Estratto da “La vita indiretta” – di Marco Rossari [inedito]

L’accento valligiano con
pettinatura anni novanta
non mi spaventa, compro
la villetta venduta
da valletta stile Noventa
Katia, con vallata stellata
sebbene mansardata. Continua a leggere

Marino Magliani. Un “detective” in Riviera troppo distratto dai blog letterari

[Pubblico questo pezzo per gentile richiesta di Marino Magliani. FK]

di Giovanni Choukhadarian

Prima di tutto, chiarire gli equivoci: Marino Magliani non è un romanziere. La sua vocazione è quella del racconto orale e, in questo, non ha forse rivali in Italia. Nessuno come lui riesce a infilare storie una nell’altra, in apparenza sconnesse l’una dall’altra, all’atto però convincenti e senza dubbio autentiche.
Dev’essere questo tratto genuino che convinse Giuseppe Conte a redigere una breve nota di copertina per L’estate dopo Marengo (Philobiblon,2003), romanzo d’esordio dello scrittore. Da allora Magliani, residente in Olanda, ha prodotto altri quattro libri e un gran numero di interventi su riviste e sul web, suo scellerato luogo letterario d’elezione. Continua a leggere

altri Canti dell’offesa – di Fabio Franzin

(Dunque dov’è l’offesa? Ma non è / offesa, è strazio)

Vittorio Sereni, “Gli strumenti umani”, Einaudi, 1965

(La sorte dell’uomo, è mutata. Ci sono dei mostri. Un limite è posto a voi uomini. L’acqua, il vento, la rupe e la nuvola non son più cosa vostra, non potete più stringerli a voi generando e vivendo. Altre mani ormai tengono il mondo)

Cesare Pavese, “Dialoghi con Leucò”, Einaudi, 1947

Ora è anche per noia che si violenta
e si uccide per ammazzare un tempo
ostile in tanti contro uno da vigliacchi

così rinascono squadroni e spedizioni
punitive riaffiora il razzismo fra spritz
e tramezzini fra gli eroi dei videogames

e i jeans griffati così si umilia l’indifeso
il portatore di handicap, così, fra la noia
e il porno l’orrore è ormai divertimento.
Continua a leggere

Il dire – di Franz Krauspenhaar

il-dire

Sono divenuto insopportabile.
Devo coprire con le mie parole ogni suono,
ogni rumore, ronzio, scoppio. Ogni ora.
Falcio i minuti con le mie parole. Prato all’inglese
raso a zero, come la testa rapata d’un tifoso,
come un nazista spinto dall’alcol a fare male.
Parlo, e parlo. Ne scrivo pure, di quello che dico,
ne faccio professione, di fede, di speranza.
E senza carità. Non ho pietà di chi ascolta
e vorrebbe il silenzio, di chi ha dei pieni e vorrebbe
dei nulla, tondi, arditi, coraggiosi. Dei nulla vuoti
davvero, senza ciancie e architetture e trombe
e secchi di parole e spiegazioni e moti dell’anima. Continua a leggere

THE FK EXPERIENCE – in reading.

scur

THE FK EXPERIENCE
in reading

Organizzatore::
B ART music_art_gallery
Tipo:
Musica/arte – Listening Party
l
Data:
lunedì 16 marzo 2009
Ora:
21.00 – 23.00

Luogo:
B ART
Indirizzo:
via casale 6
Città/Paese:
Milano, Italy
Continua a leggere

Benidorm – di Giulia Colavolpe Severi

benidorm

Stanotte ho sognato Benidorm. Non ci sono mai stata. Ogni tanto ne sento parlare, di questo divertimentificio, pare che sia una città in plastica. Qualche articolo sui giornali, forse un saggio di sociologia urbana. Nel sogno ero prigioniera in un hotel abbandonato, nel pieno centro cittadino. Un hotel-condominio, di sole donne. A tenerci prigioniere era un manipolo di pazze assassine. Bellissime, magre, neanche un capello fuori posto, vestiti all’ultima moda. Un manipolo di pazze assassine fashion addicted. L’hotel di Benidorm è sbaraccato da troppi anni. Restano solo i pavimenti, le scale squallide, tra un ambiente e l’altro enormi porte a vetri. La luce filtra scarsa, le finestre sono luride, forse è rimasto un divano rosso, anni ottanta, squadrato. Mi sembra di ricordarne uno così in un angolo. Divano o meno, sono seduta in terra. Vicino a me c’è un’altra disgraziata. Stiamo così, passiamo le giornate ad aspettare che vengano ad ammazzarci. Continua a leggere

