“Il portiere di Astrachan’. Voli e cadute di Rinat Dasaev”, di Romano Lupi

Pubblichiamo qui un estratto de Il portiere di Astrachan’. Voli e cadute di Rinat Dasaev, di Romano Lupi (ed. Fila 37)

“Il portiere della Repubblica”

Contrariamente a quanto molti possano immaginare, i primi passi nel mondo del calcio Dasaev cominciò a muoverli sì in Unione Sovietica, ma non in una di quelle metropoli in cui il futból si era da tempo consolidato. Iniziò, infatti, ad Astrachan’, città adagiata sul ciglio del fiume Volga dove un tempo transitava la Via della Seta. Luogo dagli inverni rigidi e dalle estati torride, in passato capitale del Khanato di Astrachan’, stato feudale tartaro fondato nel 1466 in seguito alla frammentazione del Khanato dell’Orda d’Oro. Un posto lontano (non solo geograficamente) dai potentati calcistici delle capitali delle repubbliche sovietiche ma storicamente molto vicino al legame che la cultura russa ha stretto da qualche decennio con la figura del portiere. Continua a leggere

Piccoli Maestri: intervista a Carola Susani

Tra le molte iniziative per dare opportunità di sviluppo e sostegno a ragazzi e bambini in età scolare, spicca senz’altro quella dei Piccoli Maestri − sottotitolo “una scuola di lettura per ragazzi e ragazze” − nata una decina di anni fa durante una riunione del gruppo Generazione TQ, su proposta di Elena Stancanelli, che ne è presidentessa. L’idea era quella di seguire le orme di altri progetti portati con successo avanti all’estero (Dave Eggers in US e Nick Hornby in UK) e proporre delle letture di libri amati a un pubblico di giovani. Nessuna lezione o cattedra, ma al contrario una pura trasmissione di emozione e passione.
“Piccoli Maestri” − si legge sul sito − “è un’associazione di scrittori e scrittrici. Andiamo nelle scuole a raccontare e leggere libri. Quelli più belli, imprescindibili, quelli che non vogliamo siano dimenticati. È il nostro regalo, un modo speriamo per contagiare l’amore per la lettura, che tanto i libri – poche chiacchiere! – non finiranno mai.” Continua a leggere

Dorature

di Barbara Pesaresi

Dorature è un bellissimo blog che si occupa d’arte, precisamente di illustrazione, curato da
Silvia Paccassoni. Come scrive l’autrice: “l’illustrazione sa illuminare anche i luoghi d’ombra e sa rivelare. Dorature è questo: uno spazio in cui si raccontano storie dell’antico mestiere dell’illustrare, vicende e creazioni di donne e uomini, illustratrici e illustratori, di cercatori e collezionisti straordinari, di libri, mostre e musei”.
E poiché proprio in questi giorni si celebra il centenario della nascita di Federico Fellini, vi invito alla lettura dell’articolo che Silvia ha pubblicato sul suo blog dal titolo Il viaggio di Giulietta e Federico

La lettrice sognatrice

di Barbara Pesaresi

La lettrice sognatrice è un blog tenuto da una giovanissima donna di appena quattordici anni, Sara Ciafardoni. Sara è una appassionata lettrice e scrive bellissime recensioni.
Poco prima di Natale è uscito il suo primo romanzo, Con tutto l’amore che so, edito da Terra Santa. Qui e qui troverete recensioni al libro.
Non aggiungo altro e invito chi ancora non conoscesse Sara a visitare il suo blog, sono sicura che ne rimarrà incantato come è successo a me.

