La graphic novel o della vera poesia

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Venti libri tra parole e immagini dal messaggio artistico universale

 

di Guido Michelone

 

La graphic novel è un’espressione angloamericana che risale alla fine degli anni Settanta e che indica ciò che in Italia è tradotto (senza particolare successo, al punto che prevale ancor oggi la dicitura straniera) come romanzo grafico o come romanzo a fumetti. Continua a leggere

Lettera a un’agente editoriale

di
Roberto Plevano

Caro Luca P.,
… il libro è il grande investimento di tempo ed energia dell’autore… non ne farà altri per chissà quanto…
… I lavoratori della filiera del libro, invece, sono dentro il meccanismo del mercato (ahimè, ci devono vivere) che richiede novità continue, e hanno sempre meno tempo…
… Giornate intere davanti al PC a sbrigare corrispondenza…
… non mollare la scuola! Più produttiva e incisiva di un libro…

Anna G.
Agente editoriale in Milano

Sabato è stato giorno di ricreazione, mi do al passatempo preferito. Verso sera scambio due parole con il mitico campione italiano – siamo pochetti, alcune scarse migliaia, ci si conosce un po’ tutti. Gli chiedo se dopo tanti anni – siamo sullo stagionato, il suo record è del 2001 – si diverte ancora a venire sui monti, a passarci tanto tempo, a curare l’attrezzatura, a pianificare, ecc. ecc. Al che mi ha guardato un po’ stupito, ha alzato la testa – secondo abitudine, non distoglierebbe gli occhi da quello che ha per le mani. Non è il genere di domande che si sente fare, di solito si sta più sul tecnico.
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Editions Laborintus: intervista a Gianpaolo Furgiuele

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di Max Ponte

Caro Gianpaolo, nel corso del nostro ultimo incontro a Parigi mi accennavi della nascita di una nuova casa editrice sul suolo francese, EDITIONS LABORINTUS, il nome suggerisce già molto, come nasce questo progetto editoriale? Continua a leggere

La sfida più stimolante

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Ne avevo già parlato, della necessità e del dovere e della bellezza di un ‘leggere’ liberato da quell’alone d’intellettuale elitarismo che soprattutto dalle nostre parti è diventato col tempo allergia nazionale e cronica disabitudine alla lettura.
Poi, nel supplemento domenicale del Corriere della Sera, ecco alcune pagine dedicate a #ioleggoperché, un’iniziativa nazionale per la promozione del libro e della lettura organizzata dall’Aie (Associazione Italiana Editori) con la partnership del Corriere, di Repubblica, di Mondadori e di Raitre.
Veniamo così a conoscere i Summer readings statunitensi e la filosofia open source di Peter Brantley – per cui occorre “leggere dappertutto, qualunque cosa e su qualunque supporto” – per poi andare in Sudafrica a confrontarsi con programmi e progetti educativi portati avanti da Neville Alexander (compagno di lotta di Nelson Mandela) fino a tornare in Continua a leggere

Creare nuovi librai a Napoli

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di Giorgio Gizzi

Kraus sosteneva che la Vienna del suo tempo era la ‘stazione meteorologica della fine del mondo’.
Da quella città d’inizio secolo scorso si poteva prevedere con maggior agevolezza il futuro, vedere gli abissi che il futuro prossimo avrebbe riservato a una società occidentale in disfacimento. Continua a leggere

“TERRA IGNOTA”, FANTASY E DINTORNI. INTERVISTA A VANNI SANTONI

di Giovanni Agnoloni

L’anno scorso intervistai Vanni Santoni su Postpopuli in occasione dell’uscita del primo volume della sua trilogia fantasy, Terra ignota – Risveglio.

Dopo la pubblicazione, sempre per Mondadori, del secondo atto della serie, Le figlie del rito, ci ritroviamo qua a parlare di fantasy e non solo.

Col secondo atto di Terra ignota, prosegue la tua saga fantasy. Quali le note salienti del tuo approccio al genere, in particolare in questo sequel?