Non ha importanza – di Ettore Malacarne

immagine-1614

Quando sono venuto a prenderti tua madre non mi ha salutato, appena hai aperto la porta l’ho vista voltarsi ed entrare in cucina. Non ho avuto bisogno di altro per capire di cosa parlavate anche questa sera. Tua sorella invece è stata come sempre carina con me, mi ha offerto un bicchiere di vino, recitando la sua parte da donna di casa, ed abbiamo giocato un po’ con la play station, mentre finivi di truccarti. Quando siamo usciti mi ha fatto ciao con la mano da sopra il divano, come se facesse qualcosa da tenere nascosto. Divertita dalla situazione mi salutava e guardava verso la porta della cucina per vedere se tua madre fosse lì a spiare le nostre mosse. Continua a leggere

Title track – di Franz Krauspenhaar

title-track

Ti ho vista, attricetta. Ti ho vista camminare con lui per la via del lusso giovane. Siete entrati in un negozio di abbigliamento. Sono stato a guardare dentro la vetrina per quasi un’ora. Eravate scomparsi alla mia vista, come esclusivi, come involti in una protezione tessile di gran marca. I miei occhi erano chiusi, come se avessi messo un tappo nero all’obiettivo della Canon. La mia. Quando siete usciti ho gettato a terra la sigaretta appena accesa e vi ho seguiti. Continua a leggere

Strappi / poesie e foto di Sabrina Manfredi

crepe

[Da: Strappi – di Sabrina Manfredi – Sguardiversi 2006]

Tagli su legno
Distogli lo sguardo dal disegno
illuminato l’occhio
Aguzzo e acuminato, duro, freddo:
come un amante
diamante. Continua a leggere

I letterati – Inchiesta di Pasquale Giannino

effetto-polaroid

Risponde Franz Krauspenhaar

Un APS è un autore a proprie spese e la Manuzio è una di quelle imprese che nei paesi anglosassoni si chiamano “vanity press”. Fatturato altissimo, spese di gestione nulle […] Il sistema Manuzio era molto semplice. Poche inserzioni sui quotidiani locali, le riviste di categoria, le pubblicazioni letterarie di provincia, specie quelle che durano pochi numeri. Spazi pubblicitari di media grandezza, con foto dell’autore e poche righe incisive: “un’altissima voce della nostra poesia”, oppure “la nuova prova narrativa dell’autore di Floriana e le sorelle” […] in fondo anche Proust e Joyce hanno dovuto piegarsi alla dura necessità, i costi sono tot, noi ne stampiamo per ora duemila copie, ma il contratto sarà un massimo di diecimila. Calcoli che duecento copie vengono a lei, omaggio, per inviarle a chi vuole, duecento sono di invio stampa […] ne distribuiamo milleseicento […] Stampa effettiva: mille copie in fogli stesi di cui solo trecentocinquanta rilegati. Duecento all’autore, una cinquantina a librerie secondarie e consorziate, cinquanta alle riviste di provincia, una trentina per scaramanzia ai giornali, nel caso gli avanzasse una riga tra i libri ricevuti […] Sarebbe infine arrivato il momento della verità, un anno e mezzo dopo. Garamond gli avrebbe scritto: Amico mio, lo avevo previsto, Lei è apparso con cinquant’anni di anticipo. Recensioni, lo ha visto, a palate, premi e consensi della critica, ça va sans dire. Ma copie vendute pochine, il pubblico non è pronto. Siamo costretti a sgombrare il magazzino, a termini di contratto (accluso). O al macero, o lei le acquista a metà prezzo di copertina, com’è suo privilegio.

