Vivalascuola. Chi sono i “ladri di futuro”?

La mobilitazione degli studenti per il clima è da tempo l’unico evento del mondo della scuola che non riguardi “riforme” del ministro di turno o allarmi giornalistici di bullismo e violenza. Perciò è da salutare come benvenuta, anche e soprattutto perché riguarda un problema non da poco: la sopravvivenza del pianeta Terra e della specie umana. Ma davvero si può affermare come qualcuno ha fatto che grazie a queste manifestazioni “niente più sarà come prima“? Ce lo auguriamo, ma al contempo riteniamo necessario riproporre domande che sono state agitate nelle recenti manifestazioni. Chi ruba il futuro? Chi distrugge il pianeta? Chi dilapida le risorse? E’ proprio come dice Greta?

Il caso Greta Thunberg
di Giovanna Lo Presti

Negli ultimi tempi il “caso Greta” e le manifestazioni di massa di tanti giovani del mondo occidentale hanno tenuto le prime pagine dei giornali. Le riflessioni che seguono sono generate da due fattori: il primo è l’unanimismo con cui è stata accolta la performance di Greta Thunberg, rotto soltanto da critiche piuttosto rozze provenienti da ambienti di destra. Il secondo è che, nonostante l’evidente spettacolarizzazione dell’azione di Greta, non ci sia stata alcuna volontà di disgiungere ciò che Greta sta facendo dalla questione ambientale. Continua a leggere

Guido VIALE. “NIENTE SARA’ PIU’ COME PRIMA”

 

Guido Viale

NIENTE SARÀ PIÙ COME PRIMA

Venerdì 27.9, giorno conclusivo della settimana di mobilitazione contro la crisi climatica e ambientale, oltre due milioni di studenti sono scesi in piazza in diversi paesi del mondo (e in Italia più che in tutti gli altri) portando così a oltre sei milioni (quattro volte quelli del 15 marzo; e a novembre, al prossimo global strike, saranno ancora di più) le persone che hanno risposto alla chiamata di Greta Thunberg. Continua a leggere

“Per una botanica della poesia”

Climate StrikeDopo i Fridays for Future e il Global Climate Strike del 15 marzo, un’iniziativa che unisce poesia e ambientalismo mirando alla sensibilizzazione sui temi del cambiamento climatico. Promotore di “Per una botanica della poesia” è Sebastiano Adernò, poeta, autore di video e ideatore di analoghe azioni di poesia civile: nel 2015, insieme ad altri, ha affisso (e recitato) poesie-preghiere tra i relitti delle barche dei migranti in Sicilia.
Il progetto, che si avvale anche di un crowdfunding, raccoglie poesie da cui verranno tratte cartoline e un’antologia da diffondere in luoghi di aggregazione.
Da aprile a giugno le “poesie botaniche” verranno condivise in una serie di incontri che – tra festival, parchi e biblioteche pubbliche – attraversa tutta l’Italia: dal Friuli alla Sicilia passando per Milano, Varese e Roma.

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LA SOVRANITA’ SULLA CARTA

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E’ giusto distruggere una montagna e l’ambiente per costruirvi una galleria inutile? E’ giusto che i Governi la impongano con ogni mezzo, probabilmente su pressione di lobby? E’ giusto che la popolazione che da generazioni vive in quella valle (Val di Susa) non sia mai stata ascoltata e si ribelli? E’ il caso della TAV Torino – Lione, ma che pone un problema generale di sovranità.

“La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, recita la Costituzione (art. 1, co. 2°), e ci scappa un sorriso, consapevoli di come in realtà siamo stati spogliati sia della sovranità sia di diritti fondamentali. Ma la nostra, obietterebbe subito qualcuno, è una democrazia rappresentativa, e poi a decidere di un interesse di valenza non locale ma nazionale devono essere le istituzioni, non i cittadini residenti nel territorio interessato, comprensibilmente contrari. Continua a leggere

Il reuccio e il bene che non vediamo

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Eppure era lì per aggiustare le cose, per fare, con equilibrio ed equità, le riforme necessarie e le scelte economiche urgenti, attese dalla maggior parte degli italiani.

Invece il reuccio che fa? Esattamente il contrario, in continuità e in empatia perfetta coi governi di destra, e con la protervia fanfarona dell’innovatore che ripete come un mantra, in ogni occasione, il gran bene che sta facendo per l’Italia e gli italiani. C’è chi gli crede, grazie alle tivù di Stato che lo rincorrono e ne moltiplicano il verbo e l’immagine, come se la favola, a forza di ripeterla, si auto realizzi. A credergli sono innanzitutto i beneficiari delle risorse pubbliche, e quindi, nell’ordine: banche, multinazionali e grandi imprese, lobby professionali, l’ampia corte di politici e alti dirigenti di enti pubblici.

