“Per una botanica della poesia”

Climate StrikeDopo i Fridays for Future e il Global Climate Strike del 15 marzo, un’iniziativa che unisce poesia e ambientalismo mirando alla sensibilizzazione sui temi del cambiamento climatico. Promotore di “Per una botanica della poesia” è Sebastiano Adernò, poeta, autore di video e ideatore di analoghe azioni di poesia civile: nel 2015, insieme ad altri, ha affisso (e recitato) poesie-preghiere tra i relitti delle barche dei migranti in Sicilia.
Il progetto, che si avvale anche di un crowdfunding, raccoglie poesie da cui verranno tratte cartoline e un’antologia da diffondere in luoghi di aggregazione.
Da aprile a giugno le “poesie botaniche” verranno condivise in una serie di incontri che – tra festival, parchi e biblioteche pubbliche – attraversa tutta l’Italia: dal Friuli alla Sicilia passando per Milano, Varese e Roma.

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Ornithology 26. Mari (e Boccaccio)

Mari

La fiaba degli amanti
cui un maleficio tolse
d’incontrarsi
(donna di notte lei
e con la luce falco
lui con la luce uomo
e nottetempo lupo)
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Incontro con la poesia di Giuliano Rinaldini

come mi viene una pena di tutto, / una letizia di tutto.
(da “Sequenza del fico”)

Il Segnale n.112Difficile spiegare perché proprio una certa voce poetica fra le tante al mondo ci folgori in modo immediato e al di là di ogni dubbio, attraverso la lettura di pochi versi. Ancora più difficile – o facile, naturale? – farlo, ovvero tentare di dar conto a sé stessi e agli altri della propria scoperta di una forte sostanza di poesia, in questa voce, quando essa risulti di fatto quasi ignota e ignorata dal pubblico dei lettori di versi, dalla critica (salvo illuminate eccezioni), dai tanti lit-blog e le varie realtà che in rete veicolano poesia. Un pubblico certo minimo al confronto di quello che segue altri generi letterari, ma pur sempre con una sua consistenza e suoi percepibili orientamenti.
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Ornithology 24. Copioli

COPIOLI

A metà febbraio


È a metà febbraio
che i merli iniziano
tra i vapori sulla terra rugosa
prima dell’alba a sorpresa
canti arricciolati gorgheggi
in sordina, prove
sotto tono,
loro, che sono così sfacciati.
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Ornithology 23. Ts’ui T’u e Chang Chiu-ling

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L’oca selvatica solitaria


File e file ritornano, si perdono oltre confine.
Ma tu dove vai, tutta sola?
Nella pioggia di sera chiami le altre, perdute,
sulla diga deserta incerta discendi.

Sull’isola avvolta di nebbia passi in fondo nel buio,
la luna di frontiera fredda t’insegue.
Seppur non incontri la freccia incoccata,
volare da sola al tuo pericolo basta.

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Eretica erotica umbra. Anna Maria Farabbi a Milano

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Venerdì 22 febbraio alle 18, presso la Libreria Odradek, via Principe Eugenio 28, Anna Maria Farabbi presenterà il suo ultimo libro. Frammentario di Carmela Pedone è idealmente un’opera a quattro mani, curata da Farabbi e pubblicata da LietoColle lo scorso ottobre, dopo la prematura morte dell’autrice. Partendo da Frammentario dialogherò con Anna Maria Farabbi sulla sua poesia, pubblicata in numerosi libri (tra i quali Adlujè e Abse, ed. Ponte del Sale). L’ingresso è libero, la zona quella di Viale Cenisio: MM5 (linea lilla, fermata Cenisio), autobus 69, 78, 91, tram 12.
Di seguito, anticipo la parte iniziale di un mio saggio inedito sull’opera di Farabbi e tre sue poesie da Abse.
(GM)
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Ornithology 19. Pibiri

pibiri

L’insegna in alto: LUNGODEGENZA.
Vengono qui dunque, vengono per morire.
E non scrivo da rue Toullier, Parigi…

Riconosco i primari, gli oncologi,
fanno carriera sui cadaveri.
L’ospedale è cinto di strapiombi.

