Vivalascuola. Che fatica la vita da ministra! E figuriamoci da governati (male)

Buon anno scolastico 2020-2021 a tutti! Siamo a una riapertura che si annuncia problematica. La pandemia aveva provocato buoni propositi: tutto sarebbe cambiato nella scuola e nella società. La realtà è un’altra. Mancano i docenti (200.000 cattedre vuote), mancano migliaia di locali, mancano più di due milioni dei famosi banchi monoposto. Soprattutto, manca criterio e metodo, come mostra la ricostruzione, fatta da Giovanna Lo Presti per vivalascuola, dell’operato del governo nell’ultimo anno scolastico. La scuola italiana è malata e soffre di patologie plurime. Anche noi pensiamo che la scuola debba avere priorità ma siamo convinti che essa debba essere emancipata dal ruolo ancillare di custodire i più giovani per una parte della giornata. La scuola va restituita al suo compito più alto, che è quello di educare e istruire. A noi non bastano le scuole aperte. Vogliamo scuole sicure e in cui si studi e si lavori in una condizione di benessere. Continua a leggere

Vivalascuola. Tutti i bambini meritano il massimo dei voti

Tutti i bambini sono stati piccoli cittadini collaborativi e meritano il massimo dei voti. La classe docente guardi ai piccoli con il sorriso di chi appunta scherzosamente una metaforica medaglia sulla maglietta dei propri allievi, quasi a chiudere un brutto periodo di sofferenza collettiva. Per adesioni: scuola_e_societa@libero.it

Un appello: 10 in pagella a tutti gli alunni della primaria
di Giovanna Lo Presti

È mai possibile che ai maestri delle primarie non sia corso un brivido lungo la schiena dopo aver letto l’Ordinanza che regola lo svolgimento degli scrutini finali? Continua a leggere

Vivalascuola. Dad nella pandemia e oltre? Non sarà una cosa seria?

Dal 9 marzo – in alcune regioni dal 24 febbraio – in tutte le scuole italiane si sta svolgendo una sperimentazione a tappeto. Oggetto: la DaD (Didattica a Distanza). Durerà fino alla fine dell’anno scolastico, ma possiamo anticiparne l’esito: se la conosci, la eviti. Per la scuola, come per la società, è ora di pensare al futuro.

In questa puntata di vivalascuola presentiamo esperienze di didattica a distanza nella scuola primaria (Sebastiano Aglieco, Ginetta Latini, Mauro Presini), secondaria superiore (Fabio Cuzzola, Emanuele Rainone, Raffaele Salomone-Megna) e nei corsi serali (Marina Polacco), oggi denominati IdA (Istruzione degli Adulti). Da tutti gli interventi emerge che la DaD, imposta nell’emergenza sanitaria, ha reso evidente, se mai ce ne fosse stato bisogno, che alla base dell’insegnamento c’è la relazione. E in tutti s’impone una domanda spesso accantonata nella frenesia lavorativa che è diventata “normalità“: cosa è la scuola? Come è bene che prosegua dopo l’epidemia? La riflessione introduttiva di Giovanna Lo Presti coglie nei fatti di questi giorni i segni che “sulla scuola grava una minaccia tecnocratica, così come sul lavoro grava una ulteriore precarizzazione” e formula “una proposta per i tempi “normali”, nata nell’emergenza“.

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Covid-La pandemia non è né una guerra né una catastrofe naturale

Ancora una volta la responsabilità umana è stata decisiva nella diffusione di un problema che, se affrontato come sarebbe stato auspicabile, non avrebbe prodotto l’ecatombe che, invece, c’è stata.

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Covid-Lettera ai Governanti

Lettera ai Governanti.

