Polaroid congelate: le foto estreme di Thron Ullberg

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Cosa distingue un artista della fotografia da un semplice fotografo? Nell’epoca della banalizzazione e overdose fotografica dovrebbe essere difficile trovare il confine, eppure non lo è. Perché una foto ha smalto, anima, originalità, ribaltamento, o non ce l’ha; alla faccia di filtri, ritagli e altri contorsionismi post produttivi. E quella dello svedese Thron Ullberg − in questi giorni con una personale dal titolo “Vilsen” (“Perso”) alla Elf Galleri di Göteborg − è quasi più arte che fotografia. Continua a leggere

Gauguin il selvaggio

Gauguin

di Augusto Benemeglio

  1. Un maledetto meticcio

Eugène-Henri-Paul Gauguin, un maledetto meticcio, mezzo parigino e mezzo peruviano(per via di madre e in Perù peraltro visse in un certo periodo della sua vita), che prima di fare il pittore fece il redattore de “Le National”, giornale di tendenza repubblicana, e poi l’agente di cambio; lo si conosce , per fama , come un uomo di pessimo carattere : un omone molto forte fisicamente , violento , ubriacone e puttaniere. Nel film su Van Gogh degli anni cinquanta (protagonista Kirk Douglas) fu interpretato, efficacemente , come sempre, da Antony Quinn , che gli somigliava in modo incredibile ( due gocce d’acqua) , peraltro meticcio come il pittore , un messicano mezzo irlandese e anche lui piuttosto rissoso e donnaiolo. Continua a leggere

Lucetta Frisa, Poesie su dipinti

Holbein
I due ambasciatori* Hans Holbein.

A noi non interessano i progressi della scienza:
ci portano onore e danaro? Altrimenti non servono.
Certi messaggi complessi neppure il re li comprende
li inviano demoni e angeli a sovvertire le imprese.
Oggi fa molto freddo, ci riscalda la pelliccia
adeguata a questa stagione come il nostro atteggiamento
e nulla di obliquo traversa cose e velluti.
Noi diciamo quello che abbiamo da dire,
facciamo quello che ci ordina il re.
Non guardate nient’altro, non c’è nulla da scoprire.
E’ il l553.
Siamo Jean de Dinteville e Georges de Selve –
due ambasciatori.

***

*La figura in basso,obliqua, quasi a livello del pavimento mostra un teschio tridimensionale che,per effetto della deformazione ottica,si può vedere solo se posizionati sul lato destro del dipinto: è l’anamorfosi e il suo messaggio è esplicito.

Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 6

da qui

Pequeño vals vienés

Poeta en Nueva York es el título de un poemario escrito por Federico García Lorca entre 1929 y 1930 durante su estancia en la Universidad de Columbia (Nueva York), así como en su siguiente viaje a Cuba, y publicado por primera vez en 1940, cuatro años después de la muerte del poeta. Continua a leggere

Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 5

da qui

Federico García Lorca
Banderuola (Fuente Vaqueros, Granada, luglio 1920)
Veleta, Libro de poemas -1921
Voce recitante: Luigi Maria Corsanico
Fotografie di L.M. Corsanico – Cieli del Sur de Chile
Heitor Villa-Lobos
Melodia Sentimental
Traduzione di Carlo Bo Continua a leggere

Lucetta Frisa, poesie su dipinti

Frisa
La dame à l’unicorne

a Chiara D.

Perverso un vento penetra la trama
del silenzioso arazzo scompiglia imprevedibile
il disegno dell’isola perfetta oh bella dama
e l’unicorno si sveglia alza la zampa snella
dal tuo impeccabile grembo oh mia bella
ed attraversa il prato calpestandone il fiore
dentro lo specchio si è precipitato e bianco
più non è ahimé e c’è rumore e odore
di prato di fiore di specchio rotto sporcato
e sparito è il disegno e la trama oh brutta dama
bella di un’altra dolcezza.

L’urlo di Munch

Munch
di Augusto Benemeglio

“La natura è l’opposto dell’arte. Un’opera d’arte proviene direttamente dall’interiorità dell’uomo… La natura è il mezzo, non il fine. Se è necessario raggiungere qualcosa cambiando la natura, bisogna farlo… L’arte è il sangue del cuore umano”.
Sono parole di Edvard Munch, autore de L’urlo, o il grido, tempera su cartone, cm. 83,5 x 66, dipinto nel 1893, che fa parte di quelle opere che l’artista raccolse idealmente in una serie intitolata Fregio della vita, inerente ai temi della vita, dell’amore, delle passioni, della morte, destinati ad assurgere a emblemi del suo immaginario. Continua a leggere

Lucetta Frisa, poesie su dipinti

soldato
Il soldato e la ragazza che ride
Vermeer van Delft

Soldato, hai volto e cappello ombroso
che indossi su strade impervie e cavalli in corsa
e giungi qui da guarnigioni lontane
sfinito,affannato, polveroso.
Non credere alle carte geografiche
mai sapranno condurti su strade felici:
te lo dice una donna che viaggia
libera nella sua casa dove impara
certi segreti che tu ignori. Ma finalmente
sei qui davanti a me spavaldo
battendo il tacco dei tuoi lunghi stivali.
Ti porto un bicchiere di birra fresca
mentre spalanco la finestra per fare entrare
la luce. Guardala, non è la stessa che incontri
sulle tue strade fangose: questa è chiara e leggera.
Ecco che ti cammina sul mantello
sull’elsa della spada e tra la barba
tenera e ride dai tuoi occhi ai miei
dentro i nostri bicchieri e per tutta la stanza.
Ti prego, non farmi la domanda
che sulle labbra ti trema; non voglio
sapere adesso il mio destino, lascialo
nascosto ancora nell’angolo di questa luce.

