Ornithology 51. Eliot

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Cape Ann

Oh svelto svelto svelto, ascolta svelto il passero canoro,
Il passero di palude, il passero astuto, il passero vespertino,
Nell’alba e nel crepuscolo. Segui la danza
Del cardellino d’oro a mezzogiorno. Lascia la scelta
Al pettirosso gorgheggiatore, allo scontroso. Saluta
Con stridulo fischio la nota della quaglia, il piccolo fagiano
Che saltella sui cespi dell’alloro. Segui il piede
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Ornithology 50. Bertolucci, Fortini

capanna indiana

Attilio Bertolucci, La capanna indiana

III

Dov’è volato l’uccello che nell’ora
più calda ti è passato sopra
alto, e i pali, i tronchi giovani
di gaggìa che ti formano, capanna
deserta, si sono rigati di freddo
un attimo nella quiete del sole?

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Franca Mancinelli, “Libretto di transito”

di Giuseppe Ferrara

Libretto di transito [1] è il titolo dell’ultima raccolta poetica di Franca Mancinelli pubblicata nel 2018 dalla casa editrice Amos. Continua a leggere

D’Arrigo compie cent’anni

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Il sole tramontò quattro volte sul suo viaggio e alla fine del quarto giorno, che era il quattro di ottobre del millenovecentoquanrantatre, il marinaio, nocchiero semplice della fu regia Marina ’Ndrja Cambrìa arrivò al paese delle Femmine, sui mari dello scill’e cariddi.

Imbruniva a vista d’occhio e un filo di ventilazione alitava dal mare in rema sul basso promontorio. Per tutto quel giorno il mare si era allisciato ancora alla grande calmerìa di scirocco che durava, senza mutamento alcuno, sino dalla partenza da Napoli: levante, ponente e levante, ieri, oggi, domani e quello sventolio flacco flacco dell’onda grigia, d’argento o di ferro, ripetuta a perdita d’occhio.

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Ornithology 48. Govoni


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Dove stanno bene gli uccelli

Le rondini, sui fili del telegrafo.
Le candide colombe, sulle gronde.
I falchi, in mezzo a le rovine e sulle cattedrali.
I corvi, sopra il capo degli impiccati.
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Le Isolitudini di Onofri

Isolitudini_Onofridi Antonio Fiori

Isolitudini è un libro oceanico, scritto da uno spirito libero, dove si salta da un’isola all’altra senza dover dar conto a nessuno. È un continuo approdare e partire, talvolta romanzando una vacanza mai fatta, più spesso raccontando la storia di chi s’è avvicendato sulle coste o sulle alture di un’isola, vuoi per nascondersi, vuoi per oziarvi o per dipingervi un quadro, vuoi perché mandatovi in esilio. Ed allora Sant’Elena, le Falkland, le Azzorre, le Baleari, le Faroer, le Ebridi, Procida, Capri, Ventotene, prendono vita nuova e antica sotto gli occhi del lettore, si rianimano, si denudano, si scoprono e ricoprono. Non c’è bisogno d’esser poeti per cogliere la poesia di questo libro. Per il lettore, già l’indice dei nomi è un mare in cui nuotare, lasciandosi trasportare dall’immaginazione e delle suggestioni (conta oltre duemila nomi, circa duecento le isole e circa milleottocento gli autori e i personaggi storici e letterari).

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Ornithology 45. Mussapi

Mussapi

Il sogno del Simorgh

Là sulla strada di pietra resta un’impronta,
la piuma del Simorgh, affermano i saggi
e quelli che si spinsero verso il deserto
prima del grande fiume e del Palazzo di Khublai,
verso la verde montagna dove dicono
si celi il nido d’oro del grande uccello
che fece nascere la vita nel mondo
e il regno degli alati e degli umani
con una remigante dell’ala sinistra
mentre volava verso il mare al tramonto
lì mentre il sole si tuffava nel mare.
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Annalisa Ballarini. Poesie

coverÈ “Elicanto” il nome di quel fiore?
Della forma perfetta come un origami?
Lo cercano nella simmetria degli emisferi giustapposti,
lungo l’asse della linea mediana, e cercheranno,
fermato il vascello sospinto verso aurore boreali,
percorrendo palmo a palmo le lettere innervate
sui segmenti delle braccia senza scorgere alcun nome.

Io lo vidi, il fiore senza nome, abbagliante
su un muro scrostato, e mi piacque
chiamarlo Elicanto. Cerchino pure altrove,
loro: alla radice del collo, scandagliando
le giunture delle vertebre, mentre il fondale
prepara la sua frescura nel cascinale di collina
dove gli Elicanti al plauso di un volo
sussultano nel buio.
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Ornithology 44. Saba

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«È un pettiazzurro… Cosa vuoi che sia Einstein in confronto.
(Non buttar via. Posso un giorno averne bisogno).»
Annotazione manoscritta da Umberto Saba su volantino  pubblicitario di un manuale di birdwatching [“studio delle voci degli uccelli”] in lingua tedesca. 

