“Il giorno del Ringraziamento” – Ultimo capitolo con pdf

[Novella a puntate, ultimo capitolo. Il testo completo si può scaricare qui Il giorno del Ringraziamento pdf. – Testo e immagine di Monica Mazzitelli]

13.

Samuel e Jeff erano usciti da un po’. Il fuoco si stava addormentando, le braci ferme. James si era versato l’ultimo goccio di caffè dalla moka ormai fredda, una scusa per restare ancora a parlare.
Francesca aveva appoggiato le gambe sulla sedia di fronte alla sua e aveva le spalle appoggiate a metà dello schienale, rannicchiata e comoda. Con l’indice accarezzava lo stelo del suo bicchiere quasi finito. Dovevano essere le due, tra poco la pendola l’avrebbe scandito.
«Come stai?» le chiese.
«Adesso bene.»
«Ti dispiace che partiamo domani?»
Si sollevò sulla sedia per rispondergli, prendendo un lungo respiro attraverso le narici. «Devo dire di sì. Stavolta non ho la solita sensazione che “è stato bello ma è ora di tornare in possesso della mia casa”. E della mia solitudine, ovviamente.»
«In effetti è un luogo un po’ sperduto questo, non trovi? Non ti mette malinconia?» Continua a leggere

“Il giorno del Ringraziamento” – Capitolo 12

[Novella a puntate – testo e immagine di Monica Mazzitelli]

12.

«Sono senza parole. Che storia…» disse James scrollando la testa. «Io… non so cosa dire Frances.»
«Oh Gesù… Devo fumare.» fece Jeff servendosi altro Chianti. Posò la bottiglia poi ci ripensò e riempì anche il bicchiere di Francesca.
«Grazie.» gli disse lei senza alzare lo sguardo. Bevve rapidamente, appoggiò con delicatezza il calice e richiuse il dorso della cornice, controllando che la foto di suo padre fosse rimasta posizionata perfettamente al centro. Poi si alzò, la prese insieme al foglio e salì con lentezza i gradini, senza accendere nessuna luce. Stette via mezz’ora. Continua a leggere

“Il giorno del Ringraziamento” – Capitolo 10

[Novella a puntate – testo e immagine di Monica Mazzitelli]

10.

Gli piaceva quel suono: i piatti tolti dalla pila e messi in tavola. Di sotto stavano apparecchiando. Che ora era? Allungò il braccio per recuperare il cellulare, che emanava una luce bluastra: una chiamata persa, Carrie. Doveva aver dormito come un sasso, come un sasso morto sul fondo di uno stagno, per non aver sentito la suoneria. C’era anche un sms: “Ciao papà volevo solo farti un saluto stiamo andando alla festa dai vicini ci sentiamo domani mattina abbracci”, nessuna punteggiatura.
Erano le sette e mezza. Perfetto. Era calmo. Forse non era neanche triste. Difficile dirlo, si sentiva scollegato dai suoi sentimenti. Avrebbe dovuto svegliarsi meglio per saperlo.
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“Il giorno del Ringraziamento” – Capitolo 9

[Novella a puntate – testo e immagine di Monica Mazzitelli]

9.

«Mi sono dovuto prendere una pastiglia per il mal di testa, mannaggia a te! Da quanto sei sveglio?» Samuel era uscito sul portico con solo un pile addosso, i pugni sui fianchi accusava Jeff con un sorriso storto.
«Seee… stai a vedere che te l’ho fatto bere con l’imbuto quel whisky! Guarda che ti ho offerto solo il primo, ma vorrei sottolineare che poi la bottiglia te la sei messa tu sul tavolino accanto. Io ne ho bevuti solo due, era dal college che non me ne stavo così sobrio. Piuttosto te, che mi hai fatto fumare due canne di fila… ma quanta roba ci avevi messo là dentro? C’era tabacco o no?»
«Pochissimo cowboy, giusto un minimo per impastarlo.» gli rispose sorridendo.
«Comunque io mi son dovuto bere due tazze di caffè per riuscire a connettere, di là in cucina. Però ora ho imparato a fare anche la carbonara: sono pronto per il ristorante. C’è penuria di locali italiani a Seattle?» Continua a leggere

“Il giorno del Ringraziamento” – Capitolo 8

[Novella a puntate – testo e immagine di Monica Mazzitelli]

8.