Ho ricevuto questa lettera ai Governanti il cui contenuto condivido appieno. Anche nel mezzo dell’emergenza occorre dire certe cose, per cui la ripropongo come se fosse mia e chiedo a chi la condivide di farla circolare. Continua a leggere

Vivalascuola. La tragedia della pandemia e la farsa della “didattica a distanza”

La scuola italiana, chiusa per l’emergenza sanitaria, ha attivato ove possibile la didattica a distanza. 6,7 milioni di studenti ne sono raggiunti, mentre 1,6 milioni non ne possono usufruire. Ricorriamo a tutti i mezzi a disposizione per non interrompere la relazione educativa con i nostri allievi. Ma adesso che la stiamo praticando lo possiamo dire per esperienza: la didattica a distanza non è scuola, la scuola richiede prossimità. Diciamolo chiaramente per sconfiggere, dopo il coronavirus, il virus dell’ignoranza e della diseducazione. Sul tema vivalascuola propone una riflessione di Giovanna Lo Presti e, tra i numerosi materiali disponibili in rete, le riflessioni-esperienze di Paolo Piccolella e Flavia Franco. Qui testimonianze da scuola primaria, secondaria, corsi serali.
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Vivalascuola. Lo stato della (delle) università

Con le dimissioni del ministro Fioramonti è stato archiviato il problema delle risorse per l’università e la ricerca. Ci ritorniamo con un articolo ampio e documentato sullo stato dell’università italiana di Andrea Toma, uscito sul n. 70-71 della rivista Gli Asini, che Vivalascuola propone per gentile concessione della redazione, a cui vanno i nostri ringraziamenti. Segnaliamo, sullo stesso numero della rivista, l’articolo Noi e gli zombetti di Livio Marchese, acuto e positivamente provocatorio sugli studenti della scuola secondaria, di cui qui presentiamo un assaggio. Continua a leggere

Vivalascuola. Il mito digitale. Retorica e realtà della scuola 2.0

Giovedì 23 gennaio 2020, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, presso il Liceo Scientifico “A. Volta”, Via Juvarra, 14, Torino, si svolgerà il corso di formazione per tutto il personale della scuola Il mito digitale. Retorica e realtà della scuola 2.0, promosso dall’Associazione culturale e professiona Scuola e Società.

L’avvento del digitale non è avvenuto senza conseguenze. Molti vedono nell’introduzione delle nuove tecnologie la soluzione dei problemi che affrontiamo ogni giorno a scuola; voci autorevoli sostengono invece che l’uso massiccio dei dispositivi digitali influisca in modo gravemente negativo sulle funzioni cruciali dell’apprendimento. È giunto il tempo di chiedersi quale impatto abbia avuto la “rivoluzione digitale” sui processi educativi e quale peso abbiano assunto nei percorsi scolastici i pluriennali progetti di sperimentazione di cui la “Scuola 2.0” è soltanto l’ultimo esempio. Continua a leggere

Vivalascuola. Annuncio: 1969: L’assalto al cielo

Che significato hanno nell’immaginario di un millennial eventi storici come la strage di piazza Fontana o la caduta del muro di Berlino? Quale consapevolezza ha oggi un adolescente del significato storico delle lotte dell’autunno caldo? Il corso di formazione per docenti proposto dall’Associazione Scuola e Società si propone di esplorare criticamente le possibili risposte a simili domande con il contributo di ricercatori che si sono occupati di questi argomenti. Saranno approfonditi i meccanismi di radicamento o espulsione dall’immaginario collettivo dei fenomeni connessi al 1969 e al 1989. Si rifletterà inoltre su come offrire agli allievi strumenti interpretativi efficaci rispetto agli accadimenti recenti, in una scuola in cui lo statuto disciplinare della storia è ormai messo radicalmente in discussione.

1969: L’ASSALTO AL CIELO. Cosa resta nell’immaginario comune dell’autunno caldo e delle sue lotte

Giovedì 14 novembre
ore 9: registrazione dei partecipanti
ore 9.30: introduzione al corso a cura di Scuola e Società – Torino
ore 10: L’autunno caldo nella storia repubblicana, Diego Giachetti, insegnante di lettere, storico del movimento operaio
ore 11: Movimento studentesco e lotte operaie nel biennio ’68-‘69, Marco Scavino, ricercatore dell’Università di Torino
ore 12: tavola rotonda e confronto su ipotesi e sperimentazioni didattiche Continua a leggere

Vivalascuola. Chi sono i “ladri di futuro”?