La maggioranza degli italiani ha elevato invece un muro di diffidenza e di aperta contrarietà per la sua politica, e si moltiplicano le manifestazioni e le iniziative nelle piazze contro le scelte del Governo e del Parlamento. Il reuccio non ne ha infatti azzeccata una: la pessima riforma sulla scuola, l’abolizione dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori, il rifiuto di modificare la legge Fornero sulle pensioni, la pericolosissima controriforma costituzionale unita all’altrettanto pessima riforma elettorale (italicum), la normativa che consente di estrarre idrocarburi dal sottosuolo marino fino ad esaurimento del giacimento, il Job act come ricetta per l’occupazione, la destinazione di enormi cifre per gli investimenti infrastrutturali a vantaggio delle solite lobby. Continua a leggere

Caso Ilva, Riva non è l’eccezione – di Guido VIALE (il manifesto)

Per capire di che cosa parliamo quando parliamo di privatizzazioni guardiamo l’Ilva. Riva ha comprato l’Italsider di Taranto (un «ferrovecchio», secondo lui che lo ha comprato; un gioiello, secondo Prodi che ne ha predisposto la vendita) una ventina di anni fa per una manciata di miliardi (di lire: cioè di milioni di euro). Da allora, ha instaurato in fabbrica un regime dispotico, che gli è valso due condanne per discriminazione (ma ne avrebbe meritate decine), ma che è costato agli operai centinaia di morti sul lavoro.  Ha appestato la città con emissioni, reflui e rifiuti nocivi che hanno provocato migliaia di malattie e centinaia di morti. Ha macinato profitti per miliardi di lire, ma poi anche di euro, e ne ha imboscati molti in paradisi fiscali, rimpatriandone una parte esentasse grazie allo scudo fiscale di Tremonti. Ha sfruttato gli impianti senza investire se non lo stretto necessario per tenerli in funzione, mettendo in conto di abbandonarli, insieme a operai e città inquinata, quando non sarebbero più stati redditizi. Continua a leggere

Eppur si muove. Il risveglio delle comunità

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Non disperiamo per i risultati elettorali, prima di vedere ciò che di concreto produrranno, nel tempo. C’è un cambiamento in atto dopo la stasi degli ultimi vent’anni che ha scombinato le carte di una destra aggressiva, corrotta e residuale, che pensava di imporre ancora i propri interessi personali, e quelle di chi, con vaghezza e ambiguità di  contenuti programmatici e sulle future alleanze di governo, pensava di fare un rinnovamento del Paese a scartamento ridotto, condizionato da Bruxelles. Gli esiti elettorali non sono stati incruenti nemmeno per chi il cambiamento lo voleva fortemente, soggetti politici che pur mettendo assieme sacrosanta indignazione e passione, dentro un programma coraggioso e netto, non potranno far sentire la loro voce nel nuovo Parlamento. Continua a leggere

L’ILVA, LE ILVE D’ITALIA

Dopo anni di indifferenza o connivenza e di omessi controlli sulla sicurezza degli impianti dell’Ilva, a Taranto, si sveglia di colpo il Governo dichiarando la propria competenza e, nella sostanza, l’inopportunità del provvedimento assunto della magistratura tarantina a tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini. Ma dov’era il Governo, in tutti questi anni, prima che la magistratura intervenisse? Cambiano, certo, i ministri, la loro eventuale responsabilità, in merito, ma non la normativa vigente e gli obblighi degli apparati amministrativi e degli organi ispettivi. Se non fosse intervenuta la magistratura, sarebbero forse intervenuti i ministeri competenti? Continua a leggere

Parla il vicepresidente di Italia Nostra Nicola Caracciolo «Non si può svendere l’identità del paese»

Di GIORGIO SALVETTI
IL MANIFESTO – 10 agosto 2012

«È tempo di tornare a forme di keynesismo, il nostro patrimonio storico-ambientale merita investimenti»

Non riusciamo a spiegarci come sia possibile che un governo formato da uomini colti come Mario Monti non sembri valutare, se non da un punto di vista economico, il valore immenso del nostro patrimonio storico culturale e paesaggistico». Nicola Caracciolo, vicepresidente e direttore del bollettino di Italia Nostra è molto preoccupato dei progetti di palazzo Chigi che ancora una volta per risanare i conti pubblici punta alla vendita dei beni immobiliari dello Stato. Non ci sono soldi, qualcosa bisogna pur fare, perché non vendere gli Immobili dello Stato? Non sono un tecnico, non mi occupo di economia e finanza, ma mi pare che il difetto di questa politica economica sia quello di non tenere conto del valore del nostro patrimonio culturale. Mi sembra che si tenda a mettere tutti gli immobili di proprietà dello Stato alla stessa stregua per fare cassa senza che ci sia un’adeguata analisi preliminare. Continua a leggere

