Gian Piero Stefanoni, Da questo mare

Da questo mare

Dalle tende, dalle pietre,

da te solo volendo rinascere,

con altri otto hai assecondato il destino.

Di te padre, dalla piana

hai fissato il canale, dell’imbuto

interrogando le ombre, il margine

che più della terra dell’uomo

sempre propaga il cammino.

L’incarnazione nel compimento.

La resa ragione di sé-

e della propria speranza.

Amore che ti ha pensato,

che ti ha custodito tra uomini e donne;

di uomini e donne, nella buona

e nella cattiva sorte, nell’assenza

e nella presenza. Virgulto

che poi hai tentato, a cui ti sei appeso

come anello a tracciare il confine

del giardino che deve restare sacro,

muto e ignoto ragazzo la cui bracciata

è mancata, la cui statura s’è rotta

nella rena coperto da insetti. Continua a leggere

“Ovunque (tu sia) 2”

pioggia

di Elisabetta Bordieri

Un inverno da dimenticare con l’idea di lui ancora lì, conficcata lì, dentro, come una punta scheggiata di una lama che gira e rigira e sconquassa ogni fibra e tessuto. Si era ritrovata in mezzo a brandelli di anima da rimettere in piedi, ma non sapeva come fare, provava a prenderne uno per cercare di ricostruire un tassello e subito un altro le scappava via dalle mani. Le mani, quelle mani che solo pochi mesi prima le avevano fatto vivere un momento di un assurdo meraviglioso e che ora la schiaffeggiavano dappertutto. Continua a leggere

Ritorna “Natura morta con custodia di sax”, di Geoff Dyer

Geoff-Dyer-00

di Guido Michelone

La narrativa di alto livello che nel corso degli anni si è occupato di musica jazz scarseggiano dal punto di vista quantitativo e alla fine si possono conteggiare soltanto tre grandi romanzi che sono riusciti ad affrontare direttamente la vita di celebri musicisti, romanzando una parte più o meno ampia delle condizioni esistenziali spesso ardue o contraddittorie di chi da fine Ottocento ai giorni nostri ha impresso una svolta fondamentale alle cosiddette sonorità: abbiamo soprattutto tre titoli, Il persecutore (1958) dell’argentino Julio Cortazar, Buddy Bolden Blues (1976) del canadese Michael Ondaatje e Natura morta con custodia di sax (1991) del britannico Jeff Dyer ovviamente difficili da raffrontare tra loro per le evidenti diversità a livello epocale, linguistico, nazionale, artistico, ma uniti tutti da una verve affabulatorio notevole, non disgiunta dalla ricerca formale che a tratti sfiroa la sperimentazione. Continua a leggere

Nessuno è più importante di te. Una nota di Barbara Pesaresi

Centofanti

Dove sono Angelo, Martin, John, Ernesto e David, / il misericordioso, il visionario, l’opportunista, il rivoluzionario, il mistico? / Tutti, tutti, dormono sulla collina.

Settantotto sono i capitoli di Nessuno è più importante di te, di Fabrizio Centofanti, e settantotto sono le carte dei tarocchi. Se mescoliamo queste ultime la sequenza cambia e così il senso, ma alla fine ci rimarrà pur sempre un mazzo di carte. Potremmo fare la stessa cosa con i capitoli di questo libro: mescolarli, quindi ricomporre il tutto, cambierebbe la sequenza ma non il senso e l’insieme. Colpisce che il romanzo non abbia un inizio e una fine. Forse un motivo è che sono ancora da scrivere, almeno la fine. Ma è anche vero che una delle caratteristiche della scrittura di Centofanti è proprio la circolarità. Continua a leggere

Note a lettura della plaquette “Dai tempi” di Valeria Serofilli

etruschi

di Marco Righetti

La poesia di Valeria Serofilli sgorga con il procedere di un tempo sempre uguale e diverso, è improvvisa agnizione che supera la memoria “Sei l’antico etrusco/che abbraccio sul sarcofago/il bizantino con me nel mosaico”, filiazione del proprio bisogno di nuovo consistenza, “Sei il fontanone romano / che mi schizza/e io la vestale che/scherza con il getto”, o ineludibile identità di un pensiero circolante, perché la matematica della poesia ha la proprietà di non far fuggire nulla “Lo stesso sei, che stringo a me//dai tempi / ad adesso” (Dai tempi). Continua a leggere

