Tra la Cina e Favignana: intervista a Massimiliano Scudeletti

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Massimiliano Scudeletti, scrittore e documentarista fiorentino, è autore di due romanzi apparentemente molto diversi, ma – come vedremo in questa intervista – in realtà collegati da un fil rouge piuttosto evidente. Si tratta di Little China Girl. L’ombra della mafia cinese su Firenze, giallo molto particolare (Betti Editrice, 2018), ambientato nella e intorno alla comunità cinese di Firenze, e de L’ultimo rais di Favignana. Aiace sulla spiaggia (Bonfirraro Editore, 2019), recentissima uscita, imperniata sulla figura di Gioacchino Cataldo, ‘mitico’ personaggio custode dei segreti della caccia al tonno a Favignana, nell’arcipelago della Egadi.

Massimiliano Scudeletti

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Alessandra Angelucci: “La pazienza dei melograni”

Intervista di Giovanni Agnoloni

Per voi oggi un’intervista densa e illuminante (grazie a lei) ad Alessandra Angelucci, poetessa e giornalista abruzzese, che con La pazienza dei melograni (ed. Controluna, 2019) ha realizzato una silloge poetica che viaggia sulle corde di un legame emozionale antico e viscerale con la natura e l’altro – dalle domande e risposte, vedrete bene come emerga la polisemanticità di questa espressione. Iniziamo intanto con tre liriche che ben sintetizzano contenuti e spirito della raccolta.

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Denata Ndreca, “Tempo negato”

Intervista a Denata Ndreca

di Giovanni Agnoloni

La poesia di Denata Ndreca declina il tema dell’amore in una molteplicità di forme possibili, tutte legate dal canale interiore della passione, a volte lacerante, a volte legata a un filo di memoria e nostalgia. Tempo negato (edito da Scribo) è una raccolta che esprime tutte queste modalità espressive del sentimento per eccellenza. Ecco tre liriche che ho particolarmente apprezzato, nella raccolta, e a seguire una mia intervista all’autrice. Continua a leggere

Marisa Salabelle, “L’ultimo dei Santi”

Recensione di Barbara Panelli

Marisa Salabelle, L’ultimo dei Santi, Tarka Edizioni 2019, collana “Appenninica”

Il nuovo romanzo di Marisa Salabelle, L’ultimo dei Santi, si riallaccia idealmente alle vicende di quello precedente “L’estate che ammazzarono Efisia Caddozzu” (Piemme edizioni), riproponendo la figura del giornalista Saverio nuovamente alle prese con un’indagine da condurre in parallelo a quella ufficiale portata avanti dal commissario Borghi. Questa volta i morti sono tre: tre fratelli deceduti a breve distanza l’uno dall’altro in circostanze apparentemente accidentali. Il personaggio di Efisia è richiamato alla memoria in un breve passaggio, per poi non essere più citato: solo un espediente per fornire un aggancio al lettore che già conosce il romanzo precedente. Continua a leggere

Gocce di coscienza

Articolo di Giovanni Agnoloni

Questo è un mio vecchio articolo, che ho scoperto per caso facendo pulizia nel mio studio per cercare un manoscritto (rigorosamente vergato a mano, come sempre nelle mie prime stesure) necessario per comporre un libro a cui sto lavorando adesso. Siccome non credo nel caso, ma nelle sincronicità, e mi ci riconosco ancora appieno, ecco che lo pubblico qua. Credo di averlo buttato giù al tempo in cui lavoravo a Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori (Galaad Edizioni). Dopo dieci anni e passa dedicati pressoché soltanto alla narrativa (e, ultimamente, alla poesia), questa ricognizione nel passato mi permette di fare una sorta di riepilogo interiore, che spero possa giovare anche ai lettori di questo blog.

Nel pubblicarlo, mi piace ripensare all’amico e maestro di pensiero e intuitività Giuseppe Panella, recentemente scomparso ma ancora spiritualmente con noi, con il quale ho spesso discusso di questi e altri temi consonanti.

Malin Head, Irlanda (foto di Giovanni Agnoloni)

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“Stato di famiglia”, di Alessandro Zannoni

Recensione di Giovanni Agnoloni

Alessandro Zannoni, Stato di famiglia (Arkadia Editore, 2019, collana “SideKar”)

Un autoreverse ripetuto che è un intercity nello stomaco. Così ho percepito fin dall’inizio Stato di famiglia di Alessandro Zannoni (Arkadia Editore), una raccolta di racconti imperniati sul tema (ahinoi attualissimo) della violenza più estrema, bieca e strisciante: quella che si annida in seno alla famiglia. Attraverso questa struttura a ritroso, con capitoletti interni che partono dall’ultima, terribile scena e risalgono progressivamente agli atti preparatori, alle premesse mentali e fattuali di quell’esito conclusivo, Zannoni spiega magistralmente la genesi dell’orrore, che inizia da dettagli banali nella loro “normalità” e poi, in un attimo, spiraleggia selvaggiamente verso la tragedia. Continua a leggere

