Guido Ceronetti, 1927-2018

Ceronetti_Ti saluto

 

Solo stamattina ho saputo che due giorni fa – il 13 settembre – è morto Guido Ceronetti, “filosofo ignoto”, traduttore di Giobbe e di Isaia, dei Salmi e del Cantico dei Cantici, scrittore (vertiginoso-divagante, onnisciente-onnivoro), poeta (aspro e diseguale), aforista (ineguagliabile), stilista e stilita, polemista, giornalista, marionettista, uomo di teatro, vegetariano, apocalittico amico di Cioran, innamorato delle donne (purché non indossino pantaloni), profeta in pectore e molto altro ancora. Continua a leggere

Carte da navigar

TRITTICO_Reveries_800

 

«Quando studiavo all’Accademia di Belle Arti di Venezia ho fatto una lunga ricerca sulle carte da navigar, le carte nautiche veneziane medievali, che Marco Polo chiamava anche mapemondi des mariner. Continua a leggere

Il funambolo Ferrara

Funambolo_cover

Giuseppe Ferrara è uno straordinario personaggio che, per prima cosa, dall’originaria, lucana Potenza è andato ad abitare nella città iscritta nel proprio nome, manifestando così – involontariamente e casualmente, direbbe magari lui – un senso delle leggi verbali non comune. È ricercatore scientifico nel campo della fisica e poeta che si esprime in svariati registri. Continua a leggere

Frammenti sull’arte. Angelo Andreotti (e Novalis)

 

Nascosto dell'opera_cover

 

1. […] Il nascosto dell’opera molto spesso è nascosto anche al suo autore. Una parte gli può essere rivelata dalla lettura che altri intraprendono. Viene il sospetto che l’opera sia l’insieme di tutte queste letture, oppure ciò che l’autore della sua opera ha lasciato aperto. Continua a leggere

Chandra. La precisione della poesia (in un video)

Le straordinarie parole e la voce – lenta, infantile – di Chandra Livia Candiani sono capaci di raggiungere tutti, senza barriere culturali, linguistiche, di età o provenienza.  In questo cortometraggio realizzato da Katuscia da Corte fra San Vito di Cadore e, in seguito, Londra, si possono ascoltare – e riascoltare, perché certo si sentirà il desiderio di farlo.
Il più recente libro di poesia di CL Candiani è Fatti vivo, Einaudi, 2017. (GM)

 

 

 

 

 

Genova è vicina

Genova è vicina, sull’altra riva del cuore.
Li vedo da qui i vostri movimenti quotidiani
i volti seri, i sorrisi saltuari.

Ci sono sere in cui mi sembra di vedere
le anime affacciarsi, provare a dire
la verità impossibile.

Rimane l’agrodolce per voi della mia terra
ma tutto accade
per una ragione imperscrutabile
e ritornare può essere
rinascere.

Antonio Fiori, Ci sono sere
da Nel verso ancora da scrivere, Manni, 2018

In questi giorni ferragostani tragici e tristissimi, di rabbia civile condivisa in tutta Italia, non solo a Genova, mi  è tornato in mente il verso iniziale – così dolce e  bello e affettuoso – di questa poesia di Antonio Fiori. Scritta dall’altra riva del mare, dalla Sardegna che guarda a Genova. Tutti la guardiamo in questi giorni. (Giovanna Menegus)

 

 

L’alba e il fico di Giuliano Rinaldini

di Giovanna Menegus

COGNIZIONE DI UN_ALBA

come un parto,
il cielo possiede nel suo silenzio
qualcosa di doloroso, nudamente
necessario.

l’asfalto si consuma.

presentazione del vuoto Continua a leggere

Amore e risata cosmica in Annamaria Ferramosca

di Giovanna Menegus

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dorme la mia bambina delle meraviglie
ancora irrubata dal mondo
intatta nel suo pianeta

Siccome su Andare per salti è stato già scritto moltissimo, con questa mia lettura anziché dar conto del libro nella sua interezza e nei suoi temi dichiarati mi prenderò la libertà di segnalare alcuni motivi al suo interno, alcuni testi specifici che hanno attratto la mia attenzione.
Prima però voglio ricordare un elemento formale evidente e significativo. Nel solco di Cummings, Continua a leggere

Antonio Fiori, Nel verso ancora da scrivere

di Giovanna Menegus

FIORI_Manni 2018_copertina

 

La poesia di Antonio Fiori, così apparentemente lieve, misurata e sorridente, nasce e si alimenta tutta dalla dichiarazione e consapevolezza della propria insufficienza: «patisce / perché non può sciogliere / i nodi alla gola, per quanto tenti / da sola». O più esplicitamente: «Per dirla tutta la poesia non basta». L’accettazione del proprio limite – di una sorta di dolente, vigile impotenza – la anima sottilmente, in una tensione che è tanto morale (e religiosa), quanto sensibile e sensuale, amorosa, e detta misure perlopiù brevi e composte sempre increspate dall’inquietudine, dai trasalimenti e le interrogazioni dell’umano vissuto. Continua a leggere

Una lettura di Ruderi del Tauro

di Giovanna Menegus

PICASSO_Testa di toro_1942_Brera.jpg

La poesia di Enrico De Lea – e forse in particolare quella di questo libro, pubblicato nel 2009 da L’arcolaio – non è facile né immediata. Personalmente sono riuscita a (parzialmente) penetrare la sbrecciata, petrosa fortezza dei suoi Ruderi solo dopo alcuni tentativi di avvicinamento respinti dalla loro superficie “ostica” e “basaltica”. Finché a un certo punto è scattata in me un’emozione-riconoscimento: Emanuele Trevi, Qualcosa di scritto. Per un istante Continua a leggere

Educazione sentimentale #8

di Giovanna Menegus

Kazimir Malevic_Quadrato nero_1915

Antonio Sparzani ha chiesto ai collaboratori di La poesia e lo spirito un testo sulla propria educazione attraverso i libri: in altre parole quali letture abbiano segnato la nostra vita nel modo indelebilmente “sentimentale”, ovvero totale, delle esperienze della giovinezza.
Come era nelle intenzioni, l’invito e la domanda mi hanno fatto mettere a fuoco
andando magari fuori temaalcune cose significative spero non soltanto a livello personale.

*

I libri non sono un autore, un romanzo, un poema: sono la lingua, che è più grande dei singoli autori, romanzi e poemi e li contiene tutti. Per questo i dizionari sono da sempre i libri che più mi affascinano: nel senso di iperlibro, ipertesto prima che la parola ipertesto venisse coniata e prima di Borges, tesoro (in alcune lingue il vocabolario si chiama tesoro, tesoro di parole: Thesaurus, Wortschatz…). Continua a leggere