale corte della rosa dei venti[…]

Io [vivrò] i punti cardinali

Dei [seppelliti] vivi che pregherò –

Onde sepolte nelle conchiglie,

[io] [vivrò] nei [cimiteri] loro,

le foto ormai sbiadite […]

qualche fiore come radice – della felce maschio –

i [cimiteri] nei cantieri dove i manovali

coi caschi blu dell’ONU 

ritrovano ossa e le rosicchiano

fino all’anima della vena dei vermi

che strisciano sulle pareti

delle prigioni dei [seppelliti vivi] –

[Vivrò] al cuore del cancro, nel nido

Delle maschere a carne levare fino a quando 

La grondaia avrà impiccato l’ultima

Goccia alla prima lacrima.

Sala d’attesa

Gesù dice a Gabrielle di essere come in sala d’attesa: aspetta che lo avviciniamo. E aggiunge: se fosse un poeta, un letterato, non lo avvicineresti con maggior attenzione e maggior cura? Lui è un Dio, il nostro Dio! La esorta a cercarlo, a parlargli, perché è così che si apre la porta a Lui che bussa.

Prisco De Vivo, L’inutilità dello specchio

Riflessioni su un percorso spirituale e misericordioso nel tempo della pandemia

Nel nostro tempo difficilmente aumenterà la nostra capacità di elevazione al sublime. Nella maggior parte di noi c’è una continua interazione all’ovvio, alle dinamiche più sconcertanti della banalità (modello imprescindibile del nostro tempo); così, drammaticamente, ognuno di noi all’ombra delle proprie pene è consapevole di questa triste realtà.

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La poesia della settimana. Patrizia Valduga

da Requiem

Oh padre padre che conosco ora,

soltanto ora dopo tanta vita,

ti prego parlami, parlami ancora:

io fallita come figlia, fuggita

lontano un giorno, e lontana da allora,

non so niente di te, della tua vita,

niente delle tue gioie e degli affanni,

e ho quarant’anni, padre, quarant’anni!

***

Per otto giorni, otto notti nere,

immobile, schiacciato sulla schiena…

Più giù, ancora più devi cadere,

non ci sono più limiti alla pena…

Tu non potevi più nemmeno bere

e chiedevi come era la mia cena,

quel po’ di vita ancora di doveri

era per noi, per noi i tuoi pensieri.

da Poeti italiani del secondo Novecento, Milano, Mondadori 1996, p. 967.

Ciò che è Dio

Siamo sicuri di ricevere da Dio? A volte non osiamo sperare. Eppure dovremmo avere un barlume della Sua generosità impensabile, inaudita, capace di salvare anime per una sola preghiera fatta col cuore. Immaginiamo l’impossibile, perché sarà poco rispetto a ciò che è Dio.

Di Lui

Dobbiamo imparare le emozioni di Gesù: il Suo portare il peso delle nostre vite, dei nostri peccati. Contemplarlo nella passione, dove è chiaro questo lato d’ombra, sofferente. Imprimere i Suoi tratti come fece la Veronica, e trasmetterli agli altri: così il Suo volto diventerà gioioso. Essere in sintonia con i Suoi sentimenti, vivere di Lui.

Tempostante, di Giorgio Stella

-1 – Tutta una vita all’insegna delle luci al neon,

plastiche di tettoie delle pompe, di benzina –

la cataratta al neon come la rapina spastica

della vetrina detta sopra

che ride perché la commessa portava

la minestra ai manichini –

ora per ora anno per anno

con fiocchi di baleno

alla seduta stante

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Salvatore Ritrovato, La Poesia e la Via

di Alberto Fraccacreta

La poesia salva? Questo interrogativo millenario ci riporta alla novecentesca — e attualissima — cognizione di una religione dell’arte che ha nutrito il pensiero di grandissimi scrittori (da Proust a Kafka, da Borges a Montale), ugualmente desiderosi di non finire nel côté del nichilismo e della fede confessionale. Insomma, nell’arte, nella letteratura — secondo loro — è possibile trovare (con le dovute proporzioni) uno scampo alternativo.

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Le castagne

di Raffaela Fazio

Era ancora buio. I suoi sensi intorpiditi. S’incamminò verso la curva e vide spuntare due fari. 

“Sali, vieni!” Elaine, di buon umore come sempre, cominciò subito a chiacchierare del più e del meno. 

Warren le guardò le mani sul volante. Spiccava una fede lucida, che probabilmente si sarebbe sfilata a fatica. Gli piaceva, gli piaceva passare un po’ di tempo con lei ogni mattina, forse anche perché gli ricordava per contrasto quanto sua madre fosse bella. 

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