“La poesia oltre”, una raccolta di video-poesie contro la paura

“La poesia oltre” è una raccolta di video-poesie pubblicata per la Giornata Mondiale della Poesia 2020. Si tratta di una realizzazione fatta di brevi video girati in casa con il cellulare con poesie proprie o letture di classici. Vi hanno partecipato 26 autori italiani e francesi (ritrovate nomi ed indice nella descrizione del video). Si tratta di un modo per riacquistare un piccolo spazio per la poesia, visto il “distanziamento sociale” che ha colpito anche le comunità poetiche e letterarie. Inoltre viene ribadito il ruolo che la poesia riveste e può rivestire anche in un periodo difficile come questo.

Hanno partecipato a questo progetto, oltre a Max Ponte, Enrica Merlo e Andrea Laiolo, che hanno curato assieme l’iniziativa, i poeti: Bartolomeo Smaldone, Valeria Bianchi Mian, Concetta Cetty Di Forti, Suzanne Dracius, Matteo Maragna Rosso Sansecondo, Paola Casulli, Danilo Torrito, Giuseppe Iozzia, Riccardo Giuseppe Mereu, Patrizia Argentino, Darie Ducan, Serena Vestene, Pasquale Vitagliano, Angela Tomada, Lucia Longo, Giorgio Bonino, Federico Lotito, Paolo Pera, Enza Lasalandra, Manuela Marascio, Dimitri Porcu, Rosita Panetta, Ludmila Acone.

“Mattino” di Mario Marchisio

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MATTINO
Cauto palombaro, una zolletta
Scende al fondo del bicchiere e vi si adagia.
Ne intravedi la moribonda bianchezza,
I contorni sgretolati, la durezza
Di cristallo che si arrende al vino.
Su quel misero detrito ecco s’avventa
Un vortice impietoso, lo fruga e lo disperde.
È l’opera esatta del cucchiaino:
Identica alla sorte che ci unisce
Come ardenti creature nell’abisso turchino.

Mario Marchisio

***

In copertina ritratto dell’autore di Daniela Rizzo. Mario Marchisio è nato a Torino nel 1953. Si è laureato in giurisprudenza all’Università di Firenze, proseguendo a Torino gli studi letterari e teologici. Ha lavorato nell’industria e nell’insegnamento. Autore di varie raccolte di poesie, poi riunite in “Tre giornate” (2013). Dalle sue opere in prosa è stata tratta un’ampia antologia “Peregrinazione. Saggi e dialoghi” (2018). I suoi lavori sono pubblicati da Aurora Boreale Edizioni (Prato).

Costellazione Alfieri, ad Asti

copertina alfieri“COSTELLAZIONE ALFIERI” AL FUORILUOGO DI ASTI – Sabato 29 febbraio alle 17.30, una nuova scena per la poesia, ospiti e microfono aperto.

Si presenta come una nuova scena per la poesia contemporanea, e non solo, in città. La conducono i poeti Andrea Laiolo e Max Ponte, entrambi astigiani; un evento che si pone liberamente sotto l’egida di Alfieri, il maggiore poeta nato in Piemonte, sotto il quale è bene raccogliersi e di cui non mancherà occasione di parlare come non mancherà quella di leggerlo. Ospite Ivan Fassio, anch’egli nato ad Asti, che presenta la raccolta di versi “Il culto dei corpi”, opera appena edita da Raineri Vivaldelli. Saranno in scena, giocando in casa, Carla Forno, direttore del Centro Nazionale di Studi Alfieriani, nel ruolo di scrittrice e Anna Dari, che ci farà ascoltare alcuni suoi brani musicali e poetici. Avremo come ospiti speciali da fuori città: Lorenzo Allegrini (Fabriano, Ancona), Mario Marchisio (Torino), Enrica Merlo (Rondissone). Uno spettacolo che prevede uno spazio a microfono aperto dove chi desidera può leggere una sua breve poesia; per partecipare è sufficiente iscriversi prima dell’evento.
Il progetto dei conduttori Andrea Laiolo e Max Ponte è quello di offrire uno spazio dinamico dedicato alla poesia contemporanea. Voci molto diverse che possono affascinare il pubblico, dalla “Apocalisse Pop” di Lorenzo Allegrini, performer di successo, alla ricerca poetica di Mario Marchisio, fra i più apprezzati poeti nati in Piemonte.

