Archivio dell'autore: pvitagliano

Poesia italiana del XXI secolo

Antonella Bukovaz è originaria di Topolò-Topolove, borgo sul confine italo-sloveno, nel 1963. Il suo primo libro è Tatuaggi, edito da Lietocolle, 2006 – seguito da al Limite, Le Lettere 2011 con dvd di Paolo Comuzzi, dall’Antologia Einaudi Nuovi poeti italiani, 6, per il cui testo principale “Storia di una donna che guarda al dissolversi di un paesaggio” ha ricevuto il premio Antonio Delfini nel 2004. Ha collaborato come autrice e attrice con il teatro sonoro di Hanna Preuss, Atelje Sonoričnih umetnosti di Ljubljana. Collaboro e performa con l’elettrorumorista Eva Croce, con cui ha realizzato le performance: casadolcecasa, Lessico elettronico, L’Arte dei Rumori-omaggio a Luigi Russolo, Femminilizzazione del mondo (download gratuiti: http://www.ozkyesound.altervista.org.). Il suo ultimo libro è 3X3, parole per il teatro/3X3 besede za teater edito da ZTT-EST, 2016. Nell’edizione 2017 del festival di Letteratura di Vilenica in Slovenija le è stato assegnato il premio Cristal dalla Giuria internazionale del festival per il testo Tra_in between_Mèd. Collaboro da sempre alla realizzazione di Stazione di Topolò-Postaja Topolove. Insegno da sempre nella scuola bilingue di San Pietro al Natisone- Špeter.

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Poesia italiana del XXI secolo

Enzo Mansueto è nato a Bari nel 1965, è poeta, critico letterario e musicale, saggista ed insegnante. Ha pubblicato le raccolte poetiche Descrizione di una battaglia (Scheiwiller 1995) e Ultracorpi (Edizioni d’if 2006). Nel 1980 fondò, con Davide Viterbo, la band post-punk The Skizo. Nel 2010 ha pubblicato per le edizioni d’if, Scassata dentro, opera interessante in versione cartacea e sonorizzata, con la collaborazione di Davide Viterbo e Angelo Ruggiero. Collabora con le pagine culturali del Corriere del Mezzogiorno.

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L’Agenda per il 2021 della Biblioteca Apostolica Vaticana. Intervista a Claudia Montuschi

L’anno che verrà è il più atteso, forse, nella storia dell’umanità. Un Anno Mille inverso. Nel senso che non c’è da attendere la fine del mondo (ovvero di un mondo); per la semplice ragione che questa, in qualche maniera, è già arrivata. Adesso vorremmo mettercela alle spalle. Un prezioso viatico di passaggio verso una stagione più serena di umanità potrebbe essere l’Agenda per il 2021 della Biblioteca Apostolica Vaticana, con le immagini dei tesori in essa custoditi e le notizie storiche sulla Biblioteca e i suoi fondi. Le parole di Papa Francesco sulle donne annunciano il tema di quest’anno, la donna, nelle molteplici rappresentazioni di gesti, sguardi, sentimenti; e poi testi di figure femminili che hanno segnato la storia, l’arte, la letteratura, o la semplice vita quotidiana. Nomi di donne molto note o appena conosciute. E se consideriamo il pesante e doloroso tributo pagato proprie dalle donne in questo (anche) violento lockdown, si può dire che questa Agenda sarà la strenna più augurale (e non solo per le donne) per i prossimi giorni a venire; un vero e proprio “arbor felix” (la parola strenna deriva, appunto, dal dono di un ramoscello preso nel bosco sacro della dea Strenia) di buon augurio.

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Poesia italiana del XXI secolo

Anna Belozorovich è nata a Mosca nel 1983. Ha scritto in russo, in portoghese, in italiano. Ha concluso un dottorato di ricerca in Scienze del testo presso ‘Sapienza’ Università di Roma, dove attualmente è ricercatrice e docente di lingua russa. Ha curato la rubrica “poesia dal mondo” per la fanzine online “Versante ripido”. È autrice di diverse pubblicazioni in prosa e in versi, tra cui il poema L’uomo alla finestra (Besa, 2007), il romanzo 24 scatti (Besa, 2015), le raccolte poetiche Qualcosa mi attende (LietoColle, 2013) Il pesce rosso (Il seme bianco 2017), Il debito (LietoColle, 2017). Ha tradotto dal russo e curato i volumi Poesia (Lithos, 2015) di Kazimir Malevič, Asja (Croce, 2018) di Ivan Turgenev, Il ragazzo di guttaperca (Croce 2020) di Dmitrij Grigorovič.  Nel 2019 è uscita la sua monografia Dal ventesimo meridiano: Migrazione, violenza e scrittura femminile, tra Est e Ovest europeo (Lithos).