*

 

 


Al lettore

Se leggi questi versi e se in profondo
senti che belli non sono, son veri,
ci trovi un canarino e tutto il mondo.

*

Fratellanza

Ho fatto un sogno, e all’alba lo ritrovo.
Parlavano gli uccelli, o in un uccello
m’ero, io uomo, mutato. Dicevano:
NOI DI BECCO GENTILE AMIAMO I FRUTTI
SAPORITI DEGLI ORTI. E SIAMO TUTTI
NATI DA UOVO.

Proprio il sogno d’un bimbo e d’un uccello.

*

Pettirosso

Trattenerti, volessi anche, non posso.
Vedi, amico del merlo, il pettirosso.
Quanto ha il simile in odio egli di quella vicinanza par lieto.
E tu li pensi compagni inseparabili, anche agli orli
di un boschetto sorpreso li sorprendi.
Ma un impeto gioioso al nero amico,
che vive prede ha nel becco, l’invola.
Piega un ramo lontano, cui non nuoce,
se un po’ ne oscilla, l’incarco; la bella
stagione, il cielo tutto suo l’inebbriano,
e la moglie nel nido. Come un tempo
il dolce figlio che di me nutrivo
si sente ingordo libero feroce;
e là si sgola.

*

Umberto SABA, Uccelli. Quasi un racconto (1948-51)
in Tutte le poesie, a c. di Arrigo Stara
“I Meridiani”, Mondadori, Milano, 1998

Ornithology 43. Bertolucci

Bertolucci Attilio

I gabbiani


Non avevo mai visto gabbiani sulle rive del Tevere
cangianti in questa fine d’inverno le penne e le acque.

Mi sono appoggiato al granito come fanno quelli
che vegliano sulla propria vita o morte usando

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Ornithology 42. Walcott

Sir-Derek-Walcott 1992_Nobel_stamp

Egrette bianche

I

Attento alla luce del tempo e a quanto spesso permetterà
alle ombre del mattino di allungarsi sul prato
alle egrette impettite di scuotere i becchi e inghiottire
quando tu, non loro, o tu e loro, sarete spariti;
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Ornithology 41. Ferrara (e Stevens)

gFerraraMettono gioia tra i rami d’inverno i nidi

Non hai risposto ancora alla domanda
«D’inverno, mettono gioia, tra i rami, i nidi?»
Hai finalmente una risposta pronta
o attendi un’altra estate e i suoi ricordi?

Sorridi, la nuca poggiata sul mio petto
I piedi nudi immersi nell’azzurro
La nube d’oro cela ali fuggenti
Tra quelle foglie lampi di cielo
Questa è l’Estate non dimenticare
Quella che arriverà sarà l’Estate

E allora rispondi, attenta, alla domanda
«Mettono gioia tra i rami d’inverno i nidi?»
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D’estate nei paesi. Giovanna Iorio

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Succede nei paesi che non succede niente. Ma non il niente delle città. Un niente differente.

*

Succede nei paesi che stamattina alle cinque cantava il gallo. Ma non un gallo di cui non si sa niente. Si chiama Mario. Come il suo padrone.

*

Succede nei paesi che all’improvviso ti ricordi di quel bambino che tanto tempo fa comprava galline e le soffocava. E chiedi:
“Che fine ha fatto quello che ammazzava le galline?”
“Fa il maestro a Padova.”
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Ornithology 40. Airaghi

AIRAGHI

Il falco apollineo, amante del sole, della luce;
il falco dall’occhio spietato, dal volo
verticale, lontano da acquitrini e terriccio;
il falco ubbidiente al padrone, fedele
ai ritorni; assuefatto alle corti medievali,
alle cacce dei nobili, ai banchetti
negli affreschi nelle ottave dei poemi.
Si confonde di infinito e di azzurro,
in gloriosa ascesi verso l’alto,
il suo divino alto immisurabile.
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“L’attenzione” di Angelo Andreotti

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«Dimentica chi sei, perché in virtù di questo iniziale oblio tu sarai mio ospite.» All’ingresso del suo nuovo libro di versi, Angelo Andreotti accoglie il lettore con queste parole di Edmond Jabès. A indicare che la poesia, l’esperienza che il lettore-ospite (e il poeta-autore) provano qui non è diretta ed emotiva: passa necessariamente attraverso un distacco da sé e dalle cose, attraversa oblio, perdita e lontananza per restituirli, il sé e le cose tutte, in una «dizione piana e meditativa» modulata da «figure d’ombra», «presenze lievi e discrete», come scrive nella bella prefazione Antonio Prete.
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