In questo momento

Ho sognato che il cardinale Angelo Bagnasco lunedì prossimo 24 gennaio 2011 durante il Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana si rivolga al paese con queste o simili parole:

In questo momento del nostro paese, un momento nel quale i rifiuti accumulati sulle strade di una delle nostre più belle città si sono come riversati dentro le nostre anime e invadono le nostre case quando guardiamo il telegiornale; in questo momento nel quale tonnellate di spazzatura colmano le nostre menti già al mattino quando prendiamo in mano il giornale e generano in chi si accinge al lavoro un senso di frustrazione e di oscuro malessere; in questo momento nel quale si moltiplica la triste nomea sull’essere italiani, cioè gente ritenuta poco seria, poco precisa, poco affidabile, di una simpatia e di una furbizia che spesso nascondono l’imbroglio per un made in Italy della morale che ci colloca ai primi posti in Europa per corruzione; Continua a leggere

Replica a Bruno Forte, di Vito Mancuso

Sono di una complessità enorme i problemi che solleva Bruno Forte commentando L’anima e il suo destino sull’Osservatore romano del 2 febbraio [2008], così che, nello spazio di questo articolo, io mi posso limitare solo a rispondere alle due critiche principali (il nesso “peccato originale-male” e l’accusa di gnosi) e a evocare i termini del problema soteriologico, forse il principale tra quelli che stanno di fronte alla teologia di questo secolo.
La prima critica riguarda la mia tesi sul peccato originale. Per favorire la chiarezza ricordo, citando l’autorevole manuale dei gesuiti Flick e Alszeghy, quanto sostiene il dogma: “Adamo peccando ha trasmesso a tutto il genere umano il peccato che è morte dell’anima”, così che ogni bambino viene al mondo “in uno stato di inimicizia con Dio”. Di contro io sostengo che il centro del cristianesimo ci impone di ritenere che non vi è nessuna “inimicizia” tra Dio e il bambino che nasce, e che quindi il dogma del peccato originale va riscritto in termini di “caos” originale, intendendo con ciò la condizione umana bisognosa di disciplina che, come scrivo nel libro, “può avere un’oscura forza distruttiva e farci precipitare nei vortici del nulla”. Continua a leggere

La risurrezione di Gesù e la salvezza degli uomini, di Vito Mancuso

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La tesi di questo articolo consiste nel sostenere che occorre distinguere la risurrezione quale evento concreto accaduto a Gesù di Nazaret (un evento dotato di uno statuto storico del tutto particolare su cui mi soffermerò) dalla risurrezione quale evento salvifico. Occorre distinguere il significato della risurrezione per Gesù, dal significato della risurrezione per noi.

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Il prezzo della libertà – L’handicap, la natura e Dio

di Vito Mancuso

Sono stato invitato a prendere la parola a un convegno dal titolo Essere facilitatori, non barriere (Milano, Palazzo Reale, 15 gennaio 2007). Queste note che seguono riproducono grossomodo il mio intervento, anche se occorre dire che l’esposizione orale sempre omette qualcosa e aggiunge qualcos’altro. Ho pensato di iniziare la mia collaborazione a questo blog con questo intervento sull’handicap e il suo senso teologico, o meglio il suo essere un cuneo di ferro che recide il nesso millenario di Dio e natura, perché è un tema che mi sta particolarmente a cuore. Potrei anzi dire che è una delle vedette su cui mi pongo ad osservare il mondo per cercare di capirne qualcosa.
Un caro saluto a tutti gli altri redattori, in particolare a Fabrizio che mi ha invitato, e agli eventuali lettori. Continua a leggere