L’ESTATE FREDDA di Gianrico Carofiglio

di Massimo Maugeri

L'estate freddaÈ difficile pensare a un’estate più fredda di quella che attraversò il 1992. Nel mese di maggio, l’assassinio di Giovanni Falcone. A luglio, l’uccisione di Paolo Borsellino. Delitti di mafia terribili che avrebbero lasciato un segno indelebile nella storia della Repubblica e della lotta alla mafia. Da qui il titolo del nuovo romanzo di Gianrico Carofiglio, scrittore ed ex magistrato: “L’estate fredda” (Einaudi, pp. 352, € 18,50). Un titolo ossimorico che mette in risalto il contesto difficilissimo in cui si trova a operare il maresciallo dei carabinieri Pietro Fenoglio, protagonista di questa storia ambientata venticinque anni fa. Il racconto prende spunto dal rapimento e dalla successiva uccisione del figlio di un capo clan. Accade che il giovane boss sospettato del sequestro decide di collaborare con la giustizia. E qui si aprono pagine importanti della narrazione, affidate alla confessione e alla scelta di utilizzare i verbali delle dichiarazioni rilasciate dal collaboratore di giustizia al pubblico ministero… che, dunque, acquisiscono la valenza di “forma narrativa” a tutti gli effetti. Continua a leggere

LE NOSTRE ANIME DI NOTTE

di Massimo Maugeri

Bisogna essere grati a NN Editore per aver fatto conoscere al pubblico italiano dei lettori uno scrittore del calibro di Kent Haruf, il cui libro (postumo) da poco giunto in libreria – “Le nostre anime di notte” (NN editore, p. 176, euro 17, traduzione di Fabio Cremonesi) – ha conquistato a sorpresa la vetta della classifica dei libri di narrativa straniera pubblicati in Italia. D’altra parte Kent Haruf (1943-2014) è considerato dalla critica come uno degli scrittori americani di maggiore talento e spessore e ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti di grande prestigio. I protagonisti di questo nuovo romanzo, ambientato a Holt (immaginaria cittadina statunitense del Colorado, dove Haruf aveva ambientato i precedenti libri), sono due persone anziane che conducono esistenze solitarie a causa della morte dei rispettivi coniugi. Continua a leggere

ZERO K di Don DeLillo

Zero Kdi Massimo Maugeri 

L’eterna battaglia dell’uomo contro l’ineluttabilità della propria fine. Il tentativo indomito di oltrepassare i limiti. I nuovi scenari offerti dall’evoluzione della scienza e della tecnologia. Sono queste alcune delle tematiche fondamentali trattate in “Zero K” (Einaudi, pagg. 248, euro 19 – Traduzione di Federica Aceto), il nuovo romanzo del maestro della letteratura americana Don DeLillo. Una parola chiave su tutte: criogenesi (o crioconservazione). Continua a leggere

UN DIO TI GUARDA di Sandro Veronesi

di Massimo Maugeri 

Le attività sportive sono dotate di elementi narrativi: hanno un inizio, uno sviluppo, un epilogo. Le storie che ne derivano possono essere ordinarie, in alcuni casi persino noiose. In altri, però, possono essere eccezionali, entusiasmanti. Epiche. Ed è proprio al concetto di epica dello sport che si ispira il nuovo libro di Sandro Veronesi: “Un dio ti guarda” (La nave di Teseo, pagg. 201, € 17). Dal calcio al tennis, dal basket al ciclismo, dall’atletica alla ginnastica, dal pattinaggio allo sci, non c’è attività sportiva che, in sé, non sia capace di offrire momenti epici meritevoli di essere narrati. Continua a leggere

La poesia e “La prima verità”

di Massimo Maugeri

La prima veritàIl nuovo romanzo di Simona Vinci, “La prima verità” (Einaudi Stile Libero Big, p. 408, € 20), vincitore del Premio Campiello 2016, ha un rapporto molto forte con la poesia. Il titolo del romanzo deriva, in effetti, proprio dal verso di una delle poesie che Ghiannis Ritsos, grande poeta greco del Novecento, ebbe modo di scrivere a Leros, l’isola/manicomio in cui, partendo da vicende realmente accadute, la Vinci ha ambientato il suo romanzo.
Parliamo di poesia con l’autrice di “La prima verità”.

