Ornithology 55. Apollinaire

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Il pavone


Tocca terra con le piume
e sembra, se fa la ruota, più bello
ma in verità mostra implume
il sedere questo uccello.

 

Le paon


En faisant la roue, cet oiseau,
Dont le pennage traîne à terre,
Apparaît encore plus beau,
Mais se découvre le derrière.


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Ornithology 54. Oliver

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Oche selvatiche

Non devi essere buono.
Non devi camminare in ginocchio
per cento miglia nel deserto in penitenza.
Devi solo lasciare che il tenero animale del tuo corpo
ami ciò che ama.
Dimmi della tua disperazione, la tua, e io ti dirò della mia.
Mentre il mondo va avanti.
Mentre il sole e i cristalli della pioggia
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“Annuncio astrale”. Paola Renzetti

a cura di Giovanna Menegùs

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Santa Lucia, al dì s’arcrìa e la neva s’aturtìa

La mano d’argento del salice
aprisse la porta del cielo.
Airone ha portato con sé
questi giorni ossuti
e Caio con la sua vita.

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Il paradosso del Nobel a Handke

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Premetto che trovo tutti i premi letterari, in se stessi, profondamente ridicoli. E se il Nobel resta pur sempre il Nobel, la sensazione comune è che oggi, in una scala di valori laica e critica, vincerlo importi all’incirca quanto vincere il Festival di Sanremo o Miss Italia. In quanto istituzioni e riti sociali i premi sono soggetti a noia e invecchiamento, a logorio e scetticismo. Per questo forse, dopo lo scandalo sessuale che lo aveva fatto sospendere nel 2018, l’Accademia di Svezia ha deciso quest’anno di assegnare il proprio prestigioso riconoscimento a uno scrittore controverso e politicamente, storicamente scorretto come Peter Handke – con il preciso scopo di tenere desta l’attenzione di pubblico e media.
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10 libri per Natale

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Dieci libri che ho letto negli ultimi mesi e regalerei per Natale – o mi farei regalare, avendoli quasi tutti presi in prestito dalla Biblioteca pubblica.

1. Hervé Guibert, Citomegalovirus. Diario d’ospedale, Bollati Boringhieri, 1992 [1992]. Anche, dello stesso autore, Le regole della pietà, Marsilio, 1993 [1991] Continua a leggere

Ornithology 53. Yeats

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I cigni selvatici a Coole

Gli alberi sono nella loro bellezza autunnale,
I sentieri del bosco sono asciutti,
E l’acqua nel tramonto d’ottobre
Specchia un cielo immobile;
Sull’acqua traboccante fra le pietre
Cinquantanove cigni stanno.
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Viviana Viviani tra chat e poesia

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Differenza d’età


Se potessi un’ultima volta
rannicchiarmi nelle tue rughe
da satiro e da padre
ti direi che non sei mai
stato vecchio, ma grande
abbastanza per contenermi
e chiamarmi per sempre ragazza.

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Ornithology 52. Uliana

ULIANA Pier Franco

Signa

I pochi passeri per poche briciole
avventuratisi sul davanzale
innevato mi hanno lasciato un loro
cuneiforme tutto da decrittare,
o forse un senso più semplicemente
letterale: Fa freddo e abbiamo fame.

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Ornithology 51. Eliot

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Cape Ann

Oh svelto svelto svelto, ascolta svelto il passero canoro,
Il passero di palude, il passero astuto, il passero vespertino,
Nell’alba e nel crepuscolo. Segui la danza
Del cardellino d’oro a mezzogiorno. Lascia la scelta
Al pettirosso gorgheggiatore, allo scontroso. Saluta
Con stridulo fischio la nota della quaglia, il piccolo fagiano
Che saltella sui cespi dell’alloro. Segui il piede
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Ornithology 50. Bertolucci, Fortini

capanna indiana

Attilio Bertolucci, La capanna indiana

III

Dov’è volato l’uccello che nell’ora
più calda ti è passato sopra
alto, e i pali, i tronchi giovani
di gaggìa che ti formano, capanna
deserta, si sono rigati di freddo
un attimo nella quiete del sole?