“Incendio nel bosco”, di Marco Candida

Marco Candida, Incendio nel bosco, Tarka Edizioni 2019, collana “Appenninica”

Recensione di Marisa Salabelle

Incendio nel bosco, di Marco Candida, è la seconda uscita della collana “Appenninica” di Tarka. Una collana lanciata dall’editore toscano e curata da Paolo Ciampi e Marino Magliani, con l’intenzione di raccontare l’Appennino, questa spina dorsale dell’Italia, nei suoi molteplici aspetti. Continua a leggere

Laura Guglielmi, “Le incredibili curiosità di Genova”

Estratto da Le incredibili curiosità di Genova. Uno sguardo curioso su più di mille anni di storia della Superba, di Laura Guglielmi (ed. Newton Compton, 2019)

RINA, LA TIGRE DI GONDAR E LA SUA CASA CHIUSA IN VICO LEPRE

Immaginiamo una studentessa ventenne, che vive in un carruggio nascosto del centro storico, nella seconda metà degli anni Ottanta del Novecento. A pochi passi da via Garibaldi, Strada Nuova, con i suoi palazzi un po’ cadenti, non ancora rimessi a nuovo, non ancora patrimonio Unesco. Vico Angeli corre giù in discesa, fa angolo con Palazzo Rosso, non c’è nessun negozio, in strada solo loro, le puttane. Lucia, la capa del vicolo, sta sempre in strada, dirige il traffico, ha tante ragazze negli appartamenti all’interno dello stabile da lei governato con un piglio da marescialla. Per ogni prestazione chiede cinquantamila lire, venticinquemila per le ragazze e venticinquemila per sé, che servono anche per la manutenzione degli appartamenti e tante altre piccole cose, come pagare Oscar che vigila pronto a scattare in caso di pericolo.

La studentessa vive in una soffitta che sbuca fuori dai tetti. Non c’è voluto molto tempo per conquistare il cuore di Lucia. Con gli anni è diventata la sua portinaia, ritira la posta o la scheda elettorale, le regala piccoli mobili di un certo valore, recampati chissà dove. E soprattutto la difende dai clienti importuni. E se qualcuno ci prova con la studentessa, Lucia alza la voce e lo caccia via in malo modo. Continua a leggere

Intervista a Sara Bini: “I figli di Lilith”

Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni

I figli di Lilith. Un tributo a Isolde Kurz e al Divino in ogni donna (Lilit Books) è un libro di grande spessore, opera di Sara Bini, scrittrice, cantautrice ed esperta di lingua e letteratura tedesca (e non solo), nato come tesi universitaria di ricerca e divenuto un saggio accademico – e sia pur scritto in un linguaggio accessibile e invitante per tutti i lettori – imperniato sul poema di Isolde Kurz (da lei tradotto e commentato) I figli di Lilith. L’opera ruota attorno alla figura di Lilith, tradizionalmente considerato come “demone” (per ragioni in gran parte legate al dominio maschile sulle idee e sulla cultura, protrattosi per secoli), ma in realtà archetipo del Femminile, da intendersi come lato creativo e, in quanto tale, elemento dirompente dell’ordine “borghese” del mondo.

Entriamo più nel merito di questi temi in un’intervista con l’Autrice (rimando inoltre al video di una sua presentazione, in cui illustra nel dettaglio le tematiche trattate nel volume). Continua a leggere

Tra Livorno e l’Irlanda: intervista a Massimiliano Roveri

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Massimiliano Roveri

Massimiliano Roveri è, insieme alla scrittrice irlandese Catherine Dunne, il fondatore e direttore del San Patrizio Livorno Festival, una manifestazione culturale imperniata sull’incontro culturale tra l’Italia (e in particolare la Toscana) e l’Irlanda, sua (ma in fondo anche mia) terra d’elezione. Creatore e curatore del sito italo-irlandese Italish.eu, si appresta a organizzare la terza edizione del festival, che si terrà nel marzo 2020. Con questa intervista entriamo più nel merito della sua attività, anche di autore.

Continua a leggere

Tra la Cina e Favignana: intervista a Massimiliano Scudeletti

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Massimiliano Scudeletti, scrittore e documentarista fiorentino, è autore di due romanzi apparentemente molto diversi, ma – come vedremo in questa intervista – in realtà collegati da un fil rouge piuttosto evidente. Si tratta di Little China Girl. L’ombra della mafia cinese su Firenze, giallo molto particolare (Betti Editrice, 2018), ambientato nella e intorno alla comunità cinese di Firenze, e de L’ultimo rais di Favignana. Aiace sulla spiaggia (Bonfirraro Editore, 2019), recentissima uscita, imperniata sulla figura di Gioacchino Cataldo, ‘mitico’ personaggio custode dei segreti della caccia al tonno a Favignana, nell’arcipelago della Egadi.

