Marina Pizzi: L’inchino del predone, 2008-

 

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L’inchino del predone

ho un sesto senso che mi fa rapace

pace già panica e forse già logica.

non basto al mondo non ribasso

il prezzo che non incasso. ho una

lapide vermiglia intorno alla gola.

qui mi meraviglio di essere la viva

vedetta di me che già guarda

dormire gl’indici e le vette.

padre conserto madre senza latte

le verità ataviche del palmo.

Paolo Ruffilli, Le stanze del cielo, Marsilio, 2008, 2nda ed.

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Il tuo mistero

Ecco che ditta dentro

la voce oscura

e ti cancella il cielo,

la via e la casa

in cui hai vissuto,

il viso dei tuoi cari…

Ma c’è un abisso

tra quello che promette

e ciò che dà davvero:

una voragine che non

si può riempire,

che ti sottrae in partenza

quanto ti ha promesso.

Eppure già sapendolo

tu ti ci butti dentro

fini in fondo

e quello è il baratro

del tuo mistero.

Fuori dal mondo.

***** Continua a leggere

Le sincopi, #4 [di Marina Pizzi]

11.

le eresie del vuoto

la chiave scarna che dischiude l’ombra

la brevettai bambina appena civica.

12.

*

40.

ho visto la natura dello scempio

l’oro a zero del falco comatoso.

41.

*

48.

giorno del sale utopia del faro

questa riviera arsa alla palude.

49.

*

65.

amami con lo spettro dell’aurora

qui nel quartiere che sperona le finestre

senza pace.

66.

[da L’eremo del foglio, 2008]

Le sincopi, #2 [di Marina Pizzi]

fui col sasso a farmi una scampagnata
così per fiorire il latte senza la carne
le piante grasse con gli artigli pieni
ogni punta una rotta da respingere.
fui la pelle della rema
nel pianto di un corallo
lapidario. fui profanata dal
taglio della spada, donna già
nata con il fatto dentro.
ottusa dalla perla della luna
le credetti per perdermi devota
al tarlo della nuca che non guardo.

[da L’eremo del foglio, 2008]

da “Plettro di compieta”, 2008, #4, di Marina Pizzi

102.

impegno di focaccia

per discapito la rotta

questa smodata corsa

di scalini biologici

dati in pasto alle redini

del boia all’aguzzino del palio

in grado di girandola

dolo del vitto il dondolio

del coma. a manciate di marette

il tuo ristagno, il far di marionetta

il rio del sangue la guerra senza

enfasi di fato. tu del cielo

dove sei a far angolo? Continua a leggere

Le sincopi, #1 [di Marina Pizzi]

(foto di Francesca Woodman)

*****

al muro di confisca

ho conficcato il muso

per ordire un carico di frutta

sacrilega del buio.

ho messo in ordine un cassetto

con la schiuma del rantolo,

con la disfatta del calendario

nessun tempo per fracassare

coriandoli di maschere.

con l’ultimo pensiero ho fatto addio

la servitù del basto appresso

alla rondine.

[da L’eremo del foglio, 2008]

da “Plettro di compieta”#3 di Marina Pizzi

(Giorgio De Chirico, Melanconia, 1912)

65.

cornucopia del pianto la nuca

bagnata da cave di lacrime

sgomenta aurora non esserle

che caso di nebbia l’ancora.

sul muro del geco il comando

del coma di sapersi

pezzullo di sabbia, bitume.

annessa mansione capire

il muricciolo del logico incanto

il poveretto nell’io che si sfiata

tata di sé senza insegnamento.

Continua a leggere

Un’ora sola ti vorrei, di Alina Marazzi

il suicidio come forma afasica, potenziata afasica del ricordo. Continua a leggere

da “Plettro di compieta”, 2008 #2 di Marina Pizzi

43.

artigli d’ebetudine l’abicì

del quadro. dove formammo

le ruberie del sale, la lentezza

afona del fondale di pozza.

dove le perle gironzolano

nei macelli delle bestie

stigmate da mangiare. già

si mozza la frottola dell’apice

da guardare. impugna di me

la vena antica, pugnalala con

un permesso di lasciapassare

altrove nelle fauci di una leonessa

sazia sapiente in pieno sonno breccia. Continua a leggere

da “Plettro di compieta”, 2008 di Marina Pizzi

Plettro di compieta

2008-

1.

stagioni al pane

critica e memoria

dove la casa in estro di giostrina

secca le stanze che si stanno atee.

in meno di un marsupio

il nodo della corsa

per rivedere il sasso

che mi portò sott’acqua

dalla canoa più sciatta

alla novellina tanica di fuoco. Continua a leggere

La ronda del numero zero (Marina Pizzi)

la ronda del numero zero

nel sonno finalmente l’ora vuota

la somma indagine della daga

devota alla sfinge di non nascita.

dove ti avventi ignudo è solo un fosso

sommato alle ronde delle mani

che smossero le terre per il crollo

perfezione della macina più forte

avvento dello zero il nome vero.

[da Plettro di compieta, 2008]

(immagine di Francis Bacon)

Francis Bacon, Conversazioni con Michel Archimbaud

F. B. – La cosa più importante è continuare a guardare la pittura, leggere la poesia o ascoltare la musica. Non per comprendere o per conoscere, ma per sentire qualcosa. Continua a leggere

Vicino Celan – di Elio Grasso

Vicino Celan

Prima di tutto mi chiedo se Marina Pizzi provi interesse per la propria poesia, almeno quanto Francis Bacon abbia amato i propri quadri. Penso che entrambi si siano, in certo momenti della loro vita, riempiti d’amore e di forza barbara per scrivere poesie e dipingere quadri. Continua a leggere

Dallo stesso altrove di Marina Pizzi La camera verde 2008

[Collana Felix a cura di Marco Giovenale]

per ogni richiesta:

La camera verde
via G. Miani 20 (Roma)
tel. 340-5263877

per tutte le informazioni, si può fare riferimento anche a
http://felixseries.blogspot.com

http://web.tiscali.it/lacameraverde/

Natalia Lisi

Pergamena di pioggia

ti porgo la dimora che abiti
la faccio silenzio, ci scrivo
con le vene e con le labbra

ho un campo nel brivido, verso
tutta la luce del creato

nella amara piaga dei discorsi

fuochi del grembo ctonio
ci tennero alle redini d’un canto
la pelle contro il tuono
guadata dagli sguardi

con la guancia strappata alla marea
parli alle parole, le dici di innervarsi
di fare note, sangue

di spegnere nelle vene il nostro liquido
bollente

nudo nome, che ci sovrasti
penetri il largo dorso delle mani
penetri a fondo nella carne e stai
disteso come in estasi.

*****

[Il blog di Natalia Lisi ha per titolo: raDa delle Folgori: http://dearibelle.splinder.com%5D