La mobilitazione degli studenti per il clima è da tempo l’unico evento del mondo della scuola che non riguardi “riforme” del ministro di turno o allarmi giornalistici di bullismo e violenza. Perciò è da salutare come benvenuta, anche e soprattutto perché riguarda un problema non da poco: la sopravvivenza del pianeta Terra e della specie umana. Ma davvero si può affermare come qualcuno ha fatto che grazie a queste manifestazioni “niente più sarà come prima“? Ce lo auguriamo, ma al contempo riteniamo necessario riproporre domande che sono state agitate nelle recenti manifestazioni. Chi ruba il futuro? Chi distrugge il pianeta? Chi dilapida le risorse? E’ proprio come dice Greta?

Il caso Greta Thunberg
di Giovanna Lo Presti

Negli ultimi tempi il “caso Greta” e le manifestazioni di massa di tanti giovani del mondo occidentale hanno tenuto le prime pagine dei giornali. Le riflessioni che seguono sono generate da due fattori: il primo è l’unanimismo con cui è stata accolta la performance di Greta Thunberg, rotto soltanto da critiche piuttosto rozze provenienti da ambienti di destra. Il secondo è che, nonostante l’evidente spettacolarizzazione dell’azione di Greta, non ci sia stata alcuna volontà di disgiungere ciò che Greta sta facendo dalla questione ambientale. Continua a leggere

Vivalascuola. A.s. 2018-2019: la scuola secondo Marco e Matteo

In questa puntata di vivalascuola Giovanna Lo Presti fa un bilancio dell’anno scolastico 2018-2019 che è anche un bilancio della politica scolastica del governo in carica. Sulla quale poche sono state finora le valutazioni, per due motivi. 1. Questo governo è stato quantomai piatto e grigio, e la scuola è stata poco presente nelle sue preoccupazioni. Per fortuna: perché, ormai lo sappiamo, di questi tempi e con questi politici, a ogni nuova riforma, è un nuovo danno. Tanto che, quando un ministro ha annunciato di voler procedere a una riforma della scuola, si è sollevato un coro di “No, per carità!. 2. Ma questo è stato un anno scolastico grigio e piatto anche per gli insegnanti, fatta salva la doverosa fiammata di solidarietà alla prof.ssa Dell’Aria. Ci sono insegnanti, protagonisti delle lotte contro le ultime riforme della scuola, da Moratti a Renzi, che hanno taciuto perché si aspettavano un “cambiamento” da un governo composto anche dal Movimento 5 Stelle. A loro in particolare dedichiamo questo bilancio, ricordando quanto si già è detto per i governi PD: quando è in gioco il futuro del Paese è salutare non fare sconti a nessuno.
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Vivalascuola. Che pensioni ci aspettano?

Venerdì 22 febbraio dalle ore 9 alle ore 13 presso la Casa della Cultura, in via Borgogna 3, a Milano, si svolgerà il Corso di formazione su Riforme pensionistiche, disoccupazione e sotto-occupazione “giovanile”: loro effetti nella società e nella scuola. Una vita da precari, promosso dall’Associazione culturale e professionale Scuola e Società. Via Borgogna è nel centro della città (poco distante da piazza Duomo) ed è raggiungibile con i mezzi: MM1 (fermata SanBabila) – Bus 54, 60, 61, 73, 84, 94. Presentiamo il programma del corso e un intervento di Giovanna Lo Presti.
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Vivalascuola. Una vita da precari, convegno a Torino

 Il 29 novembre 2018 dalle ore 9,00 alle ore 13,00 presso l’Aula magna del Liceo scientifico “Alessandro Volta”, in Via F. Juvarra, 14, a Torino, si svolgerà il convegno:

Una vita da precari
Riforme pensionistiche, disoccupazione e sotto-occupazione “giovanile”: loro effetti nella società e nella scuola

Oggi l’età media degli insegnanti è di 54 anni: in Italia abbiamo i docenti più vecchi del mondo. Quello che vale per la scuola vale anche per altre categorie di lavoratori: la “riforma Fornero” ha creato una sacca di lavoratori anziani e lasciato in una condizione di precarietà le giovani generazioni. Gli economisti neo-liberisti si ostinano a non vedere nessun legame tra aumento dell’età della pensione e disoccupazione giovanile. È proprio vero? Ne parleremo con l’economista Giovanni Mazzetti e cercheremo di capire dove siano da cercare le ragioni delle riforme pensionistiche che concludono il ciclo della precarietà, condannando la popolazione ad una “vita da precari”, in ogni fase dell’esistenza.