Umberto Eco, Il pendolo di Foucault Continua a leggere

Fieramente in vendita -di Angela Vettese

banksy41

[dalla Domenica del Sole 24 Ore del 18.1.2009]

“Ma è meglio – mi dirai – spendere soldi per comperare libri, piuttosto che per accogliere bronzi di Corinto o Quadri”. Così recitava Seneca, fingendo un contraddittorio, nel IX capitolo de La tranquillità dell’animo. Già dai tempi della romanità, chi comperasse opere d’arte con la smania di accumularne veniva visto come persona fatua.
In altri tempi, Andy Warhol fu un bulimico dell’acquisto, nell’arte così come nelle manifatture pregiate, e si narra che avesse un intero palazzo pieno di casse e imballi con opere mai guardate dopo averle pagate. Continua a leggere

L’estate è finita – di Girolamo Lazoppina

lestate-e-finita

L’ESTATE E’ FINITA – GIROLAMO LAZOPPINA – Minimal Narrativa – pag.57 euro 10,00. [ A seguire, l’incipit del libro.]

di Franz Krauspenhaar

Questo romanzo breve – o meglio racconto lungo – dell’esordiente calabrese Girolamo Lazoppina, classe 1970, è un pezzo di quella letteratura minimalista che oggi pare quasi scomparsa dietro lo sfolgorio battente di effetti ed effettacci speciali o presunti tali. Lazoppina non bada a stupire ma semplicemente a raccontare, con un tono piano e morbido, con una voce sommessa, la storia di un’iniziazione alla vita: quella del suo protagonista, Diego Gonzales, un trentenne ancora assorto dentro il bozzolo di una giovane età della perenne immaturità. Sarà in un breve periodo di violenti cambiamenti, che l’iniziazione alla vita adulta avrà luogo. Nel mezzo di questa scossa elettrica, il propulsore dell’amore. Il racconto si divide in brevi capitoli, le figure sono tratteggiate come con una matita sospesa e fine. Una sorta di disegno pieno di tratteggiature ben delineate, che portano il lettore a un’aderenza molto naturale alle vicende narrate. Un modo di raccontare dunque cristallino, e a “bassa temperatura”, una “morale” della normalità e dell’equilibrio, merce di scorta non solo nella vita, ma anche nella vita ulteriore della letteratura. Continua a leggere

A un terzo dei mille – di Paolo Viglianisi

copj13asp

[Con un capitolo del libro.]

Recensione da Tempo e Natura – 12.12.2008

L’EPOPEA DI UN BASTARDO A UN TERZO DEI MILLE” di PAOLO VIGLIANISI [Minimal Narrativa]

di A. Jocchi

Il passaggio per la Fiera della piccola e media editoria (svoltasi a Roma a inizio dicembre) ha sicuramente garantito maggior visibilità a questo piccolo grande romanzo (così come a molti altri che indubbiamente meritano) e anche una certa rinomanza, per cui il contributo che sto per dare io sarà solo il fiore all’occhiello di questo iter. La circostanza offre anche l’occasione per poter parlare di un fenomeno concreto ma ignorato dai più, com’è quello dell’editoria indipendente; essendomi trovato ormai a leggere una quantità accettabile di opere proveniente dalla categoria, posso affermare con serenità ed onestà che l’editoria in questione non ha nulla da invidiare a quella di maggior livello, sia per qualità che per cura, impaginazione e altri fattori di secondo piano. Continua a leggere

Jack Spicer [1925 – 1965]

1656_jspicer

[Traduzione di Lisa Sammarco.]

Sporting Life

The trouble with comparing a poet with a radio is that radios don’t develop scar-tissue. The tubes burn out, or with a transistor, which most souls are, the battery or diagram burns out replaceable or not replaceable, but not like that punchdrunk fighter in the bar. The poet
Takes too many messages. The right to the ear that floored him in New Jersey. The right to say that he stood six rounds with a champion.
Then they sell beer or go on sporting commissions, or, if the scar tissue is too heavy, demonstrate in a bar where the invisible champions might not have hit him. Too many of them.
The poet is a radio. The poet is a liar. The poet is a counterpunching radio.
And those messages (God would not damn them) do not even know they are champions. Continua a leggere

Il lavoro e i giorni.