Su Giulia Napoleone

Giulia Napoleone

di Domenico Vuoto

Le mani dell’artista

Quante volte è stato detto che le mani dell’artista sono l’estensione materiale del suo pensiero, il veicolo di sentimenti, emozioni – e esitazioni e dubbi – impliciti nell’attività creativa? Bisognerebbe aggiungere che esse costituiscono, già di per sé, visivamente, uno dei suoi tratti significativi. E che nella loro conformazione e geografia gestuale si condensa, per chi le osservi, un potere tale di suggestione da portarlo ad immaginare i percorsi e addirittura gli esiti del loro impiego. L’argomento, dicevo, è stato ampiamente esplorato, a cominciare dagli artisti stessi e in epoche anche lontane (penso a Leonardo che parla della mano come di un’interprete dell’animo). Continua a leggere

Stato in luogo, di Eliana Petrizzi

panchina

Il pieno giorno ha la maledizione dell’insonnia. Il bar chiuso, l’asfalto bagnato da una bava d’acqua e cloro, 3 ciclisti senza fretta. Accanto alla macelleria chiusa, il negozio “Tutto a 10 Euro”, chiuso pure quello. Sulle panchine in piazza Municipio, 4 anziani seduti dall’alba, caduti in fila e rimessi a posto come le lattine del tiro a segno. Oltre la via, lo scorcio di una casa con una finestra vuota, la montagna, un fumo di noccioli che sale lento.

Via Parrelle: il cigolio della cerniera di un balcone aperto che sbatte al vento. Un uomo mi spia da dietro la finestra: appena lo guardo chiude la tende, serra gli infissi. Poco distante, nel giardino di Padre Pio, una vecchia vestita di nero sull’altalena. Continua a leggere

Dal dire al fare: Ecco l’uomo

ecco l'uomo

di Barbara Pesaresi

Due uomini, uno dei quali è un sacerdote, camminano vicini lungo un sentiero fiancheggiato da due file di alberi, immersi in una luce che li contiene. Chissà cosa si staranno raccontando. L’immagine di copertina è l’incipit visivo che apre Ecco l’uomo, di Fabrizio Centofanti.
Il romanzo scorre come un giallo: c’è un delitto, consistente in una presunta santità, o meglio in quell’umana santità che loda Dio senza rinnegare la vita; ci sono un colpevole, tale don Mario Torregrossa, e un movente che scopriremo strada facendo, sulle cui tracce viene sguinzagliato un segugio, don Davide, (ri)cercatore di senso (perduto).
Io non so se al giorno d’oggi parlare di santità richieda più coraggio o incoscienza, ma poiché Fabrizio Centofanti è un sacerdote possiamo concedergli qualche scusante. Continua a leggere

Ritratti in controcanto di Marisa Ferrario Denna

Ritratti in controcanto

Marisa Ferrario Denna, Ritratti in controcanto, Nomos edizioni 2012

di Anna Elisa De Gregorio

Perché è una sorpresa davvero piacevole incontrare il libro di poesie di Marisa Ferrario Denna Ritratti in controcanto? Diviso in due corpose sezioni (Scrivere e Dipingere) il volume è dedicato totalmente alle donne nella storia e della Storia. Finalmente, verrebbe da dire, donne che scrivono di donne. Finalmente un libro non “di genere”, ma dichiaratamente “di parte”. Dice nella prefazione Alida Airaghi a giusta ragione: “La partecipazione della poetessa è sempre vivissima e empatica, di complice sorellanza e intensa adesione intellettuale…Continua a leggere

