Sessantaquattro cappellini da donna in feltro degli anni quaranta

di Kika Bohr

“Kosuth dice ciao a Ensor” (foto di Mauro Meschino)

Da piccola sempre col berretto di lana. Negli anni del liceo sempre a testa nuda, capelli al vento. All’università indossavo ampi cappelli di feltro da uomo, ereditati dai nonni o comprati alla fiera di Senigallia. In camera mia ho una cappelliera – dono di un’anziana vicina di casa – in cui custodisco ancora gelosamente quella decina di cappelli cui sono legati vari ricordi. Non avrei mai pensato di fare qualcosa con i cappelli che consideravo un significativo capo di vestiario – perché copre la testa – ma comunque capo di vestiario e basta.
Tutto è cambiato nel giro di pochi giorni. Continua a leggere