Si misero in macchina appena finito il pranzo, silenziosi. Poi il trillo troppo alto del cellulare di James interruppe Cohen sul più struggente dei suoi “It’s a cold and it’s a broken allelujah”. Lo sfilò dalla tasca scusandosi con Angela, chiedendole di leggere che nome apparisse sullo schermo.
«Dice “Carrie”.»
«Mia figlia. Premi il tasto e me lo passi? Scusa!» fece un lungo sospiro prima di rispondere «Ciao Car, sto guidando, ti posso chiamare dopo? Sì, tutto bene, ci stiamo facendo un giro per le vallate intorno. Io e una mia amica, Angela. Dì ciao a Angela!»
«Ciao Carrie!» fece Angela sventolando anche la mano.
«Ma certo che va tutto bene, ti sembra di no? Non ho la voce strana, e non sono per niente arrabbiato, per cortesia. Ti chiamo dopo ok? Ciao.» concluse buttando il cellulare sopra il cruscotto. Continua a leggere

“Il giorno del Ringraziamento” – Capitolo 7

[Novella a puntate – testo e immagine di Monica Mazzitelli]

7.

C’era già luce. Dormendo si era appoggiato con la testa sul braccio che ora pungeva indolenzito. Non si era alzato neanche per una pipì durante la notte, gli premeva la vescica. E non si era neanche lavato i denti; se li sentiva stuccati di sporco e fondo di vino. Andò in bagno, si fece una doccia pensando che in quei dieci minuti avrebbe dovuto decidere improrogabilmente se andare a correre o meno. Sempre che la cosa fosse ancora valida. Sempre che Samuel non si fosse incazzato e avesse deciso di tornarsene a Seattle dalla moglie. Sarebbe stata colpa sua, e gli altri sarebbero stati scontenti, avrebbero pensato che era un coglione irascibile guastafeste e dietro le spalle si sarebbero detti “poteva andarsene lui invece che far andare via Samuel”.
Si piegò a strofinare bene caviglie e polpacci. La testa china dissimulava la sensazione di lacrime, le faceva sparire nello scolo della doccia insieme alla schiuma dello shampoo. Pensò a Jeff, che era salito con lui, che lo aveva accudito come lui accudiva Eileen. Senza essere roboante, però. Come fosse stato un figlio handicappato. Si sedette dentro la doccia, per terra. Non aveva mai fatto una cosa del genere e si sentì un po’ ridicolo, come in un film, ma non riusciva a alzarsi. Ancora venti secondi, si diceva, altri venti, due minuti. Sarebbe andato, se gli altri due andavano. Uscì dalla doccia con la pelle lessa e i muscoli bollenti, e dopo un minuto Jeff bussò alla porta. Continua a leggere

“Il giorno del Ringraziamento” – Capitolo 6

[Novella a puntate – testo e immagine di Monica Mazzitelli]

6.

Bussò perché vide luce filtrare dalla porta.
«Chi è?»
«Sono James, ti disturbo?»
«No no, entra, è aperto!»
La stanza aveva la stessa aria disordinata che aveva avuto quella di sua figlia da ragazza. In ventiquattr’ore Angela l’aveva fatta sua, piegata al suo bisogno di tirare fuori i suoi troppi vestiti e scarpe da una valigia verde dall’aria antiquata che aveva lasciato buttata per terra, aperta. Maglioni e pantaloni erano appoggiati ovunque, l’accappatoio appeso all’angolo della porta del bagno; c’era profumo di miele, gli parve. Ripensò un istante a tutte le sgridate inutili che lui e la sua ex moglie avevano speso per l’indomabile caos di Carrie; allo sguardo sempre innocente e sorpreso che lei rivolgeva alla sua stanza durante le loro tirate: dove loro vedevano macerie e lacerti, lei rispecchiava sé stessa. Ed era così calda la sua camera, piena di speranze e desideri, di vita; al contrario del resto della loro casa dove anche i cuscini sembravano posizionati col goniometro; lucida, fredda. Gli parve di capire Carrie per la prima volta, sentì la sua voce dentro chiederle finalmente scusa. Continua a leggere

“Il giorno del Ringraziamento” – Capitolo 5

[Novella a puntate – testo e immagine di Monica Mazzitelli]

5.