Dalla parte di Blu

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Ricordo, all’università, un corso di sociolinguistica.
Erano gli ultimi anni del grunge, e più mi appassionavo alla questione e più mi rendevo conto che in qualche maniera il cosiddetto consumismo aveva attivato tutta una serie di anticorpi che, nel giro di poco tempo, lo avrebbero salvato da qualcosa potenzialmente capace di distruggerne la meccanica.
I ragazzi di Seattle, all’inizio degli anni novanta, avevano cominciato a vestirsi utilizzando vecchie camice dei loro nonni, scarponcini a basso prezzo usati per girare nei boschi, cappelli di lana di seconda mano e giacconi non di marca. Da Seattle il movimento (che movimento neppure era, essendosi sviluppato in maniera spontanea e senza direttive sulle note di gruppi musicali che ai tempi sradicavano il rock dalle patinature degli anni ottanta) si sparse in tutto il mondo. Sempre più giovani dei paesi occidentali cominciarono a voltare le spalle alle grandi marche e a vestirsi riutilizzando vecchi capi appartenuti a chi li aveva preceduti. L’inizio di una rivoluzione.
Poi successe qualcosa.
Successe che i negozi di marca, i grandi brand, gli stilisti e le grandi Continua a leggere

Lucetta Frisa, Poesie su dipinti

Arnolfini
Gli sposi Arnolfini
Jan Van Eyck

Nel silenzio lo specchio mostra figure rovesciate
se è vero che siamo qui a bisbigliarci qualcosa
di molto elegante scandendo sillabe leggere
dove l’eco si cancella sulle labbra ed anche le mani,
appena sfiorandosi, non osano farsi domande.
Se questo fosse il sogno di un’altra coppia,
un mistero cortese che invisibile soffoca
nel quieto disegno delle cose,per svelarsi
solo di là,nell’ardore di gesti dissennati
in ombre e profili capovolti. Ma è così
che ci immagina il nostro desiderio.

Il mistero della Gioconda

Gioconda
di Augusto Benemeglio

1. Un atto di venerazione

Vi è forse capitato, come è capitato a me diversi anni fa (trenta, forse quaranta) di andare a Parigi solo per vedere la Gioconda, incanalati, pressati come sardine, lungo la Grande Galerie del Louvre, nella sala VI, dietro migliaia di persone, per l’incessante, quotidiano pellegrinaggio alla Regina incontrastata dell’Arte, all’opera più famosa di tutti i tempi? Allora avrete capito che non è una visita, ma un vero e proprio atto di venerazione, uno straordinario sincretismo religioso , che si realizza in nome dell’arte. Continua a leggere

Poesie su dipinti. Maddalena, di Georges de la Tour

de la Tour
di Lucetta Frisa

Meditare davanti a oggetti chiusi
l’apertura del mondo:
uno specchio un teschio il mio corpo
in mezzo alla notte della stanza.
Il teschio e l’occhio per incantamento
si fissavano immobili allo specchio
mentre cadevano i miei lunghi capelli.
E lentamente smemorando i nomi
le cose allusero ad altro
la notte simulò un buio più vasto.
L’aria si accese e vibrando mutava
le certezze visibili in ombre
che tornavano in luce inconosciute
al buio ritornando, se ardevo il tempo
in trasparente polvere d’aria-

e fui solo uno sguardo nello spazio.

Da Bellini a Tiepolo. Brevi riflessioni attorno a una mostra del Forte di Bard

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di Guido Michelone

L’estate è forse la stagione più propizia per il cosiddetto turismo culturale, le esperienze soprattutto visive che attengono alle sfera del sapere (arte, archeologia, architettura), vissute nei luoghi deputati (musei, pinacoteche, palazzi, chiese, monasteri, castelli, fortezze o intere città). Continua a leggere

Marlene Dumas – L’immagine come fardello

Marlene DUMAS    Pour qui sonne le glas    2008   huile sur toile    100x90

Marlene DUMAS Pour qui sonne le glas 2008 huile sur toile 100×90

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di Andrea B. Nardi

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Marlene Dumas è uno di quei rari artisti contemporanei in grado d’emozionare sia lo smaliziato conoscitore dei linguaggi moderni, sia il neofita digiuno d’ogni altra espressività posteriore, mettiamo, tanto per cambiare, agli impressionisti.

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ESFOLIAZIONI URBANE

manMimmo Rotella lavorava strappando manifesti pubblicitari, riproduceva quello che già nella natura urbana accade e ho osservato qualche giorno fa. Qui la mia foto, scattata in corso Sommeiller, a Torino. Ritrovate i miei pensieri sull’arte anche sul blog Il verso del quadro.

ALLE ORIGINI DEL GUSTO – LA MOSTRA AD ASTI fino al 5 luglio

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In corso una mostra davvero notevole appena visitata per voi, si chiama ALLE ORIGINI DEL GUSTO, ad Asti, a Palazzo Mazzetti fino al 5 luglio 2015.  Un’occasione per scoprire importanti reperti dell’antichità legati al cibo in modo del tutto innovativo. Le interazioni multimediali presenti permettono di fruire la mostra in modo assolutamente dinamico tant’è che si potrebbe pensare di arte antica sposata all’arte contemporanea o alla video-arte. Continua a leggere