ne vale la pena

SABATO
Quando vedo, il sabato,
le donne di una certa età
che escono dalla parrucchiera
con la messinpiega
e il viso arrossato,
per andare a custodire
uomini, figli, vicini, vecchi,
e negli occhi
la stanchezza;
o le straniere
che camminano dietro ai mariti
a testa bassa
e a testa bassa anche da sole,
mi prende a volte una tenerezza
e una voglia di piangere e di gridare
per tutte le carezze, gli abbracci, i baci
che non abbiamo avuto o potuto chiedere,
per la bellezza lasciata nei fossi
come fiori selvatici
appassiti,
sotto il sole che ci ha cresciute
e che ci voleva a testa alta
e ad occhi aperti.

una di quelle poesie che poi ….

Poetesse: Silvia Caratti

Di Silvia Caratti ho letto la prima volta qualcosa in rete. E subito avevo cercato inutilmente di des-crivere qualcosa sul dono di scrivere. Poi ho capito che dovevo lasciar perdere. Non c’era nulla di innato in quello che cercavo di fare. Ho atteso l’ispirazione. Una parola che tirasse la volata. E poi è balzata fuori una tigre con la coda sferzante sui fianchi nella piena luce del giorno.
Aveva le sembianze di queste parole:

Ma guardaci qui,
sotto la coperta rattoppata di un hotel,
le scarpe in un angolo gli anelli nel posacenere
il giornale vecchio nel cestino.

È tutto ciò che possediamo,
quello per cui ci hanno voluto e cresciuto.

Mi piace pensare che tu non hai
una sola risposta alle mie domande
e nonostante tutto
ti appartengo.

***

Si nutre di parole e cose, le piccole e semplici cose della natura, che
toccano con leggerezza insostenibile l’anima, la poesia di Silvia.
Una poesia che sembra rifiutare qualunque appartenenza se non quella della sfera delle emozioni supreme .
Una voce a due che parla a se stessa mentre sorride ad altri nascondendo quel velo che in ogni modo accompagna i ricordi le dolcezze le perdite le persone
Bastano però il sole che taglia una persiana, i venti in visita da una finestra stretta, il paesaggio della primavera che rinnova la vita del mondo, e la felicità riempie di nuovo la stanza:

°Spesso la notte faccio simili pensieri
quando lieve tu mi dormi accanto
mi domando cosa ci leghi
all’ultimo pianeta
o se l’universo produca un suono
o se il tempo non sia un imbroglio
e in realtà noi ci dobbiamo ancora amare.
Io so che tutte le domande hanno un nome.

***

Ma non é una di quelle felicità che si può toccare per mano perché qui bisogna sussurrarle le parole aggrappandosi a queste come ad una cattiva abitudine di cui non si può più fare a meno. È una di quelle felicità che solo la vera autentica poesia sa dare. Questa di Silvia Caratti è sublime autentica, corporea ,a portata di cuore. Da ricordare per sempre. Continua a leggere

Dentro

Dentro, di Sandro Bonvissuto è un libro bellissimo.Ha il colore bianco della purezza, la forza di una scrittura profonda ,sicura magica, e lascia cadere parole ingioiellate.
c’è in fondo la chiave di un tempo inesploso,il vertiginoso lavoro che la parola ha disegnato , ognuna definita dal proprio peso.
c’è lo stupore di attraversare uno spazio indefinito ,presente in ogni altrove e in ogni anima e c’è il tempo che corre.
un libro e allo stesso tempo uno di quei rarissimi esempi dove è difficile trovare un confine proprio come quei “gigli vicini per puro caso”. è un libro felice amaro pungente grande e sorprendente.
dove si trovano alcune frasi cosi belle come fossero una causa urgente e disperata che il tempo inalterato provvederà a custodire. Per sempre.

Sandro Bonvissuto – Dentro – Einaudi 2012 – 184 pagine –

leggendolo, amandolo ho sentito infine la stessa astratta maliconica felicità che mi ha fatto provare questa poesia diSergejKruglov,magistralmente tradotta da Manuela Vittorelli e che lascio come un piccolo dono

“Amici lontani hanno spedito un regalo:
un batticoda, fragile uccello invernale,
imprigionato nella mica ghiacciata dell’Erebo-Neva.

Acquerello piumato, dolore glaciale,
Tutto fiorisce sulle pietre assolate
Sotto il dolce lentissimo bacio del cielo”

* Tre conversazioni di strada

* Tre conversazioni di strada

1)
finirà ai supplementari dice l’uomo all’angolo
tira un vento leggero
oggi ho un elenco di cose da fare

si dice cosi no?

