Per Bernardo Bertolucci, 1941-2018

di Paola Renzetti

Bertolucci


(Immagine: Bernardo Bertolucci con il padre Attilio durante le riprese di
Novecento, girato nel 1975 nelle campagne emiliane)

– Ci racconti il seguito
del Grifasino – fa
Bernardo, e rivolto a Giuseppe
che in silenzio l’interroga: – Il Grifasino
è un asino con le ali, vive nelle grotte
del Groppo Soprano, agli ordini
del Mago Sabino, protettore
dei bambini buoni.
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Frammenti di Cinema # 9

Un tema molto presente nel cinema è quello del doppio. In particolare, nel loro l’intreccio con la scrittura, è frequente vedere storie di ghostwriter, di intriganti vicende di sostituzione d’autore. Se il tuo “doppio” è tua moglie, la vicenda può caricarsi di implicazioni psicologiche e private imbarazzanti. E’ il caso di Wife di Bjorn Runge, interpretato da Glenn Close e Jonathan Pryce. Lui addirittura ha vinto il premio Nobel grazie alla penna nascosta di sua moglie. Immaginate quale conflitto latente o solo celato può star dietro un rapporto di questo tipo. E’ la storia di Francis Scott Fitzgerald e Zelda Sayre, su cui Hollywood sta realizzando due film di prossima uscita.

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Frammenti di Cinema # 8

Il neorealismo italiano di Roberto Rossellini e Vittorio De Sica ha influenzato molto il cinema moderno. Ne ha plasmato lo sguardo e le tecniche di ripresa. D’altra parte, quanto a storie e soggetti, quindi passando dal linguaggio delle immagini ai contenuti, non riesco ad immaginare il grande cinema americano degli anni ’70, e non solo, senza i romanzi di Joseph Conrad. Anzi, in modo speculare, a leggerli, questi stessi ci appaiono subito molto cinematografici.

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Frammenti di Cinema # 7

 

Il cinema si è spesso occupato di controllo sociale. Esso stesso, come mezzo di comunicazione di massa, è stato – oggi molto meno, sostituito da strumenti più invasivi – un’arma di manipolazione collettiva. Un film molto intenso su questo tema è Le vite degli altri di Florian Henckel. Racconta le vicende di un gruppo di intellettuali dissidenti nella Germania dell’Est, quotidianamente spiati da un agente della Stasi, la polizia politica. Dopo la caduta del Muro di Berlino e la fine del Comunismo in Europa, il protagonista dedicherà il suo libro alla spia che anonimamente aveva deciso di salvarlo. Continua a leggere

Frammenti di Cinema # 6

 

 

Dopo aver visto Il sacrificio del cervo sacro, l’ultimo film del regista greco Yorgos Lanthimos, è difficile non abbinarlo alla Scelta di Sophie, di Alan J. Pakula, con Meryl Streep. Hybris e peccato, cultura greca a confronto con quella giudaico-cristiana. La colpa-tracotanza del medico Steven-Colin Farrell è chiara (anche se non accertata). Misteriosa, inspiegabile, ineluttabile e capricciosa è invece la nemesis-vendetta da parte del ragazzo figlio del paziente morto tempo prima sotto i ferri chirurgici. Qual è stata invece la colpa di Sophie? La stessa di Giobbe o di Josef K. Una colpa inesistente ma che affonda nel peccato universale.

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Frammenti di Cinema # 5

La drammatica crisi della nostra sicurezza familiare e della nostra identità sociale accomuna due film “terribili” per la loro attualità, benché il primo, L’avversario sia del 2002, e l’altro, Niente da nascondere del 2005. Curiosamente entrambi sono interpretati da Daniel Auteuil ed entrambi sono stati presentati a Cannes.

