Biancamaria Frabotta: Quartetto per masse e voce sola

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Biancamaria Frabotta (nella foto) una delle più importanti voci poetiche contemporanee, in Quartetto per masse e voce sola (Donzelli, 2009) traccia un bilancio raccontando cinquant’anni di esperienze, memorie, riflessioni, di una donna poeta.

Chiunque voglia accostarsi per la prima volta alla poesia di Biancamaria Frabotta non potrà prescindere da questo piccolo libro, un autoritratto che scandisce il mondo interiore della poetessa attraversando anche la Storia d’Italia del secondo Novecento: il Sessantotto, gli anni del femminismo, la poesia plurale, la crisi politica e culturale. Biancamaria Frabotta nel suo autoritratto mette isieme le due facce: l’eternamente presente e l’eternamente fuggito, che costituiscono il volto della poesia.

Intervista di Luigia Sorrentino (Roma, 28 settembre 2009)

Nella sinfonietta “Quartetto per masse e voce sola” si incontrano quelli che lei definisce “volti senza padrone”. Una galleria di confessioni rubate e trasferite in una profondissima emozione lirica che fotografa e fissa in una istantanea il passato e il presente. Autoritratto, dunque, doppio, plurimo, spennellate rapide, del tempo che ci scivola accanto in un ingorgo tra pubblico e privato tutto proiettato verso Il tempo a venire. Parliamo del titolo, che non è un vezzo estetizzante… Continua a leggere

Alberto Casadei: “Poesia e Ispirazione”

di Luigia Sorrentino

Alberto Casadei nel suo saggio “Poesia e Ispirazione” (Luca Sossella Editore, 2009) indaga l’enigma originario dell’ispirazione. Quali sono i processi mentali che sono all’origine della poesia?
Alberto Casadei, compie un originalissimo percorso fra mito letterario e neuroscienze. Il discorso sull’ispirazione diviene, nel suo saggio, un ragionamento sulle connessioni tra linguaggio e attivita` psichica. ‘La poesia diventa – come lo stesso Casadei afferma – uno scarto del pensiero, necessario e urgente in quanto capace di rendere concepibile un’alternativa al reale’. Continua a leggere

Paolo Ruffilli: Il poeta che risveglia la coscienza civile

di Luigia Sorrentino

“Si fa il possibile/ per questa gente”/ ti dicono di noi,/ “per farla stare meglio:/ da bere e da mangiare/ piu` che sufficiente,/ e sonno quanto basta,/ le loro messe, i libri,/ ore di svago e di riposo.”/ Ma e` un altro, il nostro,/ differente stato/ inerte e doloroso.

Con questi versi che introducono “Le stanze del cielo”Paolo Ruffilli conduce il lettore nel territorio di un’antichissima paura: l’ossessione della perdita della propria liberta`.

Un’esperienza “carceraria” totalizzante, estrema e drammatica attraversa lo sguardo del poeta: “Grate e cancelli da ogni/ parte, intorno, tetri cortili/ dalle altissime mura.” Uno spazio angoscioso e angosciante con il quale l’io entra in relazione svelando un mondo “interno” ed “esterno” dal quale il lettore sembra di non poter piu` uscire. Continua a leggere

Intervista a Valerio Magrelli

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Cliccare sull’immagine per vedere l’intervista
di Luigia Sorrentino
16 gennaio 2009
Valerio Magrelli, nato a Roma nel 1957, è uno dei poeti più originali dell’ultima generazione. Fin dalla sua prima raccolta ‘Ora serrata retinae’, Magrelli si manifesta come una delle voci più raffinate della poesia italiana contemporanea. Partendo dalla ricerca della visione esatta – ‘dal confine della percezione’ – ma anche dalla visione deformata e deformante della realtà, il poeta raggiunge l’umoralità, l’ironia, che, anche nel vivere quotidiano, accende la riflessione filosofica, politica e civile. Magrelli, che insegna letteratura francese all’Università di Pisa, lo abbiamo incontrato a Fabriano, in occasione della prima edizione di Poiesis, il Festival di poesia curato da Francesca Merloni. ‘Nature e venature’, la sua seconda raccolta di versi, ha vinto il Premio Viareggio 1987. Continua a leggere

Le “Simmetrie” di Elio Pecora

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di Fabrizio Fantoni

“E’ una stanza il corpo: / nido-cella-recinto. / Abito in cui bastarsi, / da non potersi assentare un istante. / Gabbia d’ossa e di arterie, / di dove assistere al mondo”.