-Simona, che rapporto hai con la poesia?
La poesia è il mio grande amore, forse il primo. Credo che la prima cosa che ho pubblicato su una rivista quand’ero all’università sia stata una poesia. Un po’ me ne vergogno, perché credo che scrivere poesie sia difficilissimo. È più facile scrivere racconti o romanzi. Continua a leggere

LE STREGHE DI LENZAVACCHE di Simona Lo Iacono

di Massimo Maugeri

Una delle caratteristiche principali della poetica di Simona Lo Iacono consiste nella commistione tra letteratura e diritto, tra narrazione e norma giuridica. Questo elemento, che potremmo considerare come vero e proprio marchio caratterizzante della scrittura dell’autrice siracusana – già presente nei suoi tre precedenti romanzi: Tu non dici parole (2008), Stasera Anna dorme presto (2011), Effatà (2013) – lo ritroviamo anche nella sua nuova opera letteraria: Le streghe di Lenzavacche (edizioni e/o – semifinalista al Premio Strega 2016). Il riferimento a una normativa giuridica (relativa all’istituzione scolastica al tempo del regime fascista) avrà un ruolo fondamentale per lo sviluppo della narrazione.
La trama è costruita su un duplice piano temporale (il 1600 inoltrato e il 1938) sviluppato nel medesimo luogo di ambientazione: l’immaginario paesino siciliano di Lenzavacche che si affaccia alla mente di noi lettori come una piccola realtà cittadina a vocazione rurale e peschereccia (peraltro una contrada chiamata Lenzavacche esiste davvero nella provincia siracusana). Continua a leggere

MAILÉN, UNA VERITÀ NASCOSTA di Lorenzo Marotta

di Massimo Maugeri

http://www.vertigolibri.it/libri/cop_mailen%20C
Ci sono eventi che hanno segnato l’umanità lasciando piaghe profonde sulla pelle della Storia. Alcuni vengono ricordati periodicamente, altri rischiano di rimanere offuscati nella nebbia dell’oblio.
Tra le tante ferite della Storia, va senz’altro ricordata la tragedia dei desaparecidos: gli oppositori scomparsi a opera della dittatura dei generali in Argentina a seguito del colpo di stato del 1976. Si tratta di una vicenda abbastanza nota che, però, non è conosciuta da tutti. Ecco allora che, ancora una volta, la letteratura può intervenire per colmare buchi di conoscenza o per rinsaldare una consapevolezza assopita. Di recente è approdato in libreria il nuovo romanzo di Lorenzo Marotta intitolato “Mailén, una verità nascosta” (Vertigo, 2016, p. 267, euro 13), incentrato – per l’appunto – sulle “stragi invisibili” organizzate dalla dittatura militare argentina nel corso degli anni Settanta: una sorta di epurazione che segnò il destino di circa trentamila dissidenti o sospettati tali (tra uomini, donne, giovani, preti, suore) spariti nel nulla a opera del regime militare. Continua a leggere

I NOMI CHE DIAMO ALLE COSE di Beatrice Masini

di Massimo Maugeri

Beatrice Masini è un’artista poliedrica della parola scritta: svolge il ruolo di editor, fa la traduttrice (ha tradotto, tra gli altri, i romanzi della saga di Harry Potter), è scrittrice per bambini, ragazzi e adulti (tradotta, a sua volta, in una ventina di Paesi). Nell’ambito della narrativa per adulti da qualche settimana è giunto in libreria “I nomi che diamo alle cose” (Bompiani, € 17, p. 224): romanzo coinvolgente e caratterizzato da una scrittura raffinata e mai banale. Sono tanti i temi affrontati nel libro: la ricerca del proprio posto nel mondo, la possibilità di dare spazio alle aspirazioni personali facendole confluire in ambito lavorativo, la difficoltà a instaurare rapporti sentimentali equilibrati, il rapporto tra adulti e bambini. Continua a leggere

ATLANTE DEGLI ABITI SMESSI – intervista a Elvira Seminara

di Massimo Maugeri

Atlante degli abiti smessiElvira Seminara, giornalista e pop artist, vive ad Aci Castello: una bella località sul litorale catanese. Ha pubblicato ottimi libri tradotti in diversi paesi. Tra gli altri segnalo: per Mondadori, L’indecenza (2008); per nottetempo Scusate la polvere (2011) e La penultima fine del mondo (2013). I primi due romanzi sono stati messi in scena nel 2014 e nel 2015 dal Teatro Stabile di Catania.
Per Einaudi ha pubblicato, di recente, il bellissimo Atlante degli abiti smessi: uno dei romanzi più originali pubblicati negli ultimi anni.

