Fàtica

Riprendendo il nostro viaggio attraverso il “gergo linguistico” ci imbattiamo in un termine relativamente recente, coniato dall’antropologo polacco-americano B. Malinowschi (1884-19429), ‘fàtica’, con il quale si intende quella particolare funzione che talvolta presenta il linguaggio verbale, non nel comunicare e chiedere informazioni, bensí nello stabilire o mantenere un ‘contatto’ fra due persone (locutore e destinatario). Hanno tale funzione, per esempio, le frasi interrogative fàtiche (o di cortesia): “Pronto, come sta?, mi sente?, come va?” con cui si avvia una conversazione telefonica o un ‘dialogo’ in ascensore. Il termine non ha nulla che vedere con la “fatica” (latino: ‘fatíga’) vale a dire con lo ‘sforzo’ fisico o mentale che si sostiene nel compiere un lavoro e che mette a dura prova le nostre energie; la “fàtica linguistica” viene dal vecchio verbo latino ‘fari’ (parlare, pronunziare). Come abbiamo scritto piú volte molti ‘sacri testi’ ignorano il gergo linguistico che, al contrario, deve essere portato a conoscenza di tutti coloro che amano il bel parlare e il bello scrivere. Continua a leggere

Suo e proprio

Alcuni ritengono che gli aggettivi suo e proprio si possono adoperare indifferentemente perché sono sinonimi. Non è proprio cosí.

Suo e proprio, è bene chiarirlo, sono sinonimi solo in alcuni casi: Giovanni conferma le sue/le proprie idee, ha messo a profitto la sua/ la propria capacità comunicativa; a volte si rafforzano a vicenda: Goffredo ha scritto la lettera di sua propria mano. L’uso di proprio, in particolare, è obbligatorio – secondo la legge grammaticale – nelle costruzioni impersonali: occorre difendere i propri convincimenti; è preferibile a suo, invece, quando il soggetto della frase è un pronome indefinito e in frasi che altrimenti potrebbero originare fraintendimenti di senso (e in casi del genere ‘proprio’ si riferisce al soggetto): ognuno può manifestare il proprio pensiero; Luca ha dato un passaggio a Giuseppe con la propria automobile (l’uso di “sua” potrebbe generare ambiguità, cioè equivoci, sul proprietario dell’automobile). Continua a leggere