Festa parrocchiale

img_0058
Trent’anni di passione, in compagnia
di te, del tuo dolore, dell’aprirsi
del cuore, progressivo, e incalzante,
come se fosse niente, e questa notte
mi viene in mente come fosse adesso
che mi parlavi fitto del Progetto,
che solo ora inizia a realizzarsi,
ad aprire il sipario sull’evento,
mentre gli altri si godono il momento,
ancora ti rivedo, ti rassetto
il letto, mi sussurri che ci siamo,
che manca poco al lampo dell’aurora.

Pensierino della sera

da qui

Che bello poter dire quello che si pensa, liberi dal mainstream, dalle pressioni delle lobbies, dai “mi piace” e dal plauso della gente. Non essere costretti a leggere “Repubblica” o ascoltare la Gruber, non rendere conto a nessuno, tranne che a Dio. Non doversi guardare le spalle, perché c’è Qualcuno che ha cura di te. La Poesia e lo Spirito è anche questo. Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?
Sì, potrà.

Psycho

da qui

Ma non ti preoccupare, non è nulla:
ricorderai d’avere indovinato
per un solo momento il quando e il come,
la dimensione altra dello spirito,
il dono ricevuto, l’ammissione
di colpa. Rideremo della stolta
impunità di fronte al tribunale
del vero. Ma tu non ti preoccupare,
non è nulla, se non la libertà,
se non il vizio antico di rischiare.

Piacere e dolore

img_1390
Io non cerco il piacere, io non fuggo
dal dolore, per cui sono felice
quasi senza volerlo, anzi, senza
minimamente fare delle cose
per esserlo, ma esserlo così,
quasi per sbaglio, quasi per un caso,
sapendo che nel caso ci sei Tu,
con la tua sporta piena di Sorprese.

Ad ogni costo

image
Si può guardare in giù, come una volta,
giurare che mai più, che in quella morta
gora non torneremmo in nessun caso.
Convincersi che l’altro è l’emozione
giusta, non la paura di rischiare:
questo ti chiede l’Ora, che ci porta.
Mi guardi da un pianeta desolato
che solamente all’alba rassicura.

Dal paradiso

da qui

Non avevo capito, come spesso
accade. Solamente dopo, quando
magari se n’è andato, e solo in sogno
può venire a trovarti, col sorriso
di sempre. Solo allora ti ricordi
del giorno, del momento. Solo in questa
memoria dell’amore mi sorprendo
a ridere di me, dal paradiso.

Una cosa

da qui

Eppure c’è da qualche parte il nodo,
la chiave che la porta possa aprire,
nonostante l’oscuro aggrovigliarsi
dei rifiuti. Soltanto ti domando
una cosa: perdona il lungo oblio,
la sosta nel peccato, l’ostinarsi
a respingere il tuo dono. L’altro
non posso convertirlo, non sta a me
aprire i cuori al suono della Voce,
accendere il profondo desiderio
della tua epifania. Mi siedo ancora
sul solito terrazzo dell’attesa,
dove verrà l’amico, sulla Croce.

Diritto all’oblio

image
E se anche tua madre si scordasse
di te, io non potrei, dice il Signore.
Ma il diritto all’oblio? qualcuno obietta.
L’oblio non è possibile all’amore.
E se, da disperato, mi suicido?
Non ti dimentico lo stesso. Dio
è più grande del tuo perdere il filo:
Io stendo la mia mano anche nel buio,
sperando di trovarti qui, e adesso.

Viaggi e miraggi

image
La vita è un viaggio verso l’emozione
di vederti risorto all’orizzonte,
come un sogno che sbuca dalla notte
ancora colorato in quel suo modo
ingenuo, imprevedibile, incantato.
Ecco, tu sei quel nuovo che ci appare
quasi chiedendo scusa, per il panico
creato dal giudizio universale.

L’ombra

image
Me la ricordo l’ombra di quel Boeing,
che si sforzava d’essere creduta:
è stata come il simbolo del mondo
demoniaco, entrato nell’umano.
Da allora non possiamo più pensare
a una torre staccata da un’aereo.
Ma se il male è il rovescio del tuo bene,
o Cristo, se la torre non può essere
pensata più da sola, quanti voli
dovranno decollare dalla mente
sgretolata dell’uomo, prima ancora
che dimentichi il volto di mefisto.

Scrittoio

image
Non lamentarti se va tutto male,
se persino chi Dio ti ha messo accanto
è sordo, muto e cieco. Queste parti
dello spazio e del tempo sono fatte
così. Ritorna dentro, non lasciarti
attirare nel buco nero pece
del demonio. Soltanto la pazienza
ha il potere nascosto, la ragione
del tutto. Guarda in faccia l’incosciente
mondo: la tua visione va al di là,
risorge dalle ceneri, dal fondo.

Roma a 5 stalle

image
Il fatto è questo: che di Agnelli senza macchia ce n’è uno. Tutti gli altri, più o meno, ci hanno i loro difetti. La politica comincia da qui: dall’ammissione che nessuno, per primo, può scagliare la pietra a cuor leggero. Se si vuole passare per perfetti, si rischia di cadere brutalmente a terra. Come si dice: dalle stelle alle stalle. Tuttavia non bisogna scoraggiarsi. In fondo, Uno che conosciamo bene non è nato in un albergo a cinque stelle, ma in una stalla come tante, visitato da pastori modesti e analfabeti. Solo se sei disposto a partire dal tugurio dell’umana condizione gli angeli proclameranno la tua gloria. Altrimenti farai la fine di Lucifero, di Dorian Gray, di tutte le luci che hanno presto rivelato un’ombra così fitta da far venire i brividi.

L’essenziale è invisibile agli occhi

image
È come quando ti spiegano Il piccolo principe: si impegnano, con le loro piroette cerebrali; ma più ti spiegano e meno ti convincono. Il piccolo principe, infatti, non si spiega: è lì davanti e ti guarda, ti parla, e non risponde alle domande. Ma se è lui a domandare, allora non demorde, fino a che non ha ottenuto una risposta.
Guardiamo le stelle e viene in mente lui, la sua rosa, la sua pecora con la museruola. Non sappiamo se la pecora mangerà la rosa; ma sappiamo che in qualche parte del tempo e dello spazio – o forse fuori del tempo e dello spazio – c’è un Amico a farci compagnia. E se nell’universo infinito c’è un Amico, una Persona che ti ama, e tu la ami, allora tutto è diverso. Allora puoi vedere davvero l’Invisibile.

Tempi durex

image
Mi ero perso il fertility day,
col solito contorno di proteste,
ironiche twittate intorno a durex,
oscuri medioevi e bui ventenni.
La mia mente cattolica, d’istinto,
va al versetto di Genesi uno ventidue.
Altri tempi, direte: “Quando il bambino era bambino,
camminava con le braccia ciondoloni,
voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente
e questa pozzanghera il mare”.
Mi consolo col mio Piccolo Principe:
accarezzo la rosa e guardo il fondo
liscio del mio bellissimo pianeta.