«Hai un po’ di farina sulla guancia Minnie!» le disse Mike con un sorriso incontrandola mentre usciva dalla cucina.
«Uh! Davvero? Beh considerato che ho tirato la sfoglia di tre libbre di fettuccine è normale!» sorrise lei passandosi il dorso della mano sul viso.
«Fettuccine fatte in casa? Accidenti… Tre libbre?»
«Occhio e croce penso di sì… Francesca dice che in Italia si misurano sulla base di quante uova, non dal peso… Tante fettuccine comunque, una montagna!»
«Fantastico, non vedo l’ora di cenare.»
«Sentirai che meraviglia il sugo di porcini!»
Rimanevano ancora in piedi fuori dalla cucina, con la pendola che aveva appena battuto il piccolo rintocco della mezz’ora. Si sorridevano in silenzio, con nulla da aggiungere, ma senza imbarazzo.
«Stavi uscendo?» Continua a leggere

“Il giorno del Ringraziamento” – Capitolo 4

[Novella a puntate – testo e immagine di Monica Mazzitelli]

4.

Angela, Mike e Minnie li raggiunsero, venivano dal lato opposto del lago. Angela si sedette sulla panchina guardando i rametti di abete che Minnie teneva in mano.
«Non è come la salvia selvatica che si deve usare secondo il rituale nativo-americano, però il profumo della resina secondo me andrà comunque bene per allontanare delle stanze gli spiriti maligni.»
«Dici che ce ne sono?» chiese Angela alzando un sopracciglio.
«Penso che ognuno di noi si sia portato dietro i suoi demoni,» fece Jeff «vero Minnie?»
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“Il giorno del Ringraziamento” – Capitolo 3

[Novella a puntate – testo di Monica Mazzitelli, immagine di Mikael Moiner]

3.

La vista, gli aveva detto la signora Chimenti. E gli scoiattoli. Li aveva sentiti da molto presto, erano almeno in due a giocare, là fuori. Eileen si sarebbe alzata per guardarli: lo fece anche lui. Il lago era argento fuso, gli abeti arrivavano a carezzare la riva. Verdi e austeri, sembravano un vecchio consiglio di saggi, senza ammonimenti per lui. Solo far passare il tempo e sfumare il dolore. Forse questo weekend non era stata una bella idea. O forse invece no: non era l’idea a essere stata sbagliata, ma la sua realizzazione. “Una cosa strana” gli aveva ripetuto Carrie al telefono.
Si vergognò un po’. Che avrebbe pensato Eileen che era andato lì da solo, a spendere 800 dollari per quella cosa “strana”?
Ma no. Che brutto pensare che Eileen l’avrebbe giudicato, invece. Non lo avevano mai fatto, uno con l’altro. Era un pensiero sporco questo, lurido. Indegno di lei. Continua a leggere

“Il giorno del Ringraziamento” – Capitolo 2

[Novella a puntate – testo e immagine di Monica Mazzitelli]

2.

Il neurochirurgo era sparito in silenzio. Jeff con la testa appoggiata sul pugno frantumava briciole di pane col coltello. Mike leggeva i titoli dei libri sugli scaffali, con le mani in tasca. Aveva saltato quelli in brossura in tinta unita, i rossi e i verdi sbiaditi, e stava guardando i paperbacks con lo sfondo nero screpolato dalle letture. James da lontano credette di riconoscere un vecchio romanzo che aveva anche lui a casa, e lo raggiunse.
«Pensavo fosse quel libro di Ellroy che non ho mai finito ma…»
«Si assomigliano tutte queste copertine.» fece Mike «Non ho letto nulla di Ellroy. Ma non posso dire di essere un lettore vorace. Lei?»
Non sapeva cosa rispondere «Non lo so, vado a periodi. Gli ultimi mesi leggevo più che altro qualche poesia per mia moglie, non c’è stato molto… tempo, per altre cose.»
Mike annuì. «Anche io vado a periodi. Leggo più che altro in vacanza, comunque. E non so ancora se questa lo sia.» concluse sorridendo.
«Perché? Cosa potrebbe essere?» chiese James un po’ allarmato.
«Per me l’inizio di qualcosa di più duraturo.»
Incerto se chiedere spiegazioni, si limitò a fare un cenno di assenso con la testa. Continua a leggere

