Frammenti di Cinema # 5

La drammatica crisi della nostra sicurezza familiare e della nostra identità sociale accomuna due film “terribili” per la loro attualità, benché il primo, L’avversario sia del 2002, e l’altro, Niente da nascondere del 2005. Curiosamente entrambi sono interpretati da Daniel Auteuil ed entrambi sono stati presentati a Cannes.

Il film della regista spagnola Nicole Garcia è tratto dall’omonimo romanzo di Emmanuel Carrère, L’avversario. Jean-Marc Faure è un medico dell’OMS a Ginevra, ha una famiglia felice, ottime origini familiari ed una specchiata immagine sociale. Una mattina d’inverno, però, uccide sua moglie e i sui due figli minorenni. In seguito va a trovare i genitori che vivono in campagna e dopo aver consumato con loro l’ultimo pasto li sopprime, quindi dà fuoco alla casa. L’incredibile verità è che questa strage efferata non è frutto di follia. Jean Marc è solo un bugiardo. Non è un medico e per anni ha costruito per gli altri un’immagine di sé del tutto falsa. Ogni mattina ha finto di andare a lavorare. Ed invece sostava per ore in parcheggi lontani o affittava stanze d’albergo. Si è indebitato per coprire questa messinscena, fino al momento in cui la situazione è diventata insostenibile. A quel punto la strage è stata la soluzione obbligata. Compreso l’atto finale del tentato suicidio, inghiottendo dei farmaci. Quest’ultima mossa liberatoria, infatti, non funziona e così lui dovrà subire condanna e carcere.

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La poesia non è finita, al Sud almeno. Alcune proposte de I Quaderni del Bardo

Che la poesia non sia morta lo dimostra anche la nascita di una case editrice come I Quaderni del Bardo per iniziativa del leccese Stefano Donno. Esiste un progetto serio di conoscenza e di promozione. I volumetti sono stati composti da Mauro Marino nella sede del Fondo Verri e prendono il nome dall’esperienza dei “Bardi di Copertino”, poeti beat guidati da Maurizio Leo, che quindici fa pubblicava libretti artigianali a tiratura molto limitata.

Non è dunque un progetto autoreferenziale e non si considera esaustivo. Soprattutto non si propone come un modello e non mira a realizzare una “cordata”. Si colloca in luogo geograficamente preciso, considerando anche la localizzazione non elemento secondario dentro una visione. Si pone come una comunità di autori che non slegano il dato testuale da quello biografico, ragione per la quale una poesia è anche e sempre una scelta. Diretta la collana di poesia da Nicola Vacca, egli stesso lettore (per professione) prima che autore egli stesso, questa  nuova casa editrice è innanzi tutto una comunità di lettori che poi si “espongono” con la scrittura dei loro testi. A questo punto la condizione sospensiva dell’ “a meno che” di Cesare Viviani – interessante è il suo pamphlet per il Melangolo, La poesia è finita. Diamoci pace. A meno che… – risulta in questo caso ampiamente realizzata.

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Frammenti di Cinema # 4

A chi ha apprezzato L’amore bugiardo di David Fincher, con interprete maschile Ben Affleck, consiglio di vedere (e confrontare) altri due film,  Malice – Il sospetto (1993) di Harold Becker, con Nicole Kidman e Alec Baldwin, e il recentissimo Il filo nascosto di Paul T. Anderson, con Daniel Day-Lewis.  Il primo sembrerebbe una rivisitazione del mito dell’Angelo Sterminatore. Alla fine si rivela, invece, quasi una apologia cattolica (ed ironica) dell’indissolubilità del matrimonio.  “Finché morte non vi separi”: da questa promessa non si può fuggire (il titolo originale del film è Gone girl). Non si deve fuggire, perché lo sbocco potrebbe essere più dannoso. L’ironia del finale sta in un senso di distacco e accettazione che richiama il ghigno (quasi di rassegnazione) di Dustin Hoffman nella fuga finale degli sposi in Il laureato.