L’altro Monti. Guido Michelone intervista Giangilberto Monti attorno a Comicanti

Monti

Giangilberto Monti, storico cantautore milanese, grazie anche alla collaborazione del critico Enzo Gentile, racconta nel suo nuovo cd-book Comicanti.it la comicità musicale italiana attraverso i cosiddetti comicanti, dalle macchiette del café-chantant, dal cabaret del dopoguerra alle pedane di Zelig. In questo lavoro editoriale-musicale, tra i primi e tra i migliori nel suo genere ci sono quasi tutti. Bennato, Buscaglione, Caputo, Capossela, Carosone, Cochi & Renato, Concato, De André, Fanigliulo, Fo, Gaber, Guccini, i Gufi, Jannacci, Lauzi, Petrolini, Rascel, Rossi, Taranto, Valdi, per citarli in rigoroso ordine alfabetico. Continua a leggere

Autismo corale, di Franco Arminio

grillo e berlusconi

Da alcuni anni parlo di “autismo corale”. L’autismo corale è il clima morale e antropologico in cui è nata e si è sviluppata un’azienda rabbiosa fondata da un energico personaggio televisivo.
L’autismo corale ci dice in sostanza che la società è in via di sparizione e con esso la politica, che da sempre si dà il compito di organizzare la società.
La rete è una grande rivoluzione perchè abolisce lo spazio e il tempo. La democrazia non c’entra niente con la rete. Qui si produce una nuova teologia. Ogni post è una sorta di miracolo minore per adire alla via della fama. Ma qui non si parte alla pari. Se io metto una mia foto su facebook prendo venti “mi piace”. Saviano ne ha presi ventimila. La rete non è altro che il luogo in cui si amplifica l’autismo corale, che a sua volta non è altro che la fase terminale del capitalismo. Grillo e Berlusconi passeranno e il problema non è inseguirli, ma costruire con pazienza, giorno dopo giorno, nuclei di verità e di vita comunitaria. Bisogna anche sapere che sono esperienze labili, provvisorie, ma sono le uniche che ci possono consentire di uscire da questa allucinazione collettiva che ha inoculato nel singolo cittadino la paranoia della casta.
Il capo di un movimento che non c’è vuole demolire i capi di partiti che non ci sono. La battaglia si trasforma inevitabilmente in una gigantesca fiction ed è diventata subito un nuovo genere televisivo che ha invaso i palinsesti dal giorno dopo le elezioni di febbraio 2013. Non siamo andati a votare per dare un governo al paese, ma per creare un nuovo genere di intrattenimento. In fondo da questo punto di vista Grillo continua a fare il suo mestiere e pure Berlusconi. Chi è fuori luogo in questa dinamica è la sinistra, non a caso brutalmente accantonata quando ancora si presenta come tale. Per vincere in questo nuovo reality che è il governo del paese da quelle parti si invoca un nuovo giocatore, il sindaco di Firenze, titolare dalla giusta evanescenza per governare una società irreale.

Pasqua 2.0, le nuove strade digitali della fede cristiana a Eta Beta su Radio1 Rai

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Appena eletto, nel giro di qualche ora, ha innescato oltre otto milioni di cinguettii su twitter. E in pochi giorni i suoi discorsi sono tra i più seguiti e condivisi nella rete dei social network. Anche in mancanza di una presenza diretta, papa Francesco è già una star del web. Ma che prospettive apre la presenza sempre più massiccia della sfera religiosa su internet? Che tipo di spiritualità annuncia?
Se ne parla sabato 30 marzo, alle 10.15 su Radio 1 Rai, nella nuova puntata di Eta Beta, ideata e condotta da Massimo Cerofolini. Tra i temi trattati, il rapporto tra fede e tecnologia, la diffusione del messaggio evangelico su internet, il confronto telematico spesso aspro tra cattolici e non credenti, il rischio di privilegiare i rapporti virtuali su quelli reali.
Intervengono tre esperti: padre Antonio Spadaro, direttore di Civiltà cattolica e autore del saggio Cyberteologia, Chiara Giaccardi, docente di Sociologia e antropologia dei media all’Università cattolica di Milano e don Fabrizio Centofanti, ideatore dei blog “La poesia e lo spirito” e “Gesù per atei“.
www.etabeta.rai.it