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Poesia italiana del XXI secolo

Lello Voce è nato a Napoli nel 1957. Poeta, scrittore e performer. E’ uno dei pionieri europei dello spoken word e della ‘spoken music’ ed ha introdotto in Italia il Poetry slam.  È stato il primo EmCee al mondo a concepire e condurre uno Slam internazionale (Big Torino, 2002).Ha pubblicato svariati libri e Cd di poesia, con artisti come P. Fresu, F. Nemola, A. Salis, M.P. De Vito, M.Gross, S. Merlino, tra cui Farfalle da combattimento (Bompiani, 1999), Fast Blood  (2003 – Premio Delfini di poesia, con le illustrazioni di Sandro Chia), L’esercizio della lingua (Le Lettere, 2010) Piccola cucina cannibale (Squi[libri], con F. Nemola e C. Calia), prima esperienza italiana di poetry comics, per la quale è stato insignito del Premio Napoli 2012.Il suo ultimo libro-CD, sempre con Frank Nemola e con la partecipazione di Paolo Fresu, è Il fiore inverso (Squilibri editore, 2016), a cui è stato conferito il Premio Nazionale “Elio Pagliarani” di Poesia (2016). E’ stato autore, con Nanni Balestrini e Paolo Fabbri, del programma televisivo L’ombelico del mondo (Rai EDU), 20 puntate dedicate alla poesia e alle arti. I suoi romanzi sono ora riuniti ne Il Cristo elettrico (No reply, 2006, e-book Terra Ferma, 2014).

www.lellovoce.it

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Frammenti di Cinema # 34

Vedi alla voce Teflon. Dai carrarmati (per refrigerarli) alle padelle (per non far aderire il cibo). Guardate Cattive acque (2019) di Todd Haynes e butterete tutte le padelle di casa. Racconta la (vera) battaglia legale di un avvocato contro il colosso chimico DuPont, colpevole dell’inquinamento delle acque della cittadina di Parkersburg. Mi domando come mai il cinema italiano non abbia voluto o saputo fare film “civili” su questi temi, per esempio su Seveso per la diossina, su Casal Monferrato sull’Eternit, o su Taranto. Il cinema americano ne è ricchissimo. Noi italiani ci siamo riusciti solo per raccontare la mafia o i Casalesi. Con un terribile sospetto: che raccontare la criminalità porti successo per un effetto emulativo, mentre l’ecologia è noiosa perché mette in gioco le nostre responsabilità.

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Poesia italiana del XXI secolo

Pierangela Rossi è nata a Gallarate, vive a Milano. E’ stata giornalista culturale, critica d’arte, critica di poesia oltre che poeta. Come si vede nelle “Opere scelte”, ad ogni fase corrisponde una poetica centrata nell’oro nascosto nelle vene che si manifesta nuovo ogni volta. Ha pubblicato vari libri. Ricordiamo “Kairos”, in finale nella terzina del Viareggio. Non ha mai rincorso i premi. Ha tradotto Rilke, Rimbaud, Valéry.

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Lino Angiuli e Vito Matera, duemilaventuno: un altro anno (quorumedizioni, 2020)

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà/ Io mi sto preparando è questa la novità. Termina così la più nota, se non la più bella canzone di Lucio Dalla. E mai avremmo pensato che l’augurio migliore da fare oggi sarebbe stato quello di arrivare subito al prossimo anno. Ed anche il prezioso libretto concepito da Lino Angiuli e Vito Matera contiene questo auspicio: Duemilaventuno: un altro anno (quorumedizioni, 2020). Un anno nuovo, diverso, per mettersi alle spalle l’ “annus horribilis” che stiamo ancora vivendo. Entrambi in “odore di sopravvivenza”, questi due vecchi amici guardano già all’anno nuovo, come se fosse il primo: uno con la penna, l’altro col pennello. L’uno poeta (e non solo), l’altro pittore, in bilico tra Puglia e Romagna, abbinano pitture e poesie per raccontare i mesi dell’anno che verrà. In realtà, la combinazione non è nuova, anzi è antichissima. Con il termine Ekphrasis (dal greco “descrivere con eleganza”) pittori e poeti alessandrini nel V e VI secolo d. c. si cimentavano nel rendere la pittura “verbale” o “pittorica” la poesia, attraverso la “descrizione letteraria di opere d’arte visive, come un quadro, una scultura o un’opera architettonica.”