1-TI2cover_bigQuando mi sono approcciato al fantasy, avevo ben chiara l’idea di quello che intendevo fare: da un lato un grande romanzo postmoderno che includesse quanti più possibili riferimenti al “canone” fantastico occidentale (sia alto che basso); dall’altro, un romanzo popolare, avventuroso, di intrattenimento, che rispettasse le regole proprie del genere. Di Terra ignota è già stato scritto molto, e molte sono le definizioni che ne sono state date: “fantasy puro”, “action fantasy”, “fantasy postmoderno”, “shonen”; alcuni hanno parlato di “fantasy classico” e altri di “fantasy atipico” (definizioni apparentemente opposte), e anche di “fantasy per letterati”, o di “ponte tra fantastico colto e fantastico popolare”. In realtà credo che siano tutte etichette sensate, a seconda della prospettiva da cui si guarda al testo. Continua a leggere

LEONHARD FRANK, “L’UOMO È BUONO” (1)

Leonhard Frank, L’uomo è buono, Del Vecchio Editore (traduzione e cura di Paola Del Zoppo)

L'uomo è buonoNel ciclo di cinque novelle L’uomo è buono, Frank mette in scena una lenta e inesorabile presa di coscienza del popolo della necessità della pace. Nel primo racconto, Il padre, un cameriere d’albergo con una avviata carriera si annichilisce nella disperazione per la morte dell’unico amato figlio, finché non trova la forza di reagire e di trascinare con sé, a manifestare per strada, donne e vecchi rimasti a casa a vivere la difficoltà della solitudine e dell’abbandono derivanti dalle molte morti sul fronte. Di racconto in racconto – in ognuno una figura centrale che focalizza il dolore e la forza di chiedere la pace – frotte di persone si riversano in strada fino a formare un enorme corteo che comprende idealmente tutti coloro che ritengono di dover gridare a gran voce che la guerra è utile solo a conservare lo stato delle cose e ad aumentare la disperazione. La sciagura e il dolore, mascherati da onore e sacrificio, vengono qui svelati in tutta la loro indigesta oggettività. La narrazione scoperchia il vaso di Pandora per affrontare la realtà dei mali uno a uno, in un energico slancio verso la reazione, verso l’ottimismo e la presa di coscienza della forza del singolo, perché “l’uomo potrà essere e sarà umano quando non sarà più costretto all’inumanità”. Continua a leggere

I destini del libro e della lettura

Arcadia
di Giorgio Gizzi

Una domenica di mezza estate, un gruppo di persone raggiunge il Pizzo Cefalone, un monte di 2533 metri che permette la vista piena del Corno Grande e della Val Maone e che scopriranno caro a Fosco Maraini: partiti dalla Libreria Arcadia di Roma di buon mattino hanno messo nei loro zaini borracce, pomodori e formaggio e poesie da liberare in alta quota, al vento. Non hanno pagato biglietto, non c’era altro ad unirli se non la condivisione di un’esperienza e la voglia di godere insieme di qualche ora del loro tempo. Riprendendo una tradizione che accomuna i viandanti delle alture del Neghev ai frequentatori dell’arco alpino, hanno letto versi in uno scenario impareggiabile, respirato bene, fatto delle scoperte, spezzato insieme il pane e le pagine. Continua a leggere

Cordelli, l’anno zero e la Coppa del Mondo di Letteratura.

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Succede alle volte nella storia di un paese che tutti gli articoli, le critiche, le polemiche, le repliche, la tendenza a trovare scuse o a negare i problemi, o semplicemente a direzionarli altrove, trovino un momento di verità in qualcosa di lampante e incontrovertibile, che fa emergere nella chiarezza evidente di un fatto quello che altrimenti avrebbe rischiato di trascinarsi per chissà quanti altri anni in altrettanti articoli, critiche, polemiche, repliche e tendenza a trovare scuse o a negare problemi.
Avviene così che quanti avevano in precedenza scritto di Continua a leggere

Il pharmacon della poesia contro l’inciviltà. L’impegno di Giamario Lucini

Gianmario Lucini

Gianmario Lucini

Giamario Lucini è un instancabile testimone di cultura ed impegno civile. In giro per l’Italia promuove attraverso i suoi libri valori smarriti o logorati dalla retorica. Lo fa da editore innovativo e da poeta sapienziale. La persona fisica di Lucini combacia perfettamente con quello che lui rappresenta. Porta la barba ieratica che lo fa assomigliare a Whitman e veste come un missionario “di pace” tanto da richiamare la figura di Alex Zanotelli. Il suo universo etico e letterario sta tutta dentro questa personalità, che non è immagine ma bandiera. Continua a leggere