Elvira Seminara ha nel suo dna l’attitudine specialissima di riutilizzare in chiave artistica “cose” giù usate, che vengono dunque “ri-create”, “ri-generate”: caratteristica peculiare che trova riscontro anche nelle parole.

Ho avuto il piacere di incontrare Elvira per questa chiacchierata…

– Cara Elvira, partiamo dal titolo di questo nuovo romanzo che è molto suggestivo: “Atlante degli abiti smessi”. In che modo gli abiti che non si utilizzano più possono tracciare una sorta di mappa? E in che modo questa mappa può trasformarsi in narrazione? Continua a leggere

NON SCRIVERE DI ME

di Massimo Maugeri

Pochi conoscono Philip Roth come Livia Manera Sambuy. Dice di lei Dave Eggers: “Livia Manera Sambuy ci consegna un ritratto di Philip Roth tra i migliori che abbia mai letto – scritto splendidamente, personale, intimo eppure rispettoso. I suoi ritratti sono di una dignità e di un rigore straordinari, e la sua conoscenza della letteratura contemporanea resta senza pari.” Livia è una giornalista letteraria che scrive sul “Corriere della Sera” (ha vissuto tra Milano e New York; ora vive tra Parigi e la Toscana). Al suo attivo ha, tra le altre cose, la realizzazione di due film documentari su Philip Roth. E il titolo del suo libro più recente, “Non scrivere di me” (Feltrinelli), ha a che fare – per l’appunto – con lo strettissimo rapporto intrattenuto con il celebre scrittore americano che, a un certo punto, le intimò di non scrivere più di lui. In alcuni casi, però, un divieto equivale a un invito. Continua a leggere

L’UOMO CHE VENIVA DA MESSINA

di Massimo Maugeri

La lettura del nuovo romanzo di Silvana La Spina, “L’uomo che veniva a Messina” (Giunti, 2005), mi ha spinto verso un’ulteriore riflessione sul potere “sanante” della letteratura.
Nella nota che leggiamo alla fine del volume, Silvana La Spina ci dice che questo suo nuovo libro “è innanzi tutto un romanzo. E in quanto tale vive di vita propria – ossia piegando la realtà ai suoi bisogni, la storia vera alle sue storie”. Ma è anche vero, come evidenzia l’autrice, che di Antonello si sa molto poco. Ed ecco, dunque, che viene in soccorso proprio quell’aspetto peculiare del potere “sanante” della letteratura a cui facevo cenno prima e che trova il senso più alto nel ricomporre i pezzi e nell’aggiungere i tasselli mancanti affidandosi alla forza dirompente della narrazione, della scrittura che crea. D’altra parte non stiamo parlando di un uomo qualunque, di un artista qualunque. Stiamo parlando di Antonello, del grande Antonello, del Messinese: l’unico tra i pittori siciliani (per dirla con La Spina) ad aver raggiunto una fama universale, a essere entrato tra i giganti della sua epoca. Continua a leggere

ANNA di Niccolò Ammaniti

di Massimo Maugeri

Anna«Figli miei adorati, vi amo tanto. (…) La mamma se ne sta andando per colpa del virus che si è diffuso in tutto il mondo. Queste sono le cose che so sul virus e ve le racconto così, senza bugie. Perché non le meritate». Sono frasi tratte da un quaderno che riporta sulla copertina consunta il titolo “Le cose importanti”. Le ha scritte Mariagrazia, madre di Anna: la ragazzina tredicenne protagonista del nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti (“Anna”, Einaudi, p. 275, € 19).
Ci troviamo in una Sicilia attanagliata da questo virus (“la Rossa”) che, partendo dal Belgio, ha cominciato a diffondersi ovunque decimando la popolazione. Si manifesta con macchie rosse sulla pelle, tosse, febbre, croste sulle narici e sulle mani. E non lascia via di scampo. Colpisce tutti, tranne i bambini. Anche loro tuttavia sembrano destinati a soccombere, giacché il virus è legato agli ormoni della crescita ed è praticamente impossibile sopravvivere a lungo superata la soglia dei quattordici anni di età. Continua a leggere