Geologia di un padre, di Valerio Magrelli

Magrelli
Valerio Magrelli, Geologia di un padre, Einaudi, 2013

di Rosa Salvia

Geologia di un padre, nuova finissima opera di Valerio Magrelli, si apre con la riproduzione di una decina di bellissimi disegni di Giacinto Magrelli, “l’uomo di Pofi”, il padre ingegnere, sulla cui figura è incentrato l’intreccio del romanzo. Ma perché questo titolo: Geologia di un padre? La parola geologia implica un continuo rimando alla terra (anche quella della sepoltura soprattutto nelle prime pagine, l’esperienza di “Valerio” fra le tombe in contrapposizione al “Piano Oceano” di Shangai che prevede lo spargimento in mare delle ceneri). Continua a leggere

Considerazioni sul libro di rock

rock

di Guido Michelone

La musica rock, ormai con quasi settant’anni di ininterrotta attività, fa dunque parte dell’arte contemporanea, del sistema mediatico, della cultura universale: già alla fine degli anni Sessanta del XX secolo se ne incomincia a raccontare la storia, vecchia solo di un qualche lustro, ma è solo in epoca recente, con i molti decenni alle spalle, che è in atto un’autentica rivoluzione critica anche sul piano storiografico, come testimoniano molte recenti pubblicazioni, di cui le 16 opere prescelte sono a semplice titolo indicativo, anche se in diversi casi rappresentano il meglio di quanto la cosiddetta critica rock sappia esprimere a livello biografico, sociologico, musicologico, antropologico. Continua a leggere

Gustave Flaubert, il malinconico

Gustave Flaubert

Di Augusto Benemeglio

1. Il tempo della bellezza è passato
“ Il tempo della bellezza è passato …Più si andrà avanti , e più l’arte sarà scientifica, come la scienza diventerà artistica…Nessun pensiero umano può prevedere ora a quale scintillante sole si schiuderanno le opere dell’avvenire. Nell’attesa, noi siamo in un corridoio pieno d’ombra, e brancoliamo nel buio. Non c’è punto d’appoggio per nessuno di noi , letterati e scribacchini. A che serve scrivere ? A che bisogno rispondono queste chiacchiere? Tra la folla e noi non c’è nessun legame . Tanto peggio per la folla ; e soprattutto tanto peggio per noi”. Continua a leggere

Piergiorgio Paterlini, dalla fisica quantistica alla vita quotidiana

Paterlini

di Guido Michelone

Ci sono, anche nella produzione letteraria contemporanea, libri strani o anomali o eccentrici che vale la pena leggere e che lasciano appagato, o soddisfatto il lettore per tante ragioni: l’originalità dell’assunto, l’inventiva formale e contenutistica (o le due assieme), la fuga intelligente dalle categorie statiche del pensiero, dell’arte, della conoscenza. Il breve testo di Paterlini è uno di questi: il sottotitolo 101 microromanzi è solo in parte rispettato, perché è pur vero che queste ministorie – che occupano dal massimo di una pagina al minimo di una sola parola (oltre il titolo, sempre eloquente e giustificatore del processo creativo di ogni singola parte) – hanno tutte un impianto narrativo che lo fanno appartenere alla letteratura romanzesca. Continua a leggere

Un reggiseno imbottito, di Barbara Gozzi

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E’ uscito oggi – otto marzo 2013 – l’inbook della storia Un reggiseno imbottito.
Gli in-book sono una delle tante evoluzioni dell’editoria digitale, si tratta di ebook tecnologici e interattivi che permettono l’uso di più contenuti all’interno dello stesso prodotto (testi di diverso tipo, immagini, registrazioni audio, link esterni, possibilità di interagire con la narrazione facendo alcune scelte all’interno del plot – l’evoluzione digitale dei c.d. ‘game book’). Continua a leggere

L’Italia di oggi nei libri di due giornalisti (Revelli, De Gregorio)

