Le pagine ritrovate di Giovanna De Angelis – Bernari

giovanna de angelis

Proseguo la pubblicazione degli scritti di Giovanna De Angelis iniziata a gennaio scorso postando questo saggio scritto per il convegno su Carlo Bernari tenutosi a Roma il 22 e il 23 ottobre 2002, organizzato in occasione del decennale della morte dello scrittore dal Dipartimento di Studi Filologici, Linguistici e Letterari dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. In qualità di relatrice Giovanna De Angelis scrisse questo saggio: “Speranzella”: il teatro della strada fra bozzetto, realismo e ideologia di cui potete scaricare qui il pdf: 06 bernari la speranzella.

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Le pagine ritrovate di Giovanna De Angelis – Gadda – Giornate di guerra e di prigionia

giovanna de angelis

Proseguo la pubblicazione degli scritti di Giovanna De Angelis iniziata a gennaio scorso postando lo scritto Giornale di guerra e di prigionia di Gadda: il diario di un «miserabile».

Questo saggio venne pubblicato nel 2005 sulla rivista “Bollettino di italianistica”, a. II, n.4, 2005, potete scaricare qui il pdf: 05 gadda giornale di guerra e di prigionia.

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Le pagine ritrovate di Giovanna De Angelis – Moravia e Brancati

giovanna de angelis

Proseguo la pubblicazione degli scritti di Giovanna De Angelis iniziata a gennaio pubblicando il terzo saggio che sarebbe dovuto essere parte del secondo volume della “Storia della narrativa italiana”, il cui primo volume Giovanna aveva pubblicato con Stefano Giovanardi per Feltrinelli nel 2004. Purtroppo il progetto venne alla fine accantonato e quindi tre capitoli scritti da Giovanna per il secondo volume non videro mai la luce.
Di questi tre il primo è dedicato alla rivista “Solaria”, il secondo (il capitolo 3) è dedicato a Gadda, e il terzo (il capitolo 4) al realismo con particolare risalto alle opere di Moravia e Brancati. Questo è dunque il terzo capitolo, di cui potete scaricare qui il pdf: 04 il realismo moravia e brancati.

Buona lettura!

Le pagine ritrovate di Giovanna De Angelis – Gadda

giovanna de angelis

Proseguo la pubblicazione degli scritti di Giovanna De Angelis iniziata a gennaio scorso postando il secondo saggio che sarebbe dovuto essere parte del secondo volume della “Storia della narrativa italiana”, il cui primo volume Giovanna aveva pubblicato con Stefano Giovanardi per Feltrinelli nel 2004. Purtroppo il progetto venne alla fine accantonato e quindi tre capitoli scritti da Giovanna per il secondo volume non videro mai la luce.
Di questi tre il primo è dedicato alla rivista “Solaria”, il secondo (il capitolo 3) è dedicato a Gadda, e il terzo (il capitolo 4) al realismo con particolare risalto alle opere di Moravia e Brancati. Questo è dunque il secondo capitolo, di cui potete scaricare qui il pdf: 03 gadda.

Buona lettura!

Le pagine ritrovate di Giovanna De Angelis – La rivista “Solaria”

giovanna de angelis

Per una serie di problemi pratici e tecnici ho dovuto sospendere la pubblicazione degli scritti di Giovanna De Angelis iniziata qualche settimana fa che avevo annunciato come quindicinale. Me ne scuso moltissimo con tutti, soprattutto con Giovanna, e vengo ora a pubblicare tutto ciò che manca. A partire da oggi fino all’otto luglio 2019, ogni secondo lunedì potrete leggere un suo saggio critico, o articolo, o raccolta di recensioni.

Riprendo con alcuni saggi che sarebbero dovuti essere parte del secondo volume della “Storia della narrativa italiana”, il cui primo volume Giovanna aveva pubblicato con Stefano Giovanardi per Feltrinelli nel 2004. Purtroppo il progetto venne alla fine accantonato e quindi tre capitoli scritti da Giovanna per il secondo volume non videro mai la luce.
Di questi tre il primo è dedicato alla rivista “Solaria”, il secondo (il capitolo 3) è dedicato a Gadda, e il terzo (il capitolo 4) al realismo con particolare risalto alle opere di Moravia e Brancati. Questo è dunque il primo capitolo, di cui potete scaricare qui il pdf: 02 solaria.

Buona lettura!