“Tempo grande” di Gian Luigi Piccioli. Intervista a Simone Gambacorta

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Tempo grande, di Gian Luigi Piccioli (1932-2013), è un romanzo originariamente pubblicato da Rusconi (1984), e oggi riedito da Galaad Edizioni, a cura del critico letterario e giornalista Simone Gambacorta. Storia immersa nel mondo della comunicazione televisiva, tra Roma e la Tanzania, ha per protagoniste due personalità contrapposte, Marco Apudruen, conduttore, e Gigi Insolera, scrittore, espressioni di un approccio alla vita e alla professione rispettivamente  cinico e ambizioso il primo, sensibile il secondo. Nella parte italiana, le dinamiche del mondo della TV vengono messe a nudo nella loro fredda impersonalità, laddove l’approdo in Africa lascia emergere un fondo di umanità nettamente in contrasto con il “contenitore” di una scommessa focalizzata sugli ascolti. Continua a leggere

“L’anno che Bartolo decise di morire”, di Valentina Di Cesare

Recensione di Francesco Improta

Valentina Di Cesare, L’anno che Bartolo decise di morire, Arkadia Editore, 2019

Prima di procedere a una disamina di questo libro credo sia doveroso spendere qualche parola per questa giovane casa editrice che nata recentemente ha già conquistato una buona fetta del mercato librario e un numero crescente di lettori con iniziative diversificate ma tutte ugualmente innovative e spregiudicate. La collana cui appartiene questa pubblicazione, “Senza rotta”, deve il suo nome a un libro inedito in Italia fino all’anno scorso, Sin Rumbo, di Eugenio Cambaceres, scrittore argentino del­l’ottocento, e allude a una navigazione a vista, priva di coordinate e quindi capace di spaziare nelle più diverse direzioni. Continua a leggere

Addio fantasmi di Nadia Terranova

I libri di Nadia Terranova per me sono “casa”, non solo perché siamo entrambe nate e cresciute a Messina. Sono casa perché ritrovo quella familiarità nel linguaggio, nel modo di raccontare, che mi riporta ogni volta al mio “lessico famigliare”.

Anche io, come Ida, sono andata via da Messina a 23 anni, senza però la morsa che sicuramente le avrà stretto lo stomaco mentre saliva sul traghetto. Ho avuto per mesi in testa l’immagine di quella ragazza girata di spalle, con lo sguardo rivolto alla sponda calabra, che si lascia indietro dolore, sofferenza, domande appese a un filo, per ricominciare sulla terraferma; come se l’isola, la mancanza di confini, rendesse labili anche i confini dell’anima. Continua a leggere

Buona lettura 17: “Artigianato sentimentale”, di Gabriele Borgna

“BUONA LETTURA” 17. “Artigianato Sentimentale“. Gabriele Borgna

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

È la vita della poesia, quella che dapprima si presenta profonda, delicata, silenziosa per poi animarsi mossa dalla passione e scrosciare con forza sulla realtà, sul tempo e sullo spazio, “squarciando viscere e ragione“.

Un’invenzione libera, quella di Gabriele Borgna in Artigianato sentimentale (puntoacapo CollezioneLetteraria) per una poesia che si rimescola all’esistenza e dove trovano posto momenti vitali, incanti d’amore che producono vibrazioni ma anche immagini lancinanti, capaci di ospitare l’inatteso. Continua a leggere

“Deserto”, di Ilaria Palomba

Recensione di Francesco Improta

Ilaria Palomba, Deserto (ed. Fusibilia)

Con Deserto, silloge poetica vincitrice del concorso letterario “Profumi di poesia”, Ilaria Palomba continua il suo cammino nel deserto dell’essere, riallacciandosi a Mancanza, pubblicato dalla casa editrice Augh nel 2017, con tale convinzione ed efficacia da indurci a considerarlo un seguito e una promessa di ulteriori esplorazioni come sembra suggerire la chiusa di questa raccolta:

Adesso // cammina sul sole // non badare al crollo.”

In questa terzina permane, tuttavia, un panorama di rovine, ancora fumanti per il crollo recente, ma illuminato e riscaldato dalla luce del sole che indica nuove traiettorie, nuovi percorsi e probabilmente nuovi e inaspettati approdi. Continua a leggere

Mario Novaro in spagnolo e danese, tradotto da Martha Elias

Mario Novaro (foto tratta da Wikipedia)

 

Mario Novaro in spagnolo e danese, tradotto da Martha Elias

A seguito dalla pubblicazione di alcune poesie di Mario Novaro (1868-1944) in italiano e in inglese, proponiamo oggi, sempre insieme ai testi originali, le relative traduzioni spagnola e danese, a opera di Martha Elias, linguista danese che vive a Copenaghen.

