Stoss: contro la crisi del genio e del vero nel contemporaneo

Verità scoperta dal Tempo (1645 circa) – Gian Lorenzo Bernini

L’esperienza estetica, in alcuni pensatori, diventa il luogo privilegiato in cui si manifesta il vero, la dimensione che racchiude la via d’accesso alla verità. In Hegel l’arte è il primo gradino dello Spirito Assoluto, momento attraverso il quale l’Idea o Spirito (il principio della realtà) giunge alla piena coscienza della propria assolutezza, ovvero del fatto che tutto è Spirito e che non vi è nulla al di fuori di esso. Tale autocoscienza dell’assoluto avviene tramite un processo dialettico che si articola nei tre momenti dell’arte, della religione e della filosofia; queste attività esprimono lo stesso contenuto, che è l’Assoluto, ma si differenziano per la forma con cui lo estrinsecano: l’arte attraverso la raffigurazione sensibile, la religione tramite la rappresentazione, la filosofia per mezzo del concetto.

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Terra chiama Marte… Marte chiama Terra

“La faccia su Marte” foto scattata per la prima volta dalla sonda Viking 1 il 25 luglio 1976 (anno terrestre)

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In copertina della Bianca Einaudi, sotto il bel titolo “Il cielo di Marte”, appare questo stralcio di poesia messo in prima, redazionalmente (cioè come scelta di collana, da oltre 30anni), quale introduzione-cardine (che si reputa significativa-portante) al/il libro del poeta che si è dato alle stampe (mantengo gli a capo tipografici di copertina, non quelli che figurano nel componimento all’interno della raccolta da cui è tratto):” Ecco, quello che pensi sia dio e in / fondo / non è che una radura / che ti comprende, come / su Marte una pianura / avrà la mia prima impronta, esattamente / si manifesta , tanto che non c’è / nulla da dire, niente / da domandarsi più, / nessun luogo in cui andare o far / ritorno. / Talvolta questo accade, certo, e tu / non ne hai né colpa né / merito. Accade questo, ogni giorno.”

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Ma solo così va il mondo?

di Pasquale Giannino


Toys – Ars Factory Investigation

Nuovi fermenti s-muovono le coscienze della rete, mostro tecnologico guardato da molti ancora con diffidenza, ma ultimo baluardo del libero pensiero. Si discute nei blog – non solo di argomenti effimeri – si ravvivano, talora, bei cenacoli d’altri tempi. E’ importante tutto questo, ti fa sentire meno alienato in una società omologante che svilisce l’uomo. Diverse voci urlano la rabbia, la forte indignazione per la superficialità dilagante, alcuni propongono di uscire dal mondo virtuale e scendere nelle piazze. Altri lo hanno già fatto…

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Serve una continua manutenzione a questa piccola scialuppa che ci ospita…

Claude Monet – Madame Monet e suo figlio – olio su tela – 1875

Viviamo in un’epoca allo stesso tempo affascinante e terribile. Affascinante perché mai come adesso il futuro della Terra è nelle nostre mani, infatti quello che avrà luogo domani dipenderà in buona parte da ciò che la comunità umana farà o non farà oggi; terribile perché la nostra generazione è la prima, da quando la specie umana è comparsa su questo pianeta, ad avere il potere di distruggere, in poco tempo, tutto quello che ci proviene dal passato, compromettendo irrimediabilmente quello che potrebbe esistere nel futuro. Del resto l’Homo Sapiens (Sapiens) ha interagito con il mondo naturale sin da quando si è formato (o, meglio, fin da quando si è venuto a definire), originariamente ‘modellandosi’ ad esso poi, con il passare del tempo, e con l’evolversi delle proprie risorse culturali, ha incredibilmente ampliato (ahinoi) le capacità di modificazione dell’ambiente.

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IL dolore è un’illusione

I 3 Es del dolore: 1) L’inattività è spesso il risultato della discordia tra i sentimenti, la razionalità e la natura. 2) Lasciate i dubbi e le insicurezze alle vostre spalle e trovate la strada verso l’unico cerchio. 3) Dovete trovare la pace in voi stessi fermando le onde.