Con questi versi Elio Pecora introduce il lettore ne La Stanza, poemetto che apre la sua ultima raccolta di poesie dal titolo: Simmetrie (Modadori, 2007). Una silloge che rappresenta il punto di arrivo di un lungo percorso poetico iniziato dall’autore nel 1970 con La chiave di vetro.

In Simmetrie il corpo mai sazio e mai quieto, sede di attese e delusioni diviene il punto di partenza di un lungo e travagliato itinerario esistenziale in cui l’autore coglie e fissa lo scorrere della vita nel suo svolgersi. Sono momenti di vita reale, “lacerti di un mondo spiato, intravisto da un occhio corto” quelli che Pecora descrive riuscendo, attraverso soluzioni stilistiche diverse, dal poemetto al frammento, dalla lirica alla prosa, a rappresentare la quotidianità nella sua elementare e naturale dignità. Continua a leggere

A Riccardo Francesconi e a suo figlio Eugenio

 

di Luigia Sorrentino

parli al cuore del figlio
il mondo che non vede
si genera da solo
da quella caduta, la testa
fra le mani del caos
l’ordine che regge
e tutto ripone al suo posto
regge il trave della testa
come un acrobata lo sversi
e dalla fronte cade ancora
cade e non annienta
dalla vetta che i secoli
raggiungono, nella guarigione

nella benda l’ampiezza
come un dio saldi in lui
l’eroe di ogni azione

30 giugno nell’anno 2008

Intervista a Valentino Zeichen

Valentino Zeichen, uno dei più raffinati poeti contemporanei italiani, racconta la sua “pagina di storia”. Era ancora bambino quando alla fine della Seconda guerra mondiale con l’esodo massiccio degli Italiani d’Istria lasciò Fiume, la città dove è nato, per trasferirsi con la famiglia a Roma, dove tuttora vive.

 

Nel 1986 a Ortona incontrai per la prima volta la poesia dall’ironia tagliente di Valentino Zeichen. La poesia era ‘Crimini’: “Se gli assassini del sentimento/avessero la mira infallibile/gli amanti sorpresi patirebbero/anche nell’aldilà un/perpetuo e inconoscibile affanno;/ma essendo errato il puntamento,/i colpi destinati al cuore/deviano in fortuita traettoria/colpendo l’elevato osservatorio della testa./Lì i proiettili producono dei fori/non dissimili da piccoli oblò/attraverso cui penetra la luce,/sorella al lume della ragione:/che diffonde ponderati dubbi/e dirada i fumi della passione.” Continua a leggere

Intervista a Tahar Ben Jelloun

 

Un viso senza rughe
È un cielo inespressivo.

Un pensiero superfluo.

Terra segnata
dal tempo e dalla grazia
dove è bello fermarsi
come il bambino davanti
all’enigma e alla bellezza

(Tahar Ben Jelloun, Stelle velate, poesie 1966-1995 Einaudi 1998) Continua a leggere

Elio Pecora vince il premio Mondello

UNA NOTIZIA IN ANTEPRIMA ESCLUSIVA DI RAI NEWS 24.

Il poeta, Elio Pecora, nato nel 1936 a Sant’Arsenio, un piccolo paese del cilento, in Campania, è il vincitore della 34esima edizione del premio Mondello, uno dei premi internazionali più prestigiosi. Il premio, istituito nel 1975 in Italia, ha premiato autori italiani di grande rilievo come Mario Luzi, Attilio Bertolucci e Andrea Zanzotto, ma anche autori che poi sono stati insigniti del Premio Nobel per la letteratura come Gunter Grass, José Saramago, Simus Heany, e Doris Lessing. La notizia dell’assegnazione del premio Mondello 2008 a Elio Pecora verrà data domani, 22 aprile, in conferenza stampa all’hotel Park Hyatt di Milano. La premiazione, invece, avverrà a Mondello, in Sicilia, il 24-25 maggio prossimi. Luigia Sorrentino ha intervistato Elio Pecora, in esclusiva per Rainews 24. L’intervista andrà in onda stanotte alle 4.33 su Raitre.