ALGRA

di Massimo Maugeri

In Italia si legge poco. Lo ha confermato anche l’Istat, qualche giorno fa, nel rapporto “Noi Italia”. Nel 2013 solo il 43% della popolazione (tra le persone dai 6 anni in su) ha letto almeno un libro nel corso dell’anno. Non è tutto. Si legge molto di più al Nord (50,6%), mentre la regione dove si legge meno è la Sicilia (27,6%). Eppure, anche in Sicilia, continuano a nascere nuove realtà editoriali. Coraggio o incoscienza? L’ho chiesto ad Alfio Grasso, responsabile e direttore editoriale, di Algra Editore (casa editrice nata da pochissimo). «Che sia più coraggio o incoscienza me lo sono sempre chiesto, ma ho sempre evitato di darmi una risposta, sarebbe potuta non piacermi. In verità, ho sempre creduto che aspettare la fine dei momenti difficili senza fare nulla o, molto spesso, piegando la testa, sia semplicemente l’alibi dei pigri o il coraggio dei disperati. Io non sono un pigro e, soprattutto, sono troppo giovane per parlare di disperazione. Vivo ancora la fase delle speranze, dei sogni e delle ambizioni, e la mia più grande ambizione è sempre stata quella di diventare un editore, sin da quando, più di dieci anni fa, ho cominciato a lavorare nel settore. Perché oggi? Semplicemente perché era il momento giusto per me, per la mia vita privata e professionale. Oggi sono nel pieno delle mie energie, ho ancora tutto il mio entusiasmo e quel tanto di esperienza necessaria per partire».
Entusiasmo e ambizione. Continua a leggere

Le avventure di Bellatrix. I racconti di Annaraffaella Farao

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di Max Ponte

Ricordo di aver passato il periodo delle Olimpiadi a Torino nel 2006 a tradurre “La planète Bleu Myosotis” il racconto francese di Annaraffaella Farao pubblicato in versione bilingue nel 2009 col titolo “Il pianeta Blu Myosotis” da una piccola casa editrice bolognese (pubblicazione sofferta e con vari problemi di promozione e distribuzione).
Tradurre, come sappiamo, è una grande responsabilità e per me è stato impegnativo e allo stesso tempo gratificante lavorare a questo libro. Un testo di prosa poetica ricco di neologismi, onomatopee e colpi di scena, invenzioni e particolari sospesi tra il reale e il fantastico. Per cui ho deciso di tradurre anche la suite che si intitola “L’Isola della Sorpresa”, tutt’ora inedita.
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GIOVANNI PAPINI, “CENTO PAGINE DI POESIA”

Recensione e intervista di Giovanni Agnoloni

Giovanni PapiniGiovanni Papini, Cento pagine di poesia, Quodlibet 2013 (a cura di Raoul Bruni)

Giovanni Papini per me era soprattutto il futurista dell’invettiva contro Firenze, pronunciata in occasione della serata organizzata da Marinetti e dai suoi al Teatro Verdi il 12 dicembre 1913 – della quale mi sono occupato in occasione di una recente intervista allo storico dell’arte Corrado Marsan (su Postpopuli.it). Un autore sanguigno, protagonista centrale della battagliera stagione delle riviste “La Voce” e “Lacerba”.

Leggendo Cento pagine di poesia, opera riproposta in e-book da Quodlibet (collana “Note azzurre”) nella versione originaria del 1915 (edita dalla Libreria della Voce), guidato dell’ottima introduzione del curatore Raoul Bruni – che qui di seguito ho il piacere di intervistare –, sono sceso molto più vicino al cuore dell’ispirazione di uno scrittore capace di fondere, in queste sue prose poetiche, realtà e immaginazione – Borges lo definì un autore “immeritatamente dimenticato” e lo accolse, unico italiano, nell’Antología de la literatura fantástica da lui curata con Silvina Ocampo e Adolfo Bioy Casares (1940). Non solo, ma Papini riesce anche a conciliare paesaggio esteriore e flusso di coscienza, visione soggettiva della vita e liberazione dagli aspetti più soffocanti dell’antropocentrismo, avvicinandosi all’intuitività del mondo animale e alla vibrazioni più sottili delle profondità cosmiche. Continua a leggere

“SELEZIONE NATURALE”: GIOVANI SCRITTORI E CONCORSI LETTERARI

di Giovanni Agnoloni

copertina-selezione-naturaleSelezione Naturale è una raccolta di racconti a cura di Gabriele Merlini da poco uscita per la casa editrice Effequ. Si tratta di un’interessante proposta antologica, con contributi di autori giovani della scena fiorentina e del resto della Toscana, quali lo stesso Merlini, Vanni Santoni, Gregorio Magini, Alessandro Raveggi, senza dimenticare il poeta Marco Simonelli – qui presente in veste narrativa, come anche l’artista visuale Francesco D’Isa –, il critico e traduttore Valerio Nardoni e Collettivo Mensa, che è un gruppo di tre autori lucani che hanno anche dato vita a un’omonima rivista.