è il compleanno di papà
mi piacerebbe guardare il mare
hanno chiuso falso d’autore
preferisco ancora giordano bruno prima e dopo il rogo
e continuo intanto a pensare “ai piccoli regalini che si fanno le foglie
agli inchini delle nuvole
alle corse del mare
tre cose semplici inosservate complicate” Continua a leggere

chilometro37

Chilometro 37
Le sedie sono addossate al muro in perfetto ordine.
Incolori. Solitarie. L’aria del pomeriggio sa di deserto e di provincia. Lontano si sente il rumore di un treno. Le serrande sono tutte abbassate. Seduto su una di queste sedie, c’è un ragazzo con i calzoni corti la faccia gonfia ,che fuma nervosamente. All’improvviso ride, ma è un sorriso amaro pieno di voci che gridano solo nella sua testa. Non ci si fa neanche caso in quella solitudine ma quel ragazzo ha una storia di paura alle spalle. Nera. Terribilmente nera.
Era sempre stato ribelle Nicolino detto o’pitone per la sua abilità di sgusciare, di schivare le situazioni pericolose Un talento naturale per le occasioni mancate, per le storie che vanno dove non devono andare,inesorabilmente giù verso il fondo. Ma il tempo delle paure era cosi lontano che non riuscivi a vederlo neanche all’orizzonte. Il cielo aveva lo stesso colore del mare per tutti . Poi sono arrivate le nuvole. Tutte insieme. Continua a leggere

chiunque cerca chiunque

francesco è per me più di un amico
è stato la mia ombra in giornate di pioggia e compagno di risate in giorni pieni di sole
mi ha fatto diventare personaggio di un racconto
mi ha dato nuova linfa per le lettere e abbiamo parlato della poesia come con nessuno mai
e con lui ho in comune un grande amore per la stessa città: Parigi Continua a leggere

Poetesse: Marilena Renda

Dalla raccolta “La giostra celibe”

Figura abbraccia un’altra Figura

Rarefatta l’aria
non c’è dio
caldo
a tenere accanto
questo
del tanto sparito:una puntura nel bosco,
un comando, una gara, dei segni.
Non c’è bisogno,
dirselo a mente:
copri col corpo il mio niente. Continua a leggere

io sostengo la proposta di assegnare i benefici della “legge Bacchelli” a Pierluigi Cappello

“Elementare”

E c’è che vorrei il cielo elementare
azzurro come i mari degli atlanti
la tersità di un indice che dica
questa è la terra, il blu che vedi è mare

Pierluigi Cappello è uno dei più grandi poeti italiani. Vive a Tricesimo, in provincia di Udine, affrontando con serena determinazione gli impedimenti ed i dolori causati da un antico incidente, che gli ha tolto l’uso delle gambe. A questi si sono aggiunti, di recente, nuovi dolori ed impedimenti.

Pierluigi Cappello vive con poco.
C’è una legge di civiltà, in Italia, detta comunemente “Legge Bacchelli”, che prevede la possibilità che figure di rilievo nell’arte e nella cultura, che si trovino in difficoltà, ricevano un vitalizio che le aiuti ad avere una vita meno gravosa. Ora, la Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia ha fatto proprio un ordine del giorno per sostenere l’assegnazione dei benefici della Legge Bacchelli a Pierluigi Cappello.
Noi sosteniamo questa iniziativa, con le parole di un amico di Pierluigi, Alberto Garlini:

“Chi lo conosce, chi lo ha sentito almeno una volta leggere i suoi versi, chi ha letto i suoi libri, sa che Pierluigi non lavora solo per se stesso, sa che i versi che costruisce con forza artigiana, la precisione cristallina del gesto, l’estrema e fragile bellezza che ci dona, riguardano non solo lui ma tutti noi. Pierluigi, grazie alla sua ascesi, al coraggio con cui ha affrontato la scelta della poesia vista come totalità, sta creando un immaginario condiviso, un innalzamento di coscienza e di prospettive per una intera comunità. Ci dà la possibilità di riconoscerci in qualcosa di più bello e di più alto, regala le esatte parole che un domani saranno la sostanza del nostro ricordo, ciò che ci permetterà di essere noi stessi e di tramandare un insegnamento ai nostri figli.”

dono

dono

“Un giorno così felice.
La nebbia si alzò presto, lavoravo in giardino.
Non c’erano cose sulla terra che desiderassi avere.
Non conoscevo nessuno che valesse la pena d’invidiare.
Il male accadutomi, l’avevo dimenticato
Non mi vergognavo al pensiero di essere stato chi sono.
Nessun dolore nel mio corpo.
Raddrizzandomi, vedevo il mare azzurro e vele”.

