Salvator mundi

 

 

 

 

 

 

Come possiamo figurarci lo sguardo e il volto del Cristo dostoewskiano, quello che oppone un immacolato silenzio all’arringa fluviale del Grande Inquisitore? Quel volto, visto che ogni artista inventa inconsapevolmente i propri precursori, lo ha ritratto mirabilmente Antonello nel suo ‘Salvator Mundi’, oggi alla National Gallery, secoli prima che l’autore russo concepisse la famosa leggenda raccontata da Ivan Karamazov. Proprio quel volto impalpabile ed inquietante, che spalanca interrogativi vertiginosi ed eterni, che ci interroga e ci fruga dentro con la sola forza del suo viso, assurto a dimensioni giganteschi, fa da sfondo a “ Sul concetto di volto del figlio di Dio”, ‘spettacolo’ della Socìetas Raffaello Sanzio. Continua a leggere

“Ricci” (Italic, 2011).

Nella sua prima prova narrativa, Linnio Accorroni propone l’itinerario intimo di un rapporto fra un padre e un figlio. Una sorta di diario doppio che indaga la dimensione umana con estrema intensità verbale e descrittiva. Un realismo semplice e diretto rende la naturalezza del rapporto fra i due e il modo di confrontarsi con se stessi e con le prove della vita. Nessuna retorica compare fra le pagine di Ricci, dove occorre la narrazione sa farsi cruda esplorazione delle difficoltà e del dolore, senza cedere però al patetismo. Una prosa elegante e gentile mitiga un racconto che arriva ad esplorare in profondità le dimensioni più intime della sofferenza e della malattia, sempre però con un’ironia che manifesta nel narrare il coraggio dei protagonisti e il permanere della speranza. Il titolo dell’opera si riferisce agli animali che talvolta restano privi di vita sul bordo della strada vittime della fretta degli uomini. L’autore invita ad una pausa, una riflessione sull’ansia che talvolta arriva a rendere superficiale persino il rapporto più stretto, quello di un padre con il figlio. Così, riflettendo sulle piccole morti che ognuno porta con sé nell’agitazione quotidiana, si può riscoprire un legame autentico, capace di trovare una risposta alle prove che impone il dolore.

Linnio Accorroni ( Offagna, 1959) ha pubblicato: “69 posizioni Cronache Interviste Letture”(Cattedrale, 2009).
Cura saltuariamente il blog:www.uncuoreintelligente.it

Inizia con un fuoco di epigrafi “Ricci” di Linnio Accorroni, a segnalare appartenenza e rotte culturali. Poi, appena dopo, ecco il primo dei molti scorci, delle cose naturali. Subito a seguire viene il padre ammalato e anziano, ha un brutto tumore. Ti prego solo di questo – gli sta dicendo il figlio – qualsiasi cosa accada, anche se a te pare stupida ed insignificante, devi farmelo sapere. Subito. […] Io sono tuo figlio e tu sei mio padre. Poi tutto prenderà a squilibrarsi, in un senso di disappartenenza, di s-possesso, di alienazione, in una cappa opprimente che sa di chiuso, di aria consumata, con le resurrezioni momentanee dei giorni in cui i disturbi sembrano più sopportabili. E intanto che tutto questo accade e tutto viene fedelmente e dettagliatamente registrato, intreccio e insieme sommario, la comunicazione fra i due prende a farsi autentica e sincera: due universi che erano quasi incompatibili cominciano a trasfondersi l’uno nell’altro, fino all’insospettato e profondo epilogo, come inattese e profonde sono le pagine di questo quaderno del dolore intitolato “Ricci”.