Dal 2001, Martha lavora su progetti di carattere multilinguistico, nel settore delle lingue, dell’arte e della comunicazione, arrivando a coinvolgere otto lingue europee. Attualmente sta preparando un progetto interdisciplinare che coinvolge le espressioni lirico-poetica, dell’arte visiva e della musica. Il suo rapporto con la parola scritta si basa su un approccio trans-estetico e sull’impiego versatile delle lingue danese, inglese, spagnola, italiana e francese. Continua a leggere

Gabriele Fredianelli, “Storia e storie della scherma”

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Storia e storie della scherma. 600 anni di sfide, assalti, duelli, di Gabriele Fredianelli (ed. Odoya), giornalista fiorentino, è un libro che è di per sé un viaggio, nel tempo e nel mondo (geografico e dello sport), e delinea il percorso evolutivo che dai duelli d’onore ha portato alla nascita della scherma come disciplina olimpica.

Il saggio, dal gradevolissimo taglio divulgativo-narrativo e dall’ottima scrittura, comprende una nutrita lista di profili biografici di grandi campioni e maestri di questo sport.

Ho posto a Gabriele alcune domande che credo vadano al cuore dei temi trattati nell’opera. Prima, però, questo estratto, dalle suggestioni decisamente letterarie, in quanto ha al centro il genio di Jorge Luis Borges. Continua a leggere

Mirko Božić, poesia e prosa del dolore dal cuore della Bosnia

Testo introduttivo e traduzione degli estratti di Giovanni Agnoloni

Mirko Božić è un giovane poeta e narratore originario di Mostar, luogo-simbolo della Bosnia-Erzegovina. È emerso inizialmente per i suoi componimenti in versi, ma è stato riconosciuto come una delle voci giovani più interessanti del panorama letterario di lingua croata grazie al suo romanzo Kristalno Zvono (“La campana di vetro”), edito da Fraktura. Su tutta la sua produzione aleggia il tema del dolore e della morte, legato alla tragica eredità di guerra della sua città e al dramma della prematura perdita di sua madre. Continua a leggere

Quattro poesie di Mario Novaro

Quattro poesie di Mario Novaro (1868-1944) in italiano e in inglese.

La traduzione inglese è di Giovanni Agnoloni.

Qui potete invece trovare le stesse poesie tradotte in spagnolo e danese da Martha Elias.

Mario Novaro (foto tratta da Wikipedia)

Aria di primavera

Giovine luce,
aria di primavera!
soffici nuvole bianche
ragnano il cielo puro:
chiama
la numerosa alterna
voce del mare.

 

Air of springtime

Young light,
air of springtime!
soft white clouds
cobweb the pure sky:
the plentiful,
alternate voice of the sea
is calling. Continua a leggere

FORMA E VITA IN SICILIA (di Leonardo Sciascia)

[ dal n. 5/1960 della rivista letteraria “Le ragioni narrative”, periodico letterario pubblicato a Napoli dall’editore R. Pironti e Figli in via Mezzocannone 75, tra i cui redattori troviamo i nomi di Domenico Rea, Mario Pomilio, Michele Prisco (direttore responsabile), Luigi Compagnone, Gian Franco Venè, Lugi Incoronato, ed al quale collaboravano, fra gli altri, Giovan Battista Angioletti, Bruno Maier, Francesco Flora, Leone Pacini Savoj, Carlo Salinari, Leonardo Sciascia, Giovanni Titta Rosa, Diego Valeri ] – E.D.L.

(in una foto di Giuseppe Leone,  Leonardo Sciascia tra Vincenzo Consolo, a sinistra, e Gesualdo Bufalino, a destra

