“I LEONI D’ORO”, CLASSICI PER RAGAZZI

I leoni d’oro

Classici della letteratura per ragazzi da tutto il mondo

Carroll, Goethe, Tolstoj e Vivanti i primi quattro autori della nuova collana

diretta da Livio Sossi per la casa editrice Lisciani

 

Teramo, 20 giugno 2017. Nasce I leoni d’oro, una nuova collana di classici della letteratura per ragazzi. Lewis Carroll, Wolfgang Goethe, Lev Tolstoj e Annie Vivanti sono i primi quattro autori della collezione di libri illustrati diretta da Livio Sossi per la casa editrice Lisciani.

La collana. Classici della letteratura celebri, sconosciuti, dimenticati o mai tradotti in Italia danno vita a una collana di libri per ragazzi pensata per far scoprire ai più giovani l’incantesimo della lettura: è questo l’obiettivo dei Leoni d’oro, la collana varata dalla casa editrice Lisciani con la direzione di Livio Sossi, fra i massimi esperti in Italia di letteratura per l’infanzia.

Si parte con un quartetto d’assi che racchiude in sé il senso dell’intera collezione: sono infatti Lewis Carroll con Alice dei piccoli, Wolfgang Goethe con La fiaba del serpente, Lev Tolstoj con Il tonto alla ventura e altri racconti e Annie Vivanti con Il viaggio incantato a inaugurare una biblioteca che spazia tra epoche e paesi per offrire ai giovani lettori (a scuola come in famiglia) un viaggio nella fantasia, lungo un itinerario capace di raccontare i grandi temi della vita tra scenari favolistici e fiabeschi. Continua a leggere

BUONA LETTURA: “L’ho sposato, lettore mio. Sulle tracce di Charlotte Brontë”

“BUONA LETTURA” 12. “L’ho sposato, lettore mio. Sulle tracce di Charlotte Brontë“. A cura di Tracy Chevalier

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

Le storie racchiuse in L’ho sposato, lettore mio hanno in comune una qualità che le rendono audace organismo narrativo: il ricorso, seppur a tratti molto calibrato, ad una delle battute più celebri e citate della letteratura inglese.
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Marino Magliani, L’esilio dei moscerini danzanti giapponesi

di Roberto Plevano

Al suo ultimo lavoro – L’esilio dei moscerini danzanti, Exòrma 2017. Si esita a chiamarlo romanzo: mescola memoir, appunti di viaggio, riflessioni morali, colloqui e fili narrativi disparati; ma il progetto è unitario e coerente – Marino Magliani ha dato un titolo che richiama certe composizioni orientali. La sua curiosità botanica ed entomologica (che è aspetto della curiosità generale indispensabile all’esistenza) si è posata questa volta su una specie di Chironòmidi originari del Giappone e delle isole del Pacifico, che ha colonizzato a partire dagli anni ’60 le coste dell’Europa del Nord. Il loro volo sulle alghe spiaggiate, la danza, è, rimugina Magliani, forse il ricordo del grande viaggio dalle Hawaii, il loro esilio. È anche un balletto di morte, perché diventano così facile preda di altri animali: di moscerini danzanti ce ne sono nuvole. Vivono attorno alle alghe, o nei luoghi anfibi dove la sera si radunano i gabbiani. E c’è forse qui un destino.
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DUE RIFLESSIONI

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(ripropongo in un unico testo, con alcune variazioni, due mie rifessioni apparse nel 2014 e nel 2015 sul mio blog, Da presso e nei dintorni, e sul sito Carteggi letterari)

I.

“Poiché i versi non sono – come crede la gente – sentimenti; essi sono esperienze”.
A suo tempo, arrivai a Rilke ed al suo “Malte” per il luminoso tramite delle traduzioni e degli scritti critici di Giame Pintor, e poi di Furio Jesi, meteore intellettuali e morali, la cui scomparsa da giovani lascia forse immaginare e rimpiangere un diverso presente. Continua a leggere

BUONA LETTURA: Marino Magliani. Dal fondo della tana. Conversazioni con Marco Scolesi”

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura


È un viaggio attraverso la sua scrittura, il suo tempo, il suo spazio: attraverso se stesso.