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Fuoco, Terra, Aria, Acqua. Poesia Portale Sud con De Rienzo, Grutt, Sant’Elia e Tempesta

Poesia portale Sud è un progetto ideato da Edoardo Sant’Elia con lo scopo dichiarato di “far emergere – oltre le secche dei modelli primo o tardo novecenteschi ed accettando in pieno la sfida del postmoderno – un diverso modo di ‘sentire’, di praticare la scrittura”. L’opera, Fuoco. Terra. Aria. Acqua, è il frutto maturato da questo tronco; uno spartito diviso in quattro tempi ciascuno dei quali interpretato da un poeta del Mezzogiorno, Giuseppina De Rienzo, Rossella Tempesta, Valerio Grutt e lo stesso Sant’Elia. Non casuale ritengo sia stata la scelta dell’editore, con le edizioni Terra d’ulivi di Elio Scarciglia, a sua volta, figura interessante di artista e insieme promotore di un Sud emancipato da modelli meridionalisti rivelatisi inidonei a far emergere talenti e valori radicati ma allo stesso tempo capaci di dialogare oltre i confini regionali.

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Frammenti di Cinema # 3

Il mito di Icaro è molto presente nel cinema. Tre film, in particolare, lo richiamano offrendo una efficace chiave di lettura della realtà. E non solo. Coprendo un arco temporale di quasi 40 anni, confrontandoli possiamo vedere come sia storicamente cambiato il modo in cui ci rappresentiamo, singolarmente e all’interno della società.

Negli anni ’70 la società va capovolta. Se non riusciamo a farlo collettivamente, resta l’atto di ribellione del singolo individuo. Al limite estremo, bisogna fuggire via. E’ quello che tenta di Brewster McCloud  nel film di Robert Altman Anche gli uccelli uccidono. La rivoluzione è già diventata materia per etologi oppure argomento di cronaca nera. Non resta che  l’auto-produzione della propria liberazione. L’esito però è scontato e l’epilogo crudele. La società è più forte. Nel finale felliniano all’interno dello stadio la caduta in volo di Brewster McCloud diventa (profeticamente) parte dello show.

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Frammenti di Cinema # 2

Cosa unisce Victor Hugo, The Joker e la “Dalia Nera”? Un sorriso. Prima di ogni collegamento (iper) testuale, per istinto, ho sempre pensato che un sorriso stampato sul volto fosse la prima e visibile distanza (e difesa) dal mondo. Per questo la scoperta di questo legame è stupefacente.

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Frammenti di Cinema # 1

Adriano Celentano ha compiuto 80 anni. Nel 1975 ne aveva 37 quando gira il suo film più ambizioso, Yuppi du. Venne persino proiettato in concorso alla 28^ edizione del Festival di Cannes. Nel 2008 ne è stata presentata una versione restaurata a Venezia.

La prima volta l’ho visto al cinema. Avevo 10 anni. Mi sembrò un film misterioso più che incomprensibile, a partire dal titolo, sul cui significato, ricordo, gli adulti discorrevano molto. Per anni ho pensato che significasse, in una qualche lingua sconosciuta, “spaventapasseri”, perché questo sembra l’icona resa famosa dalla postura di Celentano sul manifesto del film. Continua a leggere

Educazione sentimentale # 5

di Pasquale Vitagliano

Albert Camus

I libri che sono entrati a far parte della mia vita sono tanti. Eppure sento che l’autore che mi abbia maggiormente influenzato sia stato Albert Camus, e in particolare il Mito di Sisifo.

Quando ci penso, mi stupisco sempre. Il discorso filosofico sul suicidio e il paradigma dello sforzo interminabile e allo stesso tempo inutile di portare in cima un macigno che poi rotolerà di nuovo a valle inesorabilmente, hanno plasmato la mia vita, sin da adolescente.

Poi, anche L’uomo in rivolta e La peste sono stati fondamentali per me. In modo totalizzante. E non me ne vanto affatto. Non si tratta di un vezzo intellettuale. Non è bello scoprire di essere un “Sisifo” vivente. Le opere di Camus sono state per me una “profezia che si autodetermina”.

Le opere di Camus, tuttavia, hanno costituito (solo?) il format esistenziale e culturale del mio profilo di lettore permanente. Altre opere nel corso della vita sono diventate essenziali, Il processo, L’idiota, Il rosso e il nero, Don Chisciotte. Insomma, l’epopea del romanzo europeo.

E la poesia? Che posto ha avuto la poesia? La poesia aderisce alla mia stessa esistenza e vita. Come per Dino Campana è stata ed è ancora l’unica compagna di viaggio.

Sì, devo a Camus, alla letteratura e ai libri se mi sono salvato.