Massimiliano Scudeletti

Continua a leggere

Alessandra Angelucci: “La pazienza dei melograni”

Intervista di Giovanni Agnoloni

Per voi oggi un’intervista densa e illuminante (grazie a lei) ad Alessandra Angelucci, poetessa e giornalista abruzzese, che con La pazienza dei melograni (ed. Controluna, 2019) ha realizzato una silloge poetica che viaggia sulle corde di un legame emozionale antico e viscerale con la natura e l’altro – dalle domande e risposte, vedrete bene come emerga la polisemanticità di questa espressione. Iniziamo intanto con tre liriche che ben sintetizzano contenuti e spirito della raccolta.

Continua a leggere

“Stato di famiglia”, di Alessandro Zannoni

Recensione di Giovanni Agnoloni

Alessandro Zannoni, Stato di famiglia (Arkadia Editore, 2019, collana “SideKar”)

Un autoreverse ripetuto che è un intercity nello stomaco. Così ho percepito fin dall’inizio Stato di famiglia di Alessandro Zannoni (Arkadia Editore), una raccolta di racconti imperniati sul tema (ahinoi attualissimo) della violenza più estrema, bieca e strisciante: quella che si annida in seno alla famiglia. Attraverso questa struttura a ritroso, con capitoletti interni che partono dall’ultima, terribile scena e risalgono progressivamente agli atti preparatori, alle premesse mentali e fattuali di quell’esito conclusivo, Zannoni spiega magistralmente la genesi dell’orrore, che inizia da dettagli banali nella loro “normalità” e poi, in un attimo, spiraleggia selvaggiamente verso la tragedia. Continua a leggere

“L’anno che Bartolo decise di morire”, di Valentina Di Cesare

Recensione di Francesco Improta

Valentina Di Cesare, L’anno che Bartolo decise di morire, Arkadia Editore, 2019

Prima di procedere a una disamina di questo libro credo sia doveroso spendere qualche parola per questa giovane casa editrice che nata recentemente ha già conquistato una buona fetta del mercato librario e un numero crescente di lettori con iniziative diversificate ma tutte ugualmente innovative e spregiudicate. La collana cui appartiene questa pubblicazione, “Senza rotta”, deve il suo nome a un libro inedito in Italia fino all’anno scorso, Sin Rumbo, di Eugenio Cambaceres, scrittore argentino del­l’ottocento, e allude a una navigazione a vista, priva di coordinate e quindi capace di spaziare nelle più diverse direzioni. Continua a leggere

SU “AUTISMI”, DI GIACOMO SARTORI

Questo pezzo su Autismi di Giacomo Sartori (Miraggi Editore) è stato scritto e postato da Frederika Randall, in inglese, sul suo blog. La traduttrice e giornalista americana ha tradotto alcuni testi della raccolta (postati in origine su “NazioneIndiana”, e poi rivisti) per la “Massachusetts Revue” (2015), così come il romanzo dell’autore Sono Dio, di prossima pubblicazione negli Stati Uniti.

 