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Franca Mancinelli, “Libretto di transito”

di Giuseppe Ferrara

Libretto di transito [1] è il titolo dell’ultima raccolta poetica di Franca Mancinelli pubblicata nel 2018 dalla casa editrice Amos. Continua a leggere

D’Arrigo compie cent’anni

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Il sole tramontò quattro volte sul suo viaggio e alla fine del quarto giorno, che era il quattro di ottobre del millenovecentoquanrantatre, il marinaio, nocchiero semplice della fu regia Marina ’Ndrja Cambrìa arrivò al paese delle Femmine, sui mari dello scill’e cariddi.

Imbruniva a vista d’occhio e un filo di ventilazione alitava dal mare in rema sul basso promontorio. Per tutto quel giorno il mare si era allisciato ancora alla grande calmerìa di scirocco che durava, senza mutamento alcuno, sino dalla partenza da Napoli: levante, ponente e levante, ieri, oggi, domani e quello sventolio flacco flacco dell’onda grigia, d’argento o di ferro, ripetuta a perdita d’occhio.

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Ornithology 48. Govoni


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Dove stanno bene gli uccelli

Le rondini, sui fili del telegrafo.
Le candide colombe, sulle gronde.
I falchi, in mezzo a le rovine e sulle cattedrali.
I corvi, sopra il capo degli impiccati.
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Le Isolitudini di Onofri

Isolitudini_Onofridi Antonio Fiori

Isolitudini è un libro oceanico, scritto da uno spirito libero, dove si salta da un’isola all’altra senza dover dar conto a nessuno. È un continuo approdare e partire, talvolta romanzando una vacanza mai fatta, più spesso raccontando la storia di chi s’è avvicendato sulle coste o sulle alture di un’isola, vuoi per nascondersi, vuoi per oziarvi o per dipingervi un quadro, vuoi perché mandatovi in esilio. Ed allora Sant’Elena, le Falkland, le Azzorre, le Baleari, le Faroer, le Ebridi, Procida, Capri, Ventotene, prendono vita nuova e antica sotto gli occhi del lettore, si rianimano, si denudano, si scoprono e ricoprono. Non c’è bisogno d’esser poeti per cogliere la poesia di questo libro. Per il lettore, già l’indice dei nomi è un mare in cui nuotare, lasciandosi trasportare dall’immaginazione e delle suggestioni (conta oltre duemila nomi, circa duecento le isole e circa milleottocento gli autori e i personaggi storici e letterari).

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Ornithology 45. Mussapi

Mussapi

Il sogno del Simorgh

Là sulla strada di pietra resta un’impronta,
la piuma del Simorgh, affermano i saggi
e quelli che si spinsero verso il deserto
prima del grande fiume e del Palazzo di Khublai,
verso la verde montagna dove dicono
si celi il nido d’oro del grande uccello
che fece nascere la vita nel mondo
e il regno degli alati e degli umani
con una remigante dell’ala sinistra
mentre volava verso il mare al tramonto
lì mentre il sole si tuffava nel mare.
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Annalisa Ballarini. Poesie

coverÈ “Elicanto” il nome di quel fiore?
Della forma perfetta come un origami?
Lo cercano nella simmetria degli emisferi giustapposti,
lungo l’asse della linea mediana, e cercheranno,
fermato il vascello sospinto verso aurore boreali,
percorrendo palmo a palmo le lettere innervate
sui segmenti delle braccia senza scorgere alcun nome.

Io lo vidi, il fiore senza nome, abbagliante
su un muro scrostato, e mi piacque
chiamarlo Elicanto. Cerchino pure altrove,
loro: alla radice del collo, scandagliando
le giunture delle vertebre, mentre il fondale
prepara la sua frescura nel cascinale di collina
dove gli Elicanti al plauso di un volo
sussultano nel buio.
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