Il film della regista spagnola Nicole Garcia è tratto dall’omonimo romanzo di Emmanuel Carrère, L’avversario. Jean-Marc Faure è un medico dell’OMS a Ginevra, ha una famiglia felice, ottime origini familiari ed una specchiata immagine sociale. Una mattina d’inverno, però, uccide sua moglie e i sui due figli minorenni. In seguito va a trovare i genitori che vivono in campagna e dopo aver consumato con loro l’ultimo pasto li sopprime, quindi dà fuoco alla casa. L’incredibile verità è che questa strage efferata non è frutto di follia. Jean Marc è solo un bugiardo. Non è un medico e per anni ha costruito per gli altri un’immagine di sé del tutto falsa. Ogni mattina ha finto di andare a lavorare. Ed invece sostava per ore in parcheggi lontani o affittava stanze d’albergo. Si è indebitato per coprire questa messinscena, fino al momento in cui la situazione è diventata insostenibile. A quel punto la strage è stata la soluzione obbligata. Compreso l’atto finale del tentato suicidio, inghiottendo dei farmaci. Quest’ultima mossa liberatoria, infatti, non funziona e così lui dovrà subire condanna e carcere.

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Frammenti di Cinema # 4

A chi ha apprezzato L’amore bugiardo di David Fincher, con interprete maschile Ben Affleck, consiglio di vedere (e confrontare) altri due film,  Malice – Il sospetto (1993) di Harold Becker, con Nicole Kidman e Alec Baldwin, e il recentissimo Il filo nascosto di Paul T. Anderson, con Daniel Day-Lewis.  Il primo sembrerebbe una rivisitazione del mito dell’Angelo Sterminatore. Alla fine si rivela, invece, quasi una apologia cattolica (ed ironica) dell’indissolubilità del matrimonio.  “Finché morte non vi separi”: da questa promessa non si può fuggire (il titolo originale del film è Gone girl). Non si deve fuggire, perché lo sbocco potrebbe essere più dannoso. L’ironia del finale sta in un senso di distacco e accettazione che richiama il ghigno (quasi di rassegnazione) di Dustin Hoffman nella fuga finale degli sposi in Il laureato.

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Frammenti di Cinema # 3

Il mito di Icaro è molto presente nel cinema. Tre film, in particolare, lo richiamano offrendo una efficace chiave di lettura della realtà. E non solo. Coprendo un arco temporale di quasi 40 anni, confrontandoli possiamo vedere come sia storicamente cambiato il modo in cui ci rappresentiamo, singolarmente e all’interno della società.

Negli anni ’70 la società va capovolta. Se non riusciamo a farlo collettivamente, resta l’atto di ribellione del singolo individuo. Al limite estremo, bisogna fuggire via. E’ quello che tenta di Brewster McCloud  nel film di Robert Altman Anche gli uccelli uccidono. La rivoluzione è già diventata materia per etologi oppure argomento di cronaca nera. Non resta che  l’auto-produzione della propria liberazione. L’esito però è scontato e l’epilogo crudele. La società è più forte. Nel finale felliniano all’interno dello stadio la caduta in volo di Brewster McCloud diventa (profeticamente) parte dello show.

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Frammenti di Cinema # 2

Cosa unisce Victor Hugo, The Joker e la “Dalia Nera”? Un sorriso. Prima di ogni collegamento (iper) testuale, per istinto, ho sempre pensato che un sorriso stampato sul volto fosse la prima e visibile distanza (e difesa) dal mondo. Per questo la scoperta di questo legame è stupefacente.

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Frammenti di Cinema # 1

Adriano Celentano ha compiuto 80 anni. Nel 1975 ne aveva 37 quando gira il suo film più ambizioso, Yuppi du. Venne persino proiettato in concorso alla 28^ edizione del Festival di Cannes. Nel 2008 ne è stata presentata una versione restaurata a Venezia.

