Archivi categoria: Giovanni Agnoloni

“Berretti Erasmus”, di Giovanni Agnoloni

Recensione di Riccardo Ferrazzi

Giovanni Agnoloni, Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa (Fusta Editore, 2020)

La prima osservazione spontanea è che ci si trova di fronte a una rivoluzione nel concetto di biografia. In genere, le storie di una vita sono costruite in modo da indicare fin dagli esordi la progressiva realizzazione di una personalità. Qui invece il narratore dà quasi la sensazione di non cercare una direzione che dia senso ai suoi viaggi. Se Berretti Erasmus è un romanzo di formazione, lo è in un modo speciale. È una evidente scelta autoriale limitare a brevi accenni i fatti e i rapporti fondamentali della vita del narratore (Firenze, la famiglia, e perfino, almeno in apparenza, l’amore per Agnieszka, che pur è al centro dell’intenso capitolo ambientato a Cracovia). Sulle prime ciò stupisce: come è possibile trattare fatti e circostanze così fondamentali, con tanta leggerezza? Tanto più che, al contrario, ogni tappa delle “peregrinazioni” è costellata di eventi minimi, apparentemente senza significato, ma ricordati come fatti notevoli, che non è lecito considerare fine a se stessi.

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Marisa Salabelle, “Gli ingranaggi dei ricordi”

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Gli ingranaggi dei ricordi (Arkadia Editore, 2020) è il nuovo romanzo di Marisa Salabelle. Ambientato tra la Sardegna e Roma e sospeso tra la seconda guerra mondiale e il presente (per la precisione, il 2015-’16), racconta il dramma degli anni del conflitto bellico dal punto di vista di due famiglie, i Dubois, una cui anziana erede racconta di un lungo viaggio a piedi attraverso l’isola nel 1943 con la sorella e il fratello, e gli Zedda-Serra, che vivono il dramma del bombardamenti che colpiscono Cagliari e – nella persona di Silvio, personaggio realmente vissuto – uno dei più tragici e determinanti eventi della Resistenza, l’attentato di Via Rasella. Il racconto porta, così, a fondere vicende private e grandi scenari storici in un percorso molto vicino all’autrice, come lei stessa ci spiega in questa intervista.

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“Berretti Erasmus”: intervista a Giovanni Agnoloni

Intervista di Alessandro Gianetti

In Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa, di Giovanni Agnoloni, appena uscito per Fusta Editore, uno studente di Legge partecipa al celebre progetto inter-universitario europeo e parte per l’Inghilterra, dove capirà che il suo destino è legato all’altrove. Si dedica dunque a una professione – principalmente quella di traduttore, cui unisce sempre più l’attività di scrittore – che continuerà a chiedergli di spostarsi. I ciclici ritorni nell’amata-odiata Firenze saranno fonte di ossigeno ma anche di sofferenza, perché là, in special modo nel Nord dell’Europa e lungo le sue propaggini orientali, inizierà a nascondersi il senso della sua vita. È un libro fatto di episodi in gran parte autobiografici, esplorazioni e lavori nel Regno Unito, Olanda, Lituania, Irlanda, Polonia e altri luoghi ancora. Il protagonista vi conoscerà anche l’amore, e lo vivrà tutto: sino a che questa ragazza che sarebbe dovuta diventare sua moglie, a nozze già fissate, non morirà in un incidente stradale. Il destino che credeva di aver in qualche modo piegato, presenta il conto all’improvviso. Allora tutto, tutto il vissuto e tutto ciò che resta da vivere, assume un significato altro, nuovo. Ed è forse proprio per questo che chiede di essere raccontato, messo nero su bianco.

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Diego Caiazzo, “Il sistema solare”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Diego Caiazzo, Il sistema solare, Diogene Edizioni, 2020 (prefazione di Valentina Di Cesare)

Una volta, quando ero al primo anno di università, feci un sogno. Ero nella cucina di casa mia, che ha un pavimento a mattonelle quadrate bianche e nere, come una scacchiera, e stavo per dare un esame davanti a una commissione universitaria. La materia era quanto mai singolare: “teologia privata”. Ovviamente l’assonanza era con il diritto privato che stavo studiando, ma non ho mai capito che c’entrasse la teologia – e soprattutto che senso potesse mai avere il suo essere “privata”.