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« Preme di più intendere e valutare la realtà siciliana che cercare ‘cause’ e antecedenti che, nel migliore dei casi, non conterebbero a paragone delle azioni e delle opere che, univocamente, denominiamo siciliane perché così le vediamo e le sentiamo. Tale realtà appare dal momento in cui gli abitanti dell’isola di Sicilia si comportano come siciliani ossia rivelano in fatti di durevole significato le loro preferenze e capacità… ».
Abbiamo adattato alla Sicilia questa essenziale proposizione da cui Américo Castro muove il suo vasto ricchissimo e suggestivo studio su La realidad historica de Espana (ed. italiana: La Spagna nella sua realtà storica, Firenze, Sansoni, 1956). E frequentemente faremo riferimento a cose spagnole per una essenziale e fondamentale considerazione: che se la Spagna è, come qualcuno ha detto, più che una nazione un modo di essere, è un modo di essere anche la Sicilia; e il più vicino che si possa immaginare al modo di essere spagnolo.
Indubbiamente gli abitanti dell’isola di Sicilia cominciano a comportarsi da siciliani dopo la conquista araba (come d’altra parte gli abitanti della Spagna): in un tipo di vita che Castro direbbe narrabile; non ancora, cioè, storicizzabile e non più descrivibile soltanto. Com’è, o dovrebbe essere, noto, Américo Castro assume e divide il passato umano in tre diversi stadi di realtà che corrispondono a tre diverse categorie espressive : 1) una vita che si svolge dentro un mero spazio vitale, che è soltanto spazio vitale; e chiama questo tipo di vita descrivibile (per noi, quello della Sicilia prima degli arabi); 2) una vita di tipo narrabile, fatta di aspetti suggestivi e interessanti, di eventi degni di essere narrati ma che appartengono alla «eventografia » piuttosto che alla storiografia (che per la Sicilia sarebbe il lungo periodo che va dalla dominazione araba alla formazione del Regno d’Italia): 3) una vita di tipo propriamente storico, che irradia virtù creative, che è costruzione originale, compiuta forma di realtà umana (per noi, la Sicilia del 1860 ad oggi). A questo terzo stadio di vita, a questa vita di tipo storicizzabile, la Sicilia si appartiene con « virtù creative » incerte e disarticolate, anche se originali, per quanto riguarda la vera e propria azione storica, gli avvenimenti civili (che, svolgendosi dentro uno Stato a carattere unitario, e poi totalitario, si possono paragonare, per originalità e portata, a quelli della regione basca dentro lo Stato spagnolo); ma con « virtù creative » sicure originalissime univocamente definibili come siciliane, per quanto riguarda le opere letterarie: opere che esprimono una vita « storica ». una particolare e compiuta forma di realtà umana.
Gli avvenimenti civili che la Sicilia esprime nel periodo che va dall’unità d’Italia ad oggi sono il movimento dei Fasci dei Lavoratori e il movimento indipendentista-autonomista: movimenti che si iscrivono in una precisa continuità storica; continuità che bisogna vedere nelle istanze del popolo più che nelle dichiarazioni dei cacicchi (e del cacicchismo avremo modo di parlare più avanti). Continua a leggere

BUONA LETTURA: “Letti da un soldo”

Buona lettura 16 – Letti da un soldo, di Enrique González Tũnón

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.


Esce per Arkadia Editore, per la traduzione di Marino Magliani e Riccardo Ferrazzi, Letti da un soldo, brillante traduzione della raccolta di racconti di Enrique González Tũnón, “Camas desde un peso” (1932). Continua a leggere

Giorgio Galli, “Le morti felici”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Giorgio Galli, Le morti felici, Il Canneto Editore, 2018

Una serie di variazioni, modulate come riflessioni filosofico-narrative, sul tema della morte, del suo approssimarsi e del suo senso. Questa l’essenza de Le morti felici di Giorgio Galli, scrittore colto e raffinato, che abbiamo già conosciuto con La parte muta del canto (ed. Joker, 2016).

Che si tratti di un compositore lungamente dimenticato, come il ceco Leoš Janáček, che si dice essere morto in un letto d’ospedale mentre era insieme a una donna che amava, o di Igor Stravinsky, deceduto con la consapevolezza di essere vissuto nell’epoca sbagliata, o ancora del grande Franz Kafka, trapassato con l’amarezza di non aver raggiunto la felicità, ma con la serenità di esservisi adoperato al massimo, la morte, in questi brevi ma intensi ritratti, viene dipinta come una presenza perturbante, capace di condizionare negativamente l’agire umano ma, paradossalmente, di sprigionare, nel suo compiersi, il senso di un’intera esistenza. Continua a leggere

Claudio Bagnasco, “Gli inseguiti”

Ecco un estratto de Gli inseguiti, il nuovo romanzo di Claudio Bagnasco, edito da CartaCanta,

Capitolo XXVIII

Di nuovo lui.

Preferirebbe essere preso subito a calci e pugni piuttosto che sopportare questa intimidazione: è la seconda volta che l’uomo compare sulla passerella. E se è vero che l’altra mattina era il giorno del pagamento e lui si è presentato solo con la metà dei soldi da restituire, oggi ha semplicemente deciso di uscire di casa un po’ prima per fare una passeggiata su e giù per il porto turistico ancora vuoto di gente; non è possibile che per una distrazione gli stiano addosso così, persino nei pochi attimi di libertà che spettano anche ai carcerati, anche ai cani. Continua a leggere