Come misurarsi con una società sempre più violenta ?

 

Shanni Naylor, una ragazzina di dodici anni, è stata ripetutamente accoltellata all’interno della sua scuola a Sheffield, nell’Inghilterra Centrale, a una cinquantina di chilometri da Manchester, dopo aver cercato di difendere un altro ragazzino che da giorni veniva continuamente preso in giro.

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Sogno come vita o come fuga da essa?

Matisse, Il sogno, 1940

Sogno, fenomeno affascinante, carico di mistero, fonte di grande suggestione con l’evocazione del sovrannaturale nella tradizione mitologica e religiosa e di alta e profusa ispirazione in quella artistica e letteraria; accreditato, inoltre, di un potere magico, divinatorio, passibile di essere svelato, e quindi di grande presa nella cultura popolare delle varie civiltà, dalle più antiche alle più recenti, fino ai nostri giorni. Poi, in seguito all’opera di Freud, strumento della psicoanalisi per penetrare nel profondo dei segreti della psiche, e infine oggetto di grande interesse nella ricerca neurofisiologica che ha aperto nuovi orizzonti per documentare, nella veglia e nel sonno, lo svolgimento dell’attività cerebrale e per meglio comprendere le manifestazioni della mente che da questa derivano. A voi la parola: “Sogno come vita o come fuga da essa?”.

Sentieri dell’anima?

di Pasquale Giannino

Salomè di Franz von Stuck

In quella bolgia di ritmi assordanti e rumori convulsi, i nostri occhi si sono scontrati per pochi attimi eterni di selvaggia seduzione. Ci siamo estraniati dalla moltitudine di pazzi, così, senza parlare. Ci siamo appartati… e hai raccolto il mio calore. Poi ho chiesto il mio whisky, e ti cercavo tra i ruggiti malinconici di quella giungla metropolitana. Ti ho vista dimenarti come una Salomè, in mezzo alla rissosa torma di indemoniati. E io guardavo al mio bicchiere, pensando di esorcizzare quel senso di solitudine che mi squarciava il cuore.

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Di cosa siete stanchi?


“Stanchezza” di Gino Covili

Capita il giorno in cui gli scenari crollano. Alzarsi, tram, quattro ore di fabbrica o di ufficio, mangiare, quattro ore di lavoro, mangiare, dormire e Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato sullo stesso ritmo. Capita che un giorno, un giorno soltanto, il “perché” emerge, e tutto comincia in questa stanchezza tinta di stupore. “Comincia”, questo è l’importante. La stanchezza è alla fine degli atti di una vita meccanica, ma inaugura allo stesso tempo il movimento della coscienza. (A. Camus da “Il mito di Sisifo”)

Tutto il calore del mondo (un piccolo estratto… ovviamente inedito)

1 – Il cuore che ho tatuato sul petto è un cammeo del perdono.
Sette le spade che lo trafiggono in una nuvola di fumo.
Io non so di me, ma tento di dire per gli altri.
Nell’enigma mi dibatto; in quella culla di speranza che il certo ha trasformato nell’abbaio di un cane… perché io non voglio sapere di me, ma delle fragili conclusioni di chi mi sta dinanzi. Se conclusione può esistere, se l’osso non ha già strangolato, quel bastardo a 4 zampe.

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Folli o ciechi?

Possiamo dire che le “immagini della morte”, da quando l’uomo ha acquistato una consapevolezza sulla sua fine, hanno subito trasformazioni evidenti nel corso di alcuni, fondamentali, periodi storici. Nell’antichità, in cui l’uomo era al centro dell’universo e delle sue vicende naturali, si aveva una visione antropocentrica e fatalistica della morte, caratterizzata dalla sua accettazione, anche se tragica.
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Libri giuntimi (rubrica 3)

Johanna Venho, Giancarlo Tramutoli, Carla Bariffi, Pasquale Di Palmo, Alessandro Ghignoli, Gabriela Fantato.

Mio indirizzo per posta cartacea al fine che mi curi di voi: Gian Ruggero Manzoni Via Fiumazzo 232 – 48020 San Lorenzo di Lugo (RA).