La prima volta l’ho visto al cinema. Avevo 10 anni. Mi sembrò un film misterioso più che incomprensibile, a partire dal titolo, sul cui significato, ricordo, gli adulti discorrevano molto. Per anni ho pensato che significasse, in una qualche lingua sconosciuta, “spaventapasseri”, perché questo sembra l’icona resa famosa dalla postura di Celentano sul manifesto del film. Continua a leggere

“Il racconto dei racconti”: Garrone iperrealista.

il racconto dei racconti

In questo periodo ho chiuso un cortometraggio e sto finendo di montare un documentario: ciò si traduce in 12-14 ore al giorno di lavoro festivi compresi: realisticamente, non riuscirò mai a trovare il tempo per scrivere una delle mie ragionate recensioni sul suo ultimo splendido film. A malincuore, perché so già che anche qui avrei bisogno di toccare mille aspetti, dagli impianti mitologici antichi e la tragedia greca con i suoi archetipi, fino alla tradizione recente della fiaba, per concludere con le religioni: non solo il panteismo olimpico e la ybris umana dell’imitarlo, ma le molte declinazioni dei Sette Vizi Capitali. Continua a leggere

120 anni di cinema

IRENE BIGNARDI foto
di Guido Michelone

Quest’anno a dicembre ricorre un anniversario culturale molto importante: sono 120 anni esatti dalla nascita del cinema, o meglio, dalla prima proiezione pubblica avvenuta a Parigi, grazie allo strumento inventato, qualche mese prima, dai lionesi fratelli Pierre e Auguste Lumière. Continua a leggere

Il Nordic Film Fest 2015

nordic film 2015Si è appena conclusa la quarta edizione del Nordic Film Fest della capitale -appuntamento sempre più imperdibile e seguitissimo dal pubblico romano- organizzato e presentato da Antonio Flamini di Itale20 con la consueta sensibilità, intelligenza e perizia di ogni anno, insieme alle 5 ambasciate nordiche (Danimarca Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia) e il Circolo Scandinavo, curato dall’ottimo Ingo Arnason, islandese. Tantissime pellicole per un totale di cinquanta ore di proiezioni: sarebbe stato impossibile vederle tutte in un lasso di tre giorni, ma sono riuscita a godere di ben sei ottimi lungometraggi. Continua a leggere

Ingrid Bergman, una donna libera

Ingrid Bergman locandinaDa poco inaugurata una mostra dedicata alla grandissima attrice svedese, allestita al primo piano della Casa del Cinema di Roma, dove resterà aperta −con ingresso gratuito− fino al 23 maggio 2015. Due sale allestite in collaborazione con il Nordic Film Fest, che apre i battenti domani, dall’associazione Culturale Santa Marinella Viva, che ha curato una sala con 30 scatti di vita personale dell’attrice nella sua villa di Santa Marinella, e 62 immagini dei personaggi portati da lei al cinema o in teatro, a cura del giornalista Rosario Tronnolone.
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Ma guarda quel batterista, bravo come un dio!

 

di: Guido Tedoldi

Dopo la visione del film «Whiplash», regia/soggetto/sceneggiatura di Damien Chazelle, con J.K. Simmons e Miles Teller, Produzione Usa 2014, Distribuzione Sony Pictures

In questo film si racconta di un ragazzo di talento che cerca e trova l’insegnante migliore – con l’obiettivo di diventare il migliore al mondo nella sua categoria (batterista jazz). Roba già vista in altre storie hollywoodiane i cui protagonisti sono dei vincitori. Ma a un certo punto della vicenda qualcosa non va nel solito modo: il ragazzo di talento lascia la fidanzata. Il motivo, tenta di spiegarle, è che non riesce a essere con lei completamente. Il suo pensiero fisso di suonare la batteria, fare musica, migliorare la propria abilità. Sta sempre pensando a quello. Non ha tempo per altro nella sua vita. Non ha voglia di altri amori.

La morosa se ne va, indignata. Il ragazzo torna a occuparsi delle cose serie.