A queste altitudini nascono le colombe
.

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Ornithology 18. Erba, Ottaviani e Marcoaldi

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Grafologia di un addio

Questo azzurro di luglio senza te
è attraversato da troppi neri rondoni
che hanno un colore di antenne
e il taglio, il guizzo della tua scrittura.
Si va dal «caro» alla firma
dal cielo alla terra
dalla prima all’ultima riga
dai tetti alle nuvole.

Luciano ERBA, in L’ippopotamo
“Collezione di poesia”, Einaudi, Torino, 1989
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Ornithology 17. Loi e Lamarque

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Da Secondo le fasi lunari

Se un colombo vola, subito dietro un altro, e un altro
dalla gronda allarga le ali, e l’ultimo
che col becco si solletica e ad altro
sembra che pensi, o che lo chiami, dimmi e spiegami,
sì, tu, dio degli inferni, cosa mai gli pesa,
cosa gli lega l’ala, se triste come un flirt stanco,
lì, che sembra stia per levarsi in volo, guarda una siepe
di uccelli di passo dove garruli si allontanano?
Oh quanto cielo! quanta aria! quanta rovina!
Saper volare, saper cantare, ed è vana
ogni sapienza se nessuno ti chiama.

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Ornithology 16. Leopardi (a dodici anni)

1810 disegno leopardi

L’Ucello

Favola

Entro dipinta gabbia
fra l’ozio ed il diletto
educavasi un tenero
amabile augelletto.
A lui dentro i tersissimi
bicchieri s’infondea
fresc’acqua, e il biondo miglio
pronto a sue voglie avea.
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Ornithology 15. Pasolini

Pasolini 1942 ca

Da L’usignolo della Chiesa Cattolica (1943)

L’usignolo

II.

fanciullo           Mi chiamo Nisiuti. Vado a nidi per i campi.
cardellino         Che sicuro, che lontano, nei campi… nei campi…
fanciullo           Vado fischiettando con le mani in tasca.
cardellino         Solo nel cielo aspetto il fanciullo.
fanciullo           Mi siedo sulle viole e suono il mio zufoletto.
cardellino         Suona, e io lo guardo piegando il capo.
fanciullo           Su, fionda, all’erta, sento qualcosa sul prato
cardellino         Ne ho visti sì, ne ho visti fanciulli morire.
fanciullo           Morire? Ah vecchio cardellino cadi morto sul prato.
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Ornithology 14. Lorca e Pasolini

LORCA

Casida delle oscure colombe

Claudio Guillén
bambino a 
Siviglia 

Tra i rami dell’alloro
vidi due colombe oscure.
Una era il sole,
l’altra la luna.
«Comari», dissi:
«dov’è la mia sepoltura?»
«Nella mia coda», disse il sole.
«Nella mia gola», disse la luna.
E io che camminavo
con la terra alla cintola
vidi due aquile di neve
e una ragazza nuda.
Una era l’altra
e la ragazza nessuno.
«Aquilette», dissi:
«dov’è la mia sepoltura?»
«Nella mia coda», disse il sole.
«Nella mia gola», disse la luna.
Tra i rami dell’alloro
vidi due colombe nude,
una era l’altra
e tutt’e due nessuno.

Casida de las palomas oscuras Continua a leggere

Ornithology 13. Farabbi e Bellintani

ANNA_farabbi

Maternità del rosso

Rosso che è il rosso viscerale
nella gola secca del gallo
tragico, lì
che canta che canta che canta
lì, sull’aia sterminata e deserta
sotto le mappe celesti.

Lui non è uccello ma è il rosso terrestre,
la prima sentinella,
dritta dalle sue zampe alla cresta,
cresta che spartisce il vento il vento il vento.

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