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Poesia italiana del XXI secolo

Massimo Sannelli è nato ad Albenga (SV) nel 1973. è stato allievo di Edoardo Sanguineti. Agisce come performer, musicista, grafico, autore. Dal 2013 diffonde il suo lavoro metrico, in versi o in prosa, con il marchio indipendente Lotta di Classico (www.massimosannelli.net/2017/04/e-books.html). È parte del duo AnimaeNoctis con Silvia Marcantoni Taddei (www.animaenoctis.net): l’ultimo lavoro musicale è Elul 3830, un concept album dedicato alla caduta di Gerusalemme nel 70 d.C.

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Poesia italiana del XXI secolo

Anna Maria Curci è nata a Roma nel 1960,   insegna lingua e cultura tedesca in un liceo statale. È nella redazione della rivista “Periferie”, diretta da Vincenzo Luciani e Manuel Cohen; per il sito “Ticonzero” di PierLuigi Albini ha ideato e cura la rubrica “Il cielo indiviso”. Ha tradotto, tra l’altro, poesie di Lutz Seiler (La domenica pensavo a Dio/Sonntags dachte ich an Gott, Del Vecchio 2012), di Hilde Domin (Il coltello che ricorda, Del Vecchio 2016) e i romanzi Johanna (Del Vecchio 2014) e Pigafetta (Del Vecchio, di prossima pubblicazione) di Felicitas Hoppe. Ha pubblicato i volumi di poesia Inciampi e marcapiano (LietoColle 2011), Nuove nomenclature e altre poesie (L’arcolaio 2015), Nei giorni per versi (Arcipelago itaca 2019). Di prossima pubblicazione è la raccolta Opera incerta. Insieme a Fabio Michieli è direttore, caporedattore ed editore del lit-blog “Poetarum Silva.”

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Frammenti di Cinema # 33

I disaster movies sono uno dei generi più esplorati dal cinema, almeno a partire dalla metà degli anni ’70. E’ probabile che la crisi petrolifera ed economica, più che la guerra fredda, abbia influito sulle paure apocalittiche degli spettatori e così sulla scelta dei registi e dei produttori di esorcizzarle assecondandole. In realtà, il primo film di genere è La distruzione del mondo (Deluge, Il diluvio) diretto nel 1933 Felix E. Feist. Sono trascorsi, però, appena quattro anni dal il Crack del 1929. Tratto da un romanzo inglese del 1928 racconta la fine del mondo a causa di una serie di disastri naturali. Nel 1973 George A. Romero, vero e proprio padrino di questo filone, lo inaugura nel 1973 con La città verrà distrutta all’alba (The Crazies). A causa di un incidente, il Trixie, un’arma batteriologica che fa impazzire gli esseri umani inducendoli alla violenza, si diffonde nell’ambiente mettendo in pericolo la vita degli abitanti. Il film che, però, ha consacrato il genere, è Meteor (1979) diretto da Ronald Neame, con Sean Connery e Martin Landau tra i protagonisti. Questa volta siamo in piena “guerra fredda” ma le due super-potenze mettono in comune i loro sforzi per impedire, grazie al lancio di missili, la collisione con la terra di un asteroide. La fonte del film, direi non a caso, non è un romanzo di fantascienza ma un vero progetto sperimentale, chiamato Project Icarus.

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Poesia italiana del XXI secolo

Domenico Cipriano è nato nel 1970 a Guardia Lombardi (AV), vive in Irpinia. Vincitore del premio Lerici-Pea 1999 per l’inedito, ha pubblicato: Il continente perso (Fermenti, 2000, premio Camaiore opera prima), Novembre (Transeuropa, 2010, rosa finalista premio Viareggio), Il centro del mondo (Transeuropa, 2014), November (edizione bilingue a cura di Barbara Carle, Gradiva Publications, New York, 2015) e L’Origine (L’arcolaio, 2017). Nel gennaio 2020 è stata pubblicata l’antologia La grazia dei frammenti (poesie scelte 2000-2020) (Giuliano Ladolfi editore, 2020). Ha collaborato con vari artisti e ha realizzato il cd di jazz e poesia JPband: Le note richiamano versi (Abeatrecords, 2004). Guida la formazione di musica e poesia “E.VERSI jazz-poetry”. In questi giorni è nato lo spazio YouTube PAROLE NECESSARIE dalla collaborazione con il chitarrista Alessandro Cataldo. Presente in riviste e antologie, è redattore della rivista “Sinestesie. ”