Leggendo Il sistema solare di Diego Caiazzo forse sono arrivato a intuirlo. Sì, perché il secondo poemetto poetico-narrativo dell’autore pomiglianese (dopo La via lattea, Lupi Editore, 2017), è capace di prendere per mano il lettore e di condurlo in un percorso che collega le profondità cosmiche alla semplicità dei gesti e dei pensieri di ogni giorno, nella loro normalità che si estende su uno spettro capace di andare dall’intimità di pensieri su amore, poesia, guerra, sport (a proposito, Caiazzo è maestro di scacchi, e adorerebbe senz’altro la mia cucina) e sullo scorrere del tempo, ai temi del dolore, della perdita e della morte. Ecco i primi versi, che dettano fin da subito il tempo musicale e concettuale di tutta l’opera: Continua a leggere

Alessandro Gianetti, “La ragazza andalusa”

Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni

Alessandro Gianetti, La ragazza andalusa, Arkadia Editore, 2020

La storia di un italiano trapiantato a Madrid e impegnato in una coscienziosa esplorazione dei locali della movida della capitale spagnola diventa l’innesco di un duetto amoroso e linguistico tra lui e una ragazza sivigliana dal carattere particolare, che, in un brioso e rocambolesco gioco di attrazione magnetica, lo porta a viaggiare verso il cuore della cultura andalusa. Questo il “succo” del romanzo di Alessandro Gianetti La ragazza andalusa, edito da Arkadia per la collana “Senza rotta”, e appena uscito. In questa intervista cerco di scendere più in profondità nel suo lavoro.

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Enrico Macioci, “Tommaso e l’algebra del destino”

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Tommaso e l’algebra del destino (Società Editrice Milanese, 2020), il nuovo romanzo di Enrico Macioci, è una storia densa di dramma, imperniata sulla vicenda di un bambino di cinque anni che, in seguito a un imprevisto incidente di suo padre, rimane chiuso in macchina per lunghissime ore senza la possibilità di liberarsi, mentre intorno a lui il mondo continua a scorrere – o meglio, a non scorrere, nella paralisi di un’asfissiante giornata estiva – e le vite di sua madre, della gente che gli passa vicino e di chi sta assistendo suo padre in ospedale vanno avanti, ignare di ciò che gli sta accadendo. È un percorso orrifico di confronto con gli incubi peggiori del piccolo – e di ognuno di noi –, che arrivano perfino a materializzarsi e a parlare con lui.

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Tra Irlanda, Italia e Spagna: Intervista a Catherine Dunne

Tra Irlanda, Italia e Spagna: Intervista a Catherine Dunne

di Giovanni Agnoloni

Catherine Dunne (Photo: Noel Hillis)

Catherine Dunne, grande scrittrice irlandese, è conosciuta in tutto il mondo per i suoi romanzi, che raccontano intense storie di drammi familiari immersi nella storia più e meno recente del suo paese, ma con aperture anche ad altre realtà europee – su tutte la Spagna, la cui lingua e cultura lei ben conosce, anche per gli studi di Lingua e Letteratura spagnola (e inglese) condotti al Trinity College di Dublino.

Già docente di lingue, si è dedicata interamente alla scrittura a partire dalla seconda metà degli anni ‘90, ed è diventata famosa in Italia con il primo libro La metà di niente e in seguito con altri romanzi come – tra gli altri – La moglie che dorme, Il viaggio verso casa, Una vita diversa, Se stasera siamo qui, Quel che ora sappiamo e i più recenti Un terribile amore e Come cade la luce, tutti editi da Guanda.

Ho avuto il piacere di conoscerla la scorsa estate a Dublino, e di apprezzarne anche la profonda umanità e il grande entusiasmo come operatrice culturale.