Nell’immediato dopoguerra, quando le case editrici europee e statunitensi decisero di pubblicare o ripubblicare le prime traduzioni di “Siddharta” di Hermann Hesse, non potevano immaginare l’enorme impatto che il romanzo avrebbe avuto sulla cultura occidentale. La storia apparentemente semplice del libro – un giovane e bene educato bramino, Siddharta, che sfida la tradizione paterna per vagabondare in India alla ricerca dell’Illuminazione – piacque allo stesso tempo ai vagabondi inquieti, ai giovani alienati, ai figli dei borghesi come agli anarchici.

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L’attualità di Epicuro e di Lucrezio

 

Le nove galassie del Cielo di Zadèinon

Il De rerum natura di Lucrezio (opera gigantesca) è la compiuta trattazione in versi dell’epicureismo. I primi due libri, i più significativi per il tema dell’infinito, trattano la descrizione fisica del mondo: la materia e il vuoto si inseriscono qui in un vasto spazio cosmico, in cui si avvicendano i movimenti e le combinazioni degli atomi. Nei restanti libri, invece, la dottrina fisica viene estesa ai fenomeni del mondo umano, con particolare riferimento alla concezione dell’anima, e poi alla cosmologia.

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Libri giuntimi degni di menzione (Rubrica 1)

Volumi di Marco Merlin, Francesco Marotta, Matteo Fantuzzi, Sabrina Foschini.

Come vi avevo preannunciato nel mio blog all’atto della chiusura, così come in altre sedi, il dedicarmi più a voi che a me è ormai diventata parola d’ordine per il sottoscritto (anche se un qualche rigurgito di ‘narcisistico’ trasporto ancora, qui e là, fa capolino, ma si sa, non si può cambiare dalla sera alla mattina un’impostazione virulentemente ‘aggressiva’, per anni e anni più che altro fomentata da situazioni altre capitatemi, ma nel certo cullata da un Io travagliato comunque predisposto alla scazzottata e al ‘turpiloquio’, infatti bisogna dare il tempo alla ‘bestia’ che si plachi, poi che si svapori, come nebbia al sole “…in quel nuovo mattino… alla vista dell’Unica Bellezza”, così da tentare di prepararmi alla vecchiaia o alla morte con maggiore serenità).

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Già potreste pensare di essere dei nostri in quei giorni

Antica farmacia del Monastero di Camaldoli

Ora vediamo come in uno specchio … (1cor 13, 12)
IDENTITA’ E MEMORIA: “RIFLESSI CONDIZIONATI” TRA CORPO E CULTURA
Tema del convegno che terremo al Monastero di Camaldoli (Arezzo) nei giorni 18-19-20 maggio 2007

è come se vi fosse più paura di perdere
la dottrina che l’esperienza di Cristo

R. Tagliaferri, La “magia” del rito. Saggi sulla questione rituale e liturgica

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Il canto della follia di un mondo

Nerone – Il parto del mostro – scultura in bronzo 1967

Alla luce di ciò che sta succedendo in molti blog, più o meno collettivi, e, soprattutto, tra la fauna spesso psicolabile che ne fa vivere i commenti (moltissimi dei quali sconcertanti… se non vere e proprie testimonianze di deliranti, privati di una salutare camicia di forza – commenti, spesso anonimi, perciò ‘codardi’, che, di solito, ridacchiando sardonicamente, volutamente fomento, buttando ulteriore benzina sulla pira della vanagloria e dell’ ‘imbecillità’ dilaganti, così, tanto per far intendere dove l’altrui follia, nonché, ovviamente, la mia, può arrivare – ma non la follia ‘bella’, cioè quella follia infine letterariamente costruttiva-ispiratrice, ma quella più ‘becera’, quella più alienata, quella più ottusa, quella avariata, quella ammorbata, quella velenosa, quella crudele), voglio rituffarmi in ciò che fu la prima analisi ‘lucida’ della modernità (e anche del ‘post’, della stessa) che la scrittura italiana ci ha offerto e quindi consegnato tramite uno dei pochi giganti che possiamo annoverare tra le fila delle nostre patrie lettere. Ovviamente, la sua, fu ed è anche grande metafora dello smarrimento che l’Occidente stava e ancora sta vivendo. Lezione esemplare, atemporale… fino a quando non ritroveremo il Centro in un Assoluto (sacrale) comune (oggettivo), oppure fino al giorno in cui non ci autocancelleremo, alla buonora, da questo universo (a cui ben poco rendiamo gloria e che, reputo, neppure si accorgerà di tale nostra totale e miserabile dipartita).