Adelelmo Ruggieri

Un caso di Fazite

La Fazite è una pandemia contagiosa ed inestirpabile che miete, nel nostro tempo, vittime ad abundantiam, favorita anche dalla sua penetrante invasività che sfrutta sagacemente l’incantatoria persuasività del medium televisivo; la sua proliferazione incontrollabile, sparsa dalla voce chioccia dell’icona con pizzo del common sense, è favorita dal mortifero dilagare di dosi sempre più massicce di filosofia spicciola da generone, di sinossi di saggezza miserabile da coda alle Poste, di rimostranze da patetismo buonsensista alla ‘volemose bbene’. Continua a leggere

Calpestare l’oblio /Ancona 14/11/2010

Calpestare l’oblio. Cento poeti italiani contro la minaccia
incostituzionale: una grande opera di poesia civile, recensita dai
maggiori media nazionali e internazionali.

Dopo due versioni elettroniche, domenica 14 novembre verrà presentata
ad Ancona l’edizione integrale (Collana Argo, ed. Cattedrale).

Mostra | Reading | OpenMic-Microfono aperto. Continua a leggere

Homo abulico

Tra le 2900 «Parole da Salvare» dell’italiano della memoria, parole destinate ad un rapido oblio, secondo l’Osservatorio Zanichelli sulla lingua italiana, c’è anche ‘abulico’, un lemma dolcissimo ed insostituibile, la cui paventata scomparsa indica non solo un ennesimo affondo contro la bellezza, fin troppo offesa e sciupata, della lingua ‘dove’l sì suona’, ma anche il congedo da un modo di essere e di concepire il mondo. Continua a leggere

Danilo Mandolini “Radici e rami” Edizioni l’Obliquo,2007, pag.90, euro 11,00.

di Linnio Accorroni

Come in una giocoleria ribalda del riflesso e del rovescio, come in una sfilata circolare dei rimandi e delle reiterazioni, delle allusioni e dei rispecchiamenti: leggere questo “Radici e rami” di Danilo Mandolini, poeta della Marca anconitana, classe 1965, giunto alla sua sesta raccolta, significa sospendere la tradizionale nozione di tempo in progress- passato, presente, futuro- per recuperarne un’altra, caratterizzata da una temporalità speculare ed avvolgente, tramata da recuperi, riprese, riflessi: “ È una pena lunga l’affanno degli anni/ quella che solo si sente e nulla ci spiega,/ quella che altrove compone deliri e certezze;/ che fa gridare ai morti di non essere tali/ e ai vivi di qui, di non voler mai morire” . Ma così avviene anche per la reiterazione di titoli della prima sezione eponima che, a distanza di poche pagine, si replicano, con qualche decisivo scarto linguistico, aprendosi così alla rappresentazione di scenari assai differenti: “Dimorare presente” e “Dimorare Futuro”; “Argine contiguo dell’esistere” e “Argine discosto dell’esistere”. Una piccola gemma spicca, a parer mio, di luce propria in questa giostra di sorprendenti specularità: “ Guardo mio padre guardarmi,/ negli occhi parlarmi. / Guardo mio figlio guardarmi,/ negli occhi ascoltarmi” . Continua a leggere

I nuovi profeti:la premiata ditta B. & M.

di Linnio Accorroni

I nuovi profeti sfoderano volti sereni e rassicuranti, di un candore quasi bamboccesco e finto-naif; volti la cui grazia angelicata è sapientemente intonata alla camicia (B.) o al maglioncino (M.) o alla polo blu notte ( sempre M.), novità assoluta questa per look sapientemente meditati ed indagati, con un’acribia degna di miglior causa, da articolesse ponderose, da estenuanti esegesi di ineffabili cronisti, capaci di riempire intere colonne discettando sul numero dei bottoncini e sulla lunghezza delle arrotolate maniche di camicia. Continua a leggere

L’Insonnia Scòzzarica. Pregio o malattia?