Da qui, e dal nostro successivo incontro all’ultimo Pisa Book Festival, l’idea di questa intervista. Prima troverete il testo italiano, quindi quello inglese. La traduzione è mia. Continua a leggere

Intervista a Sara Bini: “I figli di Lilith”

Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni

I figli di Lilith. Un tributo a Isolde Kurz e al Divino in ogni donna (Lilit Books) è un libro di grande spessore, opera di Sara Bini, scrittrice, cantautrice ed esperta di lingua e letteratura tedesca (e non solo), nato come tesi universitaria di ricerca e divenuto un saggio accademico – e sia pur scritto in un linguaggio accessibile e invitante per tutti i lettori – imperniato sul poema di Isolde Kurz (da lei tradotto e commentato) I figli di Lilith. L’opera ruota attorno alla figura di Lilith, tradizionalmente considerato come “demone” (per ragioni in gran parte legate al dominio maschile sulle idee e sulla cultura, protrattosi per secoli), ma in realtà archetipo del Femminile, da intendersi come lato creativo e, in quanto tale, elemento dirompente dell’ordine “borghese” del mondo.

Entriamo più nel merito di questi temi in un’intervista con l’Autrice (rimando inoltre al video di una sua presentazione, in cui illustra nel dettaglio le tematiche trattate nel volume). Continua a leggere

Tra Livorno e l’Irlanda: intervista a Massimiliano Roveri

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Massimiliano Roveri

Massimiliano Roveri è, insieme alla scrittrice irlandese Catherine Dunne, il fondatore e direttore del San Patrizio Livorno Festival, una manifestazione culturale imperniata sull’incontro culturale tra l’Italia (e in particolare la Toscana) e l’Irlanda, sua (ma in fondo anche mia) terra d’elezione. Creatore e curatore del sito italo-irlandese Italish.eu, si appresta a organizzare la terza edizione del festival, che si terrà nel marzo 2020. Con questa intervista entriamo più nel merito della sua attività, anche di autore.

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Tra la Cina e Favignana: intervista a Massimiliano Scudeletti

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Massimiliano Scudeletti, scrittore e documentarista fiorentino, è autore di due romanzi apparentemente molto diversi, ma – come vedremo in questa intervista – in realtà collegati da un fil rouge piuttosto evidente. Si tratta di Little China Girl. L’ombra della mafia cinese su Firenze, giallo molto particolare (Betti Editrice, 2018), ambientato nella e intorno alla comunità cinese di Firenze, e de L’ultimo rais di Favignana. Aiace sulla spiaggia (Bonfirraro Editore, 2019), recentissima uscita, imperniata sulla figura di Gioacchino Cataldo, ‘mitico’ personaggio custode dei segreti della caccia al tonno a Favignana, nell’arcipelago della Egadi.

Massimiliano Scudeletti

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Alessandra Angelucci: “La pazienza dei melograni”

Intervista di Giovanni Agnoloni

Per voi oggi un’intervista densa e illuminante (grazie a lei) ad Alessandra Angelucci, poetessa e giornalista abruzzese, che con La pazienza dei melograni (ed. Controluna, 2019) ha realizzato una silloge poetica che viaggia sulle corde di un legame emozionale antico e viscerale con la natura e l’altro – dalle domande e risposte, vedrete bene come emerga la polisemanticità di questa espressione. Iniziamo intanto con tre liriche che ben sintetizzano contenuti e spirito della raccolta.

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Gocce di coscienza

Articolo di Giovanni Agnoloni

Questo è un mio vecchio articolo, che ho scoperto per caso facendo pulizia nel mio studio per cercare un manoscritto (rigorosamente vergato a mano, come sempre nelle mie prime stesure) necessario per comporre un libro a cui sto lavorando adesso. Siccome non credo nel caso, ma nelle sincronicità, e mi ci riconosco ancora appieno, ecco che lo pubblico qua. Credo di averlo buttato giù al tempo in cui lavoravo a Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori (Galaad Edizioni). Dopo dieci anni e passa dedicati pressoché soltanto alla narrativa (e, ultimamente, alla poesia), questa ricognizione nel passato mi permette di fare una sorta di riepilogo interiore, che spero possa giovare anche ai lettori di questo blog.