AUTISMI, RECITATIVI D’AUTORE

Autismi, stilato nel 2010 e appena pubblicato in una elegante edizione da Miraggi, è uno degli esperimenti narrativi più originali e riusciti di Giacomo Sartori. In sedici episodi separati ma tra loro interconnessi (l’editore li definisce recitativi d’autore), il testo evoca persone e luoghi tratti liberamente dalle esperienze dell’autore. Le vicende dell’io narrante disegnano una creatura tragicomica, problematica e marginale, spesso ai ferri corti con l’universo tardocapitalistico, perpetuamente disorientata dalle regole del gioco che governano famiglia lavoro e società. La sua voce è dolorosamente candida e ingenuamente poetica, e in apparenza spontanea, può ricordare l’assurdità ribelle di Samuel Beckett o l’ilarità mostruosa di Kafka. Il volume si apre con quello che è forse episodio migliore, l’ipnotico Il mio lavoro, a proposito di una strana professione che poi ricalca quella dell’autore stesso, agronomo di formazione, e specialista del suolo (una disciplina scientifica in notevole fermento di questi tempi). “Il mio lavoro consiste nel fare buche nella terra. Bu­che grandi e profonde, in cui ci entra comodamente una persona. Poi appunto ci entro dentro. Mi ci seppellisco, si potrebbe dire.” E il libro si chiude con disposizioni stravaganti per il fine di vita, Il mio testamento biologico: “Se nonostante questi miei disinteressati consigli, non riuscirete a svegliarmi, sopprimetemi. Fatelo con gioia, come si sfila una carota dalla terra, pensando già a mangiarla. Procedete pensando che avete il mio pieno avvallo. Ditevi che anch’io al vostro posto agirei nello stesso modo.” Continua a leggere

“Le facce del fiume”. Clemente Castelli e le sue sculture

Testo introduttivo e intervista di Oreste Verrini

C’è un piccolo borgo in provincia di Lucca, nel comune di Piazza al Serchio, fatto di sassi. Sassi per costruire le strade, per costruire le case e per abbellire. Non è inusuale, camminando in quelle stradine, incontrare un signore alto, di bianchi capelli, che con fare dinoccolato, passeggia. Siamo a Nicciano, in Garfagnana, e il signore è Clemente Castelli. Postino di professione e scultore per passione, ha abbellito il borgo di statue in arenaria. Ognuna di esse racchiude una storia, una leggenda, un desiderio.
Così l’ho conosciuto, camminando nel borgo. E sempre camminando ho conosciuto le sue opere e poi la sua storia. Non poteva rimanere ancora nascosta. Meritava di essere raccontata. Ad aiutarmi in questa avventura, Angelica Polverini, storico dell’arte e docente d’Accademia. Assieme abbiamo cercato di raccontare Clemente e il suo mondo. Le Facce del Fiume, Tarka Edizioni, è il risultato di questo lavoro. Continua a leggere

GIOVANNI NIKIFOROS, “ELIAL. IL FIGLIO DEI DUE POPOLI”

Da Giovanni Nikiforos, Elial. Il figlio dei due popoli, ed. Atene, 2016

PROLOGO

Era nato, per la seconda volta. La Terra, dopo averlo di nuovo partorito, ne ebbe paura. Il Fato l’aveva chiamata a quella gestazione, perché così era deciso che fosse.

Immani pareti di roccia riflettevano le luci emanate dall’infante, ancora fioche. La sua mente, mai del tutto sopita, si muoveva veloce, pregustando il momento in cui sarebbe riuscito a rimettersi in piedi, per non essere più abbattuto. Serviva ancora tempo, ma il tempo pare un’inezia a chi abbia riposato per ere covando propositi di vendetta. Incominciò a respirare e crescere.

Due occhi lo osservarono, poi il loro proprietario prese a risalire l’altissima scalinata quasi verticale. Si stava preparando un’epoca di dolore. Continua a leggere

TRA SUONO E PAROLA: LA MUSICA DI GANESH DEL VESCOVO

di Giovanni Agnoloni

ganeshMi è gradito fare una riflessione sul rapporto tra suono e parola, in occasione del conferimento al Maestro Ganesh Del Vescovo del prestigioso Concorso di Composizione Michele Pittaluga 2016 nella categoria dedicata alle composizioni per una oppure due chitarre a sei corde (della durata massima di 8 minuti circa, di forma e linguaggio libero).

Si tratta di uno dei più importanti riconoscimenti a livello mondiale per i compositori per chitarra classica. E Ganesh è un compositore e un esecutore attentissimo alla sonorità come veicolo di espressione di contenuti emozionali e spirituali.