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Poesia italiana del XXI secolo

Silvia Rosa è nata a Torino nel 1976, dove vive e insegna. Laureata in Scienze dell’Educazione, ha frequentato il Corso di Storytelling della Scuola Holden (2008/2009). È vicedirettrice del blog “Poesia del Nostro tempo”, dove si occupa tra l’altro delle rubriche “Confine donna: poesie e storie d’emigrazione” e “Scaffale poesia: editori a confronto”, ed è redattrice di “NiedernGasse”, dove cura le rubriche “L’asterisco e la Margherita”, firmandosi con il nome di Margherita M. e “Fuori banco: cronache dalla scuola degli ultimi”. Collabora con il blog Margutte e fa parte della redazione di “Argo annuario di poesia”. È tra le ideatrici del progetto “Medicamenta: lingua di donna e altre scritture”, che propone una serie di letture, eventi e laboratori rivolti a donne italiane e straniere, con le loro narrazioni e le loro storie di vita. Ha intervistato e tradotto alcuni poeti argentini, dando vita al progetto Italia Argentina ida y vuelta. Incontri poetici, pubblicato nel 2017 in e-book (edizioni Versante Ripido ‒ La Recherche). Tra le sue pubblicazioni: le raccolte poetiche Tempo di riserva (Giuliano Ladolfi Editore 2018), Genealogia imperfetta (La Vita Felice 2014), SoloMinuscolaScrittura (con prefazione di Giorgio Bàrberi Squarotti, La vita Felice 2012).

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Poesia italiana del XXI secolo

Stefano Modeo è nato a Taranto nel 1990. Vive e lavora come insegnante a Ferrara.“La Terra del Rimorso” (ItalicPequod 2018) è la sua opera prima. Alcune sue poesie sono state pubblicate su: L’Ulisse, Versodove, Poetarum Silva, Poesia di Luigia Sorrentino, il blog di Roberto Deidier, Poeti e Poesia, Poesia del nostro tempo, Atelier, il blog di Poesia del Corriere della Sera.  Compare nell’antologia Abitare la parola – Poeti nati negli anni ’90 (Ladolfi editore 2019). Fa parte della redazione della rivista di poesia Atelier e collabora con il blog di letteratura Nazione Indiana.

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Frammenti di Cinema # 32

Black lives matter. La vita dei neri conta. Races lives matter. La vita delle razze conta. Può essere riscritto così lo slogan del più recente movimento a difesa dei “neri” negli Usa, e non solo. Sì, perché la lotta per i diritti delle minoranze è sensibilmente mutata, come gli studi più recenti hanno rivelato. Le rivendicazioni razziali post-moderne, infatti, invocano più differenza che uguaglianza, più identità che integrazione. Le implicazioni sono notevoli, nel bene e nel male. Ancor prima della sociologia è stato il cinema, come spesso accade con l’arte, a cogliere questo cambiamento di prospettiva. Il primo esempio, forse, è un film, addirittura, del 1970, L’uomo caffellatte (Watermelon man) di Melvin Van Peebles, il padre della blaxploitation, un genere di film popolari destinati principalmente ad un pubblico di colore. Invertendo la tradizione della black face degli anni ’20, in cui un attore bianco si tingeva di nero il volto, l’attore afroamericano Godfrey Cambridge interpreta Jeff, un borghese bianco che un mattino si sveglia e scopre con orrore allo specchio di essere diventato nero. 

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Poesia italiana del XXI secolo

Federica Galetto nasce a Torino nel 1964. Poetessa, scrittrice, artista collagista, traduttrice, appassionata di lingua e letteratura inglese e americana. Nel luglio 2010 pubblica per i tipi di Lietocolle Editore la sua prima raccolta poetica “Scorrono le cose controvento” e nel 2011 l’e-book “Silent is the House” (bilingue, Inglese-Italiano), l’e-book “Nell’erba il punto”, La Recherche, 2012 – Poesia, “Stanze del nord”, Onirica Edizioni, 2012 – Poesia, “Assorta la corda vira”, Exosphere Plaquettes 2013-Poesia, la raccolta di racconti “Fuori nevicano rose gialle” scritta con Simonetta Sambiase , 2013, “Improvvisa luce”, Plaquette di traduzioni di testi di Dante Gabriel Rossetti, L’Arca Felice 2013, la silloge Traducendo Einsamkeit, Terra d’Ulivi 2014, il romanzo “Anouk”, flower-ed 2017, la silloge La neve e la libellula, Terra d’Ulivi 2019.