PROGRAMMA Continua a leggere

Vivalascuola. La scuola non se ne frega

Per rilanciare un Appello per la scuola pubblica che ha raccolto numerose adesioni, si svolgeranno nella seconda metà del mese di ottobre vari convegni in otto città d’Italia (Roma, Genova, Torino, Padova, Bologna, Senigallia, Catanzaro, Palermo), promossi dall’Associazione Nazionale Per la scuola della Repubblica. E’ l’occasione per riproporre ai lettori di vivalascuola l’Appello, che mette a fuoco tematiche cruciali per il mondo della scuola, e che è bene rilanciare nel momento in cui Governo e amministratori locali fomentano parole d’ordine come: Voglio farmi la mia scuola con i miei soldi, con i miei insegnanti e con i miei programmi e chi se ne frega degli altri. La scuola, invece, non se ne frega. Accompagniamo l’Appello con una presentazione dei convegni di ottobre da parte di Anna Angelucci e una analisi dello stato della scuola da parte di Franco Toscani. Continua a leggere

Vivalascuola. Non si può educare se non si ha una grande visione

Iniziamo il nuovo anno scolastico 2018-2019 proponendo su vivalascuola non un cahier de doléances fin troppo risaputo e nemmeno i conti della serva del governo. Non possiamo accontentarci dei piani di sciur padrun, buoni per addestrare studenti come se fossero garzoni e far andare la scuola come se fosse na fabrichèta. Per gentile concessione della redazione de “Gli Asini“, che ringraziamo, proponiamo un testo di Franco Lorenzoni, uscito sul n. 54-55 della rivista, che contiene una visione ampia e progettuale quale richiede sempre l’insegnamento. Seguono delle note di lettura di Giovanna Lo Presti. Sappiamo per scienza ed esperienza ciò che davvero serve alla scuola perché sia un luogo di educazione e istruzione, e ne terrà conto, quando lo avremo, un governo che meriti di essere chiamato tale. Per intanto buona lettura e buon anno scolastico a tutti.
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Vivalascuola. Quando la scuola non è più un luogo di educazione

Nell’augurare a studenti, docenti e a tutti i lavoratori della scuola buone vacanze, vivalascuola fa un bilancio dell’a.s. 2017-2018. Sono state costruite nuove scuole e tutte, vecchie e nuove, ora sono belle, sicure e ben attrezzate e rendono piacevole insegnare e apprendere. I fondi per l’istruzione sono stati portati alla media europea, e così gli stipendi degli insegnanti, che vedono riconosciuto il loro ruolo sociale. Sono state abolite le prove Invalsi e l’alternanza scuola lavoro, rivalutando l’attività didattica e mettendo al centro di essa l’amore per il sapere e la conoscenza. Le classi pollaio sono state abolite e sono state create nuove figure professionali per il sostegno, il recupero e la valorizzazione delle eccellenze, così tutti i docenti possono insegnare vicino ai luoghi di residenza. E’ stato possibile lavorare con tempi lunghi e distesi, dedicare attenzione alla relazione tra chi insegna e chi apprende, realizzare una didattica davvero personalizzata, e ciò ha reso possibile il pieno successo formativo di tutti gli studenti… Ci piacerebbe fare questo bilancio di fine anno, e speriamo di poterlo fare quanto prima. Per intanto questa è solo l’introduzione al bilancio vero, opera di Giovanna Lo Presti. Continua a leggere

Vivalascuola. Infanzia resa

Poi succede qualcosa
in un momento preciso della giornata:
il canto di una classe dietro i vetri
interroga tutti i nostri destini.