“Il giorno del Ringraziamento” – Capitolo 1

Qualche anno fa, di ritorno da un viaggio negli Stati Uniti, ho scritto una novella ambientandola a nord della California durante il weekend del “Thanksgiving”.
Troppo breve per essere un romanzo, ho scelto di pubblicarla a puntate qui, e se vi piacerà potrete seguirla da oggi fino al 6 dicembre per 13 puntate, ogni giorno alle ore 18:00, illustrata da una mia foto. Chi – come me! – detesta leggere le cose a puntate, potrà trovare la novella per intero in formato pdf il 6 dicembre 🙂 Buona lettura!

1.

La villa era proprio del colore che aveva immaginato senza formularne il pensiero, quando aveva letto l’annuncio sul giornale locale. Marrone scuro, opaco. Inaspettato invece il blu delle ringhiere e della palizzata. L’aveva sempre ritenuto un accostamento aggricciante, trovarlo lì gli diede un senso di sollievo. Lo stesso che provò guardando la facciata mentre girava nel vialetto: betulle bianco cenere allungavano dita nodose verso la casa ghermendola nella luce scarsa del crepuscolo. Dal parcheggio il lago non si vedeva.
Sentì profumo di zucca mentre apriva la portiera. Luci arancione dalle finestre del piano terra ci si squagliavano dentro. Dovette sollevare il trolley per non farlo strusciare sul ghiaino. Continua a leggere

Che la forza sia con voi. E il potere con noi.

la forza con voi

Ci sono molte donne per cui femminismo significa in qualche modo rifiutare una prospettiva di diversità di genere, come fosse un marchio di debolezza; donne che tendono a catalogare sé stesse su un metro maschile, a cominciare dalla declinazione dei titoli professionali, ché quelli al femminile “non valgono tanto quanto”.
Questa esigenza ha avuto la sua piena importanza finché la cultura patriarcale ha tenuto chiuse le porte di molti mestieri che ora si stanno lentamente aprendo in tutti i settori, dalla scienza alle applicazioni manuali. Qui in Svezia per esempio ci sono sempre più donne nelle attività impiantistiche: deliziose idrauliche o elettriciste, magari minute ma scattose Lisbeth Salander con piercing e martello. Continua a leggere

“Bibliotheka Albertina” di Anna Costalonga

Dicevi che la montagna veniva prima di tutto, era l’unica cosa che valesse la pena vivere.
Salire in alto, elevarsi sempre di più, per scappare dal caos di edifici e capannoni industriali, dove non volevamo finire entrambi intrappolati come scarafaggi.
La quotidianità era un carcere, mi dicevi; o forse non volevamo finire intrappolati nella quotidianità di trappole tese da altri. La trappola – il carcere – doveva essere fino all’ultimo nostro e l’avevamo trovata nella fuga. O meglio nella corsa.
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La rivoluzione senza Italia del #metoo

metoo is the new 2Una sensazione da punto di non ritorno.
Come nella favola di H.C. Andersen − I nuovi abiti dell’imperatore – a un certo punto è bastato un grido: quello delle prime donne dello Hollywood Star System, che hanno avuto il coraggio di uscire allo scoperto e vuotare un sacco pieno di vergogna, rabbia, frustrazione, paura e incertezza. Da lì, pochi giorni dopo, il primo post con l’hashtag #metoo inizia a girare e in un paio di notti diventa una valanga. Si aggiornano le cifre dei conteggi delle migliaia e migliaia di donne occidentali che hanno trovato la forza della moltitudine per raccontare la propria storia. Che sia quella di una molestia su un autobus, o di uno stupro, tante mani si sono alzate e il fiume è diventato una piena, un avvenimento che è impossibile ignorare. Grazie ai social network le donne occidentali si sono finalmente incontrate, pur senza vedersi mai, e nell’onda sororale e calda del dire “anch’io” hanno formato una sorta di alleanza, con la forza che hanno le donne quando si stufano e non riescono più a far passare nulla. Continua a leggere

La generazione perduta dei pornoragazzini

Tutto quello che non sappiamo sulla pornografia in rete raccontato in un saggio fondamentale appena pubblicato in Svezia

