Draghi, Mostri e la Terapia (seconda e terza parte)

un racconto di Piero Moroni

DUE

Confuso, avevo voglia di camminare un poco, ieri sera dopo il silenzio magico del Clairon e dopo aver salutato le serveure antipatico, decido di incamminarmi scendendo le scale di rue du Calvair.
Strane ombre tra cui una che faceva fumo, mi seguivano.
Ho incontrato Pascal che lui, Pascal, dorme sotto una scalinata e che Enrico gli ha regalato un sacco a pelo nuovo e Pascal mi ha raccontato delle sue avventure che io non ci credo alle avventure di Pascal e poi dopo aver salutato Pascal e dopo avergli dato 10 Euro sono entrato Au Rendez Vous des Amis in Rue Gabrielle. Continua a leggere

Draghi, Mostri e la Terapia (prima parte)

jazzun racconto di Piero Moroni


« Si j’etais plus pute je te demanderai de l’argent »
La Fille

« La tristesse c’est un espoir perdu qui se cherche un préfixe…Le désespoir »
( Léo Ferré )

« L’amore è un piritiello »
( Anonimo innamorato)

« E’ una storia d’amore di una farfalla.
E’ una storia d’amore come la vita di una farfalla.
E’ una farfalla che non è una farfalla.
Ma è una storia d’amore »
( L’autore in piena crisi d’amore)

 «Il jazz stasera é femmina e quando é femmina é tutt’altra poesia »
(Il bel giovanotto Samir)

DRAGHI, MOSTRI E LA TERAPIA

E’ perchè forse tu non lo sai ma stà malattia è davvero bastarda. Quando uno pensa di conoscerla è lì che diventa bastardissima.
Quando pensi di esserne guarito, allora, lì è il momento che questa si risveglia e ridiventa ancora più bastarda.
La malattia d’amore.
La malattia d’amore, quella che ciai quando vieni lasciato dalla persona che ami. La tua donna.
Quella che davvero ami. Continua a leggere

DERAGLIATE II

Prosegue il microprogetto iniziato con Monica Mazzitelli che riguarda le  donne che vivono per strada.
Questo secondo racconto probabilmente non sarà l’ultimo e, come già detto, chiunque può continuare, ovviamente, finché non sentiremo che questo disagio, nostro, sia stato abbastanza narrato.

balena lungo il tamigi copiaVIRGINIA

Anni fa, quando ancora il Teatro non era stato chiuso, erano cominciate le sue apparizioni.

Scendeva dalla Rampa stretta nel cappottino grigio che l’avvolgeva, secca e fragile, come disossata.

I gradini sconnessi, la sua pettinatura miracolosamente scura avvolta mille volte su se stessa come quella dei santi eremiti dell’India e quella voce potente che la precedeva, la seguiva e l’avvolgeva, dapprima flebile, poi un grido, un ruggito, un “io sono”.

“Che me ne importa a me se non son bella
Io ci ho l’amato mio che fa il pittore
Lui mi dipingerà come una stella
Che me ne importa a me se non son bella!” Continua a leggere

Cose Nostre

emigrant

di Gaspare Balsamo

 

Alla notizia dell’ennesimo racconto su vicende e storie di famiglia, questa volta le mie zie sbottarono.

“Ma picchi stu picciotto ave a parlare sempre di storie vecchie e antiche e per giunta di fatti di famiglia. Io non lo capisco, cu tutti i fatti chi ci su di parlare, giusto, giusto di storie di famiglia? Bahh! Mi pare strano, secondo me c’è qualcosa che non va, un giovane parla di altro, di cose di oggi, si interessa a cose moderne e no a storie vecchie e antiche e a fatti di chiastini morti”. Continua a leggere

Xmenes

rostagnodi Gaspare Balsamo


E’ successo a Trapani.
A settembre alla fine degli anni ottanta.
Trapani è una città gialla, calda e silenziosa.
Ed è così, girando in bicicletta, che io la sentivo la mia città.
Pedalare per Trapani è un’esperienza isolante. Ma non perché fai parte di una minoranza che pedala tra poche macchine, pochi svogliati pedoni che camminano e tra rari autobus vuoti che girano, ma perché è come se non esistessi, pedali e nessuno ti guarda, pedali e nessuno ti nota.  Tutti indifferenti, tranne isolati gruppi di cani randagi che invece reclamano presenza e a quel punto schizzziiii veloccisssimo e pedali,pedali,pedali…
Te la gusti di più in bicicletta questa città, la percepisci meglio. Le mie emozioni si amplificano e la mia vista si fa più attenta. Continua a leggere

Le scritture che non leggemmo: Luigi Marra e l’ironia del quotidiano

semiastratto1-fullLuigi Marra e la poesia, uniti fin dalla nascita, sono stati per qualche decennio, separati dal corso della vita. Ma non hanno mai smesso di pensarsi l’uno dentro l’altra, quasi a confermare, ancora una volta, che è la poesia a scegliere i suoi messaggeri, e non il contrario.