Ben poco, oggi, si riflette su questi aspetti, nella critica letteraria. Normalmente l’attenzione è per lo più rivolta ad aspetti strutturali e concettuali, ma a mio avviso il nucleo della ricerca poetica e narrativa, così come di quella musicale, è proprio nel suono, da intendersi come vibrazione, e dunque manifestazione energetica primordiale. Il fatto che poi questo si articoli in narrazioni (o melodie) ed evochi concetti e valori è certamente importante, ma non “fa” da solo un’opera autenticamente artistica. L’anima della stessa attinge infatti al profondo, ovvero ai territori interiori dell’autore (o del compositore), dai quali il suo vissuto personale, relazionale e culturale si riversa sulla carta con la capacità di raggiungere visceralmente il lettore/spettatore. Continua a leggere

La seconda edizione della V era del contest letterario online MINUTI CONTATI

img_1653
Lunedì 17 Ottobre alle 21,00 avrà luogo la novantesima edizione (seconda della V era) del contest letterario più veloce del web; padrino di questa edizione lo scrittore sardo Andrea Atzori, intervistato per l’occasione sul sito di Minuti Contati.

Atzori ha pubblicato diversi romanzi, tra cui la saga fantasy per ragazzi Iskida della terra di Nurak, che ha suscitato l’interesse del premio Oscar per gli effetti speciali Anthony La Molinara, che sta lavorando sulla realizzazione di un teaser cinematografico per il primo episodio della saga. Continua a leggere

«GENTILE EDITORE…», DI ORAZIO PUGLIESE

Comunicato stampa

Dalla storia della casa editrice Sansoni emerge un Gentile “protettore” degli ebrei

Orazio Pugliese, «Gentile editore…». I libri della Sansoni nelle memorie dei suoi protagonisti

Phasar Edizioni, pp. 340, € 17,00. Formato e-book € 6,99

cop_gentile_editore_phasar-copiaLa storia della casa editrice Sansoni, fondata nel 1873 a Firenze, da quando fu rilevata negli anni Trenta da Giovanni Gentile a quando, negli anni Settanta, entrò a far parte dell’Universo Rizzoli. Un prestigioso marchio editoriale con il quale hanno pubblicato alcuni tra i più importanti esponenti della cultura del Novecento, alla cui guida è stato Federico Gentile, il figlio del filosofo ucciso dai partigiani.

A scriverla – avvalendosi per lo più dei carteggi fra i membri della famiglia Gentile e i loro più autorevoli collaboratori, a partire da Delio Cantimori – Orazio Pugliese, un ex redattore della casa editrice che, dopo aver iniziato il mestiere alla Einaudi di Torino e prima di diventare l’art director della Marsilio di Venezia, ha curato alcuni fra i più importanti titoli in catalogo e alcune fra le più apprezzate collane proprio della Sansoni, fra il 1961 e il 1970.

Il libro si intitola «Gentile editore…». I libri della Sansoni nelle memorie dei suoi protagonisti, ed è stato pubblicato, anche in formato e-book, dalle Edizioni Phasar. Continua a leggere

“AVVENTURE DI UN TEPPISTA”, DI MAURO BALDRATI

Recensione di Giovanni Agnoloni

da Lankenauta

Mauro Baldrati, Avventure di un teppista, ed. Transeuropa, 2016

teppistaAvventure di un teppista è un romanzo di un’ottima penna, Mauro Baldrati, scrittore che in qualche modo ne è anche il protagonista. Non solo perché Toni Rinaldi, il bambino e poi ragazzino di cui seguiamo le vicissitudini, in quel di Mezzaluna, nella Bassa Romagna, nella copertina è idealmente trasposto su di lui, ritratto in una foto d’infanzia. Il fatto più importante, piuttosto, è che Baldrati si è perfettamente trasfuso nel punto di vista, di percezione e di memoria dell’io narrante, facendo di quest’opera un particolarissimo ibrido tra il romanzo di formazione e il diario. Romanzo di formazione (o magari di de-formazione), perché racconta la vita della famiglia e il percorso stralunato di un monello destinato a diventare, appunto, un teppista. Diario, in un senso molto speciale: i capitoli si succedono infatti con titoli che sembrano piccoli eserghi, o comunque voci introduttive di pagine di un almanacco. E ogni singola “fetta” di questa sequenza di strati giustapposti è densa di sapori caratterizzanti, direi quasi di essudati di ricordo. Continua a leggere