È il libro Marino Magliani. Dal fondo della tana. Conversazioni con Marco Scolesi (Philobiblon Edizioni, 2016), che propone al lettore la visione di Magliani, ovvero il suo modo di guardare e di tradurre le cose, in un momento in cui la sua scrittura diventa più inventiva e più intima.

marino Continua a leggere

Il contest letterario di Minuti Contati

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Lunedì 19 settembre, alle 21.00, si aprirà la nuova stagione del contest più veloce dei web con un ospite d’eccezione: lo scrittore di strada Walter Lazzarin, intervistato per l’occasione sul sito di Minuti Contati.
Walter Lazzarin, padovano classe ’82, è un giovane scrittore giunto al suo terzo romanzo. Da ottobre ’15 ha promosso il suo ultimo libro “Il Drago non si droga” con un’iniziativa del tutto particolare: reinventandosi scrittore di strada, Lazzarin ha calcato le piazze delle maggiori città d’Italia con la sua macchina da scrivere, in un vero e proprio progetto itinerante per riavvicinare i cittadini alla lettura. Ai passanti attirati e incuriositi dal ticchettare dei tasti, il giovane autore regala un tautogramma, piccolo componimento estemporaneo le cui parole iniziano tutte con la medesima lettera. Continua a leggere

LUCA ORLANDINI, “VELLEITÀ DELLA MATERIA”

Conversazione tra Giovanni Agnoloni e Luca Orlandini

OrlandinivelleitaVelleità della materia (Aragno, Torino, 2016, pp. 190, Euro 15) è un testo di Luca Orlandini composto da pensieri brevi, introdotto da due paradossali citazioni d’eccezione; una lunga, pressoché sconosciuta al grande pubblico, di Giorgio Manganelli, nella quarta di copertina:

«Bisogna arrivare a parlare di cultura come si parla della figa: diciamolo chiaro, se la cultura, se il pensare, non è vitale, se non impegna proprio le viscere (e non metaforicamente, perché il pensare è cosa totale come il morire, è un ‘fatto’, un vero e tangibile oggetto), se non ha anche addosso qualcosa di sporco, di fastidioso, di disgustoso, come è di tutto ciò che appartiene ai visceri, se non è tutto questo, non è che vizio, o malattia, o addobbo: cose di cui è bene o anche necessario ed onesto liberarsi (spogliarsi). … I libri non esistono: ma esiste il nostro fare carne di loro. E sono anni che mi affatico a cercare il come, e tra i miei libri me ne sto goffo e prepotente come un orso, e sostanzialmente impotente. Sono afflitto da una vera, continua, maligna impotenza, che riconosco affatto estranea al mio carattere, ma che c’è, come un porro sul naso, o un odore fastidioso di vivande di terz’ordine. È la mia volgarità, una sorta di fisiologicità intellettuale: una cosa vergognosa

E una di Giacomo Leopardi (Zib., 1252):

«Nessuno è meno filosofo di chi vorrebbe tutto il mondo filosofo, e filosofica tutta la vita umana, che è quanto dire, che non vi fosse più vita al mondo. E pur questo è il desiderio ec. de’ filosofastri, anzi della maggior parte de’ filosofi presenti e passati.» Continua a leggere

SANDRO BATTISTI, “L’IMPERO RESTAURATO”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Sandro Battisti, L’impero restaurato (ne Il sangue e l’Impero, volume Urania n. 1624, Mondadori)

Uno dei tratti distintivi del Connettivismo è la sua circolarità, ovvero la sua capacità di collegare diversi ambiti artistici e della conoscenza umana in opere “sincretiche”. L’impero restaurato di Sandro Battisti – vincitore del Premio Urania 2014 ex aequo con Bloodbusters di Francesco Verso – ne è un’efficace dimostrazione: in primo luogo, perché rappresenta un “attimo” di una saga da lungo tempo avviata dal co-fondatore del movimento connettivista (che comprende anche il precedente romanzo Olonomico, pubblicato nel 2012 da Ciesse Edizioni e recentemente riedito in e-book da Kipple Officina LIbraria); inoltre, perché la sua essenza è quella di un lungo racconto che si estende sullo spazio e sul tempo, coprendo i territori della storia, dell’esplorazione del cosmo, della fisica e perfino dell’erotismo.

BattistiIl tema di fondo, ovvero l’interazione tra la dominante e intrusiva personalità dell’imperatore dell’Impero Connettivo Totka II e Giustiniano, imperatore romano d’Oriente, e la sua consorte Teodora, oggetto delle sue mire sessuali (ovviamente, per un tramite mentale), è essenzialmente un pretesto – sia pur articolato con grande dettaglio – per esplicare al massimo le potenzialità dell’intuizione creativa di Battisti: un impero retto da immortali che attingono a una sapienza ancestrale il potere che consente loro di reggere – e mutare – le sorti di sistemi di potere succedutisi nel corso della storia “rettilinea” (anche) della Terra. E, nel far questo, si servono di soggetti postumani – come il plenipotenziario Sillax -, ovvero uomini che hanno progressivamente rinunciato a parti del loro holos biologico per lasciare spazio a integrazioni meccaniche, sintetiche e perfino puramente energetiche, tali da prolungare pressoché indefinitamente il loro ciclo vitale. Continua a leggere