di Linnio Accorroni

A Verucchio c’è un signore che, pur auto esiliatosi da anni nella quiete delle colline vicino a Rimini, continua a sfornare una serie impressionante di progetti: libri, racconti, schizzi, illustrazioni, farneticazioni, tavole di fumetti. Una congerie sempre commestibile originata da un’inquietudine virile che non lo ha abbandonato mai (leggersi “Memorie dell’arte bimba” e il diario di battaglie “Prima pagare, poi ricordare”, rigorosamente nell’ordine). Questo signore è uno dei pochi autentici sovversivi della penna e della tastiera rimasti in giro, uno “storico e dirompente autore di fumetti e romanzi acidi”, un artista che fa sbrilluccicare gli occhi, infiammare la mente ed ulcerare quel poco che è rimasto vivo ed eccitabile in noi (visitare il suo http://manualedellartebimba.blogspot.com/ , o cercarlo su Facebook, per un ulteriore giro di risate e frustate). Come resistere alla tentazione di intervistarlo a proposito della sua ultima raccolta di racconti intitolata ‘Filippo Scòzzari e l’insonnia occidentale’ ( Coniglio edizioni, 14,50 euri spesi benissimo)?

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L’attimo dopo – di Massimo Gezzi(Luca Sossella 2009)

Massimo Gezzi (1976) è saggista e traduttore, docente di Italianistica all’Università di Berna e, per Edizioni Atelier, ha già pubblicato nel 2004 “Il mare a destra”.
Questa nuova silloge comprende un lasso temporale di 5 anni ( 2004-2009) ed è divisa in 5 sezioni. La prima eponima, mentre l’ultima è intitolata “Poco prima”. Così si snoda, nel flusso circolare di questi 5 tempi, un paradosso temporale che sfocia nelle forme di un congedo che non termina, di un nuovo inizio in exitu, insomma di un finale che non chiude, ma piuttosto spalanca la porta a nuove ipotesi e soluzioni che sembrano già preannunciate, con una specie di inchiostro simpatico, nelle liriche che compongono questa raccolta. Continua a leggere

“Semprevivi”( Pequod 2009) di Adelelmo Ruggieri

 

Porta Marina Viaggio a due nelle Marche dei poeti” (Pequod 2008) è un testo scritto a quattro mani da Massimo Gezzi e Adelelmo Ruggieri, dove i due poeti della Marca fermana indossavano vesti per loro non usuali: Gezzi quelli del saggista, dell’agrimensore oculato che, a dispetto della sua giovane età, mostrava di saper fornire un bilancio attendibile e composito di quella galassia densa ed aggrovigliata che è la poesia marchigiana, Ruggieri quelli del paesologo sui generis, che in prose fitte di tagli, squarci, ambienti, luoghi, rifletteva da par suo sulla relazione che s’innesta tra paesaggio e composizione formale e materiale di un testo. In fondo, quelle prose sembravano una risposta, anche se tardiva, alla domanda che era stata alla base del progetto di “Residenza”(1980-81), la trasmissione radiofonica ideata e diretta dal poeta anconetano Franco Scataglini, insieme ad intellettuali del calibro di Gianni D’Elia, Massimo Raffaeli, Francesco Scarabicchi:“ Che cosa significa essere qui e non altrove? In che modo tale esser-ci segna una scrittura o, più semplicemente, un modo di rapportarsi al mondo?”. Questa interrogazione rimane del resto aperta e viva anche nelle raccolte poetiche di Adelelmo Ruggieri: una vocazione poetica la sua che si muove all’interno di quel particolare settore della poesia marchigiana che, come sosteneva Paolo Volponi, sta nel gusto del paesaggio, nella ostentazione piana di un undertastement soffuso di un elegante pudore , “di una riserva verso le cose nominate come se la loro nominazione coincidesse con la paura di guastarle”. Continua a leggere

La Punta della Lingua 2010

Ancona e Portonovo 16-27 giugno

Organizzazione: Nie Wiem
Responsabile: Valerio Cuccaroni
Direttore Artistico: Luigi Socci

Mercoledì 16 giugno

Portonovo / Chiesa di S. Maria
H 18.45
POETI NUOVI
Franco Buffoni presenta i poeti del X Quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos Y Marcos, 2010)
Letture di Corrado Benigni, Andrea Breda Minello, Luigi Nacci, Francesca Matteoni, Italo Testa

Portonovo / Fortino Napoleonico
H 20.30
Cena a buffet

Portonovo / Fortino Napoleonico
H 21.45
Franco Buffoni presenta il suo libro di poesie Roma (Guanda, 2009)