Un libro di poesia nato a scuola e che si porta dentro come un diario la vita segreta delle aule scolastiche. Si tratta di Infanzia resa di Sebastiano Aglieco, poeta e maestro in una scuola elementare di Milano. Un libro in cui la poesia è oggetto d’insegnamento e allo stesso tempo strumento didattico, occasione di scoperta e veicolo di relazione. Per questo proponiamo questo libro ai lettori di vivalascuola, sia ai poeti che agli insegnanti, con un assaggio di poesie, una testimonianza della maestra Manuela Gallina, le letture dei poeti e insegnanti Corrado Bagnoli, Luigi Cannillo, Maurizio Casagrande, e una nota di Giorgio Morale.
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Vivalascuola. Il 68 unì l’Italia, il post-68 l’ha divisa

(Elaborazione grafica di Francesco Mele)

Chiudiamo con questa puntata la serie dedicata da vivalascuola al 50° anniversario del 68. Carlo Tombola analizza il modo in cui i testi scolastici trattano il 68. Stefano Levi Della Torre fa un bilancio del Sessantotto che ne ricostruisce la dimensione storica. Lea Melandri ne esprime alcune delle istanze più radicali e non realizzate. Giancarlo Consonni ne dà un giudizio alla luce del presente, a partire dalla condizione dell’università italiana: “Non mitizzerei il ’68: lì c’era tutto e il contrario di tutto. Gli sviluppi lo hanno dimostrato: coloro che lo hanno inteso (e vissuto) come una scorciatoia per il potere si sono presto adattati a fare i maggiordomi dei potenti (quando non si sono infilati nella follia brigatista); coloro che hanno posto il problema di un sapere e di un saper fare responsabili hanno per lo più continuato a farlo, assumendosi il compito di andare controcorrente e pagando di persona. Se c’è un’eredità positiva del ’68, questa è nella resistenza di una ricerca e di una formazione che non si arrende ai mortificanti inquadramenti accademici e che mantiene la sua autonomia dal potere economico come da quello politico”. (Giancarlo Consonni) Continua a leggere

Vivalascuola. Altri 68

La ricorrenza del 50° anniversario del 68 vede ripresentarsi quanto di deleterio accompagna spesso i rituali. C’è chi ne approfitta per tirar fuori il suo livore e fare del 68 l’origine di tutti i mali. C’è chi lo svuota di significato e lo neutralizza con una celebrazione di maniera contraddetta dalle politiche perseguite. Alla base di tali derive ci sono semplificazioni e generalizzazioni incuranti di esibire ignoranza storica e malafede. La presente puntata di vivalascuola prosegue una operazione di memoria che propone ai lettori aspetti forse meno noti del 68: esso ha coinvolto tanti settori della società, dando vita, come ci racconta Nicola Fanizza, anche a un Comitato Marinai-Studenti; la sua incubazione è stata anche in campo cattolico, come chiarisce il percorso di Giuseppe Maria Greco; il 68 è stato significativo non solo nelle grandi città ma anche in provincia, come testimonia il racconto di Paola Martini. Continua a leggere

Vivalascuola. Il 68 a scuola

Sul 68 sono frequenti luoghi comuni sia dei denigratori (“Il 68 ha distrutto la scuola“) sia dei nostalgici (“Quelli sì eran tempi!“). Naturalmente per una corretta valutazione storica occorrerebbe partire da qualche domanda che aiuti a contestualizzare “il 68“: come erano la scuola e l’università prima del 68? E come sono la scuola e l’università successive al 68? E quelle odierne? In questa puntata di vivalascuola Ester Prestini, Antonia Sani, Antonio Sparzani e Franco Toscani rispondono a queste domande e ci parlano di quella scuola e di quella successiva, coniugando memoria di azioni e relazioni, guadagni culturali e sperimentazioni didattiche. Fornendo così materia anche a chi volesse attualizzare e si volesse proficuamente chiedere: c’è qualche elemento del 68 che sarebbe auspicabile anche nella situazione odierna? Continua a leggere