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Il bell’angelo inefficace

Oggi, in Italia, il poeta non ha un posto reale o uno status. In America Latina, nel Medio Oriente, nel Regno Unito, in Germania i poeti sono tuttora onorati e rispettati dalla società, e da noi? Sì, veniamo invitati qua e là, parliamo nelle università, e , se accettiamo, i politici ci mettono anche nelle liste elettorali, qualcuno di noi è andato anche in Senato, ma anche così, che potere ha questo lui – o questa lei – nel mondo reale?

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Il mio antiglobalismo non è da intendersi quale esaltazione della “Sagra della porchetta”…

 

Negli anni ’80 del secolo scorso, venutosi ad affermare il postmoderno di Lyotard, del quale la correlazione-contaminazione fra più esperienze espressive era (e ancora è) uno dei pilastri portanti, possiamo affermare che la conseguenza più recente e più complessa della società dell’informazione è, oggi, quella sorta di meta-argomento che risponde al nome di “globalizzazione”.

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Omaggio a un grande conservatore

Eliot ha costruito una grammatica della vita ed una sintassi della verità. Ogni suo scritto costituisce una pietra miliare nel costitutivo cammino della vita di un uomo che ha sempre, ed implacabilmente, cercato la verità, sempre e comunque.

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Il viaggio del re morto

Il prestigioso Premio Todaro-Faranda per narrativa inedita, indetto dalla Cassa di Risparmio di Bologna e dall’Università di quella città (in giuria il Prof. Pasquini, ordinario alla Facoltà di Lettere, e gli scrittori Nerino Rossi e Raffaele Nigro – premio che vinsi nel 1996 con il romanzo “Il morbo”, poi edito da Diabasis nel 2002), nel 2006 ha visto come vincitrice-trionfatrice Giovanna Passigato con il romanzo “Il viaggio del re morto”, ora edito dalla Bononia University Press (si veda il sito della casa editrice qui).

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Il desiderio come forza sociale (un ricordo di gioventù)

di Gian Ruggero Manzoni

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L’amico e filosofo faentino Enzo Melandri (oggi scomparso, già docente all’Università di Bologna), fra gli estimatori del mio scrivere e ragionare (ha prefato i miei primi libri di poesia), aveva un carteggio, ahinoi da lui distrutto prima della morte, con il collega francese Gilles Deleuze. Da Enzo ho imparato ad amare Deleuze, seppure lontano dal mio modo d’intendere la ragione e l’essere in essa, ma non per questo uomo di grande acume.
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Fame di lavoro che muove al fondo

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di Gian Ruggero Manzoni

Il prestigioso e ormai consolidato concorso annuale indetto dalle Edizioni FARA di Rimini, già alla sua V tornata, ha visto vincitore nel 2006, per la sezione poesia, Giuseppe Cornacchia, che ha proposto alla giuria (composta da Pizzo, Montebelli, Camporesi, Metropoli, Gezzi, Rosenberg, Lozito, Pasqualone, Sannelli e Ramberti) un insieme titolato “Ottonale”, poi riportato per intero nella bella antologia, curata da Alessandro Ramberti, titolata “Sei Autori 3 x 2”, compendio del Premio stesso, uscita, appunto, nel dicembre dello scorso anno. Continua a leggere

Ciò che il ‘superbo’ Baricco ha dimenticato o, meglio, ha voluto dimenticare riformulando l’Iliade

Vero eroe, vero argomento, centro dell’ “Iliade” è la forza.
L’anima umana appare continuamente modificata dai suoi rapporti con la forza. La forza è ciò che rende chiunque vi sia sottomesso una ‘cosa’. Quando sia esercitata fino in fondo essa fa dell’uomo una ‘cosa’, nel senso più letterale della parola, poiché lo trasforma in un cadavere.

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