Nobel e legge sul consenso sessuale per celebrare #Lottomarzo!

nobel 2019

Foto Frankie Fouganthin (Own work) [CC BY-SA 4.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)%5D, via Wikimedia Commons

L’affaire dell’Accademia di Svezia è durato un’eternità, a partire dalle dimissioni della Segretaria Permanente Sara Danius la scorsa primavera, fino a questa settimana, in cui lei ha (sontuosamente) lasciato la sua poltrona numero 7 per sempre, ma togliendo anche potere decisionale al suo antagonista Horace Engdahl. Continua a leggere

Le pagine ritrovate di Giovanna De Angelis – Brancati

La maggior parte delle persone conoscono Giovanna De Angelis come editor di Einaudi Stile Libero – dove è stata colonna portante della migliore narrativa prodotta negli anni d’oro della moderna editoria italiana – e per il suo meraviglioso romanzo (che avevo recensito qui).

Ma Giovanna è stata anche una raffinatissima studiosa di letteratura italiana del ‘900, argomento su cui ha scritto saggi, articoli, critiche. Purtroppo alcune cose sono difficili quando non impossibili da reperire sia su carta che in rete, e pensare che il patrimonio del suo appassionato sapere restasse imprigionato dell’hard disk del suo computer mi sembrava davvero un delitto.

Per questo cominciamo oggi con la messa in rete di alcuni dei suoi lavori più significativi, che continueremo a pubblicare con scadenza quindicinale. Si inizia con un saggio su Brancati “Le città di Brancati: una catarsi mancata” pubblicato nel 2003 sulla rivista “Avanguardia”, a. 8, n. 22, 2003, che ringraziamo per la concessione. Al termine di questo articolo potrete cliccare sul titolo per scaricare il pdf.
La data di inizio non è scelta a caso: Giovanna oggi avrebbe compiuto 50 anni. Un giorno che cerco di rendere un po’ luminoso attraverso questa iniziativa. Continua a leggere

Bertolucci, il patriarcato, e “e allora Caravaggio??1?1”

La rete si è abbastanza divisa su Bertolucci. La maggior parte delle persone sono in lutto e non lesinano epiteti molto altisonanti nei confronti del regista, altri lo criticano per quanto successo sul set di “Ultimo Tango a Parigi”, in quella che viene da tutti denominata la “scena del burro”. Ci sono versioni diverse sull’accaduto, dal negazionismo più assoluto (“era una zoccoletta che se l’è andata a cercare, l’hanno pagata, sapeva la scena” e via vomitando) a quelli che “è stato quel burlone di Brando, Bertolucci è innocente!” e via scemando. Sulla questione precipua, non c’è molto da congetturare dato che lo stesso Bertolucci si è espresso chiaramente in proposito. In primo luogo, ammettendo l’accaduto e motivandolo con una giustificazione artistica: voleva che l’attrice mostrasse emozioni reali e non recitasse, perché il tutto fosse più forte (lo stesso principio degli snuff movies). In secondo luogo dichiarando in tempi più recenti che era “dispiaciuto” di non aver chiesto scusa a Maria Schneider per l’accaduto, prima che lei morisse. Continua a leggere

Tom Waits e la corazzata Kotiomkin

In questi giorni il cantautore statunitense Marc Ribot ha fatto uscire una cover di Bella ciao cantata da Tom Waits. Un mio contatto su Facebook ha pubblicato il link al pezzo salutandolo con gioia, come alternativa all’originale che sarebbe a suo avviso un “nenia tediosa”. Questa persona non è certamente schierata a destra eppure ha ritenuto opportuno, persino in tempi come questi, dare quel tocco un po’ fantozzianamente liberatorio al suo post, come Bella ciao fosse una novella Corazzata Kotiomkin. Continua a leggere

Elezioni svedesi: la solita disinformazione

In questi giorni ho letto alcuni articoli di giornali italiani sedicenti comunisti a proposito delle elezioni qui in Svezia, e sono rimasta abbastanza sbigottita dai contenuti. In sostanza, tutti ripetono di fatto la stessa identica vulgata del partito nazionalista e xenofobo Sverigedemokraterna (“Democratici di Svezia”) ovvero che gli svedesi siano “stufi dei problemi della criminalità causati dall’immigrazione” e “stanchi di dover sostenere economicamente la pressione fiscale generata dai costi dell’immigrazione”.
Vorrei rassicurarvi su una cosa: qui in Svezia non c’è alcun tipo di fenomeno che possa essere descritto come un problema di criminalità come lo conosciamo noi in Italia. Il livello è semmai paragonabile a quello di una cittadina altoatesina. Inoltre anche qui come in Italia i crimini sono in continua discesa, omicidi compresi. Aumentano quelli afferibili alla sfera sessuale non tanto perché ne aumenti la portata in termini assoluti (a eccezione di quelli legati all’eccessivo consumo di materiali pornografici, su cui ho scritto in passato), ma soprattutto perché la giurisprudenza in materia di crimini di natura sessuale si fa sempre più aspra – fortunatamente – e sanziona praticamente qualsiasi tipo di comportamento che non sia frutto di una piena e consensuale scelta adulta. Continua a leggere