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Il futuro in una stanza. Dialogo letterario dentro e oltre la pandemia

Ha davvero senso un libro sulla pandemia? Uno fra i tanti, dunque, se non l’ultimo, uno in più. Per onestà, devo essere franco, il dubbio e la domanda sono ineludibili. Da subito, si pone una questione di legittimazione del testo e del libro. Contro questa diffidenza iniziale il primo passe-partout sono gli autori. Daniele Maria Pegorari, questa volta in coppia con sua moglie, Valeria Traversi, non mi lasciano indifferente. Poi, come dovrebbe essere per ogni libro, la chiave di volta è la lettura. Man mano che passo da un capitolo all’altro di questo Dialogo letterario dentro e oltre la pandemia (Stilo Editore, 2020), scandito da sei parole chiave, mi rendo conto che il Coronavirus con questo testo c’entra molto relativamente, resta fuori come pre-testo su come la nostra umanità sta mutando dentro un tempo del tutto nuovo, costruendo così una civiltà inedita. Scrive Daniele, sotto la voce Scienza, “in questa alternativa tra la paralisi dinanzi ad una verità indecifrabile e la rassegnazione ad un destino deciso altrove  si consuma oggi la crisi di rapporto fra scienza e democrazia. (…) E’ un’esperienza che precede le nostre parole e ad esse chiede non solo di essere testimoniata, ma soprattutto di essere trasformata in altro, nella speranza di creare anticorpi dell’intelligenza pronti a vigilare su attacchi più insidiosi. Per ragionare come se occorre l’immaginazione e di questo sono specialisti gli scrittori.” Ecco che accanto all’invocazione alla scienza, nella consapevolezza dei suoi limiti, si rinnova lo struttura costituzionale e la funzione terapeutica della letteratura.

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Poesia italiana del XXI secolo

Biagio Cepollaro è nato a Napoli nel 1959. Poeta e artista visivo, vive a Milano. E’ stato co-fondatore della rivista Baldus (1990-1996) e promotore del Gruppo 93, attualmente redattore della rivista il Verri.  Poesia: Le parole di Eliodora, Forum Quinta generazione, 1984. La trilogia “De requie et natura”: Scribeide, Manni, 1993; Luna persciente, Mancosu,1993 e Fabrica, Zona, 2002. Versi nuovi, Oedipus, 2004; Lavoro da fare (2006), Dot.com Press, 2017. La trilogia “Il poema delle qualità”: Le Qualità, La Camera Verde, 2012;La curva del giorno, L’arcolaio, Forlì 2014 e Al centro dell’inverno, L’arcolaio,2018. Un suo romanzo, La notte dei botti, scritto nel 1997 è uscito nel 2018 con Miraggi.

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Poesia italiana del XXI secolo

Anita Piscazzi, nata ad Acquaviva delle Fonti nel 1973, poeta, pianista e dottore di ricerca si occupa di studi etnomusicologici e didattico-musicali. Ha pubblicato le raccolte poetiche: Amal (Palomar, Bari 2007), Maremàje (Campanotto, Udine 2012), Alba che non so (CartaCanta, Forlì 2018). Sue poesie sono presenti in “Ossigeno Nascente” (Atlante dei poeti contemporanei italiani a cura del Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica Alma Mater Studiorum – Università di Bologna), in diverse antologie e in numerosi blog letterari. Tradotta in diverse lingue, ha collaborato ai progetti poetico-musicali : “Alda e il soldato rock” con Eugenio Finardi e Cosimo Damiano Damato, “Ferma l’Ali” con Michel Godard e al progetto teatrale: “Miss Kilimangiaro” in Kenya per “Avis for Children” con Lidia Pentassuglia.

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Poesia italiana del XXI secolo

Alberto Fraccacreta è nato a San Severo nel 1989, è assegnista di ricerca in Letteratura italiana contemporanea presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Collabora con alcuni quotidiani e webzine nazionali. Di prossima pubblicazione l’antologia poetica Sine macula. Poesie 2007-2019 per l’editore Transeuropa.

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