In terza persona di Giovanni Nuscis – Recensione di Marco Scalabrino

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In terza persona

Giovanni Nuscis

 

Manni 2006

         La terza persona di cui al titolo non dia adito a fraintendimenti!

         Essa infatti, lo si apprende sin dai versi d’esordio e lo si reitera per tutta la silloge, <questa giungla bestiale / di pali e fili, gemiti e carne>, <scintillio di idee e muscoli, missili, e dollari>, <vuoto che s’invera giusto il tempo / di uno scampanio di sensi>, non è la comoda, equidistante, vaga postura di chi osserva dall’alto, da distanza, con distacco; non è “maschera”, passività, spocchia. È piuttosto il tratto ponderato della contemplazione, dell’approccio critico alle “cose”. Continua a leggere

domanda

PERCHE’ SCRIVIAMO

?

G.G. Marquez: “Perché i miei amici mi amino di più.”

Calvino: “In un certo modo, penso che sempre scriviamo su qualcosa che non conosciamo, scriviamo per dare al mondo non-scritto un’opportunità di esprimersi attraverso di noi. Ma, a partire dal momento in cui la mia attenzione vaga dall’ordine prestabilito delle linee scritte verso una complessità mutevole che nessuna frase potrà apprendere totalmente, credo di capire che al di là delle parole c’è qualcosa che le parole potrebbero significare”.

Lorca: “A volte, osservando ciò che accade nel mondo attorno a me, mi domando: perché scrivere? Ma, bisogna lavorare, lavorare, lavorare. Lavorare come forma di protesta. Perché l’impulso normale di una persona sarebbe urlare tutti i giorni nello svegliarsi in un mondo pieno di ingiustizie e di miserie di tutti i tipi: Io protesto! Io protesto! Io protesto!”

Gonzalo Torres – Jairo Miguel en El Ruedo – poesia cilena

di Gonzalo Torres

torero
Jairo Miguel en El Ruedo
Poesía de actualidad

El chaval y sus verónicas deleitaban en la plaza de toros.
Un amor amante se despertaba de su sueño.
Jairo Miguel es su nombre lleva en la sangre su oropel,
Desde España se fue llorando;
Sus ilusiones de torear eran más fuertes que sus 12 años.
Se monto en sus sueño y vio la puerta de México en sus pupilas.
Desde el balcón los amantes se despiden,
Y en la calle Alcalá se mueve la noche y el destino,
Risas y cantos de mandolín y de vino,
Jairo Miguel el torero infante, Continua a leggere

Rossano Astremo- Da L’incanto delle macerie (Icaro, 2007)

Rossano Astremo- Da L’incanto delle macerie (Icaro, 2007)

Vertigine.wordpress.com

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Ti parlo, ti straparlo, nel mattino
dal metallo in gola, depongo le mani
lungo ombre desuete, mi soffermo
sullo zero che ogni calcolo motiva,
mentre il raggio di miele dell’autunno
cola tra i tuoi silenzi. Per l’aria tremula
la città si scioglie in delizia, in continua
curvatura tra pioggia e schiarita, Continua a leggere

Ghjacumu Thiers – da L’arreta bianca – poesia corsa

Poesia corsa – Ghjacumu Thiers – da L’arreta bianca (ed. Albiana) – con mio tentativo traduzione
thiers

Inviluppu

Porghju
a l’imprubabile distinazione
a maiò parte di u dubitu
è mi tengu
a lettera
a sgrisgita di a carta tagliva
In punta di a lingua
inziccata u brusgiulu
cusì mi tengu una stonda
a sincerità di isse parole
ch’o ùn ti aghju scrittu

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Franco Arminio Circo dell’ipocondria

circo

Abitiamo i luoghi e le persone solo quando ci lasciano o quando li lasciamo. Così più o meno scrive Arminio l’ipocondriaco.
Arminio per Arminio dev’essere una persona importante per questo lo abbandona e muore, per questo ne parla sempre. Dev’essere importante altrimenti non gli avrebbe dedicato un libro intero che parla solo di lui. Arminio non è solo un uomo ma è anche un paese.
Arminio ama Arminio tant’è che si preoccupa per lui e lo osserva attentamente, lo segue in tutti i suoi spostamenti d’ansia, lo studia, gli fa visita e lo visita, gli tasta il polso e lo fotografa, gli fa le radiografie interne perché Arminio è un ipocondriaco che ha paura di morire, di diventare trasparente, così trasparente che neppure le radiografie e la scrittura si accorgono che lui esiste, non registrano niente, non danno alcun dato. Così fino a quando Arminio si tasta il polso e sente il suo battito Arminio è contento, anche se il battito non è proprio perfetto, ogni tanto perde un colpo. Ad Arminio piacciono gli aforismi, c’è una parte del libro interamente dedicata ad essi ma anche nel mezzo non ne mancano.
Arminio è un pochino strano dice che vuole una medicina per dimenticarsi e intanto si scrive e si descrive, forse si scrive perché ha timore che venga dimenticato dai miliardi di Armini che vivono in migliaia di paesi che si chiamano Arminio.