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Giovedì 17 giugno

Portonovo / Fortino Napoleonico
H 18.45
APERITIVI POETICI
Presentazione della rivista Argo (Cattedrale, 2010)
Letture dei poeti Franco Buffoni, Manuel Caprari, Manuel Cohen
Interventi musicali: Samuel Manzoni
Cocktail by Varnelli Continua a leggere

37, 25 anzi 7.

di Linnio Accorroni

A un’età veneranda ho cominciato a scoprire che molte persone erano interessate al mio lavoro in tutto il mondo. Mi sembra strano, perchè mi ricordo di aver pubblicato un libro – dev’essere stato nel lontano 1932, mi pare- e alla fine dell’anno di aver scoperto che ne erano state vendute niente meno che 37 copie”. A parlare così è Jorge Luis Borges ( citazione di secondo grado: riprendo il brano infatti da ‘Letture’ di George Steiner, Garzanti, 2010). Borges esalta quegli happy few che s’erano accostati alla sua opera riflettendo sui motivi della felicità che gli derivava dall’esiguità del numero dei suoi lettori: una gioia paradossale questa, in netta controtendenza con ciò che ogni scrittore, nell’atto stesso della pubblicazione, ragionevolmente si augura. Infatti questi 37 lettori avevano per Borges una peculiarità che li rendeva preziosi e, in un certo senso, ‘ideali’: erano pochi e, in quanto tali, erano ‘reali’o quantomeno immaginabili: “ quelle persone sono reali, nel senso che ognuno di loro ha una faccia tutta sua, una famiglia, vive in una determinata strada. Perché se si vendono 2000 copie, è la stessa cosa che non averne venduta neanche una, perché 2000 sono troppe da cogliere per l’immaginazione. Forse sarebbe stato meglio 7 o 17Continua a leggere

Alessandro Fo racconta A.M.Ripellino

   
 

 
 

 
 
 

VENERDÌ 28 MAGGIO 2010, ORE 21.00
OSIMO CENTRO CULTURALE SAN SILVESTRO
IL CIRCOLO DI LETTURA MILTON
IN COLLABORAZIONE
CON LA BIBLIOTECA COMUNALE DI OSIMO
E L’ASSESSORATO ALLA CULTURA

Presentano

ALESSANDRO FO (poeta, saggista, docente universitario)
racconta

ANGELO MARIA RIPELLINO(1923-1978)

ITINERARIO
NEL MERAVIGLIOSO
 
 

 

Poesie e prose
di Angelo Maria Ripellino
 
 

 

PROGETTO MULTIMEDIALE
a cura di Laura Fo
MONTAGGIO VIDEO
a cura di Stefano Caprioli
INTERVERRÀ
Federico Lenzi

INGRESSO LIBERO

Piccole pratiche della sovversione: elogio del congiuntivo

Del congiuntivo, avant tout chose: del congiuntivo, cioè del modo della possibilità e dell’eventualità, dell’incertezza e dell’esortazione, della concessione e del dubbio, dell’augurio e della speranza, del timore e dell’esclamazione. Bastano piccole, banali pratiche quotidiane per assegnare una nuova forma alle nostre relazioni interpersonali, per modificare, almeno in parte, il nostro rapporto con le cose e con gli altri: Continua a leggere

La critica al tempo di Stats Monkey

Di Linnio Accorroni

Nel numero 838 de ‘Internazionale’ il direttore Giovanni De Mauro si occupa della scoperta di un nuovo apparecchio-software, Stats Monkey, progettato dalla Northwestern University dell’Illinois. La sua specializzazione è il baseball ed il bieco ordigno funziona in questo modo. Continua a leggere

Tombeau de mon ami B.

