Guido Seborga

da Quaderni del GIRASOLE Casa editrice Spaziani 1942:

Valle

Qui il giro lento delle notti, l’ansia cresce la flora meravigliosa della valle.
Qui ogni riposo è dolore,
il tempo nei rami degli alberi e la notte conduce
alla fissità irreale della sostanza.
Pietra od erba nel campo
e la valle in me si sprofonda al grido ilare degli uccelli.
.Sia di conforto la voce.
Qui giace la vita perduta. Continua a leggere

Guido Seborga

Da “ GLI INNOCENTI ” 1961(1° edizione)
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Savona era lucente nella fredda mattina invernale. Pochi giorni prima era caduta la neve sulle colline e montagne intorno. La cittadina si sviluppava stretta alle spalle dalla montagna, di dove scende la ferrovia che viene dal
Piemonte, di fronte il mare con le sue insenature, il sacco blu chiuso del porto con la torre di Leon Pancaldo, che fa ricordare in piena vita moderna un mondo antico diventato posticcio in quell’atmosfera di navi di depositi di fabbriche. Le case si allungano sulla costa sino a Spotorno che appare ridente dopo il Capo. Ma dalla parte di Savona la costa è brulla, severa, coi comignoli delle fabbriche; e non c’è demarcazione tra Vado e Savona, ma un susseguirsi ininterrotto di casoni grigi e tristi. Quando verso sera le sirene delle fabbriche lacerano l’aria, le strade e i filobus cominciano a riempirsi di frotte di operai, e anche le biciclette compaiono numerose, e si coglie forse meglio che in ogni altra ora, la qualità della città, durante il giorno le grandi strade sono quasi deserte, solo l’Aurelia mantiene sempre il suo traffico. Continua a leggere

Hotel Angleterre. di Nico Orengo

L’io narrante ci racconta che in quel tempo doveva essere in America, come giurato al International Prize for Literature, ma una creatrice di profumi lo invita in Russia per una dimostrazione all’Ermitage dei sapori e degli aromi che Caravaggio ha dipinto nella frutta e nei fiori del suo Suonatore di liuto.
Fin da subito scopriamo che ci sono legami importantissimi tra l’io narrante di Hotel Angleterre
( Einaudi, Supercoralli, 2008 ) e la Russia, sono legami che vanno ben oltre i profumi, sono la memoria, sono intere ali del tempio della memoria, e sono racconti che gettano ponti. Continua a leggere

Tutto deve crollare. Vibrisselibri. di Carlo Cannella.

Ho chiesto a Carlo Cannella autore per vibrisselibri di raccontarci la sua esperienza umana e letteraria, le sue letture, e di parlarci di questo suo noir duro come la pietra.

Alle mie prime letture è legata la percezione del conflitto di classe. Avevo 9 anni. Succedeva ogni qual volta il maestro distribuiva fra gli alunni i libri della biblioteca. Funzionava così: lui ci mostrava la copertina di un libro, che so, “L’ultimo dei Mohicani” o “Il libro della giungla” o “Le avventure di Robin Hood”. Continua a leggere

Cultura sul web: mentelocale.it. di Marina Rosa.

Spesso ci si arriva con i motori di ricerca, se si cerca uno scrittore, un regista o un artista. Oppure con le parole chiave più strane. Dopo aver letto l’articolo ci si rende conto di essere su un sito che parla soprattutto di Liguria, ma con uno sguardo che lo rende unico. Si chiama mentelocale.it, vi ci sarete già imbattuti certamente, e il suo approccio è poco provinciale, poco italiano. Continua a leggere

La nube. dal romanzo I fuochi dell’86. di Mario Capello.

Non sapevo nulla di loro. Anche se erano i miei genitori. Forse ciascuno di noi sa degli altri, anche delle persone più vicine, solo quel tanto che basta per tirare avanti. Piccole abitudini, gusti nel cibo, il colore degli occhi e i colori preferiti dei maglioni. Inezie che ci rivestono come uno strato di pelle morta, come un involucro di migliaia di cellule morte che ci rende opachi agli sguardi.
E forse è meglio così.