L’evento è previsto a partire dalle 17.30 di sabato 29 febbraio 2020 al Fuoriluogo di Asti, in collaborazione con il Cenacolo Alfieriano.

Le mie lande scapigliate – di Max Ponte

lande scapigliate

Queste, o lettore, sono
Le mie lande scapigliate
La zazzera dei terreni
Che daranno fieno il cui
Sentore arriverà in paese
L’unica realtà, sai, è la terra
Che consiste e non si spegne
Accoglie le ossa delle vecchie
Plasma il fiato del nascituro
Lambisce le falde ingloba
I fossili e tutti i secreti
Delle sue terre mio nonno
Ricordava tutte le “tavole”
Certissimi incolti fragmenti
Queste, o lettore, sono
Le mie lande scapigliate
Verdi di verzura subalpina
E ora sul ciglio della ciclabile
Le ritraggo e le macchio
Mentre giunge un velocipede
Con la mia ombra

Max Ponte
Villanova d’Asti, 31 maggio 2019

Poesia pubblicata anche su ATNews.it, Quotidiano online di Asti, Monferrato, Langhe e Roero  

“La città della festa” di Andrea Laiolo

SIENA

Dopo le svolte delle vie tortuose,
le gotiche strettoie discendenti,
mi affaccio al Campo ed è rivelazione
ciò che apparso agli occhi mi innalza i sensi:
rosse facciate, finestre copiose,
e merlature fra i tetti silenti
cingono, come la luce le cose,
questa valle urbana e i suoi elementi.
Odo il rumorìo accolto nella coppa;
aspiro il caldo afrore della terra;
dispongo il tatto e il gusto a rinnovare
le scoperte: l’aroma di onde chiare
o il liscio sussulto della groppa.
È in questa conca che l’anima atterra.

Andrea Laiolo

Sonetto II dalla raccolta poetica di Laiolo La città delle festa. Icona senese, Achille e la Tartaruga, Torino 2016, p.10

Il blog del poeta

Ieri ho acceso la stufa – di Max Ponte

poesia

Ieri ho acceso la stufa
Nella casa dei nonni
Il fuoco ardeva memorie
La corteccia del legno secco
Aveva la pelle dei miei avi
La ghisa la forza circolare
La brace i lapilli di gente
Che lavorò giornate di terra
Gettò fondamenta costruì
Case smosse tetti smontò
E riparò tutto il creato
Il fuoco ha acceso tutto
Il sangue dimenticato

Max Ponte
2 marzo 2019

Consigli di lettura

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In occasione delle feste, e non solo, alcune letture consigliate, di narrativa, poesia e saggistica.

  • Laura Salvai, “E anche più lontano”, Miraggi. Un’avvincente romanzo di formazione ambientato a Torino che vede due donne come protagoniste.
  • Pasquale Vitagliano, “Sodoma”, Castelvecchi. La storia di un ospedale si intreccia con quelle di una famiglia in Puglia, un romanzo civile.
  • Andrea Laiolo, “La neve blu”, Achille e La Tartaruga. Una raffinata sequenza poetica d’altri tempi.
  • Silvia Albertazzi, “Leonard Cohen. Manuale per vivere la sconfitta”, Paginauno. L’eccezionale saggio dedicato al poeta e cantautore Leonard Cohen.
  • Tiziana Barillà, “Mimì Capatosta. Mimmo Lucano e il modello Riace”, Fandango. Un libro-documentario, una scrittura giornalistica illuminante.
  • Michele De Virgilio, “Tutte le luci accese. Poesie 2011-2017”, Ladolfi. L’ottimo libro di un giovane e promettente poeta, perché i versi fan parte della vita.