IL SEME CHE RIMANE – di Francesco Marotta

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IL SEME CHE RIMANE – di Francesco Marotta

(Da Hairesis, 2004 – 2005)

*

Dalla dimora del tempo sospeso. Lettera al figlio

1. Dalla dimora del tempo sospeso

all’estremità delle pupille
dove la stanza sfuma in una mobile nebbia senza fondo
un bambino scruta pensieroso il velo d’ombre
che ricompone il mio volto
in lineamenti febbrili di spina –
sento i suoi occhi ricucire squarci d’orizzonte
e la mia voce che sussurra flebili accenti di saluto
ritornare al suo stupore senza pianto
come una cadenza di gemiti, un groviglio di suoni
che impietosi si arenano nel guado
della sua età breve di giorni – Continua a leggere

L’UOMO VIVO (inno al Gioia) – Vinicio Capossela

gioia

Ha lasciato il calvario e il sudario
Ha lasciato la croce e la pena
Si è levato il sonno di dosso
E adesso per sempre
Per sempre è con noi!
Se il Padreterno l’aveva abbandonato
Ora i paesani se l’hanno accompagnato
Che grande festa poterselo abbracciare
Che grande festa portarselo a mangiare
Ha raggi sulla schiena Continua a leggere

Nomadi / Francesco Guccini – Dio è morto (1967)

Ho visto
la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portano mai a niente
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di qualcosa che non trovano
nel mondo che hanno già
dentro le notti che dal vino son bagnate
dentro le stanze da pastiglie trasformate
dentro le nuvole di fumo
nel mondo fatto di città
essere contro od ingoiare
la nostra stanca civiltà
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La distanza immedicata – di Stefano Guglielmin

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*

Già la dedica della nuova raccolta di Stefano Guglielmin “La distanza immedicata” (Le voci della luna, 2006) mi sembra poesia. A Lia ed Elia, sponde, onde. Sono gli affetti il mare, i fiumi, gli oceani. Sono gli affetti l’acqua necessaria alla vita. Sono anche gli affetti i luoghi dove navigare, abbeverarsi, rinfrescarsi, dissetarsi, viaggiare, i luoghi alle cui sponde nascono rigogliosi alberi da frutta e fiori, e canne per costruire capanne dove rifugiarsi. Ma le acque non devono essere stagnanti, perché dove non c’è movimento c’è morte, dove c’è la fissità c’è morte. E allora vivere è navigare, fermarsi, a volte, ma solo per dissetarsi e per sfamarsi, percorrere i fiumi anche se impetuosi, anche se qualcosa fugge via, anche se qualcosa non si riesce a trattenere, a tirare su in questa nostra zattera in movimento, perché tutto ciò fa parte della natura stessa dei luoghi, delle acque, della vita e della morte. Continua a leggere

Giosuè Carducci

carducci

A proposito di ricordi. Ci sono versi che hanno turbato la mia infanzia, due problemi angoscianti che solo da adulta sono riuscita a risolvere. Ambedue riguardano le poesie di Giosuè Carducci. La prima è San Martino (che non è stata scritta da Fiorello!) qui riporto i premi versi:

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

Mi chiedevo come mai la nebbia facesse piovere sopra gli irti colle il sale e a che scopo.

La seconda è Pianto antico:

Tu fior de la mia pianta
percossa e inaridita,
tu de l’inutil vita
estremo unico fior,

sei ne la terra fredda,
sei ne la terra negra

Perché sei li metteva nella terra fredda e sei nella terra negra? E cos’erano? Erano dodici fiori, erano dodici cadaveri? E perché?

Roberto Morpurgo, Pregiudizi della libertà Libro di sarcasmi e di malinconiche superstizioni

di Emanuele Spano

Roberto Morpurgo, Pregiudizi della libertà Libro di sarcasmi e di malinconiche superstizioni, Athanor, Ed. Joker, Novi Ligure 2006, pp. 128,€ 13,00

morpurgo

L’ultimo libro di Roberto Morpurgo, Pregiudizi della libertà, ci presenta uno sterminato, quanto complesso e variegato, catalogo di temi e momenti, svolti con arguzia e sarcasmo attraverso la forma dell’aforisma, l’unica, forse, capace di cristallizare l’attimo e di restituirci senza retorica la riflessione che ne consegue. Ma è lo stesso autore a tentare di dare uno spiegazione al proprio strumento, chiarendocene il ruolo ed il campo, per esempio quando ci dice che: «L’adempimento dell’aforisma consiste nel fatto che non potendo dire tutto in una volta, dice però quel che accade a causa di quella impossibilità», ed è proprio la riflessione sul linguaggio e sul potere della parola a rappresentare il primo motivo di fascino di questo libro, in cui è proprio il dire oggetto della riflessione, ancor prima di ciò che si dice o si vuole dire. Continua a leggere

“Blog e nuovi media nella diffusione della poesia italiana contemporanea. Idee e sviluppi futuri”

“Blog e nuovi media nella diffusione della poesia italiana contemporanea. Idee e sviluppi futuri”

Workshop & Poesia

Data evento: 28 Aprile 2007 dalle 14.30 alle 23
Locations: Albergo Alla Rocca, Rocca dei Bentivoglio
Curatori: Alessandro Ansuini, Matteo Fantuzzi
E-mail: internetpoesia@yahoo.it

Patrocinio: Pro Loco, Comune di Bazzano, Albergo Alla Rocca

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La clessidra

E’ in rete il sito della rivista La clessidra, comunque già inclusa nel sito maggiore della casa editrice www.edizionijoker.com.
Soprattutto, in questa prima fase, il sito veicola i contatti e le informazioni per la FIERA DELL’EDITORIA DI POESIA, che si terrà il 23 giugno a Pozzolo Formigaro (AL, a 3 km da Novi). Il sito è www.laclessidraweb.com.

Prima di ogni dire, prima del silenzio

marotta

lettura mia della prima parte di Per soglie d’increato di Francesco Marotta

C’è il verde angeli di verde – luna verdeggiante – urlo verde – erba sullo stelo – tagli smeraldini di ricordi – immobili foglie di sillabe malate.
Nell’insonnia che dimora e che impedisce il viaggio nel sogno si avverte la resa e il dolore della resa, di una morte che si riconosce. Di un corpo che viene studiato al microscopio, reale come reali sono i libri, reali come ferite squarciate, bave, ossidi alcolici, ampolle di vetro, bilance, piatti vuoti. Continua a leggere