MA GIÀ PRIMA DI GIUGNO – incontro con Patrizia Rinaldi

di Massimo Maugeri

Patrizia Rinaldi vive e lavora a Napoli. È laureata in Filosofia, specializzata in scrittura teatrale. Partecipa dal 2010 a progetti letterari presso l’Istituto Penale Minorile di Nisida. Ha pubblicato diversi libri (molti dei quali tradotti all’estero, o in corso di traduzione), sia nell’ambito della letteratura per ragazzi (pubblicati dalle edizioni Sinnos), sia con riferimento alla serie di Blanca (per le edizioni e/o). Di recente, sempre per le edizioni e/o, è uscito un nuovo romanzo intitolato “Ma già prima di giugno“: una storia che ha per protagoniste due donne (una madre e una figlia), imperniata sui ricordi e sul filo che lega la grande Storia alle storie individuali.
Ne ho discusso con l’autrice… Continua a leggere

La trilogia noir di Pierre Lemaitre

di Massimo Maugeri

Immaginate il protagonista di un romanzo poliziesco. Pensate, però, a un commissario di polizia del tutto sui generis, a partire dalle caratteristiche fisiche. Vi dò un aiuto: immaginate che queste peculiarità gli siano state “inflitte” dalla madre a causa delle migliaia di sigarette fumate durante la gravidanza e della conseguente ipotrofia fetale. Il risultato? Un personaggio “già uomo a sedici anni, ma incompiuto a vita”. Una “pallida copia di Toulouse-Lautrec, solo meno deforme”. Stiamo parlando di Camille Verhoeven, commissario di polizia in quel di Parigi, alto un metro e quarantacinque, protagonista della trilogia poliziesca inscenata dallo scrittore francese Pierre Lemaitre. Due dei tre libri sono già stati pubblicati in Italia per i tipi di Mondadori: “Irène” (traduz. di Stefania Ricciardi), “Alex” (traduz. di Stefano Viviani) e “Camille” (traduz. di Vittoria Vassallo).
«A dire il vero», mi rivela l’autore, «Camille Verhoeven è l’unico personaggio dei miei romanzi che trae spunto dalla realtà. E non è un caso che proprio il primo romanzo della trilogia, “Irène”, sia dedicato a mio padre. In effetti mio padre era un uomo molto piccolo di statura; ma, a parte questo, ci sono molti tratti della figura di Camille che si rifanno a lui». Continua a leggere

RIPARARE I VIVENTI, di Maylis de Kerangal

Riparare i viventidi Massimo Maugeri

“Chissà se ciò che chiamiamo vivere non significhi morire e morire vivere?” Mi è venuto in mente questo pensiero di Euripide, mentre leggevo il nuovo romanzo della scrittrice francese Maylis de Kerangal intitolato “Riparare i viventi”, edito in Italia da Feltrinelli (p. 224, € 16) e ben tradotto da Maria Baiocchi e Alessia Piovanello. Il tema trattato, forte e delicato al tempo stesso, è quello dell’espianto e del trapianto di organi.
«È una storia collettiva nata nel solco di un’esperienza di lutto e di perdita», mi confida l’autrice. «L’ho scritta proprio per dare forma, attraverso il linguaggio, a questa esperienza di morte di persone a me care che nel 2012 mi ha colpito a più riprese. E però, anziché raccontare le cose per come sono accadute realmente, ho cercato di metabolizzarle e di trasformare il dolore in un canto che ha dato vita a “Riparare i viventi”». Continua a leggere

Solo a Parigi e non altrove

https://i0.wp.com/www.adestdellequatore.com/contenuti/parigicopertina.jpgdi Massimo Maugeri

L’amore di Luigi La Rosa per la scrittura, per la letteratura, per le storie emerge con gioiosa prepotenza dalle pagine di questo suo nuovo libro “Solo a Parigi e non altrove” (edito da Ad est dell’equatore). Un libro che può essere considerato in tanti modi: un romanzo, un itinerario personale, una mappa, un racconto originale della storia artistica di un città, una piccola enciclopedia di vite e destini legati all’arte e alla letteratura, una rassegna fotografica. Sono tutti elementi di un libro che si integrano in maniera sinergica apportando plusvalore all’opera nel suo complesso. Protagonista assoluta è, inevitabilmente, Parigi: quella che, forse, potremmo definire come “la città artistica” per antonomasia. Un luogo sognato da tanti, sia da coloro che hanno avuto la possibilità di visitarlo, di viverci, ma anche da coloro che hanno semplicemente desiderato di esserci, prima o poi, un giorno o l’altro. Continua a leggere