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La luna. di Toni La Malfa

Di solito si pubblicano gli incipit in rete, e mi é costato non farlo, perché La luna di Toni La Malfa ha un bel incipit. Alla fine ho deciso di prendere questo brano, uno qualsiasi, come un pezzo di spazio sconosciuto che ci separa dalla luna, uno spazio che non sia il primo della vista. Perché questo é un romanzo che non aiuta a vedere la luna, vedere é un gesto scientifico, un calcolo, la luna bisogna guardarla, e guardare é inventare, é fiction. Guardiamo la luna, e leggiamola in questa bella e generosa e intima narrazione. Scopriamo finalmente come sia stato il mare miliardi di anni fa ad aver sognato per primo la luna. Cos’é del resto, secondo molti studiosi, la luna, se non un’onda, una marea generata dalla terra quando questa aumentava la sua quantità di moto. Col tempo queste maree incredibili si alzarono troppo per poter essere stabili, giacché la forma dei mari era di puro gas, di nebbie e cosí una di queste onde gigantesche venne sputata nello spazio. Era la luna.

Paolo parcheggiò con il muso della Uno rivolto verso il mare, verso l’Elba, di cui ormai si intravedeva solo la sagoma e le luci del Cavo e di Porto Azzurro. Il mare era illuminato dai riflessi della luna.
Verso piazza Bovio videro un paio di auto con sirene lampeggianti, altre macchine ferme; forse un incidente, forse un semplice controllo, ma riuscivano a distinguere altro. Continua a leggere

Anubis. di Giampietro Stocco

Quel rubinetto di merda… Siamo proprio sicuri di averlo girato a sinistra e non a destra? Come ogni sera, Giacomo fece dietrofront sui due metri quadrati che dividevano la sua stanza dalla cucina. Per l’ottava volta aveva controllato se davvero aveva spento il gas.
Un vero guaio essere arrivati a otto. Perché secondo la legge inviolabile che regolava il suo tormento, una volta che Giacomo avesse superato la mistica soglia di sette, il rito si sarebbe prolungato fino a ventuno, primo multiplo dispari di sette. Già, perché se sette era il numero che salvava, tre era il numero da salvare, e cioè Giacomo, sua madre e suo padre.
Disturbo ossessivo-compulsivo, lo aveva chiamato il dottore, raccomandando ai genitori di non essere troppo protettivi e di avere pazienza. Se fosse peggiorato, beh, si poteva pensare a una cura, ma per adesso non bisognava preoccuparsi troppo: in fondo si trattava di un adolescente e d erano solo un paio di manie in croce.

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Metà guaro metà grappa. di Gessica Franco Carlevero. Fandango Libri.

Quando ho letto questo libro, mi son detto che forse il caribe occorreva scriverlo cosí. Anche altre storie. Non tutto, ma qualcosa sí, si poteva, riuscendoci, a scriverlo cosí. Ma bisognava esercitarcisi. Bisognava decidersi. Bisognava essere capaci a farlo. E non era facile. Bisognava sorvegliare.

Metà guaro metà grappa, di Gessica Franco Carlevero, intanto é un viaggio insolito, in un Costarica distante dalle solite cube dei mandrilli, dalle isole sociali, dal realismo magico alla macombo. Continua a leggere

L’identità e le differenze

l’ ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA PER I PAESI BASSI
e FORUM Associazione Italiana

Ti invitano

Sabato, 16 febbraio alle ore 16,30

presso la sede dell’Istituto
( Keizersgracht, 564 – 1017 EM Amsterdam)

ad una conferenza di
Giulio Milani e Marco Rovelli
dal titolo

L’identità e le differenze.

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Intervista a Placido Di Stefano, autore di Amami ( PeQuod ). di Manuela Anna Greco

Il romanzo si apre con un prigioniero. Un uomo legato ad un letto, incerottato, terrorizzato, nudo. Vulnerabile, solo con se stesso e con il proprio carnefice, nell’opprimente calura estiva di una squallida serata milanese. E’ l’Io che narra. – perché hai scelto di raccontare questa storia in prima persona? Tecnica narrativa o “scrittura di pancia”? – E’ un connubio tra le due cose. Scrivendo in prima persona potevo entrare meglio nella testa del protagonista. Potevo manovrare il suo agire. Conoscere a fondo il suo modo di pensare. La tecnica narrativa c’entra. Ma c’entra anche la scrittura di pancia. Nel senso che mi piace pensare alla scrittura come a una cosa artistica, dove lo scrittore può creare un mondo parallelo, dove può dare sfogo a tutta la sua parte emozionale. Una volta scrivendo a una mia amica poetessa un mio concetto sulla scrittura le dissi che volevo considerare il fatto di creare delle frasi (frasi che poi formano racconti romanzi etc.) che avessero una compiutezza non solo di significato narrativo, ma anche di significato artistico. Continua a leggere