 

 

L’isola misteriosa. La Biblioteca dei libri inutili. N. 12

Come per l’idea rimasta incompiuta di realizzare un Catalogo delle idee chic, che avrebbe dovuto essere il seguito e la conclusione del romanzo Bouvard e Pécuche di Flaubert, letture e proposte di libri singolari eppure dimenticati.

Giorni di guerra, Giovanni Comisso (1923)

Raccontare in presa diretta, la prima guerra mondiale, da tragico esordio della distruzione di massa, regredisce allo stato di guerra ordinaria, come tante, anzi una delle tante, in quello scorcio non riappacificabile di vita europea che è stato il “doppio secolo” del XIX-XX secolo. Vissuta così e così raccontata, la Grande Guerra diventa, nella sua normalità, un evento eccezionale solo per chi l’ha vissuta. Per il giovane arruolato, preso dal tedio tutto moderno della generazione piccolo borghese dei ragazzi di inizio secolo, la guerra non è una sfida eroica ma una “vacanza”, una fuga, un’avventura a contatto della natura e nella massima tensione possibile dell’arco della propria giovinezza.

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Normanno Soscia e il racconto della pittura.

La pittura di Normanno Soscia (Itri, 1938) rimanda, pur nella diversità dell’ispirazione e del canone, all’opera di Lucio Fontana. In entrambi gli artisti c’è il tentativo di andare oltre il già visto della pittura. Concettualmente il gesto pittorico è diverso: quest’ultimo taglia la tela; Soscia la raschia, la scrosta, quasi fosse un muro, solleva la parete metafisica della tradizione. Entrambi vogliono vedere, scrutare, (ri)scoprire ciò che sta dietro la rappresentazione visiva. Se Fontana propone un concetto spaziale, Soscia si muove dentro la categoria del tempo.

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L’isola misteriosa. La Biblioteca dei libri inutili. N. 11

Come per l’idea rimasta incompiuta di realizzare un Catalogo delle idee chic, che avrebbe dovuto essere il seguito e la conclusione del romanzo Bouvard e Pécuche di Flaubert, letture e proposte di libri singolari eppure dimenticati.

Vedrò Singapore, Piero Chiara (1981)

Si domanda il giovane aiutante di cancelleria prima di imbarcarsi come scrivano di bordo su di una nave diretta in Estremo Oriente: “Vedrò Singapore?”. Siamo all’epilogo delle disavventure del narratore, il giovane impiegato di infimo livello dell’amministrazione giudiziaria, trasferito d’ufficio da una sede all’altra dell’istriano e del Friuli.

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Intrappolati. Gli scafisti di Burg Migheizil, di Michele Caccamo e Luisella Pescatori, Castelvecchi, (2017)

Intrappolati, scritto a quattro mani da Michele Caccamo e Luisella Pescatori è un racconto sull’emigrazione clandestina. Definirlo romanzo sarebbe, forse, impreciso. Una cronaca sarebbe riduttivo. Per evidenziarne con chiarezza la denotazione narrativa è adatta appunto la definizione di racconto. Per altro, questa forma espressiva mostra anche il terreno storico culturale da cui l’ispirazione degli autori trae origine o paradigma. Cosa fa, infatti, Sherazade per sottrarsi, anzi, meglio, per allontanare il destino di morte al quale il re persiano l’ha condannata? Deve narrare storie, raccontare. Per mille e una notte.

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L’isola misteriosa. La Biblioteca dei libri inutili. N. 10

Come per l’idea rimasta incompiuta di realizzare un Catalogo delle idee chic, che avrebbe dovuto essere il seguito e la conclusione del romanzo Bouvard e Pécuche di Flaubert, letture e proposte di libri singolari eppure dimenticati.

Socialismo liberale, Carlo Rosselli (1930)

Carlo e Nello Rosselli vengono assassinati il 9 giugno 1937 a Bagnoles-de-l’Orne da una squadra di fascisti del gruppo terroristico La Cagoule. Per questa generazione di antifascisti si deve partire dal dato biografico. Parliamo degli eredi della tradizione risorgimentale che seppero fare, come Mazzini, della politica una religione civile, della lotta politica un magistero laico. Questi “chierici”, cui va aggiunto Piero Gobetti, ancora a Torino, e Tommaso Fiore, nel Mezzogiorno d’Italia, solo per indicare alcuni, intrecciarono così intimamente opera e biografia, da porsi direttamente, con la loro vita e le loro azioni, quali testimoni del loro programma politico. All’ombra dello scontro storico tra grandi movimenti organizzati, tuttavia, queste personalità furono “perle” slegate dalle grandi masse popolari protagoniste del secolo scorso e per questo sempre relegate ad essere “splendide” minoranze.

