Bellezza

Dio è bellezza. La verifica della verità, dunque, è quando affiora sulle la labbra questa esclamazione: che bello! È un impulso primordiale, la sensazione insuperabile dell’anima che, finalmente, respira. Predisponiamoci a questo evento quotidiano, speriamo ardentemente di poter dire, oggi, ora, anche noi: che bello!

Materna immagine


di Maurizio Soldini

materna immagine della disperazione

accovacciata a spendere le lacrime

per quel suo figlio sceso dalla croce

esiste nella pietra bianca e nei colori

di tutti gli scultori e in quei pittori

che hanno voluto spingere al travaglio

del dolore il nome la pietà la sua visione



[Prof. Maurizio Soldini 
Sapienza Università di Roma]

Passepartout

Il Cielo comincia qui: lasciandosi amare da Gesù, e riamandolo. Le cose importanti sono semplici, nonostante lo spessore e la complessità. Amore è la parola chiave, come se Dio avesse voluto consegnarci un passepartout, che desse accesso a Lui in qualunque istante della nostra vita.

Altro da fare

A Dio diamo il minimo, come fossimo a scuola, o al catechismo. Speriamo di cavarcela con poco, di sbarcare il lunario dell’eterno con qualche gesto formale. Povero Cristo: ci prova a chiederci di più, ma quasi sempre è deluso. Figurarsi, abbiamo altro da fare.

Dalla gola del leone

di Domenico Lombardini

Voce tuono fulgore

oggi silenzio non il clangore

metallico dei tuoi eserciti schierati –

il residuo ferrigno lisciviato

dalle piogge fu il sangue

di chi credé nel Dio supplice

il Dio che acconsentì a ridursi a uomo

inumandosi nella carne

giacendo coi morti.

Quella carne primizia

di colliquazione in vita

il cui lezzo ci fa inorridire

su queste ossa ancora viva

la stessa carne adorna

dei bei corpi

di donne e uomini

di bimbi festanti

nella festa della vita.

Niente, nulla vale

il dolore irredento –

e non basta alla salvezza

il presentimento ma di Dio

la personale conoscenza.

Voce tuono fulgore

oggi scandalo non il furore

adamantino di chi ti annunciò –

la tepidezza è inconseguente

al tuo orizzonte di salvezza

vituperio delle genti

scherno del mondo

dall’Areopago all’empiria –

ancora e ancora ci sarà detto

Su questo punto ti sentiremo un’altra volta –

al tuo potente Thalita kumi

proporranno una scrollata di spalle

gli adoratori del nulla.

Esiliato è così dal mondo

Cristo e noi con Lui 

nel disegno del Padre

fallimento e gloria

oscuramente coincidono.

E nella sequela che è vita

da stranieri abitando il mondo

attraversando randagi una città

immagine dell’oltreumano

come frenetici scorgiamo

segni sicuri delle cose ultime

come i primi atti della parusia –

che la giustizia di Dio deflagri infine

minutando maggesi, terre incolte

separando cosa da cosa, uomo da uomo;

che sia strage tra gli iniqui

i conniventi, i tiepidi

e che il piccolo resto del popolo di Dio

gli umili, i semplici

venga risparmiato all’ultimo momento

già sbrindellato, smembrato

scampato a stento dalla gola del leone.

Veramente

Gesù vuole che lo amiamo. La sua richiesta non è come le nostre, mosse da un egoismo che pretende, che impone se stesso. Gesù chiede di amarlo perché fa bene a noi. Perché senza questo amore scivoliamo lentamente nella morte. Amiamolo, e troveremo quello che cerchiamo. Veramente.

La Presenza

Se Dio ama, vuol dire che noi, suoi figli, dobbiamo essere sua memoria nel mondo. Le anime del purgatorio soffrono perché non vedono Dio: ciò significa che qui, sulla terra, è questa la cosa più importante. “Voglio vedere Dio”, diceva santa Teresa d’Avila, da bambina. “Vedere Dio in tutto”, raccomandavano i Padri. Ecco il segreto: rinnovare la presenza di Dio, ogni momento, al ritmo del respiro.

“Lunamajella” di Gian Piero Stefanoni

“Le parole sotto la roccia”: l’universo di Lunamajella- di Anna Maria Curci.

Nel suo movimento che associa, alterna, combina e ricongiunge il protendersi e il ritrarsi, il balzo in alto e la discesa nel profondo, il dire poetico cerca, trasforma, rimpiange e ricostruisce, vela e rivela regioni, paesaggi, terre e distese d’acqua, cime e firmamenti.

Lunamajella di Gian Piero Stefanoni non solo conferisce – lo affermo ricorrendo alla prima parte della celebre formula di Winckelmann – “nobile semplicità” a questo movimento, ma trova, in più, nuove, singolari combinazioni di fonti di luce, di angoli e di spianate, di luoghi appartati e di consonanze di voci umane.

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Se se ne accorgessero

Siamo distratti, ma Gesù ci attende. È uno specialista dell’attesa: anche quando tutti, perfino una madre o un padre, uno sposo o una sposa, perderebbero, quasi per forza di cose, la pazienza, Lui è lì, che aspetta. I cuori più duri vacillerebbero per un istante, se se ne accorgessero.

L’alberello dei limoni

di Paola Renzetti

A chi mai può interessare la tracciabilità di un alberello di limoni, venduto a una ragazza in gonna rosa? Non ci saranno tante avventure per un alberello da vaso, che non può deambulare in lungo e in largo, anzi è proprio impossibilitato a farlo. Ognuno trova il suo posto nella vita, si dice con una certa sicurezza, senza pensare a quello di chi l’ha avuto assegnato fin dalla nascita e non può in alcun modo mutarlo.

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Vasco Rossi in equilibrio. Colloquio con Vittoria Chiarenza.

A cura di Guido Michelone

La marchigiana Vittoria Chiarenza ha da poco pubblicato il libro Vasco Rossi, sottotitolo Una vita spericolata in equilibrio sopra la follia, in cui racconta l’intera vicenda artistico-professionale del rocker di Zocca, dalle prove giovanili fino ai segreti della prossima tournée estiva. In quest’incontro spiega come è arrivata a redigere un testo importante, frutto di u lavoro precedente assai amato dallo stesso Vasco Rossi.

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Raccoglierci

Perché fare silenzio? Perché raccoglierci? Non dobbiamo mai dimenticare la lezione di Elia, la qol demama daqqa: la voce di silenzio sottile attraverso la quale avviene la comunicazione col Signore. Se escludiamo il silenzio, escludiamo Gesù. Ecco perché dobbiamo amare il raccoglimento, e praticarlo ogni volta che possiamo.

Il sorriso

Il sorriso è importante. Vuole dire: ci sei, ti riconosco, non avere paura. In fondo, viviamo ancora nella giungla. Potremmo dover contenderci, da un momento all’altro, un pezzo di pane, per una improvvisa carestia. Ma se ti sorrido, voglio dire: siamo qui, ora, abbiamo fiducia, nonostante.