Ilva di Taranto. La fabbrica della paura – di Gianni Giovannelli

DA UniNomadE          

Il GIP (Giudice per le Indagini Preliminari) di Taranto, ovvero la dottoressa Patrizia Todisco, ha cambiato l’agenda politica e sindacale di fine luglio. Con una prima ordinanza ha sequestrato il più importante stabilimento siderurgico italiano e con una seconda ordinanza ha disposto l’arresto di otto dirigenti dell’Ilva (fra questi il mitico Emilio Riva, capo dell’impero, grande inquinatore). Sono 600 pagine complessive, precise, documentate, un atto d’accusa impressionante, fondato su perizie dettagliate, convincenti, oggettive, inattaccabili.
La dottoressa Todisco è riuscita (anche se non se lo era proposto, probabilmente) a ricomporre l’unità dei tre sindacati metalmeccanici; non avevano scioperato insieme per opporsi alla macelleria sociale organizzata dal governo Monti e dal ministro Fornero, ma si sono trovati subito d’accordo nel ritenere che sia logico (o almeno necessario) crepare di lavoro. Il ceto politico della sinistra democratica, dal canto suo, o tentenna o delira, abbandonandosi a considerazioni sconnesse o alla traccia di percorsi impossibili (lavorare e contemporaneamente risanare); sempre e rigorosamente senza affrontare il nodo delle sconvolgenti risultanze peritali. Continua a leggere

Per la sopravvivenza dell’ambiente di Massimo ZUCCHETTI

DA IL FATTO QUOTIDIANO

 

Ho partecipato oggi come relatore ad un Convegno a Torino, che mi aveva colpito inizialmente per il suo titolo, al di là dei contenuti: “Aria, acqua, terra: una giornata in difesa delle risorse pubbliche per una politica della sopravvivenza”. Una giornata organizzata dal Movimento “2 Giugno”, al quale ho dato un contributo relativamente all’impatto ambientale delle Grandi Opere Inutili sulle risorse idriche e idrogeologiche, andando dal passato del Mugello al presente e al futuro della Valle di Susa.

Si tratta ormai di una battaglia fondamentale, all’interno della quale i diversi Movimenti si trovano raggruppati: la difesa dei beni fondamentali, fonti della vera ricchezza del genere umano, mezzi essenziali della sua sopravvivenza sulla Terra: risorse pubbliche sempre più preziose da difendere contro gli appetiti dei grandi potentati economici. Di qua può cominciare una nuova Politica. Continua a leggere

I diritti della Natura: intervista a Davide Sapienza

Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni

da mountainblog.it

Riporto qui il testo di presentazione di un convegno importantissimo per l’ambiente, in programma ad Alzano Lombardo (BG) il 30 marzo, su iniziava di InnTea (Innovazione Tecnologia Ambiente). Parteciperanno l’attivista internazionale Mari Margil, la procuratrice legale Francesca Mancini e lo scrittore, sensibilissimo al tema della tutela della Natura, Davide Sapienza. Segue una mia intervista all’autore.

«Ogni giorno, anche se non ce ne accorgiamo, dobbiamo fare i conti con l’emergenza: ambientale, economica, del pensiero e della governance. Questa è la vera agenda della crisi globale: come affrontare il cambiamento. Come rivoluzionare il nostro modo di amministrarci e regolamentarci. Come, quindi, dare spazio al pensiero e al sentire più avanzati, quelli che hanno riconosciuto la sorgente del male: la nostra separazione dalla fonte della vita la Terra. L’idea di una nuova forma di diritto, spiegato da Cormac Cullinan nel libro I Diritti della Terra.Wild Law(in uscita a maggio in Italia), ha portato a eventi impensabili solo dieci anni fa, come una costituzione (quella dell’Ecuador) di uno stato sovrano che prevede i diritti della Madre Terra e di un documento (la Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra), che superando il fallimento dei vertici internazionali ha unito milioni di persone che condividono una consapevolezza: “per garantire i diritti umani è necessario riconoscere e difendere i diritti della Madre Terra e di tutte le sue creature”».