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La mia terra, Nicola Apollonio, Edizioni EspressoSud (2017)

Di Meridione ormai si parla solo all’inaugurazione della Fiera del Levante di Bari, kermesse che al Sud fa da contraltare ai grandi forum finanziari del Nord, quelle che contano. La “Questione Meridionale” è uscita dall’agenda politica strategica, se non per inseguire le emergenze, soppiantata dalla fine degli anni ’80 dalla “Questione del Nord”. Il “meridionalismo” che nel dopo-guerra aveva rappresentato un’area di ricerca storica e di pensiero storico di grande blasone, discendendo da Benedetto Croce e procedendo con Gaetano Salvemini e Manlio Rossi Doria, è stato sostituito da una pubblicistica che ha cercato di contrapporsi al “vento del Nord” con un suggestivo ma controproducente revisionismo a favore di una presunta età dell’oro “borbonica”.

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Nasce la collana Z a cura di Nicola Vacca per i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno

Nasce per i tipi de I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno la collana Z a cura di Nicola Vacca. L’obiettivo che si nutre dell’esperienza, della sensibilità  e professionalità pluriennale nel mondo del giornalismo culturale d’opinione, della militanza e vita poetica e letteraria del curatore Nicola Vacca portata avanti nel tempo anche con il suo blog tra i più visti in Italia (Zona di disagio), vuole essere un universo altro dove codici, tracciati semantici e stilistici tra i più vari potranno trovare il loro posto e la loro dignità.  La prima pubblicazione selezionata  e proposta da Nicola Vacca, che vedrà la luce nella prima metà di novembre 2017 nella collana Z è quella di Donato Di Poce firma autorevole nel panorama culturale italiano dal titolo Lampi di Verità con la prefazione del filosofo Alessandro Vergari.

“Sono orgoglioso di aver avviato con Nicola Vacca, cultore di Cioran e poeta che stimo e apprezzo moltissimo – dichiara l’editore Stefano Donno – questa collaborazione in puro spirito di autentica solidarietà poetica e culturale. La convinzione che la casa editrice si sia dotata di un ulteriore mezzo culturale di grande qualità ci rassicura sul fatto che il nostro marchio inserito nel segmento della micro editoria italiana lavori lentamente ma con grande forza, purezza e autenticità”

Donato Di Poce, (Nato a Sora – FR – nel 1958 ma residente dal 1982 a Milano ). Poeta, Critico d’Arte, Scrittore di Aforismi, Fotografo.  Artista poliedrico ed ironico ma dotato di grande umanità, si è imposto all’attenzione del pubblico e della critica con la pubblicazione di una collana di 5 portfolio dal titolo: TACCUINO BERLINESE – East Side Gallery , Félix Fénéon Edizioni, Ruvo di Puglia (BA), 2009 dedicata al muro di Berlino. In un suo celebre aforisma ha scritto: “Il Poeta vede l’invisibile/Il Fotografo fornisce le prove”.

I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno (iQdB Edizioni di Stefano Donno)

Info link – http://www.iquadernidelbardoedizioni.it/

L’isola misteriosa. La Biblioteca dei libri inutili. N. 9

 

 

Come per l’idea rimasta incompiuta di realizzare un Catalogo delle idee chic, che avrebbe dovuto essere il seguito e la conclusione del romanzo Bouvard e Pécuche di Flaubert, letture e proposte di libri singolari eppure dimenticati.

Un popolo di formiche, Tommaso Fiore (1952)

C’è una corda civile che lega Torino al Mezzogiorno, oltre e prima la catena operaia dell’emigrazione. Torino e la cultura azionista di cui fu guida Piero Gobetti; il Sud ed il meridionalismo di Gaetano Salvemini. Se Gobetti ebbe come maestro lo storico pugliese; Tommaso Fiore, il cantore dell’epopea contadina delle genti pugliesi, ebbe come maestro il padre della Rivoluzione liberale. Ma Torino fu anche la città di Carlo Levi, del cui Cristo si è fermato ad Eboli l’opera di Fiore rappresenta un’ideale anticipazione.