Nel pubblicarlo, mi piace ripensare all’amico e maestro di pensiero e intuitività Giuseppe Panella, recentemente scomparso ma ancora spiritualmente con noi, con il quale ho spesso discusso di questi e altri temi consonanti.

Malin Head, Irlanda (foto di Giovanni Agnoloni)

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“Stato di famiglia”, di Alessandro Zannoni

Recensione di Giovanni Agnoloni

Alessandro Zannoni, Stato di famiglia (Arkadia Editore, 2019, collana “SideKar”)

Un autoreverse ripetuto che è un intercity nello stomaco. Così ho percepito fin dall’inizio Stato di famiglia di Alessandro Zannoni (Arkadia Editore), una raccolta di racconti imperniati sul tema (ahinoi attualissimo) della violenza più estrema, bieca e strisciante: quella che si annida in seno alla famiglia. Attraverso questa struttura a ritroso, con capitoletti interni che partono dall’ultima, terribile scena e risalgono progressivamente agli atti preparatori, alle premesse mentali e fattuali di quell’esito conclusivo, Zannoni spiega magistralmente la genesi dell’orrore, che inizia da dettagli banali nella loro “normalità” e poi, in un attimo, spiraleggia selvaggiamente verso la tragedia. Continua a leggere

“Tempo grande” di Gian Luigi Piccioli. Intervista a Simone Gambacorta

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Tempo grande, di Gian Luigi Piccioli (1932-2013), è un romanzo originariamente pubblicato da Rusconi (1984), e oggi riedito da Galaad Edizioni, a cura del critico letterario e giornalista Simone Gambacorta. Storia immersa nel mondo della comunicazione televisiva, tra Roma e la Tanzania, ha per protagoniste due personalità contrapposte, Marco Apudruen, conduttore, e Gigi Insolera, scrittore, espressioni di un approccio alla vita e alla professione rispettivamente  cinico e ambizioso il primo, sensibile il secondo. Nella parte italiana, le dinamiche del mondo della TV vengono messe a nudo nella loro fredda impersonalità, laddove l’approdo in Africa lascia emergere un fondo di umanità nettamente in contrasto con il “contenitore” di una scommessa focalizzata sugli ascolti. Continua a leggere

“L’anno che Bartolo decise di morire”, di Valentina Di Cesare

Recensione di Francesco Improta

Valentina Di Cesare, L’anno che Bartolo decise di morire, Arkadia Editore, 2019

Prima di procedere a una disamina di questo libro credo sia doveroso spendere qualche parola per questa giovane casa editrice che nata recentemente ha già conquistato una buona fetta del mercato librario e un numero crescente di lettori con iniziative diversificate ma tutte ugualmente innovative e spregiudicate. La collana cui appartiene questa pubblicazione, “Senza rotta”, deve il suo nome a un libro inedito in Italia fino all’anno scorso, Sin Rumbo, di Eugenio Cambaceres, scrittore argentino del­l’ottocento, e allude a una navigazione a vista, priva di coordinate e quindi capace di spaziare nelle più diverse direzioni. Continua a leggere

Gabriele Fredianelli, “Storia e storie della scherma”

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Storia e storie della scherma. 600 anni di sfide, assalti, duelli, di Gabriele Fredianelli (ed. Odoya), giornalista fiorentino, è un libro che è di per sé un viaggio, nel tempo e nel mondo (geografico e dello sport), e delinea il percorso evolutivo che dai duelli d’onore ha portato alla nascita della scherma come disciplina olimpica.

Il saggio, dal gradevolissimo taglio divulgativo-narrativo e dall’ottima scrittura, comprende una nutrita lista di profili biografici di grandi campioni e maestri di questo sport.