Filo conduttore dei racconti, i concorsi letterari, con le loro illusioni e i loro inganni, e le vite che si srotolano loro attorno, fotografando in un’istantanea spesso malinconica, ma a volte dai tratti comici e paradossali, le vite di scrittori che cercano di entrare nel difficile mondo delle Lettere.

La lettura, vivace e divertente, è infatti intrisa di un senso di amarezza latente, che serve quasi da monito per chi cerca di ritagliarsi degli spazi attraverso iniziative che, purtroppo, spesso si rivelano più aleatorie che altro.

Ho avuto il piacere di intervistare il curatore Gabriele Merlini. Continua a leggere

“DOMANDA AL VENTO CHE PASSA”, DI PAOLO GIARDELLI

Tratto da
Paolo Giardelli, Domanda al vento che passa: Malocchio e guaritori tradizionali, Pentàgora, Savona-Milano 2012: pp. 118-123.

domanda al vento

L’UOMO DI GLORI

A Glori [piccola frazione di mezza costa della Valle Argentina, (1)] si ricorda la guarigione da parte di nonna Teresa di una donna, mancata una decina di anni fa, sofferente di crisi depressive. Pare che una domenica Teresa, la guaritrice, si sia presentata a casa di questa persona per curarla, dicendole di andare a comprare una pentola nuova di terra.
Ha fatto uccidere il coniglio più grasso che avevano, ha prelevato il fegato ancora caldo del coniglio e lo ha buttato nella pentola di terra, che era stata messa sul fuoco. Il fegato ovviamente si è messo a scoppiettare a contatto con la pentola calda e lei ha sentenziato che erano le bàggiue, le streghe, che se ne andavano dal corpo dell’ammalata. Ha detto però che il resto del rito doveva compierlo a casa sua, a Glori, si è fatta incartare il coniglio e se lo è portato via. Cosa sia successo dopo non è dato sapere … Continua a leggere

“LA MASCHERA DI PAZUZU”. INTERVISTA A VITO INTRONA

di Giovanni Agnoloni

In prossima uscita con EditoriunitigdsLa maschera di Pazuzu è un romanzo weird di Vito Introna, autore che col suo lavoro dimostra come l’orizzonte del fantastico (in senso lato) sia effettivamente molto più legato alla realtà di quanto si tenda a pensare. Ho avuto il piacere di intervistarlo.

La maschera di Pazuzu

La maschera di Pazuzu è un romanzo weird impregnato di italianità. Come hai coniugato questi aspetti?

Ho tentato una sperimentazione non facile, mescolando la mia fede comunista ad antichi miti sumeri e caldei. Ne è venuto fuori un romanzo lungo e complesso, trasudante ironia grazie alla chiara strafottenza dell’antipaticissimo protagonista.

– In che misura lo “straniamento” generato dal weird può aiutare a conoscere meglio il mondo e ad affrontare i problemi dell’attualità?

Dipende dal concetto che si ha di weird. Trattandosi di una letteratura poco nota e dai confini labili, tutto è rimesso alla penna dell’autore. Weird non è disimpegno dalla realtà, ma essenzialmente uno sberleffo al mondo reale e contemporaneamente una mano tesa alla “soft sci-fi”. In quest’ottica il weird può rivelarsi lettura formativa e d’impegno. In caso contrario si ricade nel più comune urban fantasy. Continua a leggere

LA “CASA DELL’AUTORE” DI MANUELA LA FERLA

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

La Casa dell’autore di Manuela La Ferla, nota editor e curatrice di testi letterari, è una nuova esperienza in campo editoriale, che si prepara a dare un contributo vitale alla crescita di scrittori che affinano il proprio talento. Manuela ci ha gentilmente concesso quest’intervista, che illustra tutti i più importanti aspetti della sua iniziativa professionale e letteraria, con sede a Firenze.