METTE NORRIE: “L’OMBRA DEL LUNEDÌ”

Testo introduttivo e traduzione di Giovanni Agnoloni

Mette Norrie è un’artista visuale e una scrittrice residente a Copenhagen, che opera negli ambiti della poesia, delle illustrazioni e dell’arte sequenziale. Attualmente sta lavorando a una raccolta di racconti grafici. Il suo sito è www.mettenorrie.com.

Ho tradotto dall’inglese alcuni suoi micro-racconti, il primo dei quali reca, come l’illustrazione che lo accompagna, il titolo L’ombra del lunedì, mentre gli altri sono intitolati Luoghi destinati a sparire a settembre. Ciascuno di essi fotografa un momento di vita interiore calato nel mondo.

"The Shadow of Monday", di Mette Norrie

“The Shadow of Monday”, di Mette Norrie

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Suzanne Dracius: scrittura meticcia dalla Martinica

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di Max Ponte

Nel corso del mio ultimo viaggio a Parigi ho avuto modo di intervistare Suzanne Dracius, una delle voci più interessanti delle Antille francesi. Suzanne Dracius vive fra la Martinica e Parigi ed è narratrice e poetessa. Nella sua scrittura e nella sua attività culturale, c’è la sua terra e il suo passato, la memoria dello schiavismo e la condizione della donna.
Suzanne Dracius rivendica il suo essere al cento per cento meticcia, non si direbbe, essendo un raro caso di donna bionda, ma a ben vedere è così. La Dracius si autodefinisce con orgoglio “calazaza”, termine che in Martinica distingue una donna dai capelli e gli occhi chiari ma dalla carnagione mulatta. Continua a leggere

L’UOMO CHE VENIVA DA MESSINA

di Massimo Maugeri

La lettura del nuovo romanzo di Silvana La Spina, “L’uomo che veniva a Messina” (Giunti, 2005), mi ha spinto verso un’ulteriore riflessione sul potere “sanante” della letteratura.
Nella nota che leggiamo alla fine del volume, Silvana La Spina ci dice che questo suo nuovo libro “è innanzi tutto un romanzo. E in quanto tale vive di vita propria – ossia piegando la realtà ai suoi bisogni, la storia vera alle sue storie”. Ma è anche vero, come evidenzia l’autrice, che di Antonello si sa molto poco. Ed ecco, dunque, che viene in soccorso proprio quell’aspetto peculiare del potere “sanante” della letteratura a cui facevo cenno prima e che trova il senso più alto nel ricomporre i pezzi e nell’aggiungere i tasselli mancanti affidandosi alla forza dirompente della narrazione, della scrittura che crea. D’altra parte non stiamo parlando di un uomo qualunque, di un artista qualunque. Stiamo parlando di Antonello, del grande Antonello, del Messinese: l’unico tra i pittori siciliani (per dirla con La Spina) ad aver raggiunto una fama universale, a essere entrato tra i giganti della sua epoca. Continua a leggere

Le voci del Pretorio. Romanzo epistolare. A breve il libro.

Con questa lettera termina l’uscita di  Le voci del Pretorio. Chi vorrà sapere come va a finire, potrà a breve leggere il libro. Anche grazie all’autorevole vetrina di questo sito, il romanzo ha trovato un editore diposto a pubblicarlo. Grazia ai numerosi lettori.
tarr_pretorio_museo_05 Continua a leggere

Azione poetica per Giordano Bruno

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Sabato 13 febbraio alle ore 17:00
Piazza Campo de’ Fiori – Roma

2016 EROICI FURORI
IL GIORNO 13 FEBBRAIO A ROMA IN PIAZZA CAMPO DE’ FIORI ALLE ORE 17,00 SI SVOLGERÀ L’AZIONE POETICA MITOMODERNISTA “2016 EROICI FURORI” IN MEMORIA ALL’EROISMO DI GIORDANO BRUNO.

I POETI CHE PARTECIPERANNO ALL’AZIONE AVRANNO IN MANO UN LIBRO DEL FILOSOFO E SONO INVITATI A INDOSSARE PREFERIBILMENTE UNA TUNICA BIANCA.

L’AZIONE SI SVOLGERÀ ATTRAVERSO LA LETTURA DI TESTI SUL TEMA DELL’EROICO E DELLA FEDELTÀ AI PROPRI IDEALI IN UN’EPOCA DI TRASFORMISMO GENERALIZZATO E DI DECADENZA MORALE.