czeslaw milosz

un piccolo augurio di serenità per lpels

chilometro37

Le sedie sono addossate al muro in perfetto ordine.
Incolori. Solitarie. L’aria del pomeriggio sa di deserto e di provincia. Lontano si sente il rumore di un treno. Le serrande sono tutte abbassate. Seduto su una di queste sedie, c’è un ragazzo con i calzoni corti la faccia gonfia ,che fuma nervosamente. All’improvviso ride, ma è un sorriso amaro pieno di voci che gridano solo nella sua testa. Non ci si fa neanche caso in quella solitudine ma quel ragazzo ha una storia di paura alle spalle. Nera. Terribilmente nera. Continua a leggere

Per un libro di Veronica Tomassini e una poesia di Lisa Sammarco

I lampi di dolore attraversano un cielo ingioiellato .
Ci sono volti devastati.
E sogni sul letto del mare più profondo, li , dove non si respira più
E parole, parole terrene, gridate ,stupite di essere ancora vive ,come se ogni goccia di sangue ,di vino potesse colorare appena ,come in un baleno il buio.
Questo buio rischiarato dalla penna di una scrittrice che ha il dono delle più lontane costellazioni.
Quelle che ti attraggono per amore, per distruzione, per onnipotenza delle passioni. Perché in fondo conosciamo già il posto dove cadere quando il profumo di ciò che porterà la morte ,è superato dalle marce innestate di un amore che va più forte di ogni velocità che non dà giudizi, che non ha bisogno di martiri, di niente.

Perché Qui niente dubbi solo certezze . Come in quei libri che ti vengono a cercare e che ti porterai dietro per una vita intera e un’altra pure e un’altra ancora.
Perché è cosi L’Amore in questo dono letterario: Incanto e Disperazione.
Prodigioso ostinato urgente poetico
Come una poesia che amo

Perché è così, l’amore: Idea
una la scrissi
ancora prima di conoscerti
affiorò
in versi carsici,
mentre lavavo il pavimento
me l’appuntai
senza neanche togliere i guanti
venne di getto,
come acqua strizzata da uno straccio,
una parola dopo un’altra,
con quell’idea di amore
così vaga e inquieta
così come a volte guardando uno sconosciuto
affiora incontrollata
e astratta l’idea di un figlio

veronica tomassini sangue di cane laurana editore 2010
lisa sammarco perché è cosi autoprodotto (per fortuna) 2010

dono

Dono

“Un giorno così felice.
La nebbia si alzò presto, lavoravo in giardino.
Non c’erano cose sulla terra che desiderassi avere.
Non conoscevo nessuno che valesse la pena d’invidiare.
Il male accadutomi, l’avevo dimenticato
Non mi vergognavo al pensiero di essere stato chi sono.
Nessun dolore nel mio corpo.
Raddrizzandomi, vedevo il mare azzurro e vele”.

czeslaw milosz
berkeley

un caro saluto di serenità a tutta LPELS

Alcune cose. Carmine Vitale


Alcune cose. Carmine Vitale

* Appena sveglio

Sembra che debba entrare a far parte anch’io
della teoria del mazzo di carte;
una volta in acqua ho incontrato il lamento di una medusa –
la terra trasuda pini e tombe insieme,
un cumulo di ossa che nemmeno gli dei hanno saputo
collocare.
Ci nascondiamo nella paura,
è quel che ci riesce meglio;
il viaggio di Dante non è per niente finito –
era l’introduzione per presentare il mondo
prima dell’avvento del sole dopo la fine dei ghiacci. Continua a leggere

sotto una piccola stella

sotto una piccola stella

chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
perdonatemi deserti, se non corro con un cucchiaio d’acqua.
e tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
immobile, con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
chiedo scusa all’albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
verità, non prestarmi troppa attenzione.
serietà, sii magnanima con me.
sopporta, mistero dell’esistenza, se tiro via fili dal tuo strascico.
non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
chiedo scusa a tutti se non posso essere ognuno e ognuna.
so che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d’ostacolo.
non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere
(wislawa szymborska)

Inidipendenti -Giulio passami il libro

 La rassegna letteraria “GIULIO PASSAMI IL LIBRO: “INIDIPENDENTI”, per la serata del 10 maggio alle ore 21,00 vede protagonisti i  testi di Teresa De Sio, Roberto Donatelli, Francesco Forlani, Michele Sovente, Carmine Vitale.

gli stessi testi  inediti saranno in seguito pubblicati in una edizione speciale a cura dello studio Oblique per le edizioni Infinite Soluzioni.
Scrittori e poeti  partecipanti : Teresa De Sio, Roberto Donatelli, Carmine Vitale, Andrea Inglese, Francesco Forlani, Sonia Topazio, Alexandra Petrova, Stefano Malatesta, Loredana Raciti, Marco Fabio Apolloni, Paolo Piccirillo, Michele Sovente, Luigia Sorrentino,stefano Gallerani,Gualtiero Rosella.

