Vivalascuola. Bilancio 2016-2017: l’anno scolastico più molle, distratto, rassegnato

Questo è stato l’anno scolastico più molle, distratto, rassegnato che ci sia stato da alcuni decenni“. Lo scrive Marina Boscaino nel bilancio dell’anno scolastico 2016-2017 proposto in questa puntata di vivalascuola. E come sarebbe potuto essere altrimenti? Da due anni la scuola sconfigge Renzi in tutti gli ambiti. Contro la politica scolastica di Renzi la scuola ha prodotto il più grande sciopero della scuola dalla nascita della Repubblica, quello del 5 maggio 2015. Ha ridicolizzato la politica di Renzi, impegnandosi in occasione del referendum del 4 dicembre 2016 per la vittoria del No alla “riforma” della Costituzione proposta dal premier. Eppure Renzi, battuto al referendum da quasi 20 milioni di elettori, riappare come arbitro della politica italiana in virtù di circa 1 milione e 400.000 voti ottenuti alle primarie del suo partito. Cosa occorre perché un politico capisca che una linea politica non è gradita? Perché​ eserciti la pratica democratica dell’ascolto? Perché mantenga i propositi di farsi da parte espressi nel momento della sconfitta? 

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Spazzar via la pioggia una volta per tutte.

Una delle memorie più chiare che ho della mia adolescenza ha a che vedere con un tizio dai capelli lunghi e dagli occhi azzurri che canta davanti a una piccola folla di coetanei in maglietta e calzoncini. Ricordo di essere rimasto ipnotizzato davanti alla TV, preda del desiderio di mettermi a mia volta a saltare sul divano urlando, e di aver passato i pomeriggi successivi a fare zapping su Videomusic: il tizio era Kurt Cobain e la canzone, “Smell like teen spirit”, avrebbe segnato profondamente la mia generazione.
Mi riconobbi all’istante in tutto quello che rappresentava: le All Star bucate, le camice pesanti, le felpe di seconda mano, i capelli disordinati, il rifiuto di ogni versione edulcorata della realtà che il resto del mondo sembrava volerci continuamente proporre. Continua a leggere

Vivalascuola. 50 anni da “Lettera a una professoressa”

Sono cinquant’anni dalla pubblicazione di Lettera a una professoressa. “Rileggere Lettera a una professoressa significa tornare alle questioni di base, alla funzione ideologica della scuola e a quella di selezionatrice della classe dirigente… Lettera a una professoressa ci insegna la democrazia, l’esatto contrario dell’Italia contemporanea, corporativa, razzista, opportunista e cinica, dove uomini mediocri – dietro ai quali, tuttavia, ci sono precisi gruppi di potere intelligenti – decidono i destini d’intere generazioni…” (Stefano Guglielmin, qui) Segnaliamo una puntata che vivalascuola ha dedicato a don Milani, un incontro a Milano, uno a Venezia, un libro. Continua a leggere

Vivalascuola. L’italiano siamo noi

Gli studenti non sanno più scrivere, leggere e parlare l’Italiano. Sui banchi di scuola e all’università. Periodicamente arriva l’allarme, con lunghi intervalli di silenzio. Invece da 30 anni la politica scolastica mantiene ferrea continuità. Il Politecnico di Milano impone l’inglese come “lingua ufficiale” nelle lauree magistrali, malgrado con una recentissima sentenza (n. 42/2017) la Corte costituzionale abbia ribadito la centralità costituzionalmente necessaria della lingua italiana. E nelle scuole? Anche qui. Si realizza il programma di Berlusconi: Inglese, Internet e Impresa. 400 ore alle Superiori sottratte per l’alternanza scuola-lavoro, altre ore perse per il giochino del Clil. E in aggiunta: meno risorse, più alunni per classe, meno insegnanti, meno ore di lezione. E con i decreti attuativi della L. 107, la “Buona Scuola” di Renzi, si preparano altri tagli agli insegnamenti di base, tra cui ancora quello dell’Italiano. Ma, come scrive Giovanna Lo Presti, “privare gli studenti della possibilità di avere sufficiente competenza nella propria lingua nativa, distraendoli con lo specchietto per le allodole dell’angloamericano è un atto regressivo, è negare l’accesso ad una eredità comune preziosa”. Sarebbe ora di una nuova, diversa e attiva politica linguistica italiana: questo chiediamo con questa lettera al Presidente della Repubblica, che chiediamo di firmare e fare firmare.
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Otto marzo?

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Perché è così che crolla la barriera,
i fuochi d’artificio del consueto
parlare e straparlare. Tutto questo
imbroglio del capire con la testa
degli altri, del ripetere le frasi
della rete spacciandole per nostre,
non funziona: non sono tra coloro
che pur di condividere la (s)cena
s’ingoiano il finale. Io ti guardo
soltanto: kenegdo, dice la Bibbia,
uno di fronte all’altro, occhi negli oc-
chi. Ma appena sapranno, ne faranno
l’ennesimo sfottò da Gattopardo.

Chi ha paura della Svezia?

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In questi giorni la Svezia è di attualità dopo che Donald Trump ha riportato come veritiere alcune dichiarazioni rilasciate a Fox News da un certo Nils Bildt, un mitomane svedese che ha spacciato come notizie la propaganda contro immigrazione e Islam condotta dal partito “Sverigedemokraterna” (Democratici Svedesi), una formazione politica nata come ricettacolo di gruppi neonazisti e di ispirazione nazionalista, molto simile alla nostra Lega Nord.
Il Ministero degli Esteri svedese ha deciso di ribattere pubblicando un significativo ed esaustivo comunicato stampa in inglese: “Facts about migration and crime in Sweden” dove demolisce alcune delle più diffuse false opinioni/notizie attualmente in circolazione, sulla base di fatti e statistiche rilevate attraverso canali ufficiali, in primo luogo quelle delle Forze di Polizia. Continua a leggere

LA GABBIA

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Non una rivoluzione d’ottobre, servirebbe, ma la semplice, coerente applicazione della Costituzione repubblicana, con riferimento ai suoi “Principi fondamentali” (artt. 1 – 12).

Come uscire dall’attuale quadro politico ed economico paventato in questa intervista, e nelle cronache quotidiane? https://it.businessinsider.com/gli-italiani-stanno-investendo-soldi-fuori-dalla-penisola-per-paura-che-leuro-si-spacchi/

E’ davvero impossibile rompere con le scelte fatte fino ad oggi, tentando strade nuove, come questa?  Continua a leggere

Vivalascuola. Gli Asini n. 35-36. Terremoti

E’ uscito il n. 35-36 de Gli Asini, rivista di educazione e intervento sociale diretta da Luigi Monti che unisce riflessione teorica e pratica didattica. Questo è l’ultimo numero della vecchia rivista e il primo dei nuovi Asini, “un numero di passaggio“, come spiega la redazione, “che serva a chiarire chi siamo e cosa vogliamo“. In allegato a questo numero, per tutti gli abbonati, La religione dell’educazione, una breve antologia pedagogica di Aldo Capitini. Vivalascuola propone l’indice della rivista e, per gentile consessione della redazione, che ringraziamo, il manifesto programmatico della nuova serie.

Indice
(clicca sull’indice per andare subito all’articolo)

.I nuovi Asini, un manifesto di e per i giovani dei nostri anni
Indice della rivista Continua a leggere