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L’isola misteriosa. La Biblioteca dei libri inutili. N. 8

Come per l’idea rimasta incompiuta di realizzare un Catalogo delle idee chic, che avrebbe dovuto essere il seguito e la conclusione del romanzo Bouvard e Pécuche di Flaubert, letture e proposte di libri singolari eppure dimenticati.

Il Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani, Giacomo Leopardi (1824)

Il Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani di Giacomo Leopardi è, insieme alle Operette morali, un trattato di filosofia politica, che racchiude, come pure la raccolta di poesie dei Canti, la sintesi del pensiero del poeta di Recanati. Il punto di partenza della riflessione leopardiana è la conseguenza dell’Illuminismo sulla morale comune: «la distruzione o indebolimento de’ principi morali fondati sulla persuasione». Il secolo dei Lumi, in altre parole, privando ogni valore umano di un proprio principio fondativo originario e dislocando l’origine di ogni discorso sull’uomo nella sola constatazione dei fatti ha dato un colpo definitivo alla tradizione — cosa pure meritoria se si pensa a quanto espresso nei versi de La ginestra — ma ha, allo stesso tempo, colpito a morte i costumi, i valori universali.

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L’isola misteriosa. La Biblioteca dei libri inutili. N. 7

 

Come per l’idea rimasta incompiuta di realizzare un Catalogo delle idee chic, che avrebbe dovuto essere il seguito e la conclusione del romanzo Bouvard e Pécuche di Flaubert, letture e proposte di libri singolari eppure dimenticati.

Amore e ginnastica, Edmondo De Amicis (1892)

E se la sit-com l’avesse inventata l’autore di Cuore? Niente di strano, avremmo la conferma che un autore sottovalutato perché sentimentale e retorico, è invece tutto da riscoprire per la sua modernità. Edmondo De Amicis infatti è stato un autore nazionale e popolare, nell’accezione gramsciana autentica e non sarcastica, ed ha anticipato in questo romanzo l’indiscreto e rassicurante rapporto voyeristico tra attore e spettatore.

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Commedia ubriaca. Nicola Vacca e il “Dio del Massacro”.

Abbasso la realtà, viva la realtà. L’ultima fatica poetica di Nicola Vacca, Commedia ubriaca (Marco Saya Editore, 2017), può risultare ad una lettura immediata troppo cupa e disperata. Ho dovuto  rileggere più volte questi versi scarnificati di ogni consolazione umanitaria, per cercare di comprendere l’origine di questa coazione alla caduta, per cogliere il ritmo di questa sinfonia del dolore e del fallimento di ogni “umanitarismo”. Non trovo le parole/ per amputare il gesto/ che porta con sé il sangue del massacro./ Non trovo nessun dio/ che possa lenire il dolore/ di cui siamo maestri./ Non trovo più niente/ dove il vuoto è diventato l’impero dei giorni. Alla fine credo di aver trovato il codice segreto di questa opera “disumana”, idoneo a disvelarla all’opposto in tutta la sua umanità più sincera. Questo è il “principio di realtà”, che lo stesso autore, forse anche inconsciamente, afferma in un suo verso.

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L’isola misteriosa. La Biblioteca dei libri inutili. N. 6

 

Come per l’idea rimasta incompiuta di realizzare un Catalogo delle idee chic, che avrebbe dovuto essere il seguito e la conclusione del romanzo Bouvard e Pécuche di Flaubert, letture e proposte di libri singolari eppure dimenticati.

Malombra, Antonio Fogazzaro (1881)

In uno spettrale castello sulle rive di un lago lombardo vive, segregata dallo zio Cesare d’Ormengo, la marchesa Marina di Malombra. Per caso Marina viene in possesso di una lettera scritta da sua nonna Cecilia, anch’ella segregata dal marito, come punizione per essersi innamorata di un giovane ufficiale di nome Renato. Marina finisce per identificarsi con Cecilia e rivive la tragedia della sua morte. In un lento ma progressivo stato di allucinazione, la marchesina comincia a credere di essere la reincarnazione della nonna. In preda alla follia ucciderà lo zio e lo scrittore Corrado Silla, che di lei si era innamorato — credendolo la reincarnazione di Renato.

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