La mano razzista dell’uomo laser

Quasi trenta anni fa abitavo a Stoccolma, nell’elegante quartiere di Gärdet, sposata a uno svedese. Al tempo lavoravo in Alitalia e mi sentivo molto al sicuro, forte di un ottimo lavoro, una bella laurea con 110 e lode in tasca, l’appartamento di proprietà. Mi sentivo perfettamente integrata nella società svedese, parlavo la lingua come fosse il mio idioma nativo e avevo amici svedesi DOC, in prevalenza biondi con gli occhi chiari. Continua a leggere

Il coraggio di Elin Ersson

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Elin Ersson è una giovane studentessa di Scienze Sociali di Göteborg (Svezia). Si adopera attivamente per combattere i rimpatri in Afghanistan dalla Svezia, al punto che lunedì scorso ha acquistato un biglietto per un volo diretto a Istanbul sul quale era imbarcato anche un richiedente asilo politico al quale era stata rifiutata la richiesta di asilo.

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“Prima poesia a Cecilia” di Yari Selvetella

Al tuo primo incubo io non c’ero
il vento batteva le rotte
e vele di sabbia si alzavano
come voci da una folla
e la mia tra di esse straniera
leggerissima su quella enorme ruvida pelle
che è l’assenza

Qui è il deposito delle forme
di cui non si è trovata parola
una mano invisibile accarezza le superfici
il suo tatto pare ammansirle
e invece le corrode

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Peirone e le millenials tra seduzione e potenza

peirone 01
Resterà aperta ancora qualche giorno la mostra “Girls, Girls, Girls” dedicata a una fotografa svedese (di origine argentina) che ha avuto un enorme successo qui in Svezia al Göteborgs Konstmuseum − il Museo d’Arte cittadino.
Julia Peirone da anni punta il suo obiettivo verso le giovanissime, cercando con le sue immagini di dar loro un’identità maggiore e più profonda di quella banalmente generazionale. Ragazzine e ragazze colte in momenti di imperfezione, fisica o di posa, esposte proprio nell’attimo in cui la foto verrebbe scartata: a occhi chiusi, con una smorfia, cadute per terra dai tacchi, piene di smagliature, con l’apparecchio ai denti, pelosissime, sovrappeso. In un mondo dominato dal fotoritocco e dai selfie finti, Peirone abbraccia l’imperfezione con lo sguardo e la proclama con orgoglio, gridandola come un manifesto. Continua a leggere

Dipendere

Testo e immagine di Francesca Boschetti

 

 

 

 

Dipendere

Pendo due volte

All’esterno
E all’esterno

L’interno fa solo da avvio
Il resto dipende da te
Chiunque tu sia

Sbilancio il mio peso
Baricentro sfasato
Mi appoggio nel vuoto dell’altro

Dipendere

Pendenza alternata
Tra me e chissà chi

Fidarsi
Ma senza ragione

Cercare affannato di appoggio

Fidarsi a occhi chiusi
E aprirli in ritardo
Dipendere
Ingaggio una danza
Continui squilibri
Il fiato sospeso nel nulla

La meta è un miraggio
Ingannevole mito
Invano vagare

Polonord di contatto profondo

 

Non dipendere più

Promessa

Intenzione

Tensione di voglio negati

Miraggio
di nuovo

Dipendere
NO

Il contrario di-pendere:
immobile
fuori-con-tatto
midollo ingessato
respiro bloccato
desideri contratti
non-sento-non-voglio

Polosud:
stesso gelo
la testa all’ingiù

Illusione di quiete
L’inquietudine è molto all’interno
Dappertutto l’inverno

Di-pendo
Travasata all’esterno

Oppure

Non-pendo-mai-più
Paralisi dentro

L’opposto reale

È nel vero contatto

Dipende da noi
L’opposto reale

È nel rischio pensato

Mi fido a occhi aperti
Li chiudo più tardi

L’opposto reale
alterna
toccarsi e voltarsi
sorrisi e fronti sgualcite

Perfetto per-sempre
Esiste soltanto nei sogni

Coi piedi per terra
è
fatica e riposo
riposo e fatica

Nel buio
sostengo l’attesa
credendo che passi

La luce
la godo
sapendo del buio

Equatore:
la strada è più lunga
scenari che mutano
piogge e poi sole che arde la pelle