CHI DESIDERA PARTECIPARE ALL’AZIONE È PREGATO DI INVIARE UNA EMAIL A grandtourpoetico@gmail.com

NON È GRADITA LA PARTECIPAZIONE DI MAESTRI DELL’ADULAZIONE, CULTORI DELLA PIAGGERIA E VIGLIACCHI E/O VENDUTI A BASSO PREZZO.

Su un’idea di:
Tomaso Kemeny, Paola Pennecchi, Angelo Tonelli, Pietro Berra, Flaminia Cruciani, Gianpaolo Mastropasqua.

Il Direttivo del Grand Tour Poetico

KAREN JENNINGS, DENTRO L’ANIMA DEL SUDAFRICA

Testo introduttivo e traduzione dall’inglese di Giovanni Agnoloni

Prosegue la serie di estratti di traduzione dagli scritti degli autori da me conosciuti nell’estate 2015 presso la residenza letteraria danese Hald Hovedgaard, a Viborg.

Karen Jennings

Karen Jennings

Oggi vi presento Karen Jennings, scrittrice originaria di Città del Capo. Laureata e addottorata in Letteratura Inglese, ha raggiunto il successo con il romanzo di esordio Finding Soutbek (edito da Holland Park Press), storia di una cittadina divisa da profondi contrasti sociali e segnata da vicende particolarmente drammatiche.
Karen è una grande paesaggista del variegato e tormentato panorama umano del Sudafrica, che tratteggia focalizzandosi sul micro-mondo di Soutbek con ammirevole profondità storico-analitica e con mano distesa.
Il romanzo, che nel 2016 sarà pubblicato anche in francese dalle Éditions de l’Aube, è entrato nella selezione finale delle tre migliori opere nell’Etisalat Prize, uno dei principali premi letterari del continente africano.
La sua raccolta di racconti Away from the Dead (uscita sempre con Holland Park Press) è stata selezionata per il Frank O’Connor International Short Story Award.
Oltre alla residenza letteraria danese, Karen ha partecipato a residenze in India, Uganda e Olanda. Continua a leggere

VIDEO-INTERVISTA DI SONIA CAPOROSSI A GIOVANNI AGNOLONI

Da Critica Impura

La critica letteraria Sonia Caporossi intervista lo scrittore Giovanni Agnoloni per il blog “Critica Impura”. Tema portante dell’intervista è il movimento letterario connettivista, con riferimento al suo Manifesto e, specificamente, al tema dell’Oltre (già trattato teoricamente da Agnoloni in questo articolo).

All’interno di questa video-intervista, vengono analizzati i motivi ispiratori della poetica del Connettivismo e le più recenti pubblicazioni dei suoi esponenti principali.

Particolare attenzione viene quindi dedicata ai saggi scritti, curati e tradotti da Giovanni Agnoloni come studioso di J.R.R. Tolkien, nonché alla sua serie narrativa della “fine di internet”, ad oggi comprensiva dei romanzi Sentieri di notte e La casa degli anonimi, oltre allo spin-off/interludio Partita di anime (Galaad Edizioni),in attesa del romanzo conclusivo, la cui uscita è prevista per l’autunno 2016. Continua a leggere

Le voci del Pretorio. Il romanzo epistolare di Angelo Ascoli e Pasquale Vitagliano

tarr_pretorio_museo_05Quindicesima lettera

Carissimo,

La Murgia al sole è il deserto. La casa dove abita Giuliano è una scatola di pietra. Quando il tempo è brutto questo è il calvario e le gru sulle cime sono delle croci. Sono andato lì sulle tracce di Giuliano. Nessuno sa.
Mentre guardo queste colline, mi viene in mente la Basilicata. Altro che la dolcissima litania di M e di N. Ho letto che il poeta Andrea Zanzotto così ha definito il Montello. Queste inaudite colline siciliane non sono una pagina scritta di poesia. Come la Basilicata che ho conosciuto io, questo è paesaggio mi appare come un ricovero di basti sulle groppe cispose e piene piagate di asini bastonati. Questa terra è ospitale solo per i briganti. Mesi fa ho visitato il castello di Federico II a Lagopesole. Sulla pietra del portale sono stati scolpiti questi versi: Negando la verità si hanno dispiaceri. Dio precettò dire la verità per avere giustizia.
Anche la Puglia è terra di briganti. La terra della giustizia di Dio. Ed in questa terra, Giovanni, io non sarei stato tra i martiri, ma tra i carnefici.