Ed i poeti sono personaggi strani capaci di passare dalle auliche vette all’ironia del quotidiano, da visioni sentimentali a visioni tangibili e piccanti, dal lavorio incessante sulla parola alla parola cruda, netta e stagliata.
Come fa Luigi Marra che conserva, nascosta nel suo passato, una collaborazione al mitico “Travaso” giornale di satira politica e umorismo molto in voga  negli anni ’40 ed una vena pittorica vivace e delicata.
Un umorismo che non ha mai dimenticato nè abbandonato alimentato dalle inconfondibili radici napoletane, capaci di tradurre in strale anche la più comune osservazione. Continua a leggere

Per Idolina Landolfi

L’ho saputo troppo tardi. Tardi per accompagnare qualcuno che ami fino a vederlo scomparire fra nuvole e orizzonti.Idolina Landolfi, la professoressa Landolfi, Idolina la scrittrice, la traduttrice, la giornalista, Idolina l’erede, la curatrice, l’alter ego di suo padre, Tommaso Landolfi è morta silenziosamente venerdì scorso. Continua a leggere

Osteria Calcutta

Osteria Calcutta” di Marina Valente, edito da Sensibili alle Foglie, è la storia di un sogno che, per qualche tempo, è stata una realtà capace di cambiare le sorti di oltre duemila Adivasi, diseredati, intoccabili di uno slum di Calcutta, una delle città più aperte e più contraddittorie di tutta l’India.

Una città capace di accogliere decine di migliaia di persone senza terra e di avvelenarne altrettante con le cicliche epidemie per avvelenamento da arsenico causate dai pesticidi e dai fertilizzanti chimici introdotti in modo massiccio in un’agricoltura naturale e dagli stabilimenti della Coca Cola (bevanda, fino a pochi anni fa completamente inesistente nel West Bengal) le cui pompe hanno raggiunto gli strati più profondi della terra, pescandovi -assieme all’acqua- metalli pesanti ed arsenico.

C’è qualcosa di profondamente poetico nel diario di Marina Valente e nella sua sincera passione per queste persone che vivono, dormono e muoiono in strada e che non hanno niente: neppure la certezza di potersi svegliare l’indomani.

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Non paghi di leggere

La direttiva 2006/115/CE ha deliberato che le Biblioteche pubbliche paghino un diritto di noleggio e di prestito alla SIAE per ciascun libro prestato.

Lo Stato italiano, per ottemperare a questa direttiva, dal 2006 paga dei diritti d’autore quando un cittadino prende in prestito un libro.
E questi denari finiscono in gole e tasche profonde.
Non servono certo a ricompensare il lavoro degli autori.Contro questa direttiva si sono mobilitati tutti: lettori, autori, Biblioteche, Comuni, e tutti quei movimenti che si oppongono al prestito a pagamento, in favore dell’accesso libero alla cultura.

Questo video di Monica Mazzitelli, racconta -facendo prendere la parola ai libri stessi- il problema.
Splendidi i disegni, divertente l’animazione. Personaggi eccellenti hanno prestato la loro voce al racconto di questa lotta.
C’è tempo fino al 23 aprile prossimo per firmare la petizione “Non pago di leggere” per sollecitare la revoca della direttiva ed un ripensamento rispetto al “diritto esclusivo di prestito”.

Si firma in biblioteca.

Oppure è possibile utilizzare i modului della raccolta firme scaricandoli qui.

Meetings. Un viaggio, una mappa, una musica.

“Meetings”. Incontri.

Ma non basta.

Strade, forse.

Percorsi.
Percorsi che stillano dalle note. Ogni frase musicale un tratto di via che porta lontano o curva dolcemente o s’arresta brusco, rallenta, scivola via. Continua a leggere

Le scritture che non leggemmo. Seconda Parte

In realtà ho raccolto materiali vari, a volte straordinari.
Scritture dense ed evocative.

Sono racconti, poesie, a volte testimonianze legate fra loro da un filo conduttore: le persone che li hanno creati non hanno mai fatto gli scrittori di professione.

Romolo Trebbi del Trevigiano, le sue rime cariche di avventura simili a tagli cinematografici, architetto, urbanista, docente universitario, che da molti anni vive in Cile.


L’ULTIMA CANZONE DEL DESERTO

E soli camminavamo
immergendoci
nei silenzi di sabbie.

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Le scritture che non leggemmo. Prima Parte

Nella memoria trovo poeti mai scoperti.
Scritture dimenticate, scrittori che hanno chiuso penne ed anime in cassetti segreti.
Parole che scolorano, che soffocano nell’abitudine alle altre forme di scrittura: quelle scarnificate e violente come il mondo che le genera.
Il nostro.
Giovanna Manuppelli, scrittrice antica come una poesia oscura e sapida, che scelse d’essere insegnante.

“Andavamo vicine, avvinte.
La conversazione languiva.
L’anima era stanca.
Andavamo così, come talvolta avviene di andare a la ventura, senza meta, senza predilezione. Così, follemente, poiché più ci piace vagare, poiché questo camminare verso l’ignoto è quasi un bisogno per noi, è quasi necessità.
Ma tacevamo. Continua a leggere