di Linnio Accorroni

La morte questo c’ha di buono: che l’amico morto prematuramente (ma quale è la morte che arriva alla scadenza giusta, quella per cui si possa dire: era ora che lui si congedasse dal mondo?) per noi rimarrà sempre somigliante a come ce lo ricordavamo. Così almeno non si invecchierà ed il suo corpo non subirà lo stillicidio degli oltraggi e dei patimenti che caratterizzano quel massacro che si chiama vecchiaia. È come se i morti ringiovanissero,

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Ravel: una biografia antifrastica

di Linnio Accorroni

Ho appena finito di leggere ‘Correre’ di Jean Echenoz. Due anni fa avevo letto, con uguale piacere ed ammirazione, un’altra delle sue biografie inattendibili, quella su Ravel. Questa (con qualche piccola variazione) è la recensione che scrissi in quell’occasione per Stilos old version.

Jean Echenoz Ravel, Adelphi, 2007, pag.116, euro 14,00.

Tutto su Ravel, niente a proposito di Ravel: forse solo cosi, con un escamotage retorico magari pure logoro, si può condensare la strana impressione che proviene dalle lettura delle pagine di quest’opera che affascina ed irrita, che stupisce e magnetizza. Quello che è sicuro è che, chiusa l’ultima pagina, si vorrebbe saperne di più non tanto sul biografato quanto sull’autore: sapere se, per esempio, anche gli altri suoi scritti sono caratterizzati da quello che il risvolto, in perfetto Adelphi’s Style, definisce acutamente come “stile impavido”. Una prosa sottile e perfetta in effetti è quella che si stende sulle pagine di questa ‘relazione biografica’ assolutamente sui generis: una sinossi parziale ed arbitraria che s’avanza per dettagli ed ellissi e che, proprio a partire dalla centralità di questi eventi minimi dall’apparenza inerziale, compongono un quadro attendibile di un’esistenza tanto famosa quanto esemplarmente irrilevante: quella di Maurice Ravel. Continua a leggere

Candide in partibus infidelium

una riflessione di Massimo Raffaeli dal Manifesto del 26-01-2010 ( a proposito della vexata quaestio Nori-Libero) 

Presumere di passare indenni dal manifesto a Libero (perché di questo tratta l’affaire Nori, o come lo si vuole chiamare) implica da parte dell’autore l’affermazione preventiva del testo sul contesto, cioè presumere che il significato della propria parola rimanga inalterato nonostante il trapasso ne modifichi nettamente il senso e la destinazione. Continua a leggere

Stilos ( a volte ritornano)

Il magazine Stilos (nato nel 1999 e attivo fino al 2007 prima come supplemento de La Sicilia e negli ultimi due anni come testata autonoma a diffusione nazionale)  diretto da Gianni Bonina che l’ha fondato torna in edicola. Conta su un centinaio di collaboratori sparsi in tutta Italia e anche all’estero, appartenenti ai campi del giornalismo e della cultura.
Stilos ha una periodicità mensile, un formato di rivista confezionata in brossura delle dimensioni di 17 x 24 cm e una foliazione di oltre 120 pagine patinate interamente a colori con la copertina lucida. Ad ogni numero è allegato in omaggio un romanzo breve inedito di un autore affermato. Anche in omaggio sono i supplementi monografici allegati che accompagnano la rivista. Con il primo numero è abbinato in regalo il romanzo “Lo stivale di Garibaldi” di Andrea Camilleri, con una illustrazione di Piero Guccione. Con il secondo numero allegato in omaggio sarà un quaderno dedicato a Leonardo Sciascia con testi inediti e altri ritrovati.
La rivista si trova da fine gennaio 2010 nelle principali edicole di tutti i capoluoghi di provincia d’Italia ed è facilmente reperibile per abbonamento a condizioni vantaggiose.

Zona disagio: appunti su Alice Munro

Come dopo un viaggio inconcludente e pericoloso. Come dopo un incontro che ci lascia perplessi, che ci spalanca più interrogativi che risposte: ecco ciò che si prova, dopo la lettura di una qualsiasi delle storie di Alice Munro. Alla fine di quelle pagine ci si ritrova con una manciata di polvere nelle mani, si rimane delusi e spiazzati. Continua a leggere