Europa: un sogno finito?

Il 57% degli europei non è andato a votare, manifestando in modo inequivocabile che i popoli europei non apprezzano questa Europa, non si riconoscono in essa, e non considerano importanti le sue istituzioni.
Lo sapevamo già, ma indubbiamente questi dati ci danno una conferma eclatante del netto rifiuto popolare di questa Europa.
Un ceto politico responsabile non si occuperebbe di altro.
Noi invece discutiamo del “trionfo” di Di Pietro e dello 0,5 in più dell’UDC.
Questioni di capitale importanza, come è evidente.
La cosa non è diversa nella Spagna di Zapatero o nell’Inghilterra di Gordon Brown.
L’Europa, come idea, come progetto, come sogno, declina, si affloscia, e si eclissa insieme alle classi dirigenti che produce.
Massimo Cerofolini ha avviato su Radio Uno un ciclo di interviste sull’identità europea.
La prima la ha fatta a me.

Potete ascoltarla qui

Leopardi, l’io morente, e la voce del nuovo giorno

 

Noi viviamo in una fase storica che ha perduto il filo del proprio discorso. Anzi che si sta convincendo che non sussista alcun filo, alcuna trama, alcun racconto sensato da narrare, per cui ognuno vaneggia e delira per conto proprio. Ci diciamo in tal senso “post-moderni”, in quanto avremmo superato le illusioni sette- e otto- e novecentesche di poter conoscere e addirittura costruire il senso della storia. In realtà lo stesso concetto di post-modernità è contraddittorio in se stesso, in quanto afferma che saremmo entrati in un’epoca successiva alla modernità, e quindi continua a definire una precisa filosofia della storia, e cioè a fare proprio ciò che ci dovrebbe essere ormai del tutto interdetto. Continua a leggere

Poesia e Spiritualita’ – Una nuova rivista

E’ uscito il primo numero della rivista “Poesia e Spiritualità” (Redazione: Via Anelli n.8 – Milano) con interventi di poeti e critici come Donatella Bisutti, Paolo Lagazzi, Giuseppe Conte, Giancarlo Pontiggia, Bernard Noel, Angel Darìo Carrero, Antonella Anedda, Ellen Hinsey, Gianni D’Elia, Franco Loi, e molti altri.
Questo è il mio intervento alla tavola rotonda su “La Poesia nella società mediatica”, che apre la Rivista. Continua a leggere

Notti passate, pasque – di Marco Guzzi

Sotto torchio

Fatti sotto.
Ho voglia di lottare.

Ho il cuore morto, e la mia lingua
Raspa sotto il torchio
Unto d’olive.
                      Le tue impennate
Di vento fanno il resto
Per umiliare questo poveruomo.
                                                        Non so parlare
Dolce perciò. So gracchiare
Come una vecchia baldracca che prega. Continua a leggere

L’alienazione, la colpa, e il perdono – di Marco Guzzi

images.jpg

La via verso la propria integrità

In un tempo di violenti conflitti politici e culturali e di perenne e drammatica agitazione sociale può sembrare ingenuo parlare di perdono o di riconciliazione. Sembra molto più efficace e ragionevole schierarsi a tambur battente, come si dice, creare fronti di combattimento, preparare le proprie milizie per le prossime battaglie: di qua il centrodestra e di là il centrosinistra, di qua i cattolici e di là i laicisti, di qua i tradizionalisti con la loro messa tridentina e di là i modernisti con le loro chitarre e le danze africane, di qua l’Occidente e di là l’Islam, ma anche di qua l’Inter e di là la Roma, da questa parte della barricata io e dall’altra l’inquilina del piano di sopra che continua a far gocciolare il suo bucato sulle mie piante. L’importante è odiarsi, escludersi a vicenda, condannarsi in blocco e senza appello, gridare le proprie ragioni in faccia all’altro. Continua a leggere

Etty Hillesum, per il Giorno della Memoria

etty_hillesum.jpg

Olanda, campo di Westerbork.
Da qui ogni settimana partono i convogli per Auschwitz.
Da qui scrive Etty Hillesum. Luglio-agosto 1943.

Di pomeriggio avevo fatto ancora un giro nella mia baracca d’ospedale, passando da un letto all’altro. Quali letti saranno vuoti domani? Le liste dei deportati sono divulgate all’ultimissimo momento, ma certuni sanno in anticipo di dover partire. Una ragazzina mi chiama. E’ seduta nel suo letto, diritta come una candela e con gli occhi spalancati. E’ una ragazzina dai polsi sottili e dal faccino magro e diafano. E’ parzialmente paralizzata, aveva appena ricominciato a camminare tra due infermiere, passo dopo passo. “Hai sentito? Devo partire” sussurra. “Come, anche tu?”. Ci guardiamo per un po’ senza riuscire a parlare. Il suo visino è svanito, è solo occhi. Finalmente dice con una monotona vocina grigia: “Che peccato, eh? Pensare che quanto hai imparato nella tua vita è stata fatica sprecata”, e, “Però com’è difficile morire, eh?. D’un tratto la rigidità innaturale del suo visino cede alle lacrime e al grido: “Oh, dover partire dall’Olanda è la cosa peggiore”, “Oh, perché non siamo morti prima!”. Più tardi nella notte la rivedrò per l’ultima volta. Continua a leggere

Poesia e Rivoluzione, di Marco Guzzi

Loretto Rafanelli ha curato per “I quaderni del battello ebbro”, un volume collettivo dal titolo Le voci, il coro – La poesia italiana e straniera dell’ultima parte del Novecento.
Il libro contiene una quarantina di interventi dei maggiori poeti e critici viventi. e apre le sue Considerazioni generali con questo mio testo.

Un mondo in disfacimento e la sua rivoluzione

1. Se dovessimo valutare l’attuale situazione del mondo poetico soltanto in base a ciò che ne vediamo, dovremmo ritenere di trovarci entro una fase di decadimento definitivo, di spappolamento e liquidazione di qualsiasi residua istituzione letteraria dotata di senso. Continua a leggere

Lo Spirito e la poesia

“Dove lo Spirito non sradica più ma ripianta e cura, io nasco. Dove ha inizio l’infanzia del popolo, io amo”. (René Char)
La poesia davvero odierna, che esprime cioè l’adesso fatale che viviamo, sgorga lì dove lo Spirito ha smesso di distruggere, perché in un certo senso tutto è già stato distrutto. Dove il silenzio si è fatto molto più abissale della caduta dei nostri ultimi detriti mentali. Dove io non ho proprio più parole, neppure di disperazione.
Lì qualcosa come un inverosimile sollievo sembra scendere su di noi, e rispondere. Continua a leggere

Democrazia Umana:una nuova pedagogia

democrazia.jpg

Perché la politica è in crisi? Perché è in crisi il progetto democratico, proprio ora che, caduto il comunismo, non ha più nemici se non di tipo terroristico?Io credo che il cuore dell’attuale crisi consista nel fatto che il discorso pubblico si riferisce ad un soggetto umano sempre più astratto e irreale. Continua a leggere