Fil rouge, il romanzo epistolare di Alessando Seri

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(di Enrico De Lea)

“Fil rouge – Le lettere segrete di Yvette Mirabeau”, di Alessandro Seri (Vydia editore, 2013, disponibile anche in formato e-book), rappresenta il segno, per l’autore (oltre che narratore, assai intenso poeta e critico, nonché efficace organizzatore di cultura nelle Marche), di una scommessa creativa vinta, quella di un genere letterario – il romanzo epistolare – oggi all’apparenza inconsueto, eppure favorevolmente inattuale, per la storia narrata attraverso un epistolario e per il fascio di valori, emozioni, temperie storica che attraversa. Continua a leggere

La poesia e i barbari

 

di Alessandro Seri

Tiziano Terzani diceva che di fronte ad un bivio tra una strada in discesa ed una in salita bisognerebbe sempre prendere quella in salita. Ovvio che la strada in salita comporta più fatica nell’affrontarla ma la soddisfazione alla fine del percorso è diversa, la visione che si ha del mondo dall’alto ci ripaga dello sforzo. Trentacinque anni fa moriva ammazzato all’idroscalo di Ostia il più importante intellettuale italiano del secondo Novecento, Pier Paolo Pasolini, e subito mi si sposta la memoria a qualche mese indietro, credo fosse febbraio 2010, durante la presentazione che stavo facendo ad un libro di poesie di una cara amica a Civitanova Marche. C’era tra il pubblico un ragazzo sui diciotto-diciannove anni che scattava foto, ad un certo punto è intervenuto dicendo: “a me piace quello di cui state parlando, sento che dite belle cose, però proprio non le capisco.” Continua a leggere

Scena 1 – Luglio 1987

Seduti all’interno di un bar di corso Cavour parlando e bevendo, un succo giallo di pompelmo lei e latte e menta da film d’un verde appena abbozzato io. Fuori il caldo di luglio del millenovecentottantasette, dentro i nostri gomiti nudi appoggiati allla tovaglia del tavolino a scacchi girigi e viola e la tivvù issata sulla mensola più alta del locale che urla le voci degli italiani a Wimbledon mentre Canè stramazza di passanti e bestemmie il re del tennis, Lendl è alla frutta e sta perdendo di brutto. – Vai Paolino che è bruttissimo – gli urlano dagli spalti tre sbandierati italiani e un tuffo a rete che strozza la palla del ceco. Esulto col pugno sotto al tavolo che balla mentre lei, pallida, bianca, con trucco nero accentuato, nel suo nero totale, magra dentro a larghissimi pantaloni neri di lino ed una nera camicia slacciata a far intravedere il quasi nulla del seno. Continua a leggere