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Da figlio a padre…

di Pasquale Giannino

San Donato di Ninea Chiesa Dell’Assunta

La casa dove ho trascorso l’infanzia e parte dell’adolescenza era di mio nonno Pasquale. L’aveva acquistata negli anni Sessanta, coi risparmi svizzeri. Non fraintendetemi! Non era un uomo d’affari. E neanche benestante. Era da sempre un contadino. Aveva fatto la guerra d’Etiopia. Poi, richiamato per il secondo conflitto mondiale, dovette lasciare il figlioletto di pochi mesi (mio padre) e la giovane moglie, confidando nella solidarietà del vicinato. “Ero nel reparto munizioni e viveri,” mi diceva, “non ho mai sparato un colpo”. “Quando ritornò dopo lo sbandamento,” mi racconta mio padre, “vidi un uomo che barcollava in lontananza. Si fermò sotto un albero e ne strappò il frutto. Poi si avvicinò, mi prese in braccio… baciò mia madre. Subito dopo si lasciò andare stremato.”
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Della Parola e alla Parola

 Di Franca Alaimo (che ringrazio)

Appare come un incredibile monumento della Parola e alla Parola, non senza allusione anche al concreto peso di due tomi complessivamente estesi per più di cinquecento pagine, l’opera “Scritture scelte dal 1977 al 2003″ Volume I° e II°”, Edizioni del Bradipo 2006, di Gian Ruggero Manzoni, in cui si dà voce al gesto, reale e/o simbolico, del viaggiare cui di fatto obbedisce ogni autentica scrittura poetica, allorquando assuma su di sé tutta la realtà esteriore ed interiore dell’esistenza, trascorrendola con i propri mezzi conoscitivi e formali e segnando sulla propria mappa orientativa le tappe fondamentali del procedere, riconoscibili anche attraverso indicazioni geografiche e temporali.

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Un ricordo

Amelia Rosselli

Amelia Rosselli (sorridente e dolcissima)

Amelia d’Iliade
di Gabriella Sica

ad Amelia Rosselli

Bruciavi a un’ardente ansia da precaria!
E non avevo il coraggio di stare accanto al tuo male
da spavento, Amelia amata da lontano, al tuo gentile delirare,
quel viaggio in treno con te verso i Giardini di Venezia
non potevo farlo, no, quel luglio dell’ottantuno,
solitaria dopo la lettura, di notte per le calli,
vestita tutta di bianco, nell’età della candida presunzione,
intrepida, sì, ma tu chiedevi, chiedevi tanto,
dalla Cia torturata nel mondo-cella. Continua a leggere

Vi aspettiamo…

 

Anche quest’anno, nei giorni del 18, 19 e 20 maggio 2007, la Comunità monastica camaldolese organizza un incontro di “Percorsi Interculturali” dal tema: “Ora vediamo come in uno specchio… (1 Cor. 13,12). Identità e memoria: riflessi condizionati tra corpo e cultura.”

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Allora si scherzava poco…!

IL GIURAMENTO DEI SANFEDISTI

Giuro di mantenermi fermo nella Santa Causa che ho abbracciato, di non risparmiare nessuno appartenente alla infame combriccola dei liberali, qualunque sia la sua nascita, parentela o fortuna; di non avere pietà né dei piccoli bambini, né dei vecchi e di versare fino all’ultima goccia di sangue degli infami liberali, senza riguardo né a sesso né a grado.

Uno dei momenti più rilevanti della campagna condotta dal Cardinal Ruffo di Calabria per la riconquista del Regno di Napoli nel 1799 fu indubbiamente la presa di Altamura, grosso centro pugliese sulla strada che da Matera conduce a Bari. Il Ruffo, sbarcato nella sua Calabria con pochi compagni ed una bandiera riportante il motto “In hoc signo vinces!”, era riuscito in brevissimo tempo ad allestire una eterogenea armata di volontari (contadini, cafoni, basso popolo, financo bande intere di briganti) che, nella sua vertiginosa avanzata, aveva avuto facilmente ragione delle forze repubblicane italo-franco-napoleoniche.

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Libri giuntimi (Rubrica 2)

Lucianna Argentino, Guido Monti, Alessandro Monticelli, Italo Testa, Alessandro Assiri, Paolo Battistella, Lucetta Frisa.

Come vi avevo preannunciato nel mio blog all’atto della chiusura, come in altre sedi, il dedicarmi più a voi che a me è ormai diventata parola d’ordine per il sottoscritto (anche se un qualche rigurgito di ‘narcisistico’ trasporto ancora, qui e là, fa capolino, ma si sa, non si può cambiare dalla sera alla mattina un’impostazione virulentemente ‘aggressiva’, per anni e anni più che altro fomentata da situazioni altre capitatemi, ma nel certo cullata da un Io travagliato comunque predisposto alla scazzottata e al ‘turpiloquio’, infatti bisogna dare il tempo alla ‘bestia’ che si plachi, poi che si svapori, come nebbia al sole “…in quel nuovo mattino… alla vista dell’Unica Bellezza”, così da tentare di prepararmi alla vecchiaia o alla morte con maggiore serenità).
Procedo, con tale spirito in ‘elevazione’, a segnalare-recensire i libri che state inviandomi (e vi ringrazio). Mio indirizzo per posta cartacea al fine che mi curi di voi: Gian Ruggero Manzoni Via Fiumazzo 232 – 48020 San Lorenzo di Lugo (RA).

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