Parlare per figure – di Nadia Agustoni

[ L’articolo è un estratto da un lavoro tuttora in corso su alcuni scrittori contemporanei. La rilettura di David Grossman riguarda la sua novella o romanzo breve Col corpo capisco edito da Mondadori nel 2003. N.d.A.] (1)

David Grossman è spesso riuscito a creare personaggi femminili molto belli. Valga per tutti la piccola suora ortodossa di Qualcuno con cui correre, uno dei suoi libri di più ampio respiro. Nel romanzo breve Col corpo capisco, Rotem torna dalla madre morente per assisterla e leggerle un racconto che ha scritto e con cui cerca di spiegarsi un fatto cruciale del loro passato che lei figlia ha vissuto come fatto imperdonabile. Rotem è lesbica e Melany l’amante londinese con cui vive lontano da Israele è stata prima ancora che un’amante la donna che l’ha salvata da un lento disfacimento morale e fisico. Il passato è un peso per Rotem. Le pesa il non amore o meglio l’amore imperfetto di Nili, madre tesa a cercare troppa salvezza e per troppe persone. Continua a leggere

Un viaggio con Francis Bacon # 4

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Un paio di giorni di malessere generale causato dall’insonnia. Stasera riemergo in qualche modo, faccio una lunga passeggiata nella sera di fine inverno, attorniato da poca umidità. Passanti che trottano assieme ai loro cani, il dopolavoro del bravo borghese. Continua a leggere

Un viaggio con Francis Bacon #2 + # 3

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#2

Per vincere la stanchezza provata per l’opera compiuta si consiglia di donarsi con pieno disinteresse ad altre arti. Dopo un lungo periodo di infatuazione per la musica, e senza aver imparato a suonare nulla più del glorioso campanello di casa, ho da qualche anno trovato il mio asessuato riposo del guerriero nella pittura. Un’arte simile alla scrittura, non foss’altro perché nel frequentarla si possono evitare accuratamente scuole, accademie, corsi a pagamento e parrocchiali. La pittura la si può facilmente disimparare fin dalla prima lezione nelle accademie; e imparare, dopo acuti sforzi per raggiungere un certo grado di oblio del passato, da soli, pasticciando con la propria creatività e con la propria capacità di trasgredire, stando però attenti a non intaccare poche, indispensabili regole del gioco. Continua a leggere

Un viaggio con Francis Bacon # 1

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La prima volta che vidi un quadro di Bacon dal vivo fu a Palazzo Reale, in una grande mostra sul ritratto curata da Flavio Caroli. Stavo nella sala guardando un bellissimo ritratto di Alberto Donghi, un pittore che trovo affascinante e soprattutto inquietante per induzione, come sono affascinanti in tale modo certe belle donne che però non vogliono particolarmente colpirti col loro charme. Conoscono il valore della loro bellezza, e perciò, saggiamente, non ne abusano. Girai la testa e vidi un piccolo quadro che ritraeva un uomo dell’ipotetica età di cinquant’anni con un pezzo di carne in bocca. Continua a leggere

Paul Celan ha guadato la Senna + Origami – di Michele Ortore

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Paul Celan ha guadato la Senna

I fragori capitolini sono
come il colpo di tosse
di una febbre bambina:
lontani.
Anche lei, il fiocco di feltro
del mio ultimo anno,
il Ponentino l’ha sciolto,
dal sonno senza rumori,
dalla lenza dell’inesperienza,
o dal crocco tirato nel lago
e ripescato come fede d’argento. Continua a leggere

Quel bisogno di consolazione – di Nadia Agustoni

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Un film, la boxe e la poesia.

Il Palio del 16 agosto del 1957 vide tra i fantini la presenza di una donna, Rosanna Bonelli, giovane senese di padre illustre. Figlia di uno stimato scrittore di Siena (1), la Bonelli non era immune, come è da sempre per i suoi concittadini, dalla passione contradaiola e aveva in sovrappiù quella di cavallerizza. Continua a leggere

Come si diventa (a volte) scrittori

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Probabilmente non ve ne fregherà niente, ma lo racconto lo stesso, ho tempo da perdere. Sono diventato scrittore perché non avevo più niente da fare, e soprattutto da perdere. Prima avevo fatto di tutto, o quasi. Intanto scrivevo ma credendoci fino a un certo punto, anzi non credendoci per niente, spinto solamente da una passione pura. Poi, dopo aver mandato a fare in culo tre principali in tre anni per la famosa incompatibilità di carattere, ho deciso che non sarei più stato alla stanga. Continua a leggere

Tutto il calcio della mia vita – di Franz Krauspenhaar

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Saturi di sangue saltavamo sulle gradinate
come canguri bianchi, alla ricerca del posto.
Forte, sotto la pancia del balenottero, a miglia
di distanza dall’erba cucita al campo, voglia
stonata di prateria, immusurabile. Per venire lì
facevo la via Capacelatro, gambe a serramanico,
il cuscinetto a strisce sotto l’ascella, come
la baguette mattutina di un francese. Continua a leggere

Jean-Michel c’è, e lotta insieme a noi

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Ecco l’amico Jean-Michel Vitrolles, dj, rapper e poeta francese.

Chiunque voglia comunicare direttamente con lui può scrivere a vitrolles@gmail.com o a krauspenhaar@fastwebnet.it nel caso Jean-Michel fosse in tour e

quindi impossibilitato a scaricare la posta elettronica. Al più presto verrà riattivato il sito personale del nostro artista, dove troverete notizie di tutti i tipi sulla sua attività. Continua a leggere

Refuse Paracelsus & I dissennati panettieri di Aqaba – di Avtomat

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Ricevo da Ruggero Solmi queste due scritture che gli sono pervenute da Avtomat, che in sede di commenti si firma Auberon. FK.

REFUSE PARACELSUS

in neapolis vanga, vanga/ su le svalbard la croce/ il periscopio del miasma con tutti i colori del gas/ su milite del tempo tambura la spranga & impugna lo specchio, urta con legnoso legionario il sibilo di sassi quadrati/ le spalle il volto come colui che sempre spera in fallo. paciucco, ladri di sentore, i trampoli per camminare sopra ‘a bbusta – il sacchetto – ‘a bbusta/ gamberi sgragnolati con il loro cloro colorrosasangue, Continua a leggere

Dalla raccolta: Dai libri di lettura – di Nadia Agustoni

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chiedo asilo

chiedo asilo alle ombre all’ombra che m’incolla
la figura alla vita che mi fa assente nel rassomigliarmi
che con dovizia mi crepa il muscolo cuore e mi dà sorte
come a chi non è dei suoi a chi stanca la parola non pronunciandola
e non ha il controcanto di un coro non è l’eroe che tarda
ma infine si fa vivo battendo al portone colpi d’aria
che fermano le voci nel bum nel sesto senso della veglia. Continua a leggere