È uscito in Svezia un libro dal titolo “Droga visiva – su pornografia in rete, bambini e ragazzi” [“Visuell drog – Om barn, unga och nätporr”, Kalla Kulor Förlag, 2016] che sarebbe veramente utilissimo tradurre in italiano. Le scrittrici sono due centrali termonucleari: Maria Ahlin − giovanissima presidente dell’associazione Freethem contro il trafficking − e Ulrica Stigberg − pastora della Fryhuset, il più importante e vitale centro giovanile di Stoccolma.
Per scrivere questo libro Ahlin e Stigberg hanno scelto di fare un passo indietro rispetto a una prospettiva morale sulla pornografia, preferendo concentrarsi solo sugli effetti del suo consumo a danno della salute di giovani e giovanissimi, sia a livello neuropsichiatrico che fisico e sociale. Hanno intervistato esperti di ogni tipo: professori universitari, neurologi, criminologi, commissari di polizia, sociologi, urologi, psicologi, ricercatori, personaggi televisivi. Ma soprattutto, hanno parlato a lungo con decine di ragazzi e ragazze, che hanno (finalmente) trovato orecchie adulte per esternare le problematiche che né genitori né insegnanti sanno affrontare, e hanno scoperto che nessuno di loro aveva mai avuto la possibilità di parlare con un adulto su questo tema. Il quadro che ne emerge è molto inquietante e con forti ripercussioni sociali. Continua a leggere

Il posto di ognuno

Quasi le 8 di sera, la luce iniziava a sbiadire e anche i cassonetti della differenziata sfumavano nel grigio dell’asfalto. Svuotavo i miei sacchetti e sul finire arriva una minuta ragazza straniera con un viso dolcissimo, accompagnata dal suo bimbo. Con dita delicate ha preso a controllare se ci fosse per caso qualche contenitore con cauzione, da portare al supermercato per ottenere degli spiccioli in contanti.
Un secondo prima di risalire in macchina ho sentito un fischio di freddo dietro i lobi delle orecchie, e ho preso il portafoglio per darle l’equivalente di due Euro, così, mentre era lì a fare le vocine giocose al suo bambino. E quando glieli ho dati, mi ha preso la mano per baciarmene il dorso, dicendomi una cosa che non ho capito, piena di sorrisi, mentre il bimbo mi soffiava bacetti dalla punta delle dita e io già cominciavo a piangere.
Mi ha baciato la mano per due Euro da niente. Che vergogna infinita questo mondo dove senza meriti nasciamo nel posto giusto, solo per caso, e ci sfiliamo due Euro miseri da un portafoglio.

[Un invito di ascolto qui]

A cosa (non) serve l’omeopatia

Tutti dicono che il proprio gatto sia intelligentissimo, che gli manchi solo la parola, che capisca tutto. Ma il mio è una spanna sopra la media. Decisamente. Perché lui −pensate− vede che io prendo un tubetto di granuli omeopatici, ne estraggo tre, li lascio sciogliere nell’acqua della sua ciotola (che non vede, perché è nel lavello di cucina, ma insomma) lui la beve e guarisce dai suoi disturbi. Perché? Ma come perché, per l’effetto placebo, suvvia, è noto. Questo è l’unico effetto dell’omeopatia, no? Continua a leggere

Chi ha paura della Svezia?

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In questi giorni la Svezia è di attualità dopo che Donald Trump ha riportato come veritiere alcune dichiarazioni rilasciate a Fox News da un certo Nils Bildt, un mitomane svedese che ha spacciato come notizie la propaganda contro immigrazione e Islam condotta dal partito “Sverigedemokraterna” (Democratici Svedesi), una formazione politica nata come ricettacolo di gruppi neonazisti e di ispirazione nazionalista, molto simile alla nostra Lega Nord.
Il Ministero degli Esteri svedese ha deciso di ribattere pubblicando un significativo ed esaustivo comunicato stampa in inglese: “Facts about migration and crime in Sweden” dove demolisce alcune delle più diffuse false opinioni/notizie attualmente in circolazione, sulla base di fatti e statistiche rilevate attraverso canali ufficiali, in primo luogo quelle delle Forze di Polizia. Continua a leggere