Non più marionette di ghiaccio

Ma mobile vita da vivere

“Le stanze dell’addio” di Yari Selvetella

L’ultima volta che lessi un romanzo di questa potenza fu una decina di anni fa, ed era “L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza. Ne ho letti poi tanti altri, molto ben scritti e di grande valore. Ma è solo divorando “Le Stanze dell’addio” di Selvetella che la definizione capolavoro mi ha accompagnata in ogni millimetro della lettura, con quel senso di stupore magico che si prova quando si fa esperienza di qualcosa per la prima volta. Questo libro ha qualcosa in più rispetto ai pur ottimi romanzi italiani che ho letto negli ultimi anni, una qualità che alza il livello letterario di un’ottava. A prescindere dal contenuto, che da solo basterebbe, ha una densità di scrittura che pochissimi romanzieri raggiungono. Mi ha fatto pensare in primis al peso specifico quasi intollerabile di “La strada” di Cormac McCarthy; e poi a uno scrittore che pure non amo, Javier Marias, per la medesima forza espressiva e condensata della parola, che lo spagnolo spende però in una narrazione fredda e fine a sé stessa. Continua a leggere

Catherine e la controrivoluzione borghese

Qualcosa manca ai molti interessanti commenti letti in questi giorni a proposito della gravissima presa di posizione della cordata francese capitanata dalla Deneuve: l’evidenziazione del fatto che queste donne firmatarie sono in buona parte rappresentanti di un mondo grande o piccolo borghese, e che ritraggono una società protetta, innamorata di sé stessa, di profilo medio alto. E quando queste donne parlano di palpate su un autobus affollato lo fanno evidentemente per sentito dire, come fosse una scenetta da film. Ché se davvero si fossero trovate su una metro affollata con qualcuno che si struscia, conoscerebbero bene il senso di frustrazione e vergogna che ti ammutolisce, facendoti preferire di cercare di scivolare oltre piuttosto che stare al centro di una scenata tra puzza di ascelle e alitosi.
E che se sei una bella donna e sfili col tacco alto a ora di pranzo per un boulevard, può anche farti piacere la fischiata. Ma ti farebbe lo stesso piacere se te la facessero alle 11 di sera in una via buia, una notte fredda in cui non c’è nessuno in giro, in una banlieu piena di malavitosi?
E anche la sfiorata di culo o l’invito a cena, per dire, magari possono farti sorridere (ma magari invece no) e lasciarti lo spazio per un diniego senza problemi se sei in un contesto paritario, tra colleghi, in seno a un ambiente di lavoro fighetto, di profilo medio alto. Ma porta la situazione in una fabbrica con contratti precari, o in una micro-ditta con un solo proprietario che è anche il paròn, o in una piccola azienda agricola del meridione. E chi ti invita a cena, magari dopo averti sfiorato il culo, non è un tuo collega “maldestro”, ma è il padrone o il suo caporale. Che fai lì? Un sorrisino e un colpetto di tacco dodici prima di premere il tasto per chiamare l’ascensore?
Fa specie anche il commento scandalizzato sul fatto che in Svezia si stia lavorando a una legge che preveda l’esplicito consenso a un rapporto sessuale come fosse un’assurdità, non comprendendo che ci sono contesti sociali disagiati dove far bere una donna per toglierle resistenza a un rapporto sessuale è un evento che si ripete continuamente, ovviamente non solo in Svezia ma in tutto il mondo, Stati Uniti in testa, e spesso questa pratica si mette in atto su giovani minorenni. E che nel 75 per cento dei casi le vittime di abuso sessuale (più o meno violento) restano del tutto paralizzate durante l’atto, per una reazione genetica che abbiamo in comune anche con molte specie animali, ovvero il “congelamento di reazione”, una cosa che serve a subire meno danni di quelli che riceveremmo in caso tentassimo un’inutile difesa da un assalitore platealmente più forte. Questo succede ogni giorno in tutto il mondo a centinaia di ragazze e donne. Ma probabilmente poche di loro abitano a Saint-Germain.

Chi vive in realtà di alto profilo può permettersi di guardare alle situazioni con alterigia, come fossero le donne a essere incapaci. Come se, finito il pane, bastasse scegliere di comprare le brioche.

“Dimmelo se ti disturbo” di Eeva Karin Kilpi

kilpi 02

Una breve poesia di Eeva Karin Kilpi, scrittrice Finlandese che mi fa pensare ad Alda Merini. Trovo che questi brevi versi siano non solo intensi ma anche perfetti per augurarvi un 2018 pieno di vibrazione e baldanza 🙂
Li ho tradotti dalla versione svedese di Kerstin Holm-Lindqvist e Ulla-Mari Kankaanpää della raccolta “Canti d’amore”.

Dimmelo se ti disturbo

Dimmelo se ti disturbo,
disse mentre entrava,
ché me ne vado subito.

Non è che disturbi e basta,
gli risposi,
tu mi scaravolti l’esistenza.
Entra pure.