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In ricordo di Angelo MUNDULA (Sassari, 1934 – 2015)

Angelo Mundula (2)

Il 2015 si è portato via un poeta e un amico che resterà nel cuore dei molti che lo hanno amato, negli anni, a cominciare dallo scrivente: Angelo Mundula. E’ mancato il 28 luglio, ad 81 anni, era malato da tempo.

Qui, solo una breve nota per ricordarlo (ma si leggano altri interventi e post a lui dedicati) – certo che ben altro spazio gli sarà doverosamente dedicato – e per invitarvi a conoscerlo. Le sue poesie e suoi scritti, a dire il vero, raccontano da soli l’uomo e il poeta Mundula, come non sempre accade; la chiarezza è infatti cifra stilistica dell’autore, e della sua “ricerca infinita”, con riferimento al titolo del suo ultimo libro “L’infinita ricerca” (“Amo la chiarezza / nella vita e nel verso / questa doppiezza che / mi fa essere libero e leale / quando penso…”). Una ricerca aperta, profonda e inesausta, sia interiore sia rivolta al ricco e variegato mondo dell’attualità, della produzione letteraria e artistica. “Una singolare combustione di curiosità metafisica, passione, ironia, fede nella poesia, spessore metaforico, taglio colloquiale”, scriveva Pietro Citati. Continua a leggere

Le voci del Pretorio. Il romanzo epistolare di Angelo Ascoli e Pasquale Vitagliano. Una storia incredibile

tarr_pretorio_museo_05Settima risposta

Caro Daniele,

Adesso comincio a capire cosa è successo nelle ultime ore, negli ultimi giorni, negli ultimi mesi della vita di Rosaria. Conosco Giuliano Panti, certo. Lo conosco come tanti altri, qui a Milano. Non so se è migliore di te (e di me): so solo che è tutto quello che noi non siamo e, se vogliamo solleticare la nostra vanità, non è niente di ciò che non crediamo di essere. E’ chiaro perché Rosaria si è innamorata di lui: anzi, si era innamorata, come vedi non riesco ancora a tagliare il filo con lei. Così riesco ad immaginare te che convivi con il suo fantasma.

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“LA CONSOLAZIONE DELLA POESIA”

Intervista di Giovanni Agnoloni

cop_antologiaHo avuto il piacere di intervistare Federica D’Amato, curatrice dell’antologia La consolazione della poesia (Ianieri Edizioni, 2015), cui hanno partecipato i poeti Antonio Bux, Sonia Caporossi, Alessio Di Giulio, Francesco Iannone, Valerio Nardoni, Giuseppe Nibali e Bernardo Pacini. Il volume è corredato di una postfazione di Giuseppe Munforte.

1) Il tema della ferita e quello della consolazione sono al centro di questa antologia poetica. Si tratta di due poli opposti o complementari? E in che modo l’ideale “spola” tra essi viene pilotata (o seguita) dagli autori?

Affinché una ferita venga incontrata, attraversata e abitata nella sua capacità di rivelarci a noi stessi, credo sia necessario rinunciare non al nostro bisogno di consolazione, ma proprio al suo contrario ovvero all’idea che non vi sia consolazione praticabile per la nostra dolorante umanità. E la spola di cui lei giustamente parla è proprio la dimostrazione di una consolazione possibile, in cui la poesia – mezzo tra i mezzi – mimeticamente si perde. Ed è un bene che così sia. Il movimento, dalla ferita alla dimenticanza della ferita, è la consolazione, e gli autori presenti in antologia in tal senso sono in cammino, proprio perché incapaci di pilotare qualsiasi méta, ma solo in grado di farsi viandanti, di porgere il fianco. Continua a leggere

Le voci del Pretorio. Il romanzo epistolare di Angelo Ascoli e Pasquale Vitagliano

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Tredicesima lettera

Giovanni,

Che senso hanno queste lettere che continuiamo a scriverci? In certi momenti mi sembrano così assurde. Eppure senza quasi consapevolezza mi trovo a cercare le parole. Forse queste sono il setaccio delle nostre esistenze. Forse leggendole speriamo di trovare una ragione accettabile per tutto quello che abbiamo scelto di condividere. Che su queste pagine si scriva una storia la cui trama sia priva di contraddizioni, di incongruenze, di ombre. Ma mi domando se noi potremo mai essere i lucidi spettatori delle nostre vicende? Temo proprio di no. Noi non riusciremo mai a conquistarci questo sicuro approdo, le nostre parole non ci trasformeranno da mostri in lucidi e lontani osservatori del dolore. Questa volta per noi non c’è scampo. Continua a leggere