40anni fa, il 9 ottobre 1967, il “Che” venne ucciso… fu vera gloria?

El 9 de octubre de 1967, el guerrillero argentino-cubano Ernesto “Che” Guevara fue asesinado por un soldado del ejército boliviano que, para probar su muerte, no tuvo empacho en mostrar el cuerpo a la prensa internacional. Esta foto, una de las pocas a colores, fue tomada por Marc Hutten de la Agencia France Presse.


come il Cristo del Mantegna
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Cosa fareste se domani vi ritrovaste senza il dio di questo mondo in tasca?

 

Il denaro si è trasformato in qualcosa di più di un simbolo del valore della merce o di un mediatore nelle relazioni di baratto. Avendo acquisito caratteristiche di feticcio il denaro è il nuovo idolo venerato – custodito solennemente nel sancta sanctorum del sistema bancario – in onore del quale vengono sacrificati valori come l’etica, il rispetto delle leggi e perfino le vite umane.

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Prima trasferta del nostro cenacolo neoumanista camaldolese


Marsilio Ficino, Cristoforo Landino, Angelo Poliziano e Demetrio Chalkondiles in un affresco del Ghirlandaio a S. Maria Novella – Firenze

Quattro giorni di incontri, esposizioni, suggestioni, cocktails tra arte, scienza, musica, teologia e poesia.
29-30 settembre e 6-7 ottobre 2007, Caserma d’Artiglieria di Porta Verona (Peschiera del Garda).

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Come comportarci?

       

Il primo piccolo nucleo di fedeli della “nuova poi unica e vera religione” nata alla Mecca era costituito dalla moglie del Profeta, Khadigia, dal suo domestico Zaid e dal cugino undicenne Ali. In seguito vi si unirono l’onesto mercante Abu Bekr, la mano di ferro d’Arabia, Omar il giusto, il riservato uomo d’affari Othman, il coraggioso zio del Profeta, Hamza, e lo schiavo nero Bilal. Semplicemente essi furono conquistati dalla magica SPADA dell’umile Profeta d’Arabia. La piccola comunità di fedeli fu presto esiliata dalla Mecca, e costretta a riparare a Yathrib, che da lì in poi si sarebbe chiamata, semplicemente, Medinat-al-Nabi, città del Profeta, o Medina. Gli emigranti della Mecca portarono la SPADA con loro. La forza magnetica di questa continuò ad attrarre uomini e donne, fino a che l’intera Arabia si riconobbe nella nuova poi unica e vera fede. Paragonata alla popolazione mondiale, quella dell’Arabia costituiva una piccola minoranza. Una frazione di questa minoranza decise di portare la SPADA dal deserto arabico ai potenti stati del Mediterraneo, fino alle isole delle Indie Orientali. Un popolo dopo l’altro si arrendeva a questa SPADA e si univa alla Fede. Noi sappiamo che la lama di questa SPADA era affilata: essa conquistava i cuori; i corpi partecipavano automaticamente. Essa era la SPADA della Verità, la cui brillantezza elimina la falsità così come la luce spazza via le tenebre. Questa SPADA è oggi scomparsa? No di certo. Ancora oggi essa continua a conquistare i cuori di innumerevoli uomini e donne – a dispetto dello sforzo indomito di coloro che hanno interesse a far prevalere le tenebre e a far disperdere il bene che è in ogni uomo. (da uno dei tanti siti in italiano per la diffusione della Parola Islamica)

Per certuni un personaggio ingombrante per altri uno “squalo”, per altri ancora un “benefattore”. E’ morto Raffaele Crovi…fu vera gloria per la cultura italiana?

di Alessandro Scansani (direttore editoriale della Diabasis)

Non ci eravamo tanto amati. Nonostante gli amici comuni, nonostante le comuni radici (la montagna e la “bassa” reggiana, il Concilio).

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Poesia!

di Pasquale Giannino

Stoisa – “Narciso”, catrame e pittura a olio su pavimento in legno, installazione del 1984 presso la Galleria Tucci Russo

La poesia è come l’amore. Questo pensavo mentre ero “in fila al supermercato col carrello gonfio”. Prima di me c’era una coppia dall’aria insofferente: lui, un tipo “alternativo”, l’evidente calvizie “impreziosita” da un grottesco interminabile codino, i jeans pieni di squarci griffati…

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Posto rimandandovi ai commenti di un precedente post qui inserito…

A mio vedere ho inserito un commento che vale più di un post, quindi vi invito a ritornare indietro… movimento, del resto, non sempre sconsigliabile… soprattutto in questi tempi… un commento che val pure una Messa… (o era Parigi?):

https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/08/08/neo-paganesimo-o-nuova-barbarie-di-romano-guardini/#comment-23747

Abbasso i froci!

di Pasquale Giannino

“Mi sono innamorato di un uomo. Ha quarant’anni ma ne dimostra dieci di meno, fa palestra e gioca a basket. Ha una cultura vastissima, quando spiega non si perde mai nei particolari. Le date gli interessano poco, preferisce la visione di insieme, e fa un sacco di collegamenti con le altre discipline che conosce a menadito. Ha un eloquio ampio e fluido, la sua voce calda e profonda mi manda in estasi.”

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80anni fa in Romania… com’è ancora presente un certo passato, non trovate?

La Legione Arcangelo Michele – verso la Guardia di Ferro

… di fronte a tale situazione decisi di non stare né con l’uno né con l’altro gruppo, di non rassegnarmi, ma di iniziare l’organizzazione della gioventù sotto la mia responsabilità, secondo il mio sentimento e il mio criterio, e di continuare la lotta, non di capitolare.

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Bocciato dagli addetti ai lavori, salvato totalmente dal sottoscritto…

IL DESTINO DI UN GUERRIERO. Un film di Agustín Díaz Yanes. Con Viggo Mortensen nella parte di Alatriste, Elena Anaya, Eduardo Noriega, Javier Cámara, Jesús Castejón, Antonio Dechent. Produzione: Spagna, Francia, USA 2006. Tratto dai famosi romanzi di Pérez-Reverte. Durata: 146 minuti.

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Siamo nel vero alla fine?

Credo si possa affermare senza tema di esagerazione che l’insieme della Vita Religiosa in Europa non è in nessun modo un collettivo traboccante di vita, effervescente di inquietudini e creatività, pieno di proposte per scoprire le rotte del futuro.

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Scusate il ritardo, ma ogni promessa è debito… (e non è finita qui)

Riflessioni a caldo sull’opera di Sebastiano Aglieco, Gennaro Grieco, Danilo Mandolini, Paolo Rabissi, Giovanni Nuscis, Caterina Accardo, Maria Pia Quintavalla.


L’amico poeta – una foto di Salvatore Cacace

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Lettera a mio padre

di Pasquale Giannino

Cassina de’ Pecchi, 9 giugno 2007

Padre, oggi è il tuo ultimo giorno di scuola e io vorrei dirti tante cose. Da piccolo mi vergognavo di te, mi chiedevo perché non fossi come i genitori degli altri bambini che se ne andavano a passeggiare in piazza coi loro amici, e parlavano di politica e si infervoravano da rischiare un infarto e poi tutto si accomodava con una briscola e una birra gelata.

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