– Com’è nata l’idea di questo progetto innovativo in campo editoriale?

Manuela La Ferla

La Casa dell’autore nasce da un’esigenza: il bisogno reale degli autori di avere a fianco un Editor dedicato. A volte si pensa che gli scrittori che hanno già una loro – anche autorevole – casa editrice di riferimento, non abbiano questo problema. Ma così non è, gli autori sono sempre più soli, tranne eccezioni. Non è solo un problema di competenza o bravura o altro, spesso è (anche) un problema di tempi oggettivi.
Un editor interno lavora su più tavoli in contemporanea, come è giusto che sia, ma spesso proprio il lavoro sul testo, che dovrebbe stare al centro dell’attenzione, finisce per diventare un dato marginale, che viene delegato alla redazione o a consulenti esterni. La mia idea allora è quella di lavorare con l’autore prima di arrivare in casa editrice, oppure per conto della stessa su testi già in programmazione.
Attenzione, perché esistono decine di service editoriali e ottimi editor free-lance.
La Casa dell’Autore offre invece un lavoro diverso, che parte dalla maieutica ma ha come conditio sine qua non lo spessore e valore del progetto (se ci riferiamo alla saggistica), e la voce dell’autore (se parliamo di narrativa). Non escludo di motivare io stessa degli autori, nel caso della saggistica, a scrivere su un argomento che mi sembra possa poi essere spendibile editorialmente. Continua a leggere

“OLONOMICO” DI SANDRO BATTISTI. UN ROMANZO CONNETTIVISTA

Recensione e intervista di Giovanni Agnoloni

Olonomico di Sandro Battisti (Ciesse Edizioni – prefazione di Giovanni De Matteo; postafazione di Marco Milani) è un romanzo che invita a un’esperienza complessa e molto particolare. Il libro del co-fondatore romano del Connettivismo racchiude in sé la sostanza della saga, da lui già da tempo sviluppata, dell’Impero Connettivo, un impero che si proietta non solo su distanze abissali nello spazio, ma anche su profondità insondabili nel tempo. È un esempio di “stato” dai tratti assonanti con quelli dell’impero romano – la cui nascita ha guidato e ispirato dalle imperscrutabili distanze dello spazio-tempo – che abbracciano tutto lo sviluppo della storia umana, fino al suo ulteriore gradino evolutivo della post-umanità.

Ma non è questo il punto. Non quello che conta, almeno. Olonomico è un’opera profondamente connettiva, nella misura in cui collega e sollecita molteplici livelli percettivi e di lettura. Contiene spunti di grande apertura intuitiva, in una sorta di coscienza iperestesa in cui gli stessi confini dell’individualità soggettiva sfumano in una percezione di Oltre, aperta alle radici cosmiche dell’essere. Continua a leggere

La “NeXT-Fest”, il primo festival connettivista

Vi presento il programma della NeXT-Fest, il festival connettivista in programma a Roma al Centro Culturale Elsa Morante dal 26 al 28 ottobre.

L’evento romano è il primo nella storia delle NeXT-Con. Una tre giorni densa di eventi connettivisti e non solo con ospiti di richiamo, editori, argomenti in grado di ridefinire il concetto e l’immagine di Futuro; con Bruce SterlingSergio “Alan D.” AltieriGiuseppe PanellaDario TonaniMichele Salvezza.Dove stiamo volando? La risposta alla fine della NeXT-Fest!

NeXT-Fest

DOVE STIAMO VOLANDO?

26-27-28 Ottobre 2012

Centro Culturale Elsa Morante, Piazzale Elsa Morante – Roma

26 Ottobre 2012

Ore 16.00

Conferenza stampa

Ore 16.45 – Radici 1

L’esperienza delle Avanguardie: una testimonianza video degli ultimi Futuristi

Con Marco Rossi Lecce e Antonio Saccoccio

Ore 17.45

Presentazione nuovo Podcast connettivista

Con Simone PizziGabriele Calarco e Sandro Battisti

Ore 18.00

Presentazione libri

Sentieri di notte” di Giovanni Agnoloni – Galaad Edizioni – con Francesco Verso e l’autore