Giulio passami l’olio via di Monte Giordano ,28 Roma

tutti i lunedi alle 21,00

Rassegna Inidipendenti- Giulio passami il libro

giulio passami il libro

GIULIO PASSAMI L’OLIO e’ un locale storico di Roma . Per l’occasione  diventa Passami il libro, una  rassegna  che  sara’ ripetuta anche il prossimo anno. Dal 19 aprile e ogni lunedi dalle 21  per due mesi ,autori poeti scrittori presenteranno  i loro inediti tra le mura di questo locale. I testi saranno poi pubblicati in una edizione speciale.

A curare la pubblicazione e l’impaginazione ci sarà lo studio Oblique per le edizioni Infinite Soluzioni. Ogni serata e’ dedicata a 2 autori, con brevi letture dei testi, fatta da attori e attrici .

Partecipano : Teresa De Sio, Roberto Donatelli, Carmine Vitale, Andrea Inglese, Francesco Forlani, Sonia Topazio, Alexandra Petrova, Stefano Malatesta, Loredana Raciti, Marco Fabio Apolloni, Paolo Piccirillo, Michele Sovente, Luigia Sorrentino, Stefano Gallerani, Gualtiero Rosella
Leggono: Simone Caparrini, Lia Zinno, Nicola Pistoia, Daniela Scarlatti, Sonia Topazio, Marina Giulia Cavalli

Lunedi 19 aprile ore 21  : Stefano Malatesta e Loredana Raciti

Giulio passami l’olio

via di MonteGiordano ,28

Roma

Poetesse : Renata Morresi

Da Lettere a e

Cose non capite:

quelle ferite facilissime

al cuore marzapane

le preghiere inaudite al dio animale

muso lungo di matita

le urla rimaste nello spazio

gommato

la cicatrice

preventiva.

* Continua a leggere

Poetesse: Lisa Sammarco

Lisa Sammarco 

 

 

 Prima o poi

Oggi c’è una luce incompresa socchiusa fra le nubi. Si muove
in un cielo stropicciato che non promette niente di buono.
Gli uccelli sono gocce in un volo all’incontrario. Gabbiani in cerchi lenti.]
– Pioverà prima o poi – mi hai detto
– Prima o poi… – ti ho detto
Ed è già come se piovesse
mentre mi chiedo dove sia finito il tempo per vedere
se la pioggia arriverà veramente

Perché è così, l’amore: Idea

una la scrissi
ancora prima di conoscerti
affiorò
in versi carsici,
mentre lavavo il pavimento
me l’appuntai
senza neanche togliere i guanti
venne di getto,
come acqua strizzata da uno straccio,
una parola dopo un’altra,
con quell’idea di amore
così vaga e inquieta
così come a volte guardando uno sconosciuto
affiora incontrollata
e astratta l’idea di un figlio

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due o tre piccole poesie

per tutto quello che verrà

per ciò che è stato

per dire silenziosamente a tutti , state bene

a tutta lpels

per i lettori

ad ognuno di voi

*non è importante ciò che resta o si è fatto,
sono le cicatrici suppergiù visibili
disegnate sul corpo come una mappa di punti interrogativi
che mi piombano addosso e mi inchiodano qui davanti a te
frontiere avide di dubbi latitanti
che non puoi risanare nè ingabbiare
nemmeno se ti plasmi una religione su misura
colma d’amore per i sudari e le leggi marziali*

simone cattaneo
1974-2009

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mattinale

Il tuo caos è bello
L’oceano azzurro ascolta il canto di balene in viaggio
Il libro dei tuoi sogni è ancora sconosciuto
Hai deciso di tornare a te sulla sponda colorata del mare
Nascosta alla luce come Diocleziano dopo il ritiro

In nome delle idee è stato commesso di tutto, impunemente
Il silenzio dei morti è un respiro profondo
Vivere sembra quasi un caso, se guardiamo indietro
Dimentichiamo
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