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La migliore Svezia filmica al Nordic Film Festival di Roma 2014

vi horizontalSi è da poco conclusa la nuova edizione del Nordic Film Festival di Roma, manifestazione organizzata dalle cinque nazioni scandinave (Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Islanda) per accorciare le ormai comunque brevi distanze tra Italia e Nord Europa. Una vera manna per cinefili raffinati, che anche per quest’anno  hanno affollato la Casa del Cinema di Roma spesso non riuscendo a guadagnare uno dei posti di ingresso, peraltro sempre gratuiti – in questo senso, varrebbe forse la pensa di ripensare alla struttura del festival, cercando di distribuirlo su più sale. Il merito del tutto esaurito è da attribuire a una produzione filmica molto varia, di grandissima qualità, e ben ragionata e articolata dalle rappresentanze delle nazioni ospitanti. Curatissima la selezione: si può andare a una proiezione senza avere neanche idea di quale sia il film in programma. Continua a leggere

Un film che invece abbiamo visto: “Piccola Patria” di Alessandro Rossetto

piccola patriaChristian Raimo, uno dei migliori intellettuali in circolazione, ha lanciato quasi un guanto di sfida su questo film, scrivendo un pezzo per Minima&Moralia dal titolo “Un film che probabilmente non vedrete”, facendone ipso facto un dovere quasi etico. Ieri sera, al Cinema Aquila di Roma Pigneto, proiezione speciale con regista (Alessandro Rossetto) e parte del cast, sperando che dopo gli sgambetti della distribuzione – nonostante la buona accoglienza allo scorso festival di Venezia – questo film possa trovare il suo (giusto) pubblico. Continua a leggere

Quando un film è ancora soltanto fatica e gioco, amore e musica

Unknown

Un film lungo 50 anni: Marina Piperno & Luigi Faccini

Dal 25 al 28 marzo, a Roma, presso il Cinema Trevi, si terrà una retrospettiva sulla produttrice cinematografica Marina Piperno e sul regista Luigi Faccini
Per maggiori informazioni potete cliccare qui.

Tratto dal catalogo ufficiale della retrospettiva, vi proponiamo un testo incentrato sul backstage di Giamaica, lungometraggio girato dal regista nel 1998.

Quando un film è ancora soltanto fatica e gioco, amore e musica

Comincia con la musica di Livio Bernardini, Antonio Lombardi ed Egildo Simeone questo backstage di Giamaica e la scelta del regista di privilegiare la musica come cadenza narrativa primaria non è per nulla casuale. Parlare di colonna sonora è infatti nel caso di Luigi Faccini sempre riduttivo, se non addirittura fuorviante, perché in ognuno dei suoi lavori (nei lungometraggi come nei corti, nella cosiddetta fiction come nei documentari antropologici) la musica assume ogni volta un ruolo di vera e propria cellula generatrice della tensione drammatica: c’è musica perché la realtà delle persone di cui si parla è fatta di musica, perché musicali sono le loro parole, le loro azioni e le loro storie. I film che ne sono espressione, di conseguenza, vivono di quelle musiche. E se Morando Morandini aveva definito Continua a leggere

Rossana Rossanda. Il film del secolo

Nadia Agustoni

Come parlare di film e raccontare un secolo di cinema? L’impresa è tale che può compierla solo chi di film ne ha visti tanti e ha lo sguardo, e lo ha sempre avuto, sulle cinematografie più lontane o diverse. Questo libro Il film del secolo (2013) è una lunga conversazione di Rossana Rossanda con due critici del Manifesto, Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri, che sul quotidiano comunista hanno scritto di cinema e lo hanno fatto a modo loro, rompendo alcuni tabù su Hollywood e portando in primo piano cinematografie non sempre conosciute. Tre voci, appassionate, colte, interamente partecipi, ci parlano di film e attori e attrici, ma lo fanno parlando di maschilismo, politica, rivoluzione e maccartismo. Del resto, Rossana Rossanda, nel recente passato, ci ha dato un’autobiografia che è il racconto di un partito, il P.C.I, e di ideali, presenze e fatti che vanno ben al di là di vicende personali. Gliene siamo grati, perché ha diradato nebbie e dubbi su una storia della sinistra, comunista e non solo, che molti di noi conoscono solo in parte, per età e/o marginalità. Continua a leggere