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Pensare lentamente, agire velocemente

Di Gianluca Bonazzi

Questo principio intende porre all’attenzione dei lettori una riflessione sul valore del tempo.
Riprende un principio simile che diverse volte si è sentito riportare quando si parla di multietnicità e villaggio globale: AGIRE LOCALMENTE, PENSARE GLOBALMENTE.
Questo si muove nello spazio, l’altro nel tempo.
L’incrocio di tempo e spazio porta armonia indispensabile per la vita di una persona.
Immaginarie rette perpendicolari che formano il qui e ora di antica memoria latina, il cosiddetto Carpe Diem.
Ogni tempo in un spazio e viceversa è unico, e mai più si ripeterà, per sempre.
Quanto accaduto un attimo fa nella vita di ognuno di noi non si ripeterà più. Continua a leggere

Come valorizzare un’area col turismo di qualità

DALLA MAREMMA UNA LEZIONE PER LE VALLI APPENNINICHE PIEMONTESI

Articolo di Marco Grassano

da Postpopuli

Daini sotto gli ulivi maremmani

Lo scorso giugno ho fatto, con la famiglia, un “tour” tra Assisi e la Maremma; in quest’ultima zona, in particolare, ho osservato un modello di “gestione” del turismo che potrebbe funzionare egregiamente anche da noi, se solo lo volessimo davvero adottare. Tutto ruota attorno al valore ambientale dell’area, in Toscana garantito da un parco regionale (come lo sono in provincia di Alessandria, tanto per intenderci, il Parco del Po e dell’Orba o quello delle Capanne di Marcarolo) – ma si potrebbe anche partire da una zona protetta della Rete Natura 2000, quale quella del Monte Antola, magari estendendola alle Terre del Giarolo, che dal punto di vista della biodiversità non hanno nulla da invidiare a molte altre realtà più rinomate (mi pare però che la Comunità Montana abbia deliberato, non molto tempo fa, l’espressione di parere negativo alla creazione di un’area di salvaguardia, voluta dalla Regione… forse per timore di avere le mani legate, o forse in obbedienza all’ormai abusato principio “padroni in casa nostra”, che in una società civile deve invece essere, necessariamente, limitato dal prevalere degli interessi collettivi, a partire dalla tutela del territorio).  Continua a leggere

Andrea Aschedamini e Davide Sapienza presentano “Le OroVie”

Ancora due eventi, oggi e tra una settimana con protagonisti Andrea Aschedamini e Davide Sapienza, coautori de Le OroVie (Lubrina Editore). Cliccate sul manifesto qua sotto per conoscere i dettagli.

“Addio, Liguria”: franano le Cinque Terre care a Eugenio Montale

Articolo e foto di Marco Grassano (già pubblicati su AlibiOnline, qui e qui)

“Addio, Liguria”: franano le Cinque Terre care a Eugenio Montale
“Addio, Liguria, per i tuoi grandi paesaggi d’olivi
dove il colore in maggio è bronzo fiorito; per il verde
chiaro delle vigne di cui vivono anche in estate
le ardenti terrazze di pietra sollevate all’infinito sul mare…”
Vincenzo Cardarelli

Il sole di fine settembre balugina caldo sul mare in un crepitio luminoso mentre dall’uscita autostradale di Carrodano scendo verso Monterosso. Il mio albergo – Hotel Cinque Terre – è nella frazione Fegina, di fianco a Villa Montale. Scriveva il poeta:

La casa delle mie estati lontane
t’era accanto, lo sai,
là nel paese dove il sole cuoce
e annuvolano l’aria le zanzare. Continua a leggere

“Le OroVie” – La Connessione cosmica

Recensione di Giovanni Agnoloni

Andrea Aschedamini, Davide Sapienza
Le OroVie
Lubrina Editore, Bergamo, 2011

Dopo L’invisibile canto del silenzio, i testi di Davide Sapienza e la foto di Andrea Aschedamini tornano ad accompagnarci in un itinerario geogafico, ma soprattutto spirituale, nel ciclo delle stagioni delle Alpi Orobie. Le OroVie (Lubrina Editore, 2011) è un libro che ci fa dono di un percorso speciale, che fa di tutto per essere “normale”, “umile” nel senso originario del termine (humilis, “che sta in basso”, dunque “aderente al terreno”), ma non può evitare di rivelare la propria natura iniziatica. La Natura qui si rivela nella sua essenza di Via, cioè di percorso di accesso a dimensioni più sottili, più profonde e insieme più alte, rispetto a ciò a cui siamo abituati. L’essenza energetica e spirituale dei luoghi di montagna si manifesta come Holos (“Tutto”) in cui si immerge l’essenza intima dell’uomo, osservatore che vive su di sé un riflesso della vita millenaria del Cosmo. Continua a leggere

Appunti poetici su un luglio trascorso nelle terre del Giarolo

Articolo e foto di Marco Grassano (da AlibiOnline, dove sono disponibili anche altre immagini dell’autore)

Come da’ nudi sassi
dello scabro Apennino
a un campo verde che lontan sorrida
volge gli occhi bramoso il pellegrino…

Giacomo Leopardi, Il pensiero dominante

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