Prospettive. di Nicola Tassoni

assaggio 1
Notte di Maggio

L’inverno è passato senza lasciare altri segni. Bologna si è svegliata dal torpore di un inverno freddo e disordinato. Appena il primo sole ha cominciato a baciarla sul collo (o sui colli) si è emozionata. Ai balconi sono apparsi i primi vasi di gerani e nei giardini i bambini hanno cominciatoa correre dietro ai palloni evitando, per quanto possibile, le cacche dei cani. Le ragazze sono passate direttamente dalle giacche imbottite, alle canottiere e alle mini senza calze, mettendo in mostra la maggior parte dei centimetri di pelle possibile. Continua a leggere

Eumeswil. Intervista a Paolo Pedrazzi

Sono molto contento che mi sia stata data l’opportunità di parlare di noi e del nostro progetto su di un sito prestigioso e importante come La Poesia e lo spirito e di questo vorrei ringraziare Marino Magliani, sempre attento a ciò che succede nel mondo editoriale.
Negli ultimi anni sono nate molte sigle editoriali nuove e progetti interessanti. Credo che questo fiorire di case editrici sia dovuto soprattutto a nuovi mezzi e nuove opportunità che prima non c’erano. Per esempio il digitale. Se ci facciamo caso l’editoria prima era una roccaforte. O eri figlio di editori, oppure avevi tanti capitali da investire. O ancora avevi a disposizione una tipografia. Sennò…

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Staffarda – di Dario De Albertis

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Attraversate dalla luce,
le geometrie perfette di una vetrata
riflesse sullo scuro intonaco della parete adiacente
perdono contorni e consistenza materica,
Ma finestra e riflesso ci appaiono ora un tutt’uno,
come uniti da cardini
e sembrano alludere
ad una porta che solo nella penombra
si rivela.

Zucchero. di Marta Baiocchi

La metro vibra sordamente, come un rombo nello stomaco, sembra immobile, mentre corre. Il caldo fermo e insopportabile come una sirena di fabbrica. Poca gente, nel vagone, squagliata nei sedili. Una coppia di coreani, immobili e uguali, i sacchetti della spesa tra le ginocchia, ciuffi di foglie spuntano dall’orlo. Continua a leggere

Rameria. di Andrea B. Nardi

Non avevo più molta scelta quando sono venuto a stare quassù, dove si cammina sul bordo, e, pure se c’è questo continuo rumore arrossato che potrebbe frullare i pensieri, non abbiamo certo motivo di preoccuparcene. Si ha parecchio da fare, sempre che uno voglia, con tutto il sali e scendi dal fondo del burrone fin sulla cima, e poi lo schianto dell’acqua che tampona di vetro le orecchie. Continua a leggere

Supermarket

supermarket.jpgdi Renato Di Lorenzo

Supermarket è il primo volume della nuova collana Delitti e Teoremi, nella quale le investigatrici sono rigorosamente donne – donne che nella vita di tutti i giorni combattono per farcela – e nella quale sempre, all’origine di un delitto, c’è qualche mistero scientifico profondo. E’ quindi una variante a tinte gialle nel filone chick lit, il romanzo di genere che negli ultimi anni, a cominciare dal Diario di Bridget Jones, ha riscosso il maggior successo fra il pubblico. Continua a leggere

Parole con Leo Muscato – di Gessica Franco Carlevero

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Ho incontrato il regista Leo Muscato a Torino, in occasione di un workshop finalizzato alla ricerca degli attori per il suo prossimo spettacolo sul Gabbiano di Ĉechov. Il laboratorio, però, si è presto rivelato essere ben lontano da un classico provino o audizione. Il laboratorio è stato piuttosto l’occasione per un’approfondita analisi del testo, per una riflessione sul ruolo dell’attore, e sul significato del teatro oggi. Continua a leggere

La notte dell’Azteca. di Sira De Guglielmi e Francesco Sarchi

In precedenza vi siete interessati di storia, come è nata l’idea di un racconto giallo?

Dall’interesse a livello di storia delle mentalità per il clima culturale e storico in cui è nato e si è sviluppato il racconto di investigazione.
È un periodo caratterizzato dall’ottimismo e dalla fiducia nella scienza e nella ragione. Tra le altre discipline conoscono un notevole sviluppo il metodo clinico, la criminalistica e il pensiero logico matematico, e la detection ha a che vedere con tali ambiti più di quanto possa sembrare a prima vista. Continua a leggere