Revelli

Finale di partito, Einaudi (Revelli) e Io vi maledico, Einaudi (De Gregorio), per capirne di più

di Guido Michelone

Il Bel Paese è uno Stato e una Nazione, che cambiano a una velocità impressionante, senza però, in molti casi, modificare a fondo una situazione concreta, proprio come accadeva in quel capolavoro della narrativa tricolore che è Il gattopardo di Giuseppe Tomasi da Lampedusa; nell’Italia risorgimentale descritta dal romanziere palermitano l’impresa garibaldina foriera di libertà, democrazia, innovazione, lasciava in fondo, per la povera gente, dopo il polverone, le cose così come stavano prima (o da sempre). A sua volta, anche l’Italia di oggi, forse avrebbe bisogno, a livello sociale, di un nuovo differente Garibaldi e di certo avrebbe necessità di un altro Gattopardo, ossia di un testo letterario che analiticamente portasse a galla le cause più o meno razionali di una ventennale politica ridicolizzata, stigmatizzata, vituperata in tutto il mondo. Continua a leggere

Cocaina. Massimo Carlotto, Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo a confronto in un testo Einaudi

COCAINA carlotto carofiglio decataldo COPERTINA

di Guido Michelone

Un problema drammatico come quello degli stupefacenti, in particolare la cosiddetta polvere bianca, che da droga per ricchi sta diventando una piaga largamente diffusa in tutto il mondo – nelle mani delle mafie internazionali, a loro volta, in grado di condizionare persino i cartelli finanziari – viene trattato in questo nuovo libro attraverso tre lunghi racconti affidati ai nuovi maestri italiani nel genere noir. E in effetti sia i tre brani presi singolarmente sia il volume nell’insieme risultano un piccolo capolavoro di equilibri narrativi e di suspense ben congeniata, grazie a una prosa tipologicamente assimilabile (pur fra tre distinte personalità artistiche) a uno stile made in U.S.A. Cocaina dunque risulta composto da una triplice scrittura ovunque asciutta, concisa, diretta che, pur guardando più o meno direttamente i classici modelli americani (Dashell Hammett e Raymond Chandler hanno ancora molto da insegnare), sa essere felicemente autonoma e precipuamente italiana. Continua a leggere

Sette libri di poesia

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Cavalli-Marcoaldi-Formiconi-Torino-Carrozzo-Forlani-Agrati

di Max Ponte

Ho ripreso le mie letture poetiche. Tanto per essere simpatico vi avviso che per le sviolinate potete rivolgervi ad altri blog o contattare un recensore a gettoni. Due autori nella puntata precedente hanno chiesto alla redazione “la rimozione del tag”, una sortita che mi è parsa così commovente da farmi sentire a contatto con bambini delle scuole elementari (ma delle classi prime, non certo delle quinte).
Ora però dobbiamo iniziare. Lo farei con un progetto che ho scoperto nel corso di un’incursione in libreria. Si tratta di Al cuore fa bene far le scale di Patrizia Cavalli e Diana Tejera (Voland), una pubblicazione che comprende un libro + cd allegato. Titolo azzeccato, bella copertina con microfono in vista, introduzione di richiamo: Uno straordinario incontro tra la musica pop e la poesia contemporanea. Dopodiché al termine dei primi due brani avrete voglia di accendere la radio per dimenticare. L’unico pezzo ascoltabile è quello che battezza il libro. “Al cuore/fa bene far le scale/al cuore/fa bene far le scale/ al cuore/ma se non fa le scale/al cuore/fa bene far l’amore/il cuore/qualcosa deve fare/che altrimenti muore/sì muore sì muore/il cuore”. Per il resto l’esperimento pare poco riuscito, la musica schiaccia la poesia senza farla respirare. Avrei voluto sentire le due realtà dialogare, alternarsi, invece ha prevalso una dubbia interpretazione musicale.
Per restare nello scaffale degli editori più blasonati passiamo a La Trappola di Franco Marcoaldi (Einaudi). A mio avviso un’ottima lettura, una poesia che mette in guardia il lettore contro le trappole della vita. L’esperienza esistenziale dell’autore costruisce uno sfondo etico, il che è una rarità assoluta. Continua a leggere