Olonomico” di Sandro Battisti – CiEsse Edizioni – con Luigi Milani e l’autore

Notturno alieno” di Gian Filippo Pizzo – Bietti – con il curatore

Ore 20.15

Rinfresco

Ore 21.45

Performance – Reading

A cura dei connettivisti

27 Ottobre 2012

Ore 10.00 – Rizomi 4

Poesia e connettivismo

Con la partecipazione di: Alex TonelliEttore Fobo, Domenico Mastrapasqua

Ore 11.00

Performance

La sauna dei cinque, reading a cura di Alex Tonelli e Domenico Mastrapasqua

Ore 12.00 – Rizomi 2

Orizzonti matematici e abissi quantistici: dal margine del caos alla suggestione della fantascienza

Con la partecipazione di Emanuele MancoGiovanni De Matteo, Lukha B. KremoRoberto Furlani ed Emmanuele Pilia

Ore 13.00

Pausa pranzo

Ore 15.00

Presentazione del progetto cinematografico Neuronica di Roberto Furlani e Gabriele Calarco, con gli autori

Ore 15.30 – Radici 2

L’immaginario fantastico, dal tardo-romanticismo a Weird

Con Giovanni AgnoloniGiuseppe Panella, Alex Tonelli, Francesco Cortonesi, Errico PassaroPier Luigi Manieri

Ore 17.00 – Rizomi 1

Immaginario popolare ed esperienza avanguardista nel panorama della fantascienza

Con Emanuele Manco, Lanfranco Fabriani, Salvatore Proietti

Ore 18.30

Presentazione delle opere editoriali Warriors – Le nuove furie di Sergio Altieri, e Mondo9 di Dario Tonani, con gli autori

Ore 19.30

Presentazione del progetto cinematografico Like Icke di Francesco Cortonesi e Federico Greco, con gli autori

Ore 20.00

Pausa cena

Ore 21.30 – Stoloni 1

Augmented reality: come cambia il mondo nell’interazione con il virtuale

Con Bruce SterlingLuigi Milani, Jasmina Tešanović, Francesco Gatti

Ore 23.00

Fine lavori

28 Ottobre 2012

Ore 10.00 – Rizomi 3

Avanguardie artistiche, Transarchitettura ed esigenze eco urbane del prossimo futuro

Con Alessio BrugnoliAndrea Di Priamo, Emmanuele Pilia

Ore 11.00 – Stoloni 2

Grafie futuretavola rotonda sulla fantascienza in evoluzione

Con Salvatore ProiettiSandro BattistiGiovanni De Matteo

Ore 12.00

Trend editoriali, con Francesco Verso

Ore 12.45

Pausa Pranzo

Ore 14.30

Games/Podcast, con Simone Pizzi

Ore 14.40

Presentazione libri

“Crepe nella realtà” di Mario Gazzola – ALEA eBooks – con Sandro Battisti e l’autore

Ore 15.00

Post-Humans, il mondo senza uomini in immagini, con Gabriele Calarco presentato da Mario Gazzola

Ore 15.15

Incontro con gli editori

Ore 15.50

Presentazione del cortometraggio “Io ritengo”, con gli autori Elio VenutoloAlessio Merulla e Antonio Mattiali

Ore 16.15 – Rizomi 5

Jung, Crowley, Burroughs – il cinema connettivista senza astronavi

Con Tino FrancoMichele SalvezzaTommaso Ragnisco, Mario Gazzola, modera Pier Luigi Manieri

Ore 18.00

Chiusura lavori e saluti

Editori accreditati

  • Cagliostro ePress
  • CiEsse Edizioni
  • Delos Books
  • Galaad Edizioni
  • Kipple Officina Libraria
  • NeXT – HyperHouse

Realismo e simbolismo…

[…]”Voglio citare dei ricordi recenti, alcuni incontri che ho avuto la fortuna di avere nell’ottobre del 1971 a Persepoli, in occasione delle celebrazioni del XXV centenario della fondazione dell’impero persiano, e durante il congresso internazionale d’iranistica che si tenne nello stesso periodo a Shiraz. Il mese precedente, all’inizio di settembre, si era tenuto quello che oggi si chiama il festival annuale di Shiraz, ma che di fatto si svolge tra le grandiose rovine di Persepoli. Vi si era rappresentata un’opera di Xenakis, che metteva allusivamente in scena, nella cornice delle vicine montagne che circondano le rovine, il mito di Prometeo.
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