Ho posto a Gabriele alcune domande che credo vadano al cuore dei temi trattati nell’opera. Prima, però, questo estratto, dalle suggestioni decisamente letterarie, in quanto ha al centro il genio di Jorge Luis Borges. Continua a leggere

Mirko Božić, poesia e prosa del dolore dal cuore della Bosnia

Testo introduttivo e traduzione degli estratti di Giovanni Agnoloni

Mirko Božić è un giovane poeta e narratore originario di Mostar, luogo-simbolo della Bosnia-Erzegovina. È emerso inizialmente per i suoi componimenti in versi, ma è stato riconosciuto come una delle voci giovani più interessanti del panorama letterario di lingua croata grazie al suo romanzo Kristalno Zvono (“La campana di vetro”), edito da Fraktura. Su tutta la sua produzione aleggia il tema del dolore e della morte, legato alla tragica eredità di guerra della sua città e al dramma della prematura perdita di sua madre. Continua a leggere

Giorgio Galli, “Le morti felici”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Giorgio Galli, Le morti felici, Il Canneto Editore, 2018

Una serie di variazioni, modulate come riflessioni filosofico-narrative, sul tema della morte, del suo approssimarsi e del suo senso. Questa l’essenza de Le morti felici di Giorgio Galli, scrittore colto e raffinato, che abbiamo già conosciuto con La parte muta del canto (ed. Joker, 2016).

Che si tratti di un compositore lungamente dimenticato, come il ceco Leoš Janáček, che si dice essere morto in un letto d’ospedale mentre era insieme a una donna che amava, o di Igor Stravinsky, deceduto con la consapevolezza di essere vissuto nell’epoca sbagliata, o ancora del grande Franz Kafka, trapassato con l’amarezza di non aver raggiunto la felicità, ma con la serenità di esservisi adoperato al massimo, la morte, in questi brevi ma intensi ritratti, viene dipinta come una presenza perturbante, capace di condizionare negativamente l’agire umano ma, paradossalmente, di sprigionare, nel suo compiersi, il senso di un’intera esistenza. Continua a leggere

Derek Fanning: “Il fuoco arde”

Testo introduttivo e traduzione della poesia di Giovanni Agnoloni

Derek Fanning lavora da molti anni come giornalista nell’Irlanda centrale per il quotidiano Midland Tribune – un lavoro che ama. Ama però ancor più scrivere poesia, un mezzo artistico che gli offre una quanto mai gradita occasione per esprimere i propri sentimenti su un’ampia varietà di temi, tra cui la competitività e la scortesia degli esseri umani, gli effetti deleteri del pensiero collettivo e, per converso, la gioia che può derivare dal praticare le arti, dall’amore e dalla natura.

Questa è una sua poesia di mia traduzione:

The fire is burning

The fire is burning in their hearts
It burned before the universe began.
Before the Singularity
There was a fire of love, a sea of love.
It flamed. It burned. It roared. It sang

And then the Universe erupted into being,
Expanding swiftly outwards,
The sea of love expanding outwards,
Flowing, flowing, flowing, through all. Continua a leggere

Oliver Langmead, “Dark Star”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Oliver Langmead, Dark StarCarbonio Editore, 2017

Un romanzo-poema spiazzante. Una versificazione prosastica radicata in un mondo buio. Un pianeta orbitante intorno a una stella oscura, alimentato e illuminato da fonti artificiali che sono ormai diventate più preziose di qualunque valuta. Un oceano sterminato di esseri umani ridotti a brancolare nel buio e privati di qualunque sostanza e identità – e, non a caso, chiamati “fantasmi”. Questa l’angosciante cornice dei fatti narrati dall’autore scozzese Oliver Langmead in Dark Star. Un’indagine sulla falsariga provocatoriamente rovesciata dell’Inferno dantesco, con un poliziotto, Virgil Yorke, accompagnato dall’amico Dante in un allucinato e allucinante itinerario attraverso i “gironi” dell’inferno distopico della città di Vox, e sospeso a metà tra due indagini: la morte sospetta di una ragazza andata in overdose di una particolarissima droga, la “luce liquida”, e il ben più inquietante furto di uno dei tre “Cuori”, essenziali fonti di energia per tutto il pianeta.

Il testo ha una forza di coinvolgimento vorticosa, che trascina in una spirale discendente, con un moto a precipizio che ancora una volta, sia pur in una distorsione sonora degna dei Radiohead (gruppo di “culto” dell’autore), ricorda la prima cantica della Divina commedia. Continua a leggere