Buone letture e buone feste!
Max Ponte

Tu sappi che – di Max Ponte

Poesia inedita

Nota dell’autore:  Le parole assumono a volte un’urgenza che non conosce catene. Inoltre la vita è per sua natura fragile. Questa lirica la scrissi qualche mese fa per una raccolta che è in pubblicazione, ma vista l’attualità ho deciso di mandarvela. La migrazione, il naufragio sono qui cronaca e condizione esistenziale per cui “Tu sappi che”, imperativo della presenza ad ogni costo, è una poesia civile e una poesia d’amore allo stesso tempo.

Sottrazioni – di Bartolomeo Smaldone

copertina

46 poesie brevi, haiku ed eleganti versi neoermetici, il valente poeta Bartolomeo Smaldone sottrae infatti più che aggiungere. Non a caso il nuovo libro si intitola “Sottrazioni” edito dalla pugliese Alcesti. Dalla terza lirica già capiamo che Smaldone sa il fatto suo in quanto ad uso del linguaggio “Ruzzolo, trottolo, / lumeggio, escogito il sintagma: / rimettimi ogni ùzzolo”.

“Si tratta di componimenti epigrammatici – afferma l’autore – dal timbro  asciutto, talvolta  addirittura scarno, come se i sintagmi  si componessero tra loro  in una struttura  semantica originaria  in cui  il suono  si impone sul senso, precedendolo  in modo naturale”

Smaldone è alla sua settima raccolta poetica e a 45 anni è un poeta nel pieno della sua carriera. “Riposano le rane, / gracidano nel sonno. / Sorridono prudenti / ai loro sogni grevi.” è una delle poesie più in vista del libro, ma mi interpella anche quella a seguire: “Mi pare tu non dorma, / che trine di primitive verità / ti escano a sbuffi dalla bocca”. Le ore notturne sono portatrici di epifanie.

Un certo gusto per rime e allitterazioni (Smaldone è altresì autore di un libro di filastrocche) è presente in questo libro, costituendone un punto di forza evidente, che scuote la vena intimista. “In una tenera età / ero un tenero stelo. / Avevo teneri denti / che mio padre addentò”.

Il libro di Smaldone costituisce così una pregevole novità dall’editoria italiana di poesia che consiglio vivamente ai lettori.

Max Ponte

Il blocco degli sbarchi

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Verrà il tempo in cui
gli alieni bloccheranno
gli sbarchi nelle loro
progressive et prospere
lande per farci pagare
i nostri miseri confini
i morti in mare bambini

Max Ponte
13 giugno 2018
#apriteiporti #restiamoumani

Ti troverò – di Max Ponte

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Ti troverò
magra e buffa
con la pelle macchiata
dai farmaci
e la lingua
che sa di fumo
un plico di
questionari sul
gradimento dei
servizi ferroviari
ti troverò
invitta e loquace
sovrana di malati
e straccioni
con una scatola
di fragole dubbie
ti troverò
fugace e dagli
occhi nettuni
a scrivere e a
citare Pasolini

Poesia inedita, messa in scena per “Poesie d’amore con il sitar”
www.maxponte.blogspot.it 

Nella foto d’epoca Roma Stazione Termini

Italofonia portami via

insegna

Assistiamo sempre più all’invadenza di parole anglofone nella nostra vita quotidiana. E senza essere dei puristi è necessario dire che alcune scelte sono davvero inopportune. Ad esempio quella di chiamare “Bakery” un’attività commerciale per renderla più “cool”, in vece di chiamarla “Panetteria” o “Forno”. Così nella Torino dell’aperitivo vi imbatterete in questa insegna. Ma che fare? Perché se tu vai a lamentarti con un linguista medio costui ti farà capire che la lingua è in continua trasformazione e quindi insomma non ci possiamo fare niente. Poi figurati a sostenere leggi per proteggere la lingua, rischi pure che ti diano del reazionario, (anche se i francesi sulla Costa Azzurra sanzionano le insegne in altre lingue, soprattutto quelle in italiano). E allora? Allora bisogna ripartire da un comune territorio culturale, riunirsi magari con i commercianti e far loro presente che è possibile essere “cool” anche con vecchie e nuove parole nella lingua di Dante.

Max Ponte