GIORDANO, di Andrea Caterini

di Massimo Maugeri

Questo, l’incipit del libro: “Quella notte non succedeva niente. Da mesi sfogliavi un mucchietto di fotografie. Ormai non le guardavi nemmeno più. La prima la infilavi dietro all’ultima, e quando l’ultima diventava la prima ricominciavi il giro”.

Un romanzo scritto in seconda persona, la voce di un figlio che si rivolge a un padre, un garage che diventa rifugio e luogo d’esilio, un contesto famigliare difficile. Sono tanti i temi trattati da Andrea Caterini nel suo romanzo Giordano (edito da Fazi). Ma chi è il protagonista? Continua a leggere

FINISTERRE, di Orazio Caruso

di Massimo Maugeri

Un romanzo intimista. Una storia di ritorni e di partenze. Una terra che segna il confine tra un continente e l’altro. Quattro personaggi che si ritrovano in una sorta di incrocio di destini. E poi, la musica: elemento che unisce con il linguaggio unico e universale che riesce a offrire.
C’è questo e molto altro nel nuovo romanzo di Orazio Caruso intitolato “Finisterre” e pubblicato dalla piccola casa editrice siciliana Sampognaro e Pupi.
«”Finisterre” è nato dalla volontà di approfondire l’enigma di un genio infruttuoso», mi spiega l’autore. «Mi interessava esplorare i motivi di un fallimento o di quello che viene percepito dalla gente comune come tale. Mi interessava osservare come una persona di talento possa sottrarsi alla competizione generale, possa “asciugarsi” dal mondo. Come un monaco del XXI secolo.» Continua a leggere

TERRE RARE, di Sandro Veronesi

di Massimo Maugeri

Strano il destino di certi personaggi letterari. Alcuni nascono con l’idea di vivere in più libri per diventare protagonisti di una serie di storie. Altri, la maggior parte, rimangono confinati all’interno delle pagine di un unico volume. Accade però, talvolta, che anche i personaggi da “storia unica” reclamino più spazio. È quello che è capitato a Pietro Paladini, protagonista del romanzo “Caos Calmo” di Sandro Veronesi. «Come spesso succede si sono saldate suggestioni, bozze di idee e progetti che messisi insieme hanno generato un’intenzione», mi spiega l’autore. Da questa intenzione, e dall’esigenza di raccontare il cambiamento sociale che si è verificato in questi anni, è nato “Terre rare” (Bompiani), il nuovo romanzo di Veronesi che segna il ritorno di Paladini. Continua a leggere

GIUDA, di Amos Oz

di Massimo Maugeri

«Questo romanzo in fondo parla delle grandi e semplici cose della vita», mi spiega l’autore. «Parla dell’amore, della perdita, della solitudine, della morte, del desiderio e della desolazione». L’autore in questione si chiama Amos Oz ed è uno dei massimi scrittori viventi. Uno di quelli, per dirla tutta, che ben figurerebbero tra i vincitori del Premio Nobel per la Letteratura. Il romanzo si intitola “Giuda” ed è appena stato pubblicato in Italia da Feltrinelli (traduzione di Elena Loewenthal, pagg. 336, € 18). Una storia forte, una scrittura sapiente, temi scottanti: questi, alcuni degli ingredienti che compongono il libro che, probabilmente, a dodici anni dalla pubblicazione di “Una storia di amore e di tenebra” (un milione di copie vendute), sarà considerato come il capolavoro del grande scrittore israeliano.
Siamo in inverno, a Gerusalemme, nel periodo a cavallo tra il 1959 e il 1960. «Ho scelto di ambientare il romanzo in questo arco temporale», mi spiega Oz, «perché lo Stato d’Israele è ancora giovane e non ancora corrotto dalla Storia e dalla violenza. E anche perché Gerusalemme, in quel momento, è una città sotto assedio: claustrofobica, aggredita su tre fronti». Continua a leggere