COPERTINA STESA

[ E dall’antologia,  un racconto di Monica Mazzitelli]

Giovedì 29 gennaio, Roma
Ore 18.30 – Libreria Flexi, Via Clementina 9

Presentazione del libro a cura di Mario Desiati e Stefano Iucci
Il lavoro e i giorni
Venti racconti sui giovani, la precarietà, la disoccupazione

intervengono
Mario Desiati
Stefano Iucci
Raffaele Manica
Emanuele Trevi


Il lavoro e i giorni
Venti racconti sui giovani, la precarietà, la disoccupazione
a cura di Mario Desiati e Stefano Iucci Prefazione di Raffaele Manica
illustrazioni di Mario Ritarossi

Collana Arte e Lavoro, Pagine 160, Prezzo 14,00

Piero Sorrentino, Giancarlo D’Arcangelo Liviano, Chiara Valerio, Nicola Lagioia, Andrea Di Consoli, Monica Mazzitelli, Franz Krauspenhaar, Demetrio Paolin, Marco Missiroli, Elena Varvello, Giorgio Fontana, Barbara di Gregorio, Alessandro Leogrande, Tommaso Giagni, Angela Flori, Federica Manzon, Alberto Garlini, Carlo Carabba, Elisa Davoglio, Gaia Manzini.
Continua a leggere

Intervista a Giuseppe Catozzella – di Franz Krauspenhaar

43_espianti_solo_fronte_sito

GIUSEPPE CATOZZELLA è l’autore di “ESPIANTI” (TRANSEUROPA)

Una setta segreta di suicidi, le Sfingi. Tutti appartenenti all’alta società, stanca e corrotta. Un funzionario del ministero degli Esteri. L’omicidio di una ragazzina, sua figlia. Un fascicolo dei servizi segreti che prova che l’uomo nato con Edipo è davvero morto: l’uomo non è più che carne da macello.
Il giovane Livio passerà suo malgrado attraverso tutto questo, e attraverso la scoperta di un Sud non corrotto, sfiorando l’amore per una quattordicenne e finendo realmente sulle acque del fiume indiano invisibile, la terza via che cercava dentro di sé.

FK Giuseppe Catozzella, giovane autore di Espianti, il suo primo romanzo per Transeuropa. A mio avviso, un bell’esordio. Giuseppe, se dovessi definire il tuo libro come si definisce una persona, come la dipingeresti in poche battute?

GC Direi che è speranzosa e volante, nonostante tutti i pesi, e sono grossi. Continua a leggere

Da ciò che batte sotto la pelle al formalismo dei dizionari.

di Franz Krauspenhaar

Rispondo qui al pezzo di giuliomozzi Scrittori e professionisti, pubblicato su Vibrissebollettino, per mantenere una promessa e soprattutto rispondere alle domande del patròn di quel sito.
Il tutto è partito da un pezzo mio, pubblicato su Nazione indiana, Siamo i fangio della cultura che non paga. E che ha fatto il giro dei blog letterari. Continua a leggere

Da: La distrazione – di Andrea Inglese

nuova-immagine

Nella la collana “Arte poetica” di Luca Sossella è uscito La distrazione di Andrea Inglese.

Da La distrazione (Sossella, 2008).

di Andrea Inglese

A Maria Vittoria

La bontà di cui tu parli all’improvviso
e che qui giunge nuova, e sorprende,
ma pur sempre va catalogata,
è un vocabolo, dorme in modo strano
nei dizionari. Quella bontà
è forse il nostro sforzo
di capire il poco
che siamo, di capire la fase
più accesa, rinnovata,
della nostra demenza,
quando il mondo ancora una volta
si rivela lontano,
così remoto che il nostro agitarsi
al suo centro, è solo un’impercettibile
crepa nel legno, una piega dell’acqua. Continua a leggere

Il ritorno dell’incubo del diavolo – di Franz Krauspenhaar

Eppure si tratta di onde, e di emozioni. Al caldo delle nostre casupole, stretti alle radici di pietra, stretti alle coperte di musica e di libri che leggiamo. E carezze a qualcuno. E scuoterci. Se non rimane che il freddo dei nostri scontenti. Se non rimane che il biscotto al cioccolato della